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Economia e Finanza

GREEN ECONOMY: C'E' LAVORO PER I GIOVANI, ECCO LE IDEE ANTICRISI

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Pecorino anticolesterolo, api contro l’inquinamento e abiti anallergici tra le innovazioni

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Redazione

Da chi ha inventato la prima chips di pane leggera, croccante e ai mille sapori, a chi ha sperimentato con successo un prodigioso energizzante afrodisiaco riscoprendo un’antica ricetta Maya, da chi ha testato la stravagante coltivazione di microalghe molto apprezzate in cosmetica e in ambito salutistico e anche in agricoltura come fertilizzanti naturali a chi ha avviato un virtuoso progetto di biomonitoraggio ambientale utilizzando le proprie api come vere e proprie centraline antinquinamento nella Terra dei fuochi fino a chi ha avuto la brillante idea di produrre la prima caramella contadina a base di vera frutta. Sono queste solo alcune delle idee creative che battono la crisi presentate al concorso “Oscar Green” 2014, il premio per l’innovazione dei Giovani della Coldiretti dei premi “Oscar Green” sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica. Una testimonianza – sottolinea la Coldiretti – del profondo processo di rinnovamento green in atto nelle campagne come dimostra il fatto che quasi un’impresa agricola italiana su tre è nata negli ultimi 10 anni.

“I nostri giovani incarnano le potenzialità e la forza del nostro territorio un tessuto produttivo ricco, capillare, che coinvolge milioni di uomini e che per le sue caratteristiche rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee” dichiara il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.  C’è anche chi – continua la Coldiretti – produce  un miracoloso pecorino anticolesterolo che addirittura abbassa i livelli dell’atavico nemico del cuore o chi ha deciso con coraggio e determinazione di diventare “agricustode” di un intero borgo abbandonato sperimentando con successo antiche coltivazioni ma anche chi ha realizzato con entusiasmo e passione una “commovente” crema ottenuta dalla lacrima di vite a chi ha ricavato dalla coltivazione della canapa per tanto tempo demonizzata straordinarie ricette culinarie ma anche materiali molto utili per la bioedilizia. In dettaglio, tra le tante novità di quest’anno all’Oscar Green, sorprendente è – sottolinea la Coldiretti – la nuova esperienza imprenditoriale di Domenico D'ambrosio che ha inventato la prima chips di pane sfruttando l’idea di un gesto antico, quello di strappare la corteccia del pane che ad Altamura in Puglia si compie da secoli per consuetudine. Da qui infatti nasce l’intuizione di creare una vera e propria sfoglia di semola di grano duro ai mille sapori dall’extravergine al formaggio di cui se ne può tranquillamente fare una scorpacciata senza temere per la linea perché risulta leggera e altamente digeribile. All’origine della brillante idea di Carlo Maria Recchia di produrre un nettare energizzante e afrodisiaco in Lombardia ci sono invece i Maya che utilizzavano lo stesso composto per sconfiggere i guerrieri durante le battaglie e il Polo nord da dove, nella banca dei semi, Carlo ha recuperato i suoi primi 40 semi. Da quei freddi 40 semi ora la sua azienda ha ricavato 75mila piante dalle quali Carlo ricava straordinari chicchi di mais nero con i quali produce il suo preziosissimo energizzante afrodisiaco. La cosa strabiliante è che in soli 3 mesi Carlo dice che ho esaurito tutte le scorte di prodotto e ha già raccolto nuovi ordini e per questo ha deciso di raddoppiare la superficie coltivata. Ma tra i giovani da Oscar della Coldiretti c’è anche Salvatore Sorbo giovane apicoltore che ha messo le sue arnie a disposizione di “Cara Terra” un virtuoso progetto di Biomonitoraggio dell'ambiente, nella Terra dei fuochi, attraverso le  api. Questo ambizioso progetto che prevede la collaborazione dell’'Università di Napoli e quella del Molise ha lo scopo di trasformare gli alveari e le arnie delle api in vere e proprie centraline di biomonitoraggio (ognuna delle quali controlla 7 chilometri quadrati del territorio) per rilevare il grado di inquinamento presente sul territorio.  Le api, infatti si sa non mentono mai, volano, si cibano di nettare e acqua che sgorga dalle falde, catturano le polveri sottili (il noto pm10) e trasmettono le informazioni raccolte, ogni giorno, al loro alveare. Matteo Castioni ha invece sperimentato con successo la stravagante idea di coltivare in Veneto le microalghe della specie Spiruline e Haematococcus che risultano essere davvero  portentose. Le microalghe di Matteo infatti non solo vengono ampiamente nel utilizzate nel mondo della cosmesi e consigliate come integratori e ricostituenti nelle diete ipocaloriche perché particolarmente ricche di proteine sali minerali e antiossidanti naturali, ma sono molto utili anche in agricoltura perché risultano essere ottimi fertilizzanti naturali. Tiziana Calabrese – continua la Coldiretti – con le sue straordinarie capacità è riuscita a produrre in Calabria la prima caramella contadina a base dei suoi gustosissimi piccoli frutti coltivati con tanta passione e dedizione. E allora è così che ribes, mirtilli, more, fragole e lamponi si trasformano in gustose e sane caramelle da poter offrire ai bambini senza nessuna controindicazione. E ancora in Trentino Daniela Devigli si è tuffata nel passato della tradizione contadina per scoprire che la linfa della vite ha un potere energizzante incredibile ed è ricca di preziosi principi attivi, ideali per la realizzazione di creme e prodotti per il corpo. Nella sua vigna in un particolare periodo dell'anno le sue viti iniziano il pianto, un momento di meditazione e di totale immersione nell'alchimia della natura. La pressione incredibile con cui la linfa di vite viene su dalle radici per esplodere dove il tronchetto viene inciso, permette il gocciolare dell'essenza che Daniela raccoglie meticolosamente con delle bottiglie di vetro appese ai filari. E' un rito che si ripete ogni anno e che è possibile solo attraverso una totale simbiosi tra il raccoglitore e la natura. Carlo Santarelli invece in Toscana ha deciso di produrre con grande successo un pecorino anticolesterolo. Si tratta di uno straordinario progetto scientifico realizzato dal caseificio di Carlo, in collaborazione con l'Università di Pisa e di Cagliari che ha un aspetto davvero sorprendente ossia che  il pecorino anticolesterolo viene realizzato semplicemente modificando le abitudini alimentari delle greggi e cambiando i loro pascoli. Mille campioni, 24 prove di caseificazione, cento formaggi sotto analisi e i risultati sono sorprendenti. Pasquale Polosa invece – conclude la Coldiretti – in Basilicata dopo i suoi studi universitari  individua un antico canapaio, dove probabilmente in passato veniva prodotta la canapa e mette in coltura 10 ettari di canapa (cannabis sativa), di quelle a basso contenuto di principio attivo e ad alto contenuto di proprietà terapeutiche. Ecco i trasformati: un olio incredibile per le sue potenzialità da impiegare nella medicina e nella nutrizione umana, farine e biscotti, pasta e cioccolato, ma anche fibra, tessuti e materiale per la bioedilizia oltre a  pannelli fonoassorbenti.

