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Giulio Regeni: nuove informazioni dall'Egitto

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Terzo incontro tra il procuratore generale Giuseppe Pignatore e il procuratore generale egiziano Nabil Ahmed Sadek

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di Angelo Barraco

IL CAIRO – Un importante incontro a Roma tra il procuratore generale Giuseppe Pignatore e il procuratore generale egiziano Nabil Ahmed Sadek con la delegazione che lo accompagna in merito all’inchiesta che riguarda la morte del giovane ricercatore Giulio Regeni scomparso dal Cairo il 25 gennaio scorso e rinvenuto successivamente in un fossato alla periferia della capitale egiziana. In un quotidiano egiziano si legge “Sadek presenterà nuove informazioni trovate nell'inchiesta per giungere alla verità sulla morte del ricercatore”.
 
Questo è il terzo incontro tra le parti, il primo si è tenuto al Cairo il 14 marzo scorso e il secondo il 7 aprile. Quest’ultimo durerà due giorni. La matassa che riguarda la morte di Giulio Regeni non  sembra affatto sbrogliata e tutte le presunte novità e il supporto che dovrebbe giungere da quel paese che lo ha accolto e che poi lo ha visto morire in modo inumano e in modo inspiegabile invece sembrano venir meno. Un supporto stentato, tanto cercato e voluto ma che sin dall’inizio ha visto l’innalzamento di barriere separatiste che hanno impedito di coadiuvare ai fini della risoluzione del caso. Il corpo di Giulio ha parlato e ha detto quanto abbia realmente sofferto prima di morire, ma le cause che hanno portato a quell’atroce morte rimangono ad oggi un mistero. Ultimamente ha fatto parlare molto Amnesty International in merito a quanto accaduto, riferendo in un nuovo rapporto che “La sparizione forzata di Giulio Regeni ha attratto l'attenzione dei mezzi d'informazione di ogni parte del mondo. Le autorità egiziane si ostinano a negare qualsiasi coinvolgimento nella sua sparizione e uccisione, ma Amnesty International rivela le similitudini tra i segni di tortura sul suo corpo e quelli sugli egiziani morti in custodia dello stato. Ciò lascia supporre che la sua morte sia stata solo la punta dell'iceberg e che possa far parte di una più ampia serie di sparizioni forzate ad opera dell'Nsa e di altri servizi d'intelligence in tutto il Paese” e ha denunciato la scomparsa di centinaia di persone e la tortura di altrettante di esse nei primi mesi del 2015. Amnesty punto il dito contro la NSA, Agenzia per la sicurezza nazionale che si rende responsabile che per incutere paura agli oppositori mette in atto rapimenti e torture. Il rapporto parla di studenti spariti nel nulla senza lasciare la benché minima traccia. Tale rapporto è stato intitolato “Egitto: 'Tu ufficialmente non esisti'. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo”. NSA agiscono facendo irruzione nelle case degli studenti e li portano via, trattenendoli per mesi, ammanettandoli e bendandoli. Il direttore Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International ha riferito “Questo rapporto rivela le scioccanti e spietate tattiche cui le autorità egiziane ricorrono nel tentativo di terrorizzare e ridurre al silenzio manifestanti e dissidenti”. Aggiungendo inoltre che “"Le sparizioni forzate sono diventate uno dei principali strumenti dello stato di polizia in Egitto. Chiunque osi prendere la parola è a rischio. Il contrasto al terrorismo è usato come giustificazione per rapire, interrogare e torturare coloro che intendono sfidare le autorità. Le autorità egiziane si ostinano a negare l'esistenza del fenomeno delle sparizioni forzate, ma i casi descritti nel nostro rapporto forniscono ampie prove del contrario”. Nel rapporto sono descritti 17 casi in cui persone sono sparite per causa terzi, sono state detenute per periodi medio lunghi, senza aver nessun contatto con l’esterno e sottoposte ad interrogatori estenuanti con il fine di usarli poi durante gli interrogatori ufficiali dinnanzi ai giudici che condanneranno costoro. Anche diversi minorenni sono stati sottoposti a torture di questo tipo.

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Usa, Trump vince alla Corte Suprema su nuove regole migranti che limitano il diritto di asilo

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Donald Trump incassa una vittoria sull’immigrazione. La Corte suprema, a maggioranza repubblicana dopo le sue due nomine, ha ribaltato la decisione di una Corte d’appello e deciso di far entrare in vigore la nuova normativa governativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se durante il loro viaggio hanno attraversato Paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza. I giudici della Corte Suprema hanno permesso l’applicazione dei nuovi regolamenti in attesa dell’esito delle battaglie legali in corso.

In base alle nuove regole, solo i migranti a cui è stato negato asilo in un terzo Paese o che sono vittime di “grave” traffico di esseri umani possono richiedere asilo negli Stati Uniti. In seno ai nove membri della Corte suprema Usa, composta da 6 uomini e 3 donne, solo le due giudici liberal Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor hanno dissentito rispetto alla legittimità delle restrizioni sulle richieste d’asilo. “Ancora una volta il potere esecutivo ha promulgato una regola che cerca di sovvertire le pratiche di lunga data relative ai rifugiati che cercano protezione rispetto alle persecuzioni”, ha scritto Sotomayor.

Trump esulta: grande successo “Grande vittoria alla corte suprema degli Stati Uniti per la frontiera sulla questione dell’asilo”: così Donald Trump dopo la decisione dei giudici di far entrare in vigore – finché prosegue la battaglia legale nel merito – la normativa che vieta a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo in Usa se non l’hanno fatto in uno degli altri Paesi attraversati durante il loro viaggio.

