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GIANNI TONELLI: LA DIGOS VA IN OSPEDALE E GLI NOTIFICA L'ATTO DELLA PROCURA

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"I vertici del Dipartimento della PS continuano a difendere le loro evidenti responsabilità contro ogni verità e contro ogni giustizia"

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Red. Cronaca

Venerdì sera alle 19.30 un funzionario e 2 ispettori della Digos della Questura di Roma hanno raggiunto il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli presso l’ospedale Santo Spirito dove è tuttora ricoverato a causa del mancamento che lo ha colpito lo scorso giovedì, e gli hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini ai sensi dell’articolo 415bis del Codice di procedura penale nonostante le sue precarie condizioni di salute.

L’avviso di conclusione delle indagini, che individuerebbero un’ipotesi per alcuni reati anche a suo carico e legate alle note vicende riguardanti alcune interviste rilasciate da dipendenti della Polizia di Stato sul circuito mediatico, uno dei quali proprio il dirigente sindacale F.R., gli è stato notificato sul letto d’ospedale.

Le motivazioni che Tonelli avrà modo di chiarire ampiamente al pubblico ministero sono state superate totalmente dagli elementi che lo stesso Segretario ha fornito alla Procura di Roma con la denuncia presentata il 21 gennaio contro il Capo della Polizia Alessandra Pansa e il Questore di Roma Niccolò D’Angelo. Secondo quanto riportato su un comunicato del Sindacato Autonomo di Polizia sull’atto in questione "i vertici del Dipartimento della PS continuano a difendere le loro evidenti responsabilità contro ogni verità e contro ogni giustizia, negando ciò che Tonelli ha dimostrato in sede di conferenza stampa il giorno 20 gennaio in maniera incontrovertibile e inequivocabile e cioè che i materiali in uso alla Polizia di Stato era in uso e successivamente ancora utilizzati per i servizi di Polizia  e non come si evince dall’informativa della digos della Questura di Roma che hanno ispirato gli atti del PM".

“Tutto ciò mi lascia sereno – ha evidenziato Tonelli – Sono certo che riuscirò a dimostrare al Pubblico Ministero le verità che i vertici del Dipartimento cercano di nascondere e che dimostrerebbero le responsabilità di chi veramente ha debilitato l’intero apparato della sicurezza nel nostro Paese”.
“Questa bassezza da parte dei vertici del dipartimento e della questura ha il reale obiettivo di  distogliere visibilità alla protesta dello sciopero della fame, iniziato per dimostrare che le nostre intenzioni erano quelle di far luce su quanto è accaduto per un sentimento di verità e di giustizia”.
Dal Sap mettono poi in evidenza il fatto che l’atto della Procura è datato 9 febbraio e "non si comprende – si legge nella nota del Sindacato di Polizia – come mai si sia dovuto aspettare oggi venerdì 4 marzo, alle 19.30, quando ormai gli uffici della segreteria generale SAP sono chiusi e si rende ardua la possibilità di replicare atteso che vi fosse stata la possibilità vista le condizioni di poter conoscere in tempo l’esistenza del comunicato della Questura. Altro motivo – prosegue la nota del Sap –  che mette in luce la malafede è la falsa affermazione secondo la quale nel comunicato sta scritto che gli avvisi di garanzia sono stati notificati a Tonelli e ad altri 4 dipendenti quando invece era stato notificato solo a Tonelli e alcuni degli interessati riceveranno la notifica solo domani. L’intendimento di questi bassi artifizi – si legge ancora nella nota sindacale – è veramente squallido sotto l’aspetto etico-morale ed è quello di inibire qualsiasi reazione di verità ad un comunicato fazioso e fuorviante atteso che la Questura  avesse ricevuto delega dalla Procura di dare pubblicità ad una simile notizia. (sic!) Che il SAP sia animato da sinceri sentimenti di verità e giustizia si evince palesemente dal fatto che fin dall'inizio di questa vicenda abbia dato all’avvocato Marco Zincani, del Foro di Bologna la delega per predisporre un atto di denuncia alla magistratura finalizzato a evidenziare le responsabilità del Questore di Roma D’Angelo e del Capo della Polizia Pansa".

“Ben vengano tutte le inchieste atte a fare luce su ciò che invece si desidera coprire. – Afferma Tonelli che prosegue – Io sto praticando lo sciopero della fame da 44 giorni proprio allo scopo di accendere i fari su una vicenda molto fosca e torbida che riguarda i valori fondanti della nostra democrazia. Per converso rilevo che altri soggetti interessati cercano invece di rendere nebulosi e indefiniti i contorni di questa vicenda”.
 

Salute

Covid Italia, 26 percento dei casi è variante Delta

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Con il 26% dei casi, l’Italia è al quinto posto nel mondo fra i Paesi in cui è maggiore la circolazione della variante Delta. E’ la stima pubblicata dal Financial Times sulla base delle sequenze genetiche del virus depositate nella banca internazionale di dati genetici Gisaid e dei dati provenienti dall’istituto di ricerca belga Sciensano. Le stime indicano inoltre che la variante Delta è dominante in Gran Bretagna e Portogallo, dove la concentrazione è rispettivamente del 98% e il 96%. Seguono gli Stati Uniti con il 31%, quindi Italia (26%), Belgio (16%), Germania (15%), Francia (6,9%).

