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Economia e Finanza

Giochi online, il 2017 si chiude con fatturato di oltre 1 miliardo di euro

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Il 2017 si è concluso come da auspici per il gaming online. Ovvero, con una crescita che ha condotto il valore del settore del gioco su web a quota 1,03 miliardi di euro, come confermava pochi giorni fa un report condotto dall’Osservatorio del Gioco Online del Politecnico di Milano, in collaborazione con Sogei e ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

In particolare, secondo quanto agevolano le statistiche, nei 12 mesi dello scorso anno il business del gioco online ha prodotto un fatturato in crescita del +22% rispetto al 2016, trainato principalmente dagli incassi dei casinò online come casino.netbet.it, e dalla regolamentazione dinamica favorita dall’AAMS.

Ad ogni modo, al di là del dato di sintesi complessiva, il report condotto dall’Osservatorio del Gioco Online del Politecnico di Milano ci fornisce tantissimi spunti di discussione settoriale. Ad esempio, dal ricco dossier statistico emerge come il poker abbia registrato un calo del -5% nella spesa complessiva da parte dei giocatori italiani, e che di contro altri settori come quelli delle slot online e delle scommesse sportive, hanno portato in dote una forte crescita del ricavo.

Alla luce delle evoluzioni compiute nel 2017, il settore delle slot machines si è facilmente mantenuto al primo posto nella classifica dei giochi più rappresentativi, con una quota di mercato pari al 35% della spesa che gli italiani effettuano nei casinò online. Guardando agli altri settori, bene anche le prestazioni del lotto e – almeno in parte – quelle del bingo: le loro evoluzioni hanno però impedito di scalfire il primato garantito dalle slot, considerato che sia il lotto che il bingo possono rappresentare “solo” il 10% del mercato (per un controvalore di circa 100 milioni di euro, contro i 441 milioni di euro nel 2017 da parte dei casinò telematici).

Tra le ulteriori tendenze evolutive su cui val la pena soffermarsi, almeno brevemente, anche il fatto che ad oggi gli smartphone rappresentano una irrinunciabile componente per l’ottenimento di un crescente fatturato nel settore. Anche in questo caso, è sufficiente ricondurre le statistiche ufficiali fornite dall’Osservatorio per poterne sapere di più, e scoprire così che nel 2017, la spesa degli italiani sui casinò online da mobile ha raggiunto i 233 milioni di euro, con un incremento di ben il +50% su base annua. Sebbene la statistica includa anche i tablet, è intuibile come siano stati gli smartphone a far la parte del leone con l’84% del mercato in mobilità.

Dunque, con uno sguardo al 2018 recentemente avviato, sebbene il pc e – più in generale – tutte le postazioni fisse assorbano ancora il 63% del traffico, la quota sta calando progressivamente in favore del gioco in mobilità, tanto che se oramai più della metà degli italiani si collegano da mobile alla rete, è anche per farlo per poter giocare sulle piattaforme come i casinò online.

Appuntamento ora ai primi dati trimestrali del 2018 per una conferma di tale tendenza lineare, che non dovrebbe mancare di ribadirsi in maniera autorevole nei prossimi mesi.

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Economia e Finanza

Salvini: chiudere cartelle Equitalia sotto i 100mila euro. Fisco, scoperti mille grandi evasori

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“Chiudere sa subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Ora tocca al governo – aggiunge – semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse”.

Il ministro dell’Interno ha partecipato alle celebrazioni del 224° anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza e ha ringraziato il Corpo per i risultati raggiunti. “Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa – ha detto – onore alla Guardia di Finanza che li ha scovati, ora tocca al governo ridurre le tasse e semplificare il sistema fiscale”.

Due miliardi e 300 milioni, più di due milioni a testa: è quanto hanno sottratto al fisco i mille grandi evasori scoperti dalla Guardia di Finanza dal 1 gennaio del 2017 al 31 maggio di quest’anno. I Finanzieri hanno anche individuato quasi 13mila evasori totali e contestato 23mila reati fiscali.

Dei 2,3 miliardi evasi dai grandi evasori, che non sono piccoli artigiani, commercianti o imprenditori ma soggetti che si avvalgono di una rete di connivenze e spesso anche della consulenza di studi tributari, più della metà – 1,3 miliardi – sono però già stati confiscati acquisiti in via definitiva al patrimonio dello Stato.

I dati di quasi un anno e mezzo di attività sono stati resi noti in occasione della festa del Corpo: da gennaio 2017 sono stati scoperti anche 12.824 evasori totali, soggetti del tutto sconosciuti al fisco, che hanno evaso 5,8 miliardi di Iva. I finanzieri hanno inoltre portato alla luce quasi 23mila reati fiscali – il 67% dei quali riguardano emissione di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento di documenti contabile – e denunciato 17mila persone, di cui 378 arrestate. Infine, sono 30.818 i lavoratori in nero impiegati da 6.361 datori di lavoro.