 

 

TUTTI I FINALISTI DI OSCAR GREEN 2014 PER CIASCUNA CATEGORIA

 

CATEGORIA IDEANDO

 

IL RITORNO DELL' AFRODISIACO DEI MAYA

Lombardia – Carlo Maria Recchia

 

Ci sono i Maya e il Polo nord, all'origine dell'incredibile nettare di Carlo Maria Recchia, una bibita energizzante con incredibili potenzialità energetiche e imparagonabili proprietà antiossidanti, grazie alla ricca presenza di omega tre. E' la bevanda che utilizzavano i Maya per sconfiggere i guerrieri durante le battaglie, una pozione afrodisiaca ed energetica ripresa anche nel cartone di Asterix e Obelix.  L'idea di riprodurla parte da una ricerca nata per indagare gli antichi mais che si coltivavano alle porte di Cremona per capire cosa c'era prima dell'avvento dell'ibrido. Così Carlo si imbatte in un antico mais di colore nero dai particolari chicchi a punta. Tutto splendido ma c’è un piccolo problema, per riuscire a metterlo in coltura occorre fare richiesta alla banca del seme del Polo Nord. Ma il giovane e tenace produttore non si abbatte e riesce a farsi spedire dai ghiacci 40 semi che dovrà poi restituire molto presto alla banca del seme. Da quei freddi 40 semi ora la sua azienda ha ricavato 75mila piante. Ed è da queste preziose piante che Carlo produce delle pannocchie di mais ricche di flavonoidi e betacarotene dalle quali ricava il suo preziosissimo energizzante afrodisiaco. La coltivazione del mais viene svolta senza l'uso di alcun prodotto chimico solo concime organico, le infestanti vengono rimosse manualmente tramite la zappa.  Una volta sgranato il mais viene fatto seccare su di un aia al sole in modo da evitare residui di anidride carbonica o metano.  Il nettare che si estrae viene poi sapientemente miscelato e aromatizzato con la radice di zenzero ed un aroma segreto, imbottigliato e pastorizzato. In soli 3 mesi Carlo dice ho esaurito tutte le scorte di prodotto e ho già raccolto nuovi ordini per questo ho deciso  quest'anno di raddoppiare la superficie coltivata. Meglio di così…

 

LE MICROALGHE ELISIR DI LUNGA VITA

Veneto – Matteo Castioni

 

Le microalghe della specie Spiruline e Haematococcus prodotte da Matteo sono davvero portentose. Non solo vengono ampiamente nel utilizzate nel mondo della cosmesi e consigliate come integratori e ricostituenti nelle diete ipocaloriche perché particolarmente ricche di proteine sali minerali e antiossidanti naturali ma sono molto utili anche in agricoltura. Le microalghe infatti grazie a recenti studi scientifici, servono anche come ottimi fertilizzanti naturali (approvati dalla U.E. per l'agricoltura biologica e biodinamica) e come sistema di difesa da funghi, batteri e virus che spesso colpiscono le piante (basti pensare che con soli 5 grammi di microalghe si fertilizza un ettaro di terreno). La prossima frontiera di Matteo? Creare impianti per la produzione delle alghe fai da te, ognuno a casa sua.

 

I SUCCHI DI VERA ARANCIA CONTRO I TAROCCHI

Calabria – Giuseppe Piccolo

 

Mai più letti di arance abbandonate, è arrivato il momento di raccontare un’altra storia. Con queste parole Giuseppe Piccolo decide di lanciare sul mercato un nuovo prodotto: Aran-C, puro succo 100% di arancia bionda di Calabria da portare  in tavola per combattere le aranciate tarocche. Lo scopo è quello di portare dagli alberi ai bicchieri i veri agrumi e di garantire e certificare che la totale produzione dei prodotti è al 100% effettuata da Agrumi raccolti esclusivamente in Calabria. Dopo la raccolta le arance, infatti, vengono spremute nell’agrumaria, il succo pastorizzato filtrato e messo sottovuoto in comode bag-in box in cui il succo rimane intatto per ben 4 mesi perché la speciale confezione impedisce all’aria di entrare.  Così facendo il pregiato succo di vera arancia bionda calabrese può essere facilmente trasportato e arrivare sulle tavole delle famiglie, ma anche nei bar e negli uffici. E’ una vera e propria riscossa. Dell’agricoltura calabrese che ridà dignità a chi produce, salute e gusto al consumatore ma anche prospettiva di futuro ai giovani. In tutto questo il costo è molto contenuto, insomma l'arancia vera nel succo e a un prezzo inferiore di circa la metà rispetto al succo tarocco. Senza inquinare l'ambiente e riducendo i rifiuti a 4 centimetri di spazio. Ora il vero succo di arancia di Calabria si prepara a risalire lo stivale

 

 

CATEGORIA ESPORTARE IL TERRITORIO

 

LE PRIME CHIPS DI PANE CHE PIACCIONO A GRANDI E PICCINI

Puglia – Domenico D'ambrosio

 

Leggere, croccanti, ai mille sapori, dall’extravergine al formaggio. Si può fare una scorpacciata senza temere per la linea perché le chips di grano sono leggere e altamente digeribili. E’ proprio questo il segreto del successo di Domenico D'Ambrosio che sfruttando una lunga tradizione di panificazione di famiglia ha saputo ricavare una brillante idea imprenditoriale. Da un gesto antico (quello di strappare la corteccia del pane che ad Altamura si compie da secoli per consuetudine) nasce l'intuizione della “panatina” una vera e propria sottilissima sfoglia di semola di grano duro. La particolare chip di grano è pensata per tutti, per chi ha problemi di alimentazione e per chi tiene alla linea, per essere gustata come una semplice patatina o per accompagnare dei fantastici aperitivi. Molto presto le chips di Domenico sbarcheranno in America e approderanno alla Bottega Italiana di cui Domenico è gestore per essere proposte al mercato estero, dove i prodotti del Panettiere di Altamura sono già ben noti.

 

NEI VINI TOSCANI C’E’ L'OPERA D'ARTE

Toscana – Flavia Del Seta

 

In vigna, Flavia lavora secondo metodo biologico privilegiando vitigni autoctoni e in cantina, secondo metodologie tradizionali senza tralasciare l'innovazione, si produce dell’ottimo vino bianco 100% Vernaccia di San Gimignano fermentato in terracotta dell'Impruneta senza l'aggiunta di anidride solforosa. Il pezzo forte però avviene nel laboratorio dove si trasforma la passione per l'arte in sapienza contadina disegnando etichette del tutto eccezionali perché realizzate da  pittori che seguono una riabilitazione psichiatrica impegnandosi nell'arte terapia. Ogni bottiglia è un pezzo unico ed ha un nome di donna della loro famiglia o di loro carissime amiche proprio perché la Vernaccia è una donna bionda, affascinante e misteriosa. In ognuna delle loro bottiglie c’è gusto tradizione storia e tanta umanità  Lo slogan potrebbe essere … forse bisogna essere piccoli per produrre grandi idee.

 

IL TARTUFO ABRUZZESE APPRODA IN TUTTO IL MONDO

Abruzzo – Svetlana Kashina Fasciani

 

Svetlana, dalla lontana Siberia, dopo essersi laureata in ingegneria ambientale, arriva in Abruzzo dove tra il silenzio e la quiete che dominano le sue giornate decide, insieme a suo marito Gianni, di produrre tartufi biologici in un’area situata nel cuore della regione, all’interno del parco regionale Sirente Velino, e circondato da altri tre importanti parchi nazionali: parco nazionale d’Abruzzo, parco nazionale della Maiella, parco nazionale del Gran Sasso. C'è da alzarsi presto al mattino, anticipare l'alba perché i cani annusano meglio, per garantire che i cestini siano pieni e  profumati e ritornare di buon ora al laboratorio per preparare tutti i tartufi che andranno in barattolo ma ne vale davvero la pena. Si ne vale davvero la pena soprattutto da quando i loro tartufi sono apprezzati da clienti di tutto il mondo. Infatti oltre ad esportare il 40% del loro prodotto all’estero, Svetlana e Gianni sono riusciti ad avere l’esclusiva per la fornitura di tartufi e derivati (carpaccio,  olio aromatizzato ma anche miele e burro tutti rigorosamente al tartufo) per i ristoranti di una delle maggiori catene di navi da crociere extra lusso, riuscendo così a far conoscere la terra d’Abruzzo in ogni angolo del mondo.

 

 

CATEGORIA STILE E CULTURA D'IMPRESA

 

ARRIVA LA PRIMA CARAMELLA CONTADINA

Calabria – Tiziana Calabrese

 

Ribes, mirtilli, more, fragole e lamponi buoni da mangiare e ottimi per  produrre delle sane caramelle da poter offrire ai bambini senza nessuna controindicazione. E' così che nasce l’idea di produrre le gommose di Tiziana Calabrese, dolci e favolose caramelle che fanno fare salti di gioia a piccoli e grandi. L'idea dei piccoli frutti l'ha suggerita la montagna Tiziana c'ha messo la dolcezza e la sapiente pazienza di realizzare delle squisite caramelle dove l’industria non ci mette neanche un dito. Di se stessa Tiziana dice che non ha scelto un mestiere, ma uno stile di vita. Nella sua azienda tutto ha i ritmi e i rituali di un tempo. Bisogna attendere pazientemente le stagioni e stringere un accordo con la natura che è socia importante dell’azienda. Dal primo seme all'ultimo trasformato pensa a tutto lei.

       

DAL PIANTO DELLA VITE IL SEGRETO DELLA BELLEZZA

Trentino Alto Adige – Daniela Devigli

 

Daniela si è tuffata nel passato della tradizione contadina per scoprire che la linfa della vite ha un potere energizzante incredibile ed è ricca di preziosi principi attivi, ideali per la realizzazione di creme e prodotti per il corpo. Quei fantastici vigneti che si affacciano sulla Valle Di Cembra dal Maso Belvedere, in un particolare periodo dell'anno iniziano il pianto. E' un momento di meditazione e di totale immersione nell'alchimia della natura. La pressione incredibile con cui la linfa di vite viene su dalle radici per esplodere dove il tronchetto viene inciso, permette il gocciolare dell'essenza che Daniela raccoglie meticolosamente con delle bottiglie di vetro appese ai filari. E' un rito che si ripete ogni anno e che è possibile solo attraverso una totale simbiosi tra il raccoglitore e la natura. Quella magia che continua nella lavorazione della linfa per produrre queste fantastiche creme. L'intera linea di alta cosmesi naturale è un concentrato di bellezza e vitalità estratto dalla vite, che aiuta a distendere la pelle rendendone l'aspetto più luminoso e morbido. L'innovativa linea cosmetica mira a creare un connubio fra contenuti di alta cosmesi, preziosi e funzionali e la linfa di vite.

                             

DALLA CANAPA STUPEFACENTI SORPRESE CULINARIE

Basilicata – Pasquale Polosa

 

Pasquale dopo i suoi studi universitari  individua un antico canapaio, dove probabilmente in passato veniva prodotta la canapa e mette in coltura 10 ettari di canapa (cannabis sativa), di quelle a basso contenuto di principio attivo e ad alto contenuto di proprietà terapeutiche. Ecco i trasformati: un olio incredibile per le sue potenzialità da impiegare nella medicina e nella nutrizione umana, farine e biscotti, pasta e cioccolato, ma anche fibra, tessuti e materiale per la bioedilizia oltre a  pannelli fonoassorbenti.

 

 

CATEGORIA NON SOLO AGRICOLTURA

 

LE API CENTRALINE ANTINQUINAMENTO DELLA TERRA DEI FUOCHI

Campania – Salvatore Sorbo

 

Salvatore Sorbo è un giovane apicoltore che ha messo le sue arnie a disposizione di “Cara Terra” un virtuoso progetto di biomonitoraggio dell'ambiente, nella Terra dei fuochi, attraverso le  api. Questo ambizioso progetto che prevede la collaborazione dell’'università di Napoli e quella del Molise ha lo scopo di trasformare gli alveari e le arnie delle api in vere e proprie centraline di biomonitoraggio (ognuna delle quali controlla 7 chilometri quadrati del territorio) per rilevare il grado di inquinamento presente sul territorio.  Le api, infatti si sa non mentono mai.. volano, si cibano di nettare e acqua che sgorga dalle falde, catturano le polveri sottili ( il noto pm10) e trasmettono le informazioni raccolte, ogni giorno, al loro alveare. E così ogni giorno un esercito di 10 milioni di giubbe gialle raccontano qual'é il grado di inquinamento dell'acqua di cui si abbeverano e le particelle di inquinamento presenti nell'aria. Il loro lavoro ammette Salvatore, è l’indagine più attendibile che possa esistere. Più di quanto gli strumenti classici di rilevamento possano raccontare. I prodotti di Salvatore vengono poi commercializzati insieme ad altri prodotti di suoi colleghi apicoltori, che aderiscono sempre al virtuoso progetto di biomonitoraggio ambientale, dalla cooperativa CoNaProA che per ora, fortunatamente, non ha subito danni diretti dalla triste vicenda della Terra dei fuochi.

 

L’AGRICUSTODE DEL BORGO ABBANDONATO

Emilia Romagna – Francesco Chinosi

 

Sembra una favola antica e invece è una storia moderna che accade proprio ai giorni nostri. E’ quella di Francesco Chinosi, giovane agricoltore che diventa custode di Predalbo, un borgo antico sull'Appennino tra l'Emilia e la Liguria, insidioso da raggiungere se non attraverso un serpentone di strade di montagna. E’ il sogno di bambino che si realizza, di quel bambino che veniva portato per mano dal nonno in quello che era un borgo in via d'abbandono, con pochi anziani contadini rimasti, pochi comignoli ancora accesi e una piccola e mesta chiesetta. Oggi Francesco è il giardiniere, il manutentore, il sagrestano e persino sindaco di questo antico borgo. Francesco ha deciso di ritornarci e di restarci, di riaprire la strada di sassi, di ricostruire le viuzze, i vicoletti, di tenere a bada le frane e gli smottamenti, di riordinare i giardini, di custodire e curare la chiesa. Francesco ha deciso di fare tornare la vita li dove la vita veniva soffocata da grovigli inestricabili di rovi che divoravano le case. E allora Francesco compra e affitta i terreni e, dopo averli ripuliti, e fertilizzati, avvia l'attività agricola della piantagione biologica di patate con le quali produce ottime torte di patate fatte in casa e cereali per la produzione di ottime farine macinate a pietra dalle quali ricava uno squisito pane. Oggi tutto è cambiato, sembra che quelle remote presenze di gente modesta i cui segni sono tutt'altro che scomparsi siano felici di questa ritrovata vitalità. In chiesa le candele sono nuovamente accese, e il borgo è di nuovo popolato, soprattutto nei periodi di villeggiatura, ma sempre affollato da tanta gente che fa visita a Francesco nel suo punto vendita di Campagna Amica per gustare ed acquistare i suoi meravigliosi prodotti.

 

SALAMI ANTITRUFFA CONTRO LA CRISI

Lombardia – Silvano Sonzogni

 

In un mondo sempre più confuso, dove la globalizzazione ha cancellato molte identità locali, Silvano Sonzogni, di 22 anni, ha deciso di sposare tradizione e innovazione. Infatti i suoi salumi sono prodotti secondo la ricetta tradizionale del territorio e le carni dei suini prodotti in azienda, sono  completamente "trasparenti". Il suo è proprio un allevamento di qualità,  dei suoi maiali Silvano infatti non vuole che si apprezzino soltanto le carni nutriti rigorosamente con mangimi ogm free ma vuole che si sappia anche quando e dove sono stai macellati e addirittura chi se n'è preso cura. Per raggiungere questo risultato è stato creato un sito internet che viene utilizzato per la promozione e la pubblicità dell'azienda, ma anche per la gestione della tracciabilità degli insaccati prodotti, sia per uso aziendale sia per dare la possibilità a chi li acquista di avere ulteriori informazioni sul prodotto che sta per assaggiare.  In sostanza dal sito vengono generate le etichette che vengono poi attaccate al salume, sulle quali sono riportate le informazioni obbligatorie di legge, ma anche un codice QR che il consumatore finale può leggere utilizzando un qualsiasi smartphone. In questo modo ci si collega con una pagina internet dedicata a quello specifico lotto di produzione, con tutte le informazioni relative all'animale da cui provengono le carni, l'alimentazione che hanno seguito, gli ingredienti e il metodo di lavorazione utilizzato per realizzare l'insaccato. 

 

 

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

 

LO SPRITZ AL MIELE ENERGIZZANTE

Puglia – Roberta Di Mauro

 

Roberta, mettendo a frutto l'esperienza di suo padre nell'apicoltura e i suoi studi di biologia, ha creato il primo 'spritz' afrodisiaco italiano composto da miele al mirtillo, miele al lampone, estratti vegetali di Cnidium Mannieri e Rosa Canina in un elisir di Damiana, Echinacea e Karkadè, senza coloranti né conservanti.  Ottimo per cocktail e aperitivi analcolici se diluito con acqua liscia o frizzante e ghiaccio, oppure succhi di frutta; alcolici se diluito con vino, prosecco o spumante. Può essere usato come tisana se diluito con acqua calda. Lo spritz agricolo  stuzzica l'allegria e rinvigorisce la passione: il suo potere afrodisiaco è pura alchimia per momenti indimenticabili. entra come un attore di punta sulla scena dei momenti di festa, per occasioni indimenticabili e appuntamenti eleganti. fa la parte del leone negli aperitivi, ma non disdegna l'intimità di una tisana in buona compagnia. insomma fiumi di miele ed è nuova vita. Aveva iniziato il nonno. quegli animaletti svolazzano su quell’angolo di macchia mediterranea, da tre, anzi quattro generazioni. A Massafra il nonno di Roberta ha garantito il miele a tutti, affrontando ogni avversità. Poi il testimone è passato al papà, il primo in Italia a dare vita ai miscelati. E a coronare il progetto c'ha pensato Roberta. 

