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GRECIA EUROGRUPPO: RAGGIUNTO L'ACCORDO, LUNEDI' IL PIANO DELLE RIFORME

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Al testo hanno contribuito tutti i principali attori intorno al tavolo, inclusi greci e tedeschi. Ora rappresenta la base di un accordo

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Dopo la tensione soprattutto tra Germania e Grecia e dopo la richiesta ufficiale degli ellenici di una proroga a sei mesi, si raggiunge finalmente un accordo a Bruxelles. I ministri delle finanze dell'Eurogruppo hanno raggiunto un accordo di fondo su un testo di compromesso per l'estensione del programma di aiuti alla Grecia per quattro mesi. Lo riferiscono fonti Ue. L'intesa dovra' essere supportata da una serie di misure concrete che la Grecia dovra' sottomettere nei prossimi giorni, spiegano le fonti. Non ci sara' bisogno di una nuova riunione dei ministri, ne' di un summit straordinario di capi di stato e di governo, spiegano i diplomatici, chiarendo che saranno sufficienti riunioni a livello tecnico per finalizzare gli ultimi dettagli dell'intesa.

Al testo hanno contribuito tutti i principali attori intorno al tavolo, inclusi greci e tedeschi. Ora rappresenta la base di un accordo, anche se alcuni dettagli dovranno essere chiariti successivamente. "Ci sono ragioni per essere ottimisti ma e' molto difficile, e' una situazione abbastanza complicata". Cosi' aveva dichiarato del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, prima che cominciasse con notevole ritardo la riunione che deve valutare la richiesta della Grecia di estendere di sei mesi il piano di aiuti economici. Una richiesta che ancora ieri incontrava forti resistenze da parte delle autorita' tedesche, che appaiono, a loro volta divise, con l'area facente riferimento alla Spd piu' conciliante e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che ritiene la lettera inviata dal governo ellenico alla Commissione Europea "insufficiente".

Lo stesso Schaeuble e' stato coinvolto in una serie di incontri preparatori che, subito prima dell'Eurogruppo, hanno inoltre coinvolto Dijsselbloem, il numero uno dell'Fmi, Christine Lagarde, e il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, che ha detto di sperare in una "fumata bianca". Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, aveva chiesto al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, di convocare domenica un vertice dei leader Ue se l'Eurogruppo non si fosse chiuso con un accordo sull'estensione degli aiuti ad Atene, mentre Angela Merkela aveva avertito: "Servono significativi miglioramenti dell'accordo sull'estensione del piano di salvataggio greco prima che il Parlamento tedesco possa decidere"

IL TESTO DELL'EUROGRUPPO

"Le autorità greche si impegnano a portare avanti riforme da tempo necessarie per far fronte alla corruzione e all'evasione fiscale e per migliorare l'efficienza del settore pubblico," si legge nel testo congiunto approvato dall'Eurogruppo. I greci si impegnano inoltre a "onorare i loro obblighi finanziari verso tutti i creditori pienamente e per tempo," si legge nella nota. Inoltre le autorità greche "si sono impegnate a garantire surplus primari adeguati" per garantire "la sostenibilita' del debito," si legge nel documento. La Grecia dara' la priorita' alle riforme gradite all'Ue: lo ha detto una fonte del governo di Atene al termine della riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles che ha concesso al Paese un'estensione di 4 mesi per il piano di salvataggio. "Il nuovo governo presentera' un pacchetto di riforme per la prossima fase, dando la priorita' a quelle che costituiscono un terreno comune, come la lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, la ristrutturazione della pubblica amministrazione e per far fronte alla crisi sociale". "Il governo procederà con calma, con la societa' greca al suo fianco, e continuerà i negoziati fino all'accordo finale quest'estate". Il governo greco ha dichiarato che la Grecia "ha voltato pagina" dopo aver raggiunto l'accordo con i Paesi dell'eurozona per prorogare di quattro mesi il piano di aiuti concesso al Paese, e ha sottolineato che lo ha fatto senza fare marcia indietro rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.
  "La Grecia ha voltato pagina. Negoziare e' battersi senza fare marcia indietro rispetto al mandato che si ha. Abbiamo dimostrato che il negoziato avrebbe potuto farsi negli anni scorsi e che la Grecia non era isolatae nemmeno aveva sbagliato", hanno detto fonti dell'esecutivo.
 

Oggi le borse europee hanno chiuso miste e poco mosse. Gli investitori attendono con cautela la conclusione della vicenda Grecia, nella speranza che si giunga a un accordo almeno di massima. In rialzo Francoforte, dove l'indice Dax guadagna lo 0,44% a 11.050,64 punti. Bene anche Londra (Ftse 100 +0,38% a 6.915,20 punti) e Milano (Ftse Mib +0,24% a 21.842,57 punti). Deboli Parigi (Cac 40 -0,05% a 4.830,90 punti) e Atene (Atg -0,27% a 854,15 punti), dove i principali titoli bancari presentano un andamento sensibilmente contrastato, che va dal -6,25% di Eurobank al +6,67% di National Bank. In calo dello 0,44% a 10.862,3 punti l'Ibex di Madrid.

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Escalation combattimenti tra Israele e Hamas: colpiti 140 obiettivi militari a Gaza

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Nottata di combattimenti fra Israele e Hamas a Gaza. Dalla Striscia, secondo il portavoce militare, sono stati lanciati ieri oltre 250 razzi verso lo Stato ebraico.

I lanci sono proseguiti anche stamane, con un attacco ad Ashkelon. L’aviazione israeliana ha colpito 140 obiettivi militari a Gaza. Fonti palestinesi riferiscono che si sono avuti almeno 20 morti e decine di feriti. Incidenti fra dimostranti palestinesi e la polizia israeliana si sono verificati a Gerusalemme est. Manifestazioni di protesta anche in località arabe di Israele. I combattimenti iniziati ieri fra Hamas ed Israele sono stati chiamati dall’esercito israeliano ‘Operazione Guardiano delle Mura’. Lo riferiscono i media locali secondo, cui i vertici militari presumono che proseguirà per diversi giorni. A Gaza le milizie palestinesi hanno allestito una sala comune di operazioni. Nei loro media i lanci di razzi verso Israele sono chiamati ‘Operazione Spada di Gerusalemme’. In un video diffuso sul web, l’ala militare di Hamas ha affermato: ‘Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto’.

La battaglia sulla Spianata delle Moschee si è trasformata in scontro aperto con Gaza dopo l’ultimatum di Hamas a Israele. Allo scadere dell’ora indicata, le 18, sono stati 150 i razzi lanciati da Gaza verso il territorio dello stato ebraico, riferiscono i media. E’ il nuovo bilancio reso noto dal portavoce militare. Di questi – ha aggiunto – decine sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. “Si è trattato di una risposta – ha rivendicato Hamas – all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa”.

Immediata la risposta di Israele che ha colpito a Gaza uccidendo, secondo il portavoce militare, tre miliziani. Mentre il ministero della Sanità di Hamas a Gaza ha parlato di 20 persone uccise nel nord della Striscia, fra cui 9 minorenni. L’esercito israeliano non ha confermato.

Tel Aviv e varie altre cittadine limitrofe, tra cui Rishon Lezion e Ramat Gan, hanno aperto i rifugi pubblici antimissile a causa dello scontro con Gaza e delle possibilità dell’arrivo di razzi. La decisione è stata presa alla luce delle recenti istruzioni dell’esercito.

L’esercito israeliano ha intrapreso “un’ondata di attacchi contro obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza”, ha fatto sapere in serata il portavoce militare. Al tempo stesso hanno ripreso a suonare le sirene allarme antimissile ad Ashkelon e nelle zone israeliane attorno alla Striscia.

sono ripresi gli scontri tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana alla Porta di Damasco. Segnalati anche – secondo i media – tafferugli alla Spianata delle Moschee.

“Il significativo aumento della violenza nella Cisgiordania occupata, a Gerusalemme Est e a Gaza e dintorni, deve cessare immediatamente. Il lancio di razzi da Gaza contro le popolazioni civili in Israele è del tutto inaccettabile e alimenta dinamiche di escalation”. Così il portavoce del servizio di azione esterna della Ue. “Tutti i leader hanno la responsabilità di agire contro gli estremisti. Lo status quo dei luoghi sacri deve essere pienamente rispettato.- prosegue – Ribadiamo il nostro appello alle parti a impegnarsi per ridurre l’escalation. Occorre prevenire in via prioritaria ulteriori vittime civili”.

Saraya al-Quds, l’ala militare della Jihad islamica, ha rivendicato il lancio di 30 razzi verso Israele. Un suo portavoce ha aggiunto di aver anche sparato un razzo anticarro Kornet contro un “veicolo militare” israeliano che si trovava in prossimità della linea di demarcazione. In Israele è stato confermato il lancio del razzo “che però ha colpito un veicolo civile, e non militare”. Il conducente si è salvato. Al risuonare delle sirene per l’arrivo dei razzi, la polizia ha evacuato il Muro del Pianto.

Intanto l’amministrazione Biden ha espresso serie preoccupazioni per l’escalation delle violenze, ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaky, aggiungendo che gli Usa condannano i lanci di razzi sulla città. Anche il segretario di Stato americano Antony Blinken ha lanciato un appello a israeliani e palestinesi per una de-escalation della situazione.