Ridurre al minimo invasività controlli – Ridurre al minimo l’invasività dei controlli e montare sulla buona fede dei cittadini. È questa la nuova linea d’azione della Guardia di Finanza indicata del Comandante generale Giorgio Toschi Nel corso delle Celebrazioni del 224/esimo anniversario del corpo. Toschi ha sottolineato che il corpo intende “sostenere convintamente il cambiamento nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente”. E per questo punta a ” un approccio fondato sulla semplificazione fiscale, sulla buona fede e sulla cooperazione tra le parti teso ad eliminare le misure che penalizzano i cittadini onesti, favorendo invece l’adeguamento spontaneo agli obblighi tributari e riducendo al minimo, dove possibile, l’invasività dei controlli”.

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Cronaca

Marsala, nuovo svincolo autostradale aeroporto – Mazara del Vallo: il sindaco vola a Roma per la presentazione ufficiale

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MARSALA (TP) – Missione romana per il Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo. Il primo cittadino, nel primo pomeriggio di domani, anche in rappresentanza di “Area Vasta”, sarà nella sede del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici a Porta Pia, ed assisterà alla presentazione del progetto preliminare per la realizzazione della Bretella Autostradale che unirà Birgi (svincolo della A29) con l’abitato di Mazara del Vallo. In particolare verrà illustrato il primo stralcio funzionale Marsala Sud (ospedale) – Mazara del Vallo.

Un impulso consistente all’economia del territorio di Marsala

“E’ questo un ulteriore passo in avanti – precisa il sindaco Di Girolamo – per la realizzazione di questa importante infrastruttura viaria che darà un impulso consistente all’economia del territorio e valorizzerà, ancor di più, l’aeroporto di Birgi che speriamo di rilanciare a breve termine e che sarà meglio collegato con le principali arterie stradali e quindi più facilmente raggiungibile sia dagli abitanti della Val di Mazara sia da quelli dell’agrigentino”.

Lo scorso 30 Maggio si era svolto a Marsala un incontro tecnico con i responsabili nazionali e regionali dell’ANAS per la presentazione del progetto relativo all’Itinerario Gela-Agrigento-Trapani. Il tratto interessato è Trapani/Mazara del Vallo, con variante alla SS 115 “Sud Occidentale Sicula” compresa tra lo svincolo “Birgi” sulla A29 dir. e il collegamento alla SS 115 al Km 48+000 in corrispondenza dell’abitato di Mazara del Vallo”. In particolare, il responsabile del progetto ing. Giovanni Godano, della Direzione Progettazione e Realizzazione lavori ANAS Roma, ha presentato lo stato di avanzamento della progettazione e delle fasi successive per l’avvio delle procedure di gara. All’incontro erano presenti l’Ing. Ettore De Cesbron della Grennelais della Direzione Progettazione e Realizzazione lavori ANAS Palermo e l’ing. Silvio Cananella.

Mediante la realizzazione dell’intervento proposto si perviene alla chiusura dell’anello stradale costiero, previsto nella proposta di Piano Regionale dei Trasporti, ed alla connessione tra l’autostrada A 29 (Palermo – Mazara del Vallo) e la A 29 dir ( Palermo – Trapani). Tale infrastruttura permetterà, inoltre, di realizzare un collegamento a grande capacità con l’aeroporto “Vincenzo Florio”, aumentando l’accessibilità a tale infrastruttura e, quindi, il suo naturale bacino di traffico. Non trascurabile, infine, la sua funzione sostitutiva della attuale SS 115, per il tratto sotteso, la quale incontra – quasi senza soluzione di continuità – centri abitati ed insediamenti di vario tipo, mentre nei pochi tratti esterni a dette aree presenta un’elevata densità di intersezioni con la viabilità minore.

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Cronaca

Rapporto Coldiretti: 2,7 milioni di italiani senza cibo

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All’interno del nostro paese ci sono due mondi. Il primo fatto di promesse, di rappresentanza di comodo, di chiacchiere e proclami da continua campagna elettorale. Il secondo, rappresenta la cruda realtà dei nostri tempi. Ospedali fatiscenti, strutture pubbliche a pezzi e la lista è lunga.

Il rapporto Coldiretti

Ma quello che dovrebbe far riflettere tutti sono i dati presentati ieri a Torino dal rapporto della Coldiretti, ‘La povertà alimentare e lo spreco in Italia’: nel 2017, 2,7 milioni di persone in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. Ad avere problemi per mangiare sono dunque – sottolinea la Coldiretti – oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta. Sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

Bambini e anziani le categorie più colpite

Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la povertà – continua la Coldiretti – si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti.

La campagna di solidarietà

Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che dal Villaggio stocoicontadini di Torino hanno lanciato per la prima volta l’iniziativa della ‘spesa sospesa’ a favore della Caritas. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i 150 banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso – spiega la Coldiretti – frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà. “In un’occasione di incontro tra campagne e città come è il Villaggio Coldiretti non potevamo non pensare a chi in questo momento vive grandi sofferenze a causa della crisi economica che ha colpito duramente soprattutto le fasce più deboli della popolazione” ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, sottolineando che “è però necessario intervenire anche a livello strutturale per rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile di chi oggi vive sotto la soglia di povertà”.

Marco Staffiero

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