 

LE FRAGOLE VOLANTI CON LA CARTA D’IDENTITA’

Lombardia – Guglielmo Stagno D'alcontres

 

A pochi passi dal centro di Milano nell’azienda di Guglielmo ci sono delle serre spaziali riscaldate con pannelli fotovoltaici dove vengono coltivate delle straordinarie fragole in orti sospesi. Tutto il prodotto poi viene sapientemente distribuito in tutta la città con delle Apecar insieme a confetture, succhi di frutta, piantine per arricchire i balconi dei palazzi ma soprattutto macedonie e frullati preparate sul momento per deliziare i palati dei turisti. Certificazione e qualità l’azienda Stagno non conoscono rivali: basta una foto al QR code e di quella fragola conosci chi l'ha raccolta, a che ora e in quale centimetro quadrato di orto sospeso è stata piantata. E' qui che viene prodotta ogni giorno energia pulita per 5mila persone, oltre tutta quella che serve per gli impianti dell'azienda.

 

VIA IL DEGRADO IN PIAZZA ARRIVANO FIORI E ORTAGGI

Piemonte –  Davide Carlo Almondo

 

Nel quadrilatero Romano di Torino, fiori,  zucchine e peperoni fanno da padrone. Nel bel mezzo della città di Torino dove prima regnava il degrado oggi ci sono fioriere ed un orto di tutto rispetto. E' una delle parti più storiche della città, ora chiunque può raccogliere i magnifici frutti di stagione. L'idea è stata sposata anche da ristoranti come il Pastisse, che promuove il progetto campagna amica nel piatto. I prodotti dell'orto, coltivati appena fuori i propri tavolini, finiscono nel menù del giorno. E a pochi passi più in la, il più grande orto urbano d'Italia. Davide l'ha ideato e sviluppato, partendo con 100 appezzamenti affidati ai cittadini a costi modici. Presto sono diventati 600 orti, per 740 famiglie che significano 4 mila persone coinvolte. Ma qui si coltiva e ci si diverte, servizi e consulenze sono alla portata di tutti. Dalla terrà nasce sempre nuova vita. 

 

 

CATEGORIA IN FILIERA

 

PECORINO ANTICOLESTEROLO IL MIGLIORE AMICO DEL CUORE

Toscana – Carlo Santarelli

 

Si sa che a chi ha il colesterolo alto è assolutamente vietato mangiare del buon pecorino, ma oggi, grazie alla brillante intuizione di Carlo Santarelli, non solo lo si può gustare, ma addirittura è consigliato per contrastare l’atavico nemico del cuore.

Si tratta di uno straordinario progetto scientifico realizzato dal caseificio di Carlo, in collaborazione con l'università di Pisa e di Cagliari che ha un aspetto davvero sorprendente ossia che  il pecorino anticolesterolo viene realizzato semplicemente modificando le abitudini alimentari delle greggi e cambiando i loro pascoli. Mille campioni, 24 prove di caseificazione, cento formaggi sotto analisi e i risultati sono sorprendenti. Questo formaggio arricchito di omega 3 e Cla (un acido grasso che appartiene al gruppo degli Omega-6) che risulta assolutamente inodore e insapore e quindi non altera le caratteristiche organolettiche del Pecorino, non fa soltanto bene all'uomo, ma per ottenerlo si nutrono le pecore in modo sano, migliorando anche la loro salute. Insomma le pecore al pascolo brucano il lino, e in stalla lo mangiano dell’ottimo foraggio arricchito col olio di soia producendo così un latte naturale di altissima qualità tutto l'anno. E' talmente richiesto che il consorzio è a caccia di allevatori che nutrano i propri animali con queste. Ecco come rinasce l'agricoltura. Scienza e natura a servizio della salute. 

  

COLORI MEDIOEVALI PER LOOK ANALLERGICO

Marche – Massimo Baldini

 

Utilizzare colori agricoli medioevali per tingere naturalmente capi e accessori moderni come abiti scarpe e borse in pelle. E’ l'idea lanciata da un imprenditore marchigiano Massimo Baldini che partendo da storici documenti ha recuperato la coltivazione di antiche piante tintorie (guado, reseda, robbia, scotano e mallo di noce) che nel Medioevo erano prodotte per realizzare gli affreschi. Dai circa cinque ettari di essenze produce oggi dei colori naturali grazie ai quali ha lanciato un progetto di filiera con un’azienda leader per la produzione di cashmere, che ora si sta estendendo al settore del calzaturiero, garantendo la tintura in botte di scarpe e pellami. La tavolozza dei suoi colori ottenuti è davvero variopinta, dai rossi, ai gialli, ai grigi è un turbinio di incredibili pigmenti e coloranti vegetali in diversi formati, in polvere, liquidi o in pasta Si parte dal guado, una fantastica pianta che ha fatto dell'Italia la patria del blu e si finisce alla buccia di cipolla, agli scarti di pomodoro, di carciofi, al mallo di noce all’edera e di tanti altri prodotti dell’orto che, attraverso un abile alchimia diventano colore allo stato puro. Storia, innovazione, ricerca e agricoltura, il futuro è proprio un arcobaleno. 

