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Grottaferrata, al via isola ecologica: come sarà l’area intorno? Ecco il progetto

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Sì alla costruzione dell’isola ecologica a Villa Senni a Grottaferrata, non lontano dalla via Anagnina a due passi dalla Capitale. Il Tar del Lazio ha annullato il parere negativo espresso dalla Soprintendenza archeologica il 30 settembre scorso. Soddisfatto il Sindaco Luciano Andreotti: “Questa sentenza del TAR riconosce e dà ragione a un impegno decennale su un progetto strutturale importante per la collettività quale è quello dell’isola ecologica a Villa Senni”. Così il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti commenta la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso del Comune di Grottaferrata, annullando di conseguenza il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria. “Ci auguriamo che la Soprintendenza prenda atto della assoluta e chiara volontà politica dell’Amministrazione nel voler dare vita a un progetto che, nonostante riguardi un settore sempre delicato come quello della raccolta dei rifiuti, non intende in alcun modo essere disorganico né deturpante del territorio che insiste attorno al sito di Villa Senni. Tutt’altro. In un contesto urbano programmato con un’ottica amministrativa moderna e mirata alla valorizzazione di ogni spazio cittadino, si intende assolutamente trovare e porre in essere la sintesi possibile che sia di assoluto vantaggio per la collettività”.

“L’isola ecologica, infatti – prosegue Andreotti – porterà la percentuale di differenziata del comune di Grottaferrata oltre l’80% rispetto all’attuale 72%. Operando con ciò una scelta di tipo ambientale e a difesa del nostro territorio. La nostra idea di isola ecologica così ben descritta nel progetto, somiglierà di fatto a un giardino posto all’ingresso della città al quale si unirà un’area artigianale che potrà e dovrà essere il laboratorio del futuro, dello sviluppo professionale e economico per tante famiglie e tanti giovani grottaferratesi oltre che fonte di progresso in una fase assai complessa delle dinamiche sociali e del mondo del lavoro”.

“Non crediamo, lo abbiamo detto all’atto del ricorso e a maggior ragione lo confermiamo ora – conclude il sindaco – in una amministrazione del territorio a compartimenti stagni. Tutto deve essere coerente e l’area di Villa Senni e i molteplici progetti (stazione ferroviaria, attuazione della zona PIP) che la riguardano sono coerenti tanto con il rispetto del territorio e degli abitanti di Grottaferrata, quanto con le prospettive di crescita e modernizzazione di cui necessita”.

Il Consiglio comunale di Grottaferrata ha approvato all’unanimità nella seduta del 2 ottobre 2018 il Progetto Definitivo dei lavori di realizzazione di di un’isola ecologica e di un’area funzionale alla gestione dei rifiuti in località “Villa Senni”, redatto dal 1° Settore Tecnico del Comune.

Si tratta di un progetto del valore  complessivo di 750mila euro dei quali 200mila a carico della Regione Lazio e i restanti 550mila finanziati con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti – Contributo provinciale e fondi di bilancio comunale.

Il voto del Consiglio comunale ha approvato contestualmente al progetto definitivo dell’isola ecologica anche una variante urbanistica per trasformare la destinazione di zona da agricola a servizi pubblici che si riferisce all’area di proprietà privata, di superficie pari a complessivi 9mila 253 metri quadri che dovrà essere interessata da espropri.

Nel corso del dibattito si è discusso anche del cronoprogramma che, stando alle valutazioni dell’ufficio tecnico comunale allegate al progetto approvato, da oggi dovrebbe impegnare, per la consegna del lavoro nei tempi stabiliti, i prossimi 620 giorni, circa due anni.

Il progetto nasce da lontano, circa un decennio fa, la necessità per Grottaferrata di avere una sua isola ecologica che inizialmente era stata prevista in via di Vascarelle.

L’attuale progetto nell’area di Villa Senni, redatto dall’architetto Michela De Angelis del Comune di Grottaferrata, risale al 2012 e dopo l’approvazione del progetto preliminare, avvenuta nel 2013, è stato sottoposto a una sostanziale revisione in seguito alle osservazioni della Regione Lazio che espresse parere favorevole a condizione che fosse rispettata una fascia di rispetto ed inedificabilità di 50 metri dal limitrofo Fosso del Piscaro.

L’Isola Ecologica e l’annesso Centro Servizi saranno compresi tra la linea ferroviaria esistente “Ciampino-Frascati”, Via vicinale S. Andrea/Villa Senni e l’area destinata alla realizzazione del parcheggio di scambio a servizio della stazione ferroviaria di Villa Senni, praticamente a ridosso dell’area dove è stato già realizzato un Piano per Interventi Produttivi, in via di allestimento e di completamento.

Si tratta, pertanto, di un’area agricola interclusa aventi scarse o nulle possibilità di utilizzazione ai fini agricoli.

Nello specifico il progetto prevede la realizzazione delle seguenti opere:

Isola Ecologica: di superficie pari a circa mq 2.200 dotata di tutte quelle strutture/attrezzature necessarie a garantire il corretto funzionamento dello stessa. Il conferimento dei rifiuti, da parte dei cittadini residenti, avverrà secondo le modalità prescritte nell’apposito regolamento per la gestione e l’uso del centro che verrà di seguito adottato. Sono previste entrate e uscite distinte fra pubblico e operatori, mentre l’attività di conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini e l’attività degli operatori addetti avverranno in momenti diversi senza alcuna interferenza.

Area di Compostaggio: di superficie pari a circa 1100 metri quadri, sarà dotato di tutte quelle strutture/attrezzature necessarie a garantire il corretto funzionamento dello stesso, in conformità alla normativa vigente;

Area a verde: la mitigazione ambientale, conseguita mediante la messa a dimora di essenze vegetali, avrà come obