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Cronaca

GIALLO GUERRINA PISCAGLIA: E' STATO ARRESTATO PADRE GRAZIANO

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Tempo di lettura < 1 minuto L’accusa nei suoi riguardi è cambiata da favoreggiamento ad omicidio e occultamento di cadavere

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Angelo Barraco

Arezzo –  Padre Graziano, unico indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia avvenuta il 1 maggio 2015 è stato arrestato. L’arresto è avvenuto a poche ore dalla possibile libertà del prete congolese. Per il Prete, l’accusa nei suoi riguardi è cambiata da favoreggiamento ad omicidio e occultamento di cadavere. Adesso l’indagine prenderà un’altra piega e si indagherà per omicidio, poiché fino ad ora si era parlato di sequestro di persona. Padre Graziano è stato arrestato a Roma, i Carabinieri si sono presentati di fronte al portone del convento dei Premostratensi in Viale Giotto, quartiere Aventino e hanno notificato al frate il provvedimento del giudice. Il Frate poi è salito nell’auto dei Carabinieri e si sono diretti ad Arezzo. La misura cautelare era stata richiesta il 23 febbraio 2015 dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi e dal sostituto procuratore della Repubblica Marco Dioni. La misura cautelare è stata ritenuta un’esigenza perché vi era il pericolo di fuga dell’indagato e l’inquinamento probatorio. Ricordiamo che il 24 aprile scadeva il divieto di espatrio per Padre Graziano. Gli elementi contro Padre Graziano sono: Quando Guerrina è già scomparsa, dal cellulare della donna partono due sms; uno rivolto ad un prete nigeriano che vive a Roma e un altro prete di Can Raffaello. Il numero del prete nigeriano che vive a Roma però lo poteva avere soltanto Padre Graziano. Quando a Padre Graziano gli viene chiesto come mai Guerrina aveva il numero del prete nigeriano e Padre Graziano è rimasto in silenzio. Padre Graziano successivamente parla con Padre Faustino, parlando di un’altra persona, un certo Signor Francesco. 

Cronaca

Madre uccide le due figlie: trovato il corpo nell’Adige

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Il corpo è stato trovato ieri pomeriggio a Verona nell’Adige è della donna cingalese che da martedì scorso era ricercata dopo avere ucciso le due bimbe di 11 e 3 anni. La conferma è arrivata da fonti investigative.

Gli effetti personali della donna, che avrebbe compiuto 34 anni il 31 ottobre, erano stati rinvenuti nelle vicinanze. Poi è stata trovata una scarpa, quindi i sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno visto una felpa che galleggiava nel fiume e infine il corpo di Sachithra Ninansala Fernando Dewendra Mahawaduge. Per le ricerche si era mobilitata anche la comunità cingalese e lo stesso ex marito, con appelli sui social.

Sono morte per soffocamento meccanico violento le due sorelline di 11 e 3 anni trovate senza vita martedì mattina nella casa d’accoglienza di Porto San Pancrazio a Verona. Del duplice delitto è indiziata la mamma. Potrebbero essere state uccise con un cuscino, anche se nella stanza non era stato trovato nulla fuori posto. Verranno fatti altri approfondimenti medico legali, come gli esami tossicologici, ma il Pm Federica Ormanni, darà il nulla osta per la sepoltura. Il fascicolo per omicidio è aperto a carico di ignoti.

“Per favore le bambine hanno la febbre, datemi una medicina e poi lasciatele dormire. Oggi non le mando a scuola”. Sono le ultime parole, rivolte ad un’assistente sociale, pronunciate ieri mattina da Sachithra Mahawaduge, la donna cingalese 34enne sospettata di aver ucciso nella casa di accoglienza a Verona le sue figlie di 3 e 11 anni. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha ricostruito quello che è successo nella struttura comunale ieri mattina. “La signora ha riferito che le due figlie erano indisposte ed ha chiesto un farmaco antinfluenzale. Trascorso un po’ di tempo l’operatrice è entrata in camere ed ha visto le bambine a letto che sembravano dormire, la luce accesa nel bagno. Per questo ha pensato che la madre si trovasse all’interno del bagno ed è uscita dalla stanza”. “Trascorsa una decina di minuti – ha proseguito Sboarina – l’operatrice è tornata nella camera, è entrata in bagno e si è resa conto che non c’era nessuno. A quel punto è andata a controllare le due bimbe facendo la terribile scoperta. Erano già prive di vita”. “La finestra del bagno era aperta e quindi la madre sicuramente si è allontanata da li'” ha concluso Sboarina. Quanto ai rapporti con il marito e ai motivi che avevano portato all’allontanamento della donna e delle figlie dalla famiglia, si è appreso che le denunce per presunti maltrattamenti nei confronti dell’uomo risultano recentemente archiviate.

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Marsala, lungomare antistante il Monumento ai Mille: al via i lavori di riqualificazione

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Un progetto redatto dall’arch. Maxime Angileri e che sarà realizzato con un finanziamento di 340mila euro assegnato per il 2021 dal Ministero dell’Interno

MARSALA (TP) – Sono entrati nella fase esecutiva e prenderanno il via la settimana prossima i lavori di riqualificazione di un tratto del Lungomare di Marsala, quello antistante il Monumento ai Mille.

Un fronte di circa centro metri che potrà godere del nuovo look previsto nel progetto redatto dall’arch. Maxime Angileri e che sarà realizzato con un finanziamento di 340 mila euro assegnato per il 2021 dal Ministero dell’Interno.

“Migliora il decoro del principale ingresso al centro storico e che sarà arricchito da arredi, nuova illuminazione e verde pubblico, afferma il sindaco Massimo Grillo. L’obiettivo è fare di quell’area un confortevole e funzionale centro di accoglienza turistica, affiancato da un attrezzato e qualificato punto informativo a servizio dei visitatori”.

Cosa sarà realizzato

Si comincerà con il rifacimento dei marciapiedi che confluiscono all’incrocio con via Scipione l’Africano (circa 50 metri per lato), dove verranno piantumate nuove palme e aiuole, piante e cestini portarifiuti. Oltre a cinque nuovi pali con illuminazione a led, sui marciapiedi verranno anche realizzati dei percorsi con sistema “Loges”, riconoscibili dai non vedenti. Infine, dei dissuasori a paletto con integrata illuminazione a led saranno installati ai bordi dei marciapiedi, al fine di creare una delimitazione con la carreggiata pavimentata a spina di pesce in entrambe le due corsie di marcia.

Altri interventi sono previsti anche per il piazzale antistante al Monumento ai Mille, attualmente privo di arredi

Saranno collocate panche, disposte in modo da rievocare le onde che si infrangono sulla chiglia della nave rappresentata dal Monumento ai Mille. Infine, si posizioneranno vasi di grandi dimensioni contenenti differenti specie arboree e si doterà l’area di una rastrelliera per biciclette. Complessivamente, quindi, sarà utilizzato un arredo urbano a basso impatto ambientale, idoneo alla mitigazione del calore. E ciò è in linea con il progetto che l’Amministrazione Grillo ha recentemente presentato al Ministero della Transizione Ecologica (quasi 500 mila euro il finanziamento richiesto). È volto a realizzare – proprio in prossimità del Monumento ai Mille – “interventi green e blu”, utilizzando materiali riflettenti e mettendo a dimora nuove piante autoctone per influenzare lo stato termico, nonché aumentare l’ombreggiamento.

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Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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