 

LA MIA CARRIERA È IN UNA STALLA

Umbria – Antonella Taglioni

 

C'è territorio, sapienza contadina, aria pura e odore di pascolo tra le mucche e i vitellini dell'azienda di Antonella Taglioni. Se dici latte dici qualità. «Sentiamo il dovere di prenderci cura della nostra gente, mettendo sulle loro tavole il meglio di anni e anni di duro lavoro». Ecco perché Antonella ha deciso di farsi carico del futuro dell'azienda di Famiglia. «Il primo mezzo che ho imparato a guidare è stato il trattore, con l'auto ho difficoltà. Le mucche dice Antonella  sono semplicemente la mia gioia e la mia vita. La sua bella azienda conta 165 vacche di razza frisona alimentate in modo naturale con prodotti aziendali, di cui 80 in mungitura per 22 quintali di latte al giorno che conferisce al Gruppo Grifo Agroalimentare che rappresenta una rilevante realtà produttiva e di trasformazione dell'agroalimentare umbro. Nella sua azienda Antonella controlla tutto dalla selezione del seme per fare nascere un vitello di qualità, fino all'ultimo trasformato, non delega nulla. Così facendo l’azienda produce benessere alimentare garantendo nei vari processi di filiera la massima trasparenza sia sull'origine della produzione sia sui metodi utilizzati nella trasformazione che garantiscono massima attenzione ai parametri di qualità e di rispetto verso l'ambiente. 

  

 

MENZIONE SPECIALE” PAESE AMICO”

 

FIRENZE HA GLI ORTI DIPINTI NEL CUORE DELLA CITTÀ.

Toscana – Alessia Bettini

 

l progetto del comune di Firenze  mira a sviluppare  l'orto didattico "Orti Dipinti" sorto a settembre in una vecchia pista di atletica in disuso, nel centro storico di Firenze.   E' una specie di Community Garden moderno, dove collaborano ragazzi disabili, cittadini, stranieri e chiunque vuole partecipare. Vi si coltivano  ortaggi biologici con tecniche antiche ed efficienti, ma anche con l'uso delle più moderne tecnologie. Sta diventando una vera e propria scuola aperta a bambini ed adulti, un punto di riferimento per la sostenibilità, l'educazione e la diffusione di buone pratiche ambientali.  Si coltiva e si raccoglie, si fa festa e sperimentazione. Si preparano piatti e tavolate. Dai frutteti alle erbe aromatiche, dagli ortaggi agli allestimenti da giardino è un pullulare di colori e vitalità. Gli anziani, tra un raccolto e l'altro, trascorrono piacevolissimi momenti all'aria aperta, mentre bambini e giovani non trattengono la gioia nel vedersi catapultati in questa splendida realtà.

 

  

LA LIBERTA’ E’ NELL’ORTO DEL CARCERE 

 

Umbria – Bernardina Di Mario

 

Nel carcere di Capanne a Perugia la vera libertà è nell’orto è nei dodici ettari di terra, con frutteto, oliveto, quattro serre, ma anche ortaggi in pieno campo e un allevamento di polli, con tanto di macello aziendale. Lavorare campi, la gioia di vedere i prodotti crescere, la bellezza di sentirsi cambiati, utili, positivi serve come spinta per restituire ai detenuti la voglia di vivere. Nel carcere di Capanne c’è persino chi ha scontato la pena, potrebbe uscire ma ha fatto richiesta di rimanere. E’ un oasi di pace dove è davvero possibile pagare gli errori e riconquistare la dignità, quella di essere lavoratori della terra, che producono qualità da mettere nel cestino della spesa, pensando ai bambini e alle famiglie che stanno a casa. A Perugia sono motivo di vanto e di orgoglio. I cittadini fanno la fila al mercato perché vogliono quegli ortaggi lì, quelli dei detenuti. E in tantissimi chiedono che gli vengano portati a casa. “Finalmente riesco a mandare la mia paghetta guadagnata onestamente col sudore, a mia moglie e ai miei figli” dice uno dei reclusi. Ecco la cifra di un cambiamento vero. Se carcere vuol dire rieducazione, metti un orto nella cella e l'obiettivo è a portata di mano.   

 

SERVIZI INNOVATIVI PER OGNI SINGOLO CITTADINO

Piemonte – Gianni Bonelli

 

A partire da Giugno 2013 Coldiretti Cuneo ha attivato una sperimentazione con l’ASL CN1 per la promozione di servizi innovativi a favore dalla popolazione  e dei cittadini.  Si pensa agli anziani a chi vive in aree periferiche, si mette al centro il cittadino e le sue esigenze e si disegna un sistema di servizi sanitari alla sua portata. Nell'era di internet e della digitalizzazione non ci si dimentica di chi è più svantaggiato. E' così che nascono gli sportelli di Coldiretti come front office per le pratiche sanitarie. Sfoltite le file agli sportelli dell'Asl, i cittadini di Cuneo e provincia si dicono “soddisfatti” e ne chiedono di più. Agli sportelli di Coldiretti si richiedono pratiche di invalidità, esenzione da reddito, prenotazioni visite specialistiche, cartelle cliniche ed anche le credenziali per il fascicolo sanitario elettronico. Presto, attraverso questo protocollo la sanità integrativa sarà realtà. Ma non finisce qui. Il mondo dell'agricoltura e quello della Sanità hanno ottenuto il risultato di garantire la massima qualità al cibo distribuito nella mensa dell'ospedale. Pazienti e operatori sanitari mangiano prodotti dell'orto a chilometro zero. Ecco come le istituzioni possono avvicinarsi al cittadino. 

 

 

 


 


 

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Economia e Finanza

Agriturist (Confagricoltura): voglia di viaggiare e ampi spazi hanno accelerato la ripresa in campagna

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Il post pandemia ha velocizzato lo sviluppo sostenibile economico, ambientale e sociale dei territori rurali. Grande protagonista delle vacanze degli italiani è stato indubbiamente l’agriturismo. La stagione è stata decisamente migliore dello scorso anno e, spesso, addirittura meglio del 2019 e le presenze tengono anche per tutto settembre. Certo parlare dell’altra faccia del Covid è esagerato, ma registriamo una vera e propria riscoperta delle vacanze in campagna, con gli ampi spazi, i ritmi, il contatto con la natura, le atmosfere familiari ed il buon cibo. Tocca ora riuscire a cogliere questa opportunità contribuendo, con le nostre offerte uniche, alla promozione dei territori rurali, una ricchezza nazionale da valorizzare di più”. Lo ha detto Augusto Congionti, presidente di Agriturist, facendo un bilancio dell’estate e delineando le prospettive per il settore.