“Hamas ha varcato una linea rossa” ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Israele colpirà con grande potenza, non tolleriamo attacchi al nostro territorio, alla nostra capitale, ai nostri cittadini e ai nostri soldati. Chi ci attacca pagherà un duro prezzo”. La battaglia in corso “per lo spirito di Gerusalemme” è “la lotta secolare tra tolleranza e intolleranza, fra violenza selvaggia e mantenimento di ordine e legge”, aveva detto in mattinata Netanyahu. “Elementi che ci vogliono espropriare dei nostri diritti, ci spingono periodicamente ad erigerci con una posizione forte come sta facendo adesso la polizia che appoggiamo. Solo la sovranità israeliana consente la libertà di culto per tutti”. “Le immagini dei mass media mondiali sono distorte e falsificano la situazione: la verità alla fine prevarrà”.

Hamas aveva dato tempo ad Israele “fino alle 18 (le 17 in Italia) per far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla Moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah e di rilasciare chi è stato arrestato in questi giorni”, aveva detto il portavoce dell’ala militare di Hamas Abu Odeiba aggiungendo: “Siete stati avvertiti”. 

“Quanto avviene nella Moschea al-Aqsa è una vera strage e un crimine di guerra. Facciamo appello al nostro popolo affinchè scenda nelle strade ed affronti l’occupante”, affermava in mattinata sul sito di Hamas il suo portavoce Sami Abu Zuhri. “Questi crimini avranno conseguenze”. “Una aggressione criminale”, aveva scritto su Twitter l’esponente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Hussein al-Sheikh. “L’Anp – ha aggiunto – sta valutando tutte le possibilità per rispondere a questa aggressione criminale contro i luoghi santi e i residenti”.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha “espresso la sua profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan“. In una nota del portavoce ha “esortato Israele a cessare le demolizioni e gli sfratti, in linea con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario”. “Le autorità israeliane – si legge ancora nella nota – devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica”. “Tutti i leader hanno la responsabilità di agire contro gli estremisti e di pronunciarsi contro gli atti di violenza e istigazione”, prosegue la nota. Guterres ha esortato anche a “mantenere e rispettare lo status quo nei luoghi santi”, oltre a ribadire “il suo impegno, anche attraverso il Quartetto per il Medio Oriente, a sostenere palestinesi e israeliani nella risoluzione del conflitto sulla base delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e degli accordi bilaterali”.

Re Abdallah di Giordania in una telefonata con il presidente Abu Mazen ha condannato “le violazioni e le misure israeliane” sulla Spianata delle Moschee. Il monarca ha sottolineato che “devono cessare immediatamente le pericolose provocazioni contro gli abitanti di Gerusalemme”. Poco dopo il ministero degli Esteri giordano – ha riferito la Petra – ha convocato l’incaricato di affari israeliano ad Amman al quale è stata espressa “la condanna del governo giordano delle continue violazioni a danno della santa Moschea di Al-Aqsa, gli attacchi sulla Spianata ai fedeli e agli abitanti di Gerusalemme, specialmente a Sheikh Jarrah”.

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Finlandia, il Presidente discute con gli studenti prospettive ed aspetti critici del momento attuale

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I cosiddetti Kultaranta Talks (‘Colloqui di Kultaranta’, che è la residenza estiva del Capo dello Stato finlandese) costituiscono un evento annuale su tematiche di politica estera e di sicurezza promosso dal Presidente della Repubblica di Finlandia Sauli Niinistö.

Organizzato per la prima volta nel 2013, l’argomento della discussione cambia ogni anno e sono invitati a partecipare esperti di politica estera e di sicurezza provenienti da vari settori della società, tra cui decisori politici, scienziati, amministratori, uomini d’affari, rappresentanti delle ONG e dei media.

Nel 2019 l’argomento era “Il mondo a un punto di svolta: dove andrà l’Europa, come se la caverà la Finlandia?” mentre nel 2020 i Kultaranta Talks sono stati organizzati virtualmente a causa della pandemia. Attualmente, il Presidente Niinistö sta preparando la strada ai prossimi Colloqui di Kultaranta scambiando pensieri con gli studenti sulla politica delle grandi potenze, sui cambiamenti climatici e sull’economia internazionale. Questo tour universitario nel contesto di Kultaranta è organizzato in collaborazione con l’Università della Lapponia, l’Università di tecnologia Lappeenranta-Lahti LUT e l’Università Aalto di Helsinki.


Ha dichiarato il Presidente che “parleremo di responsabilità umane; di come il futuro deve essere assicurato”, riassumendo l’idea di base del previsto ciclo di discussioni.
Il tour di Kultaranta è iniziato il 21 aprile dall’Università della Lapponia, a Rovaniemi, con il titolo “La politica di grandi potenze si sta intensificando: come possiamo salvaguardare la Finlandia?” L’argomento di discussione all’Università LUT del 26 aprile è stato “Combattere il cambiamento climatico è una responsabilità umana” mentre la discussione finale del tour, all’Università di Aalto il 28 aprile, è sul tema “Il denaro sta aumentando e la tecnologia sta rivoluzionando: l’ordine economico cambierà?”


