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Gabriella Resse
Si può dire di tutto su Grillo, ma qualunque sia infine il giudizio che la storia darà a lui ed al Movimento Cinque Stelle, una cosa è certa: quest’uomo e l’organizzazione del movimento, stanno segnando uno spartiacque tra il vecchio modo di concepire la politica e la nuova dilagante concezione della partecipazione attiva dei cittadini nella pratica di governo, fatta di web ,blog, meetup ,interconnessioni in tempo reale, streaming video, Twitter e Facebook.
Un sistema che per quanto dileggiato e deriso da chi concettualmente è ancora legato alla supremazia della diffusione dell’informazione tramite i media tradizionali ,sta funzionando in modo del tutto imprevedibile. Una evoluzione, un cambio di direzione epocale come quello rilevato nel paleolitico con la scoperta del fuoco, qualcosa dal quale sarà difficile sottrarsi, un mutamento impossibile da ignorare, già in atto e che darà il passo ad una nuova generazione di classe politica, che ascende dalla base del paese, dai cittadini.
È in atto una straordinaria rivoluzione “ high tech”, trasversale dal punto di vista ideologico, ex elettori del centrosinistra e del centrodestra si ritrovano a condividere la medesima esperienza politica al fianco del famigerato comico, che poi (e molti giocano a fare gli smemorati) comico non è mai stato, se non nel senso che con le sue osservazioni sagaci, le sue fotografie dissacranti della realtà, per molti anni, ha strappato risate compiaciute ad pubblico per niente stupido, evidenziando palesi magagne della società e furberie di certi intoccabili.
“Comico“ molte volte nei giornali è apparso questo appellativo davanti al nome di Beppe Grillo, un modo sottile e insinuante per descrivere il Mentat del Movimento Cinquestelle, forse nel un tentativo maldestro di minarne la credibilità agli occhi del pubblico, ma la rispettabilità, questo leader politico sui generis che non è candidato in Parlamento, è comunque riuscito a conquistarsela, sul web e nelle piazze, attraendo un bacino considerevole di elettori, tanti, troppi per non essere presi in seria considerazione.
Imbarazzante a questo punto, constatare la massiccia “disattenzione” di una consistente parte dei media sull’ ascesa di questo movimento, ed il goffo e grottesco tentativo di velarne i successi, anziché concentrarsi nell’indagare sulle profonde motivazioni che hanno portato molti cittadini ad indirizzarsi verso questa nuova proposta politica. Nessuno o pochi parlano del Movimento Cinquestelle, delle piazze stracolme da centinaia di migliaia di cittadini. Mentre in tv e nei giornali la vecchia politica impazza.
Ai grillini sono riservati piccoli e risicati spazi, e troppo spesso salta agli occhi l’atteggiamento di parte di certa stampa che nelle ”cucine di redazione“, da interviste e comizi ,estrapola solo battute e ragionamenti avulsi dal contesto del discorso, confezionando notizie che fanno apparire questo movimento ,inconsistente, populista. La verità è che troppo spesso una grossa fetta di giornalisti oggi sulla piazza,(e direi soprattutto.. una certa casta di giornalisti) dimenticano quale sia la vera vocazione di questa professione, dove a dominare dovrebbero essere i fatti e l’obbiettività, la ricerca della verità ed il rispetto per quest’ultima.
I media che trattano Grillo come un giullare, un capopopolo privo di spessore, non si rendono conto che taluni pretestuosi giudizi, sono un’arma a doppio taglio e che milioni di italiani, iniziano a considerare quei media autoreferenziati , distanti, alieni, disattenti rispetto ad una corretta percezione dei reali problemi e delle aspettative del cittadino .
Le battute di Grillo, a volte sono espresse in maniera grave, è vero !! Ma è anche vero che il suo modus operandi ,racconta l’urlo disperato di quei cittadini stanchi ed esasperati che chiedono, non più sottovoce, giustizia sociale ,economica e morale. Sullo sfondo di questa rivoluzione pacifica, c’è una situazione economica in profonda crisi , la chiusura di molte aziende, una disoccupazione dilagante a tutti i livelli di classe sociale e di età, contrazione dei consumi, recessione, praticamente in ginocchio, come ai tempi del dopo guerra.
E in questo quadro ,è logico pensare che gli scandali e gli sprechi ad uso e consumo delle caste e dei privilegiati in genere, i sacrifici economici che guarda caso vengono sempre fatti digerire a forza alle classi meno abbienti di cittadini, sono diventati un peso insopportabile. Perché questo comico, questo trascinatore, come lo definirei io, riscuote tanto successo? Parla al cuore, alla pancia, ma anche alla testa della gente, quella gente che ascoltandolo, spesso si rende conto che certe idee, concetti, dubbi e lamentele, coincidono con il proprio pensiero, magari espresso tempo prima agli amici od ai proprio cari, quindi c’è una forma di identificazione, che è la vera arma vincente del movimento. Questo fenomeno di rivoluzione pacifica e democratica non può essere trascurato da nessuno, ma soprattutto dai media che siano degni di questo nome, perché da questo occultato, ma significativo passaggio, saranno molte le cose che muteranno nel nostro panorama sociale e politico.