La pandemia, sottolinea l’associazione che riunisce le aziende agrituristiche di Confagricoltura, ha cambiato radicalmente le abitudini di viaggio improntandole su sicurezza e distanziamento, spingendo gli italiani lontano dalla folla e dagli itinerari più battuti. Non è un caso che si siano modificate, di conseguenza, anche le abitudini: meno prenotazioni last minute, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alla sicurezza. A riscoprire la vacanza in campagna, oltre alle famiglie con bambini, anche moltissimi i gruppi di giovani, che hanno premiato soprattutto le strutture vicino al mare o quelle che offrono percorsi esperienziali, capaci, attraverso la scelta di attività inconsuete per chi vive in città, di renderli protagonisti della propria vacanza.

Secondo i dati di Agriturist, mediamente, le presenze italiane nelle 24.000 strutture sono state intorno al 70%, raggiungendo ad agosto anche punte del 90%, e il 30% di turisti provenienti dall’estero. Trend diametralmente opposto in Costiera Amalfitana, Sorrentina e in Veneto dove le città d’arte come Venezia, Verona, Vicenza e Padova hanno attirato molti stranieri, mentre Belluno ha fatto il pieno con soggiorni italiani. Estremamente variegato, ma tutto sommato buono il bilancio della Toscana. Molto bene il Chianti, forte presenza dall’estero e bilancio superiore, per alcuni, anche all’ante Covid, positivo l’andamento nel Senese. Ad Arezzo presenza dall’estero al 75%; al 50%, meglio dello scorso anno a Grosseto e in Maremma dove, in alcune strutture, i risultati sono stati addirittura migliori rispetto a prima della pandemia.

Molto buoni i risultati in Piemonte, che ha registrato numerose presenze di turisti stranieri “di prossimità”; non sono mancati gli italiani che hanno allungato di qualche giorno le permanenze. Soddisfacente anche la stagione in Liguria dove, a sorpresa, è cresciuta la presenza di turisti provenienti dall’est. Il Lazio segnala un andamento positivo, in particolare, vicino ai laghi con presenze estere prevalenti e in Maremma laziale, bene anche le strutture vicine alla Capitale che offrono attività e ristorazione. Continua il boom della Puglia, che si conferma regina dell’estate. Già da metà maggio i turisti, per il 70% italiani, avevano scelto questa meta che registra il tutto esaurito per tutto il mese di settembre.

La Sicilia si è confermata una delle prime regioni ad appeal turistico. Gli agriturismi hanno accolto ospiti prevalentemente italiani. Con la zona gialla e la limitazione a tavoli da quattro, numerose le disdette per feste e banchetti. Ottimi i risultati dell’Alto Adige, che continua a registrare “full booked”. Superiore alle aspettative l’andamento della stagione in Umbria e nelle Marche. Bene la Calabria, così come l’Emilia Romagna, l’Abruzzo e il Friuli.

“Non sempre è oro tutto quel che luce – conclude Congionti – quest’anno è stato migliore di quel che molti operatori si aspettavano. E’ vero che come offerta agrituristica, come Italia, partiamo con un grande vantaggio: abbiamo paesaggi unici, borghi stupendi e offriamo anche buon cibo e ottimi vini. Le nostre strutture hanno grandi opportunità da sfruttare. Dobbiamo essere capaci di partire dalla riscoperta della campagna da parte dei nostri connazionali e, utilizzando in modo mirato le risorse del PNRR, riuscire a promuovere a pieno lo sviluppo sostenibile, economico e sociale dei nostri territori”.

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Economia e Finanza

Mario Draghi all’assemblea di Confindustria: “Il Governo non ha intenzione di aumentare le tasse”

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“La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,9%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività. La sfida per il Governo – e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali – è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile.” Lo dice, all’assemblea di Confindustria, il premier auspicando un “patto economico, produttivo, sociale del Paese”. “Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto – ha rilevato -. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”

Il presidente del Consiglio ha anche tenuto a precisare che il governo non intende aumentare le tasse. “Voglio riaffermare, penso sia importante, -che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono”.  

“Le previsioni del governo che presenteremo a giorni stimano una crescita intorno al 6% quest’anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera”, ha detto  Draghi. 

“Per assicurare la sostenibilità della ripresa dobbiamo prima di tutto impedire che ci siano altre significative ondate di contagio – ha aggiunto il premier – Il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure. Voglio quindi ringraziare ancora una volta gli italiani per la convinzione con cui hanno aderito alla campagna vaccinale, e le imprese per l’impegno dimostrato nel cooperare alla sua organizzazione”.

“Dobbiamo evitare i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo, preservare buone relazioni industriali, perché assicurino equità e pace sociale e accelerare con il nostro programma di riforme e investimenti, per migliorare il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia italiana”, ha sottolineato Draghi  

“A oggi, oltre 41 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale, quasi il 77% della popolazione con più di 12 anni – ha detto ancora -. E siamo vicini a raggiungere e poi superare l’obiettivo che c’eravamo posti, ovvero immunizzare entro fine settembrel’80% della popolazione vaccinabile”.

 ll “green pass” – per il presidente del Consiglio, è uno strumento di libertà e sicurezza, per difendere i cittadini e i lavoratori e tenere aperte le scuole e le attività economiche. Voglio ringraziare Confindustria che ha da subito lavorato insieme al governo e ai sindacati per trovare un accordo sull’estensione del “green pass” ai luoghi di lavoro”

“Se riusciremo a tenere sotto controllo la curva del contagio, potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore – ad esempio nei luoghi di lavoro, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura”

“Nel mese di ottobre – ha annunciato Draghi -, intendiamo approvare un provvedimento che dia impulso alla concorrenza. A voi imprese chiedo di appoggiarlo con convinzione. Il rafforzamento dell’economia passa attraverso l’apertura dei mercati e non la difesa delle rendite”.   

“Niente è più facile che nel momento in cui il quadro complessivo cambia ha sottolineato -, le relazioni industriali vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle. Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese. Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”. 

“Le buone relazioni industriali sono il pilastro della unità produttiva – ha continuato -. Questa mia frase viene da apparente somiglianza tra oggi e il dopoguerra come ricordava Bonomi prima, c’è stata una catastrofe, come allora, c’è una forte ripresa, come allora, con tassi che abbiamo visto solo in quegli anni”, ha affermato Draghi.