Le discussioni organizzate tramite connessione remota possono essere seguite in diretta in finlandese all’indirizzo presidentti.fi/kultaranta. Le registrazioni video con sottotitoli in svedese e inglese saranno pubblicate in seguito sul sito web dell’Ufficio del Presidente della Repubblica.
Il tour universitario è preparatorio ai Kultaranta Talks, che si svolgeranno alla fine di quest’anno.
Il primo incontro, con gli universitari in Lapponia, è riuscito a coprire una vasta gamma di argomenti in poco più di un’ora.


Nella sua introduzione, il Presidente ha sottolineato il concetto di responsabilità umana, lanciato dal professor Eero Paloheimo. “Per noi che viviamo oggi, questo significa diritti umani e loro rispetto, ed anche trasferirli al futuro. Ma poi ci sono obblighi umani che si concentrano specificamente su coloro che verranno dopo di noi”, ha detto nelle sue parole iniziali. Oltre a trattare l’argomento del cambiamento climatico e delle pandemie, il Presidente ha affermato che garantire la sicurezza geopolitica è un obbligo umano. Lo sviluppo, tuttavia, non è andato solo in una direzione positiva, infatti “se pensiamo alla situazione geopolitica di oggi, alle questioni che consideriamo importanti per la sicurezza globale generale, allora la direzione non è molto buona.” A titolo di esempio, il Presidente ha affrontato le questioni del controllo degli armamenti e del disarmo: “Nel disarmo ci siamo imbattuti in una situazione in cui è stato estremamente difficile estendere gli accordi esistenti, per non dire ottenere un nuovo controllo degli armamenti in un momento in cui l’industria degli stessi è in continua evoluzione”.


Il Presidente ha riflettuto sul fatto che, all’inizio del millennio, all’interno dell’Unione europea era ancora opinione comune che la UE esportasse buoni valori: democrazia, diritti umani e benessere. Da allora, la situazione è cambiata. La Cina si è rafforzata e partecipa alla geopolitica esercitando il potere economico. Allo stesso tempo, la Russia ha innalzato il proprio profilo nell’esercizio del potere militare. “Quando guardiamo a noi stessi in Unione europea, ciò che ho descritto, come esportatore di bene, è stato ora distorto in una concezione di difensore del bene nel proprio territorio. Si tratta di uno sviluppo piuttosto grave. A questo proposito, nell’Unione europea dobbiamo essere in grado di fare molto, molto meglio”, ha detto il presidente.


Secondo il Presidente, è emersa una questione importante per piccoli paesi come la Finlandia: in che direzione sta andando il multilateralismo che sosteniamo? “Il multilateralismo a cui siamo abituati è, dopo tutto, l’eredità dei cosiddetti paesi occidentali verso il mondo. Anche a questo proposito, dobbiamo pensare con molta attenzione a come preservare gli impegni che abbiamo originariamente abbracciato”. Oltre al multilateralismo, il Presidente ha osservato che un certo tipo di bilateralismo è importante, in particolare in relazione alle grandi potenze. “E in questo senso, l’avvio delle discussioni del Presidente Biden con il Presidente Putin è, ovviamente, molto gradita. Speriamo che i risultati, nella misura in cui si svolgeranno i colloqui, siano tali che anche altri possano partecipare alla loro valutazione”. Secondo Niinistö, anche in caso di posizioni rigide, un aspetto positivo è che, una volta che si conosce il punto di vista dell’altra parte, la discussione procede più agevolmente.


Nelle domande degli studenti dell’università più settentrionale della Finlandia, sono stati naturalmente sollevati temi artici in particolare. Inoltre, la discussione ha riguardato il futuro, le libertà individuali, l’unità dell’UE e altre questioni che preoccupano gli studenti. L’evento è stato moderato da Markku Heikkilä, responsabile delle comunicazioni scientifiche presso il Centro Artico di Rovaniemi.

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Napoli, attacchi terroristici in Francia e Belgio: sgominata organizzazione che produceva documenti falsi

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Sono scattate dopo gli attacchi terroristici in Francia e in Belgio (tra 2015 e 2016) le indagini che hanno consentito di individuare e sgominare l’organizzazione criminale che, a Napoli, favoriva l’immigrazione clandestina, producendo documenti falsi per ottenere i permessi di soggiorno per l’Italia e, quindi, anche per gli altri Paesi dell’area Schengen. L’inchiesta ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari.

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