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Cronaca

GIUGLIANO, CLAN MALLARDO: 12 ARRESTI TRA CUI UN DIRIGENTE DELL'ASL NAPOLI 2

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Tempo di lettura < 1 minuto Il dirigente medico Asl emetteva false attestazioni nei confronti di D'Alterio riconoscendone l'infermità mentale che gli ha procurato benefici carcerari e sconti di pena.

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di Ch. Mo.


Napoli – Una maxi operazione della Guardia di Finanza alle prime ore di questa mattina ha portato all'arresto di dodici persone ritenute affiliate al Clan Mallardo di Giugliano. Gravi accuse pendono sugli arrestati: associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dall'articolo 7. A fare scalpore tra gli arrestati è la presenza del responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Napoli 2, Gennaro Perrino nonché ex assessore alle politiche giovanili di Giugliano nei primi anni del 2000. Tra i fermati inoltre compare il nome di V. D'Alterio ritenuto l'elemento di spicco della cosca. Ma le accuse e le indagini non finiscono qui; a finire sotto gli occhi delle fiamme gialle è anche una guardia penitenziaria in servizio al Carcere di Poggioreale. Numerosi i sequestri preventivi della Guardia di Finanza che ha avviato le indagini in seguito alle dichiarazioni del pentito G.Pirozzi. Secondo gli accertamenti, il dirigente medico Asl emetteva false attestazioni nei confronti di D'Alterio riconoscendone l'infermità mentale che gli ha procurato benefici carcerari e sconti di pena. A far scattare l'allarme però sono stati i comportamenti dello stesso D'Alterio per nulla identificativi di deficit psichiatrici. Medici corrotti? Non è la prima volta che accade in Campania. Anche le guardie carcerarie sempre più spesso finiscono assoldate dal sistema criminale spesso in cambio di cospicue somme di denaro. Le indagini attualmente non sono concluse, altre otto persone risultano fermate a piede libero e chissà quanti ancora ne saranno coinvolti.

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Cronaca

Post con offese alla memoria di David Sassoli: la Polizia Postale identifica l’autore

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Si tratta di un 40enne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID

La Polizia di Stato, nell’ambito del monitoraggio informativo della rete internet effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni a seguito della notizia della scomparsa del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli, su diversi canali Telegram, profili Facebook e Twitter (con l’hashtag #nessunacorrelazione), ha riscontrato la pubblicazione di numerosi messaggi d’odio, inspirati da teorie complottiste “No Vax” secondo le quali l’Onorevole sarebbe morto a causa del vaccino.

Tra i vari messaggi che hanno acquisito il carattere della “viralità” per il contenuto particolarmente sprezzante e lesivo della memoria del defunto Presidente del Parlamento Europeo, ripreso anche dai principali organi di stampa, era emerso quello pubblicato dall’account “Ugo Fuoco”, che testualmente affermava “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.

Approfondite verifiche hanno permesso ai poliziotti di identificare l’autore del post in un quarantenne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID. L’indagato è risultato anche amministratore di un canale Telegram con più di 30.000 iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi di incitamento alla violazione delle disposizioni sulla gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

Sulla base degli accertamenti informatici, il Compartimento Polizia Postale di Napoli, ha deferito il presunto autore del messaggio lesivo della memoria di David Sassoli e, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha eseguito una perquisizione informatica, nel corso della quale sono state rinvenute tracce informatiche legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto Presidente del Parlamento Europeo.

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Cronaca

Rieti, minaccia la moglie davanti al figlio minore: denunciato dai carabinieri

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Dalle prime indagini sembrerebbe che non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna

BORBONA (RI) – Una donna, di origini rumene, ha denunciato di essere da tempo vittima dei maltrattamenti da parte del marito. Esasperata dalle continue violenze e al culmine dell’ultimo litigio, ha deciso di rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Borbona.

Ai militari la donna ha dichiarato di essere stata oggetto di minacce, insulti ed offese da parte del coniuge convivente, anch’egli di origini straniere, il quale in uno stato di forte alterazione
dovuto all’abuso di sostanze alcoliche avrebbe infierito verbalmente su di lei, per di più dinanzi al figlio minore.

Le prime indagini hanno consentito di ipotizzare che, purtroppo, non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna.

L’uomo è stato quindi denunciato dai Carabinieri per maltrattamenti in danno della
moglie. Nel procedimento penale instauratosi, la sussistenza della responsabilità penale sarà
accertata dal Giudice.

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Cronaca

Bologna, ritardi negli hub vaccinali: indagati un poliziotto e un finanziere no vax

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Un poliziotto e un militare della guardia di finanza avrebbero creato volontariamente ritardi e disservizi negli hub vaccinali dove erano andati per ricevere il vaccino anti-Covid. Per questo sono indagati, in due fascicoli separati, dalla Procura di Bologna con l’accusa di interruzione di pubblico servizio.

Il poliziotto, si era recato all’hub di Casalecchio con un avvocato, facendo una sfilza di domande al medico di turno. A un certo punto, insoddisfatto, aveva chiamato il 112, per poi andarsene senza farsi vaccinare. Entrambi sono sospesi dal servizio per non aver ottemperato all’obbligo.

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