“Mi è venuto spontaneamente di chiedermi come mai dopo gli anni ’60 si sono interrotti i tassi di crescita e, come mi disse un amico, il giocattolo si è rotto. Le mutazioni del quadro internazionale, Bretton Woods, il prezzo del petrolio, due guerre, la grande inflazione, hanno cambiato il quadro internazionale, ma anche in questo quadro così difficile alcuni Paesi hanno affrontato gli anni ’70 con successo e una caratteristica che separa gli altri Paesi dall’Italia è il sistema delle relazioni industriali che lì sono state buone, mentre da noi col finire degli anni ’60 si è assistito alla totale distruzione delle relazioni industriali. Perciò insisto su questo, perché niente è più facile che nel momento in cui il quadro cambia, le relazioni vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle”. 

Confindustria si augura che il premier Mario Draghi “continui a lungo nella sua attuale esperienza” e avverte: prosegua “senza che i partiti attentino alla coesione del Governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale”. Il presidente Carlo Bonomi dedica ampio spazio della sua relazione all’assemblea annuale degli industriali alla figura di Draghi, uno degli “uomini della necessita”, diverso dagli “uomini della provvidenza” come chi ha dato vita a “un regime ventennale di oppressione” e dagli “uomini del possibile”, quelli del “calcio alla lattina”, del “rinvio eterno”. Le riforme bisogna farle adesso. Basta rinvii, basta giochetti, basta veti. Davvero basta”, avverte il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, esprimendo la “preoccupazione” per il cronoprogramma per le rforme legate al Pnrr che “rischia di slittare”. Per gli industriali “è una strada profondamente sbagliata quella del gioco a risiko delle bandierine del consenso effimero”. Confindustria “si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il precesso delle riforme”; ” A chi flirta con i no vax invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori, come a chi pensa che questo Governo è a tempo”.

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Economia e Finanza

Alitalia, pubblicato il bando per la cessione del marchio: prezzo base di gara 290 milioni di euro

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Lo storico marchio Alitalia, con i suoi oltre cinquant’anni di storia, è ufficialmente in vendita. L’atteso bando per la cessione del brand è stato infatti pubblicato dai commissari straordinari, che hanno fissato le modalità, i termini e le condizioni della gara. I tempi sono stretti, con l’avvio delle richieste di accesso alla data room già da oggi, le offerte vincolanti entro il 4 ottobre e la cessione entro fine anno, e fissa un prezzo di partenza pari a 290 milioni.

Saranno possibili rilanci e vincerà l’offerta con il prezzo più alto. Tra i soggetti intenzionati a farsi avanti, come più volte ribadito, c’è ITA, che in vista del decollo del 15 ottobre lavora anche a chiudere le trattative con i sindacati per il personale.

Il bando, annunciato con un avviso su diversi quotidiani (anche in inglese sul Financial Times), è stato pubblicato in mattinata sul sito dell’amministrazione straordinaria: un documento di 10 pagine, firmato dai commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso, che definisce le regole con cui si svolgerà la gara. Oggetto della procedura è l’iconico marchio Alitalia, disegnato nel 1969 (precedentemente, il primo logo della compagnia, presente per i primi 22 anni nella livrea degli aerei, includeva la ‘Freccia alata’) con la A stilizzata con i colori del tricolore, rimasta immutata anche nei successivi lievi restyling e poi diventata negli anni icona dell’italianità. “Il marchio Alitalia rappresenta un patrimonio valoriale e culturale storico, radicato nell’immaginario condiviso italiano”, affermano i commissari, sottolineando che “questa operazione si prefigge di tutelare la persistenza del nome e del logo nel panorama del trasporto aereo”. A questo fine, infatti, il governo è intervenuto attraverso il decreto infrastrutture per far sì che sia una compagnia aerea a potersi aggiudicare il bando.

Il prezzo base di gara è fissato in 290 milioni (oltre Iva e oneri fiscali ai sensi di legge): una cifra superiore al valore di 150 milioni indicato nei mesi scorsi dal commissario Leogrande. Il brand passerà nelle mani dell’aggiudicatario “entro il 31 dicembre 2021”. Anche dopo la cessione, comunque, i commissari potranno, utilizzare la denominazione ‘Alitalia in amministrazione straordinaria’ (ma non il logo di Alitalia) fino alla fine dell’amministrazione straordinaria. Anche la società Alitalia Loyalty potrà mantenere il nome fino al 30 giugno 2022.

La gara entra subito nel vivo. Già dalle 12 di oggi e fino alla mezzanotte del 30 settembre, i soggetti interessati (sono ammesse imprese “di qualsiasi nazionalità” con un patrimonio “non inferiore a 200 milioni” e titolari di licenze di trasporto aereo o certificazioni di operatore aereo) potranno fare richiesta di ammissione alla data room, che verrà aperta il 20 settembre. Dopodiché si potrà procedere con le offerte vincolanti, attese entro il 4 ottobre. Per l’aggiudicazione sono previste due fasi: nella prima saranno ammesse soltanto offerte vincolanti uguali o superiori al prezzo di gara; se questa andasse deserta, si aprirà una seconda fase che ammetterà offerte a prezzo inferiore. Per entrambe le fasi, qualora arrivassero più offerte valide, sarà possibile fare un rilancio, offrendo almeno 10 milioni in più della migliore offerta vincolante.

Il brand verrà aggiudicato, sia nella prima che nella seconda fase, all’offerta col prezzo più elevato. L’ultima parola spetta comunque al Ministero dello sviluppo economico, che valuterà gli esiti della procedura e darà il via libera finale tenendo conto anche della “congruità del prezzo offerto”.

Al brand Alitalia punta soprattutto ITA, i cui vertici hanno già più volte ribadito l’intenzione di partecipare alla gara. La società, intanto, quando manca poco meno di un mese al decollo, ha convocato sindacati e sigle professionali per lunedì per chiudere il confronto sulle 2.800 assunzioni. Sempre lunedì proseguirà al Ministero del lavoro il confronto azienda-sindacati sulla proroga di un altro anno della cassa per oltre 7 mila lavoratori (numeri che potrebbero aumentare per comprendere tutta parte aviation). I rappresentanti dei lavoratori però chiedono garanzie sull’intero arco di piano di Ita, cioè fino al 2025, e su questo attendono l’apertura di un tavolo al Ministero del lavoro. 

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