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Cronaca

Greccio, violenza in famiglia: imbraccia il fucile e minaccia la moglie

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Si è trattato dell’ennesimo episodio di una persistente azione vessatoria, caratterizzata da continue minacce, violenze fisiche e psichiche in danno della donna

GREGGIO (RI) – I Carabinieri della Stazione di Contigliano due sere fa sono intervenuti d’urgenza a Greccio, su indicazione della Centrale Operativa di Rieti che aveva ricevuto, sull’utenza 112 Numero Unico di Emergenza Europeo, una richiesta d’aiuto da parte di una donna, aggredita in casa dal marito.

L’uomo, un pensionato settantottenne del luogo, dopo l’ennesima accesa discussione con la moglie scaturita per futili motivi, non ha esitato ad imbracciare il fucile da caccia legalmente detenuto e minacciare la moglie molto più giovane di lui.

Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha scongiurato ben più gravi conseguenze alla donna. Le indagini hanno infatti consentito di accertare che, purtroppo, non si è trattato di un evento isolato, ma dell’ennesimo episodio di una persistente azione vessatoria, caratterizzata da continue minacce, violenze fisiche e psichiche in danno della donna.

L’uomo, in ragione dell’età, è stato pertanto segnalato alla Procura della Repubblica di Rieti per il reato di maltrattamenti contro familiari e tutte le armi da caccia regolarmente detenute sono state precauzionalmente ritirate e momentaneamente custodite dai Carabinieri di Contigliano.

Purtroppo l’episodio conferma ancora una volta l’importanza della denuncia tempestiva da parte delle vittime le quali, spesso per quieto vivere e garantire riservatezza su questioni di natura famigliare, omettono di segnalare per tempo le vessazioni che subiscono, sottovalutando, qualche volta in maniera fatale, la gravità della situazione.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri invita pertanto a denunciare tempestivamente qualsiasi forma di violenza grave tra i componenti di ogni famiglia e ricorda che, molto spesso l’azione preventiva, non solo delle forze di polizia ma anche di personale specializzato (psicologi, assistenti sociali, altri operatori del settore, volontari, ecc.), può ripristinare le condizioni di normale e civile convivenza all’interno delle famiglie prima che la situazione degeneri in gravi ed irreversibili conseguenze.   

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Civitavecchia, sospesa la licenza al “locale delle risse”

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CIVITAVECCHIA (RM) – E’ stato chiuso con Provvedimento del Questore di Roma, ex art. 100 T.U..L.P.S., un locale del lungomare dove, nel mese di agosto, si era consumata una violenta rissa tra alcuni avventori ed un dipendente della struttura.
I fatti risalgono alla notte tra il 5 ed il 6 agosto, quando, all’ingresso del locale, ubicato sull’arenile del lungomare Thaon de Revel, un gruppo di ragazzi si fronteggiava, animatamente, con un addetto alla sicurezza del locale, fino a farne scaturire una rissa, ripresa con i cellulari e poi pubblicata su alcuni social network.
 
Gli agenti del Commissariato di Civitavecchia, venuti a conoscenza del video, hanno subito avviato le indagini risalendo agli autori della rissa ed al locale teatro dell’episodio. Le indagini si concludevano con la denuncia per il reato di rissa di 3 giovanissimi civitavecchiesi ed un 33enne, con mansioni di addetto alla sicurezza del locale ma non formalmente assunto e privo dei requisiti per esercitare tale mansione. L’uomo ed uno dei ragazzi venivano inoltre denunciati per il reato di percosse a seguito delle reciproche querele presentate.
 
Il provvedimento di sospensione della licenza e la conseguente chiusura del locale per 10 giorni, emesso dal Questore di Roma, dopo una attenta istruttoria da parte della Divisione Polizia Amministrativa, si è resa necessaria in considerazione del grave episodio accaduto e soprattutto poiché, né l’addetto alla sicurezza né tantomeno l’esercente la proprietà dell’esercizio commerciale, ritenevano di richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine, ma soprattutto perché il locale in questione già nell’estate del 2021 era stato teatro di analoghi gravi episodi che, anche in quel caso, avevano generato un analogo provvedimento di chiusura.



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Vicovaro, trovati 50 chili di droga in un deposito agricolo per un valore di circa un milione di euro

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VICOVARO (RM) – I Carabinieri della Stazione di Vicovaro hanno sequestrato quasi 50 kg di sostanze stupefacenti a carico di ignoti. I militari, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio e nell’ambito dell’azione di contrasto dei reati predatori ai danni delle aziende agricole del territorio, hanno rinvenuto, nei giorni scorsi, tre borsoni occultati all’interno di un deposito di attrezzi agricoli e maneggio.
 
L’immediato controllo delle borse ha permesso di accertare che all’interno era contenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ed in particolare:
 
–         28 kg di cocaina;
–         15 kg di hashish;
–         1 kg di marjuana;
–         nonché della sostanza verosimilmente del tipo di metanfetamina.
 
La droga, il cui valore di mercato sfiora il milione di euro, è stata sottoposta a sequestro a carico di ignoti ed è stata posta disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le successive analisi di laboratorio.
 
 
 



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Nettuno, perseguita da mesi l’ex moglie: allontanato

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NETTUNO (RM) – I Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno notificato ad un uomo italiano di 53 anni, un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e contestuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dai familiari.Il provvedimento nasce dalla denuncia presentata dalla ex moglie, lo scorso mese di maggio, presso la Stazione Carabinieri di Nettuno. Nell’atto la donna denuncia che l’uomo, a decorrere dal mese di febbraio 2022, si era reso responsabile di numerosi atti persecutori nei suoi confronti. L’Autorità Giudiziaria dopo la denuncia aveva già emesso questa misura che però perdeva efficacia a seguito di istanza presentata dal difensore della ex moglie, la quale voleva evitare di infierire nei confronti dell’ex marito, nella speranza che cessasse le sue condotte illecite. Purtroppo la donna è stata costretta presentare nuove denunce in cui segnalava che i comportamenti dell’ex marito sono perdurati e così l’Autorità Giudiziaria ha disposto nuovamente la stessa misura cautelare personale.Inoltre, è stato applicato anche il dispositivo elettronico, al fine di controllarne gli spostamenti e verificare che l’uomo si tenga ad una distanza di almeno 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa.

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