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Incontro Presidente Parlamento Europeo con governo finlandese: temi cardine il clima ed i valori europei

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Il neo presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli, e i presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo hanno incontrato ad Helsinki il 6 settembre il primo ministro Antti Rinne e il governo finlandese. I temi principali dell’incontro sono stati la crescita sostenibile, il clima e il bilancio a lungo termine dell’UE. Oltre a trattare le priorità della presidenza finlandese del Consiglio dell’UE, la riunione ha discusso anche della cooperazione tra il Consiglio e il Parlamento europeo.
“La Finlandia vuole proseguire con una cooperazione costruttiva e stretta con il Parlamento europeo. Ho visitato il Parlamento europeo a luglio per presentare le priorità della presidenza finlandese del Consiglio e oggi abbiamo continuato la discussione. È stato un piacere vedere che condividiamo una visione comune su molte questioni chiave che sono importanti per il futuro dell’Europa ”, ha dichiarato il Primo Ministro Rinne.

Il clima e la crescita sostenibile sono tra le priorità della Finlandia
Il governo finlandese, il presidente del Parlamento europeo e i leader dei gruppi politici hanno discusso la questione della mitigazione dei cambiamenti climatici e della crescita sostenibile durante la sessione di lavoro. Obiettivo della Finlandia è quello di consentire la definizione degli elementi chiave della strategia climatica a lungo termine dell’UE in seno al Consiglio europeo entro la fine del 2019. Le discussioni sul clima si stanno svolgendo in varie configurazioni del Consiglio dell’UE e in occasione di riunioni informali dei ministri.

“La politica climatica dell’UE deve creare speranza e prospettive per il futuro dei cittadini europei. Vogliamo che l’UE sia un leader globale nell’azione per il clima e che indichi la strada. Ciò significa un impegno per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. È positivo constatare che anche il Parlamento europeo sostiene ampiamente i nostri obiettivi climatici “, ha aggiunto Rinne.

La politica climatica è ulteriormente sostenuta dalla strategia di crescita promossa dalla Presidenza finlandese, in quanto si concentra su un’Europa competitiva, socialmente inclusiva e neutrale dal punto di vista climatico. Sotto la guida della Finlandia, i principali messaggi del Consiglio su un pacchetto di crescita sostenibile saranno predisposti come base per il lavoro della nuova Commissione europea.

A sua volta, Sassoli ha osservato che “ci sono urgenze in quanto il grande pubblico chiede grandi cambiamenti quando si tratta di politica climatica. Faremo di più. E dovremo essere in grado di affrontare la sfida della minaccia che si pone .Il parlamento ha indicato una serie di obiettivi molto ambiziosi. Una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 è ovviamente una grande sfida e quindi vorremmo vedere come la Commissione intende procedere con questo … noi abbiamo riposto la nostra fiducia in questi obiettivi e speriamo che vengano mantenuti “.

Discussione del bilancio a lungo termine dell’UE e dei valori comuni
La sessione di lavoro ha inoltre discusso di bilancio a lungo termine dell’UE e di quadro finanziario pluriennale (QFP). La presidenza finlandese intende far sì che i negoziati del Consiglio dell’UE sul QFP siano finalizzati all’esame del Consiglio europeo.

Ulteriore l’argomento della discussione sono stati i valori comuni dell’UE. L’Unione sta esaminando varie misure per rafforzare il rispetto dello stato di diritto e la Finlandia si è impegnata ad avanzare durante la sua presidenza.Per Rinne “Difendere i valori europei e lo stato di diritto significa semplicemente proteggere i cittadini e il loro benessere. Deve essere chiaro che nell’UE non vi è tolleranza zero per le violazioni della democrazia e dello stato di diritto. Ne abbiamo la responsabilità in quanto responsabili delle decisioni, ed è quanto ci si aspetta anche da noi “.
Sulla questione Brexit, Sassoli ha ribadito la nota posizione UE, ovvero che l’accordo raggiunto all’epoca dalla ex premier May sia il migliore possibile ma di essere disposti ad ascoltare nuove proposte. David sassoli ha anche incontrato un gruppo di giovani finlandesi ed ascoltato le loro opinioni ed aspirazioni sull’Europa.

La visita della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo è iniziata giovedì 5 settembre con un evento pubblico nella nuova biblioteca centrale di Helsinki, l’acclamata Oodi. Il programma prevedeva anche una visita al parlamento finlandese.

La Conferenza dei presidenti è composta dal Presidente del Parlamento europeo e dai presidenti dei gruppi politici. Decide in merito all’organizzazione del lavoro del Parlamento europeo e alle relazioni del Parlamento con altre istituzioni. La Conferenza dei presidenti visita tradizionalmente il paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio, attualmente fino al 31 dicembre 2019.

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Sigaretta elettronica, una vittima negli Usa

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Una persona nello Stato americano dell’Illinois che aveva contratto una malattia respiratoria legata all’uso delle sigarette elettroniche è morta: lo ha reso noto il dipartimento di Sanità pubblica dello Stato, secondo quanto riporta Sky News. Secondo l’emittente le autorità ritengono che questa sia la prima vittima dello svapo nel Paese.

L’identità di questa persona, che aveva tra 17 e 38 anni, e la data del decesso non sono state rese note.
   

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