L’analisi del Financial Times indica inoltre che in Gran Bretagna, Portogallo e Russia all’aumento della diffusione della variante Delta corrisponde un progressivo calo nella circolazione della variante Alfa. Questa tendenza non è invece ancora presente negli Stati Uniti, in Italia, in Belgio e in Germania, dove la variante Alfa sembra essere ancora quella decisamente dominante.

Ottenere il maggior numero di sequenze genetiche del virus è fondamentale per riuscire a seguire la diffusione della variante Delta, che secondo alcuni esperti sentiti dal Financial Times è probabilmente destinata a soppiantare ovunque la variante Alfa per la maggiore facilità con cui si trasmette. Il quotidiano osserva che, a fronte delle 500.000 sequenze del virus SarsCoV2 ottenute dalla Gran Bretagna, la Germania ne ha ottenute 130.000, la Francia 47.000 e la Spagna 34.000.

Per l’Italia non è riportato alcun dato. Il sequenziamento “è costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, rileva sul Financial Times il direttore dell’Institute of Global Health a Ginevra, Antoine Flahault. Resta da chiarire il motivo del ritmo diverso con il quale la variante Delta si sta diffondendo in Europa, ma il punto sul quale in molti sono d’accordo è che una delle principali contro misure sia accelerare con le campagne di vaccinazione anti Covid-19 in modo da rallentare la circolazione del virus il più possibile. “C’è un messaggio che tutti dobbiamo avere molto chiaro: non è finita”, osserva sul quotidiano il virologo Bruno Lina, dell’Università ‘Claude Bernard’ di Lione.

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Politica

Roma, primarie Pd: è Gualtieri il candidato. A Castel Romano l’impegno dei volontari di Sant’Egidio

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Roberto Gualtieri ha raccolto 28561 voti, pari al 60,64% dei voti totali. Alle spalle Giovanni Caudo con 7388 preferenze e il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3372 voti. E ancora Imma Battaglia di Liberare Roma con 2897 voti per il 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2625 preferenze e il 5,57%. Quindi Tobia Zevi (1663 3,53%) e Cristina Grancio (497 1,05%).

Ai gazebo si sono recati in 48624, una quota superiore alle attese, 40.000 il numero fissato dalla segreteria dem, e sopra anche alle prime stime fornite da Andrea Casu che aveva indicato in 45.000 la proieizione dei votanti ad urne chiuse. Un dato superiore, rispetto alla sfida del 2016.

A Castel Romano i volontari di Sant’Egidio, qualcuno anche dipendente del Comune di Roma, hanno accompagnato i nomadi di Castel Romano ai gazebo per le primarie. Oltre sette i viaggi effettuati con le vetture.

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Salute

Lotta al Covid, Mario Draghi: “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”

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“L’eterologa funziona, io sono prenotato martedì”. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa parlando dei vaccini nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Al punto stampa partecipano anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

Ho più di 70 anni” e la prima dose con Astrazeneca “ha dato risposta bassa e mi si consiglia di fare l’eterologa. Quindi funziona per me e ancor più vero funziona per chi ha meno di 70 anni e meno di 60 anni“, dice il premier. “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”, afferma Draghi.
“Se uno ha meno di 60 anni e gli è stato proposto di fare l’eterologa ma non vuole, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purchè abbia il parere del medico e il consenso informato, bene”. La cosa peggiore è non fare la seconda dose, ribadisce Draghi.
Nonostante tutta la confusione, è straordinario come la popolazione non mostri l’intenzione di diminuire la vaccinazione e di non vaccinarsi, è straordinario. Rispetto ad altri Paesi, è uno dei comportamenti più ammirevoli, ricordiamocelo”, sottolinea Draghi aggiungendo: “Pronti a chiarire ogni confusione ma il comportamento è veramente costante e straordinario”.
“Non c’è alcun motivo” di temere “che ci sarà un rallentamento” nella campagna vaccinale. “Anzi, ci sara’ maggiore libertà di scelta, quindi non c’è motivo per temere un rallentamento”, sottolinea Draghi.

  “Domani inoltrerò la richiesta al Cts perché ci dica se possiamo togliere la mascherina o no”, lo dice il premier aggiungendo: “Ma non ci sono date”. “Sullo stato di emergenza decideremo quando saremo vicini alla scadenza”.

“Nel nostro Paese è stato disposto l’obbligo per il vaccino anti-Covid per gli operatori sanitari e ciò è giusto ma in questo momento non c’è la previsione di altri tipi di obbligatorietà. Vediamo una risposta positiva dei nostri cittadini e la campagna continuera “. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“E’ stata già fatta tutta la pianificazione e riprogrammato con le regioni affinché siano già assicurate dosi con l’eterologa per tutto giugno, a breve per tutto luglio. Si tratta di 990mila cittadini che saranno vaccinati con mRna e quindi non ci saranno rallentamenti, il ritmo resterà di 500mila somministrazioni al giorno”. Così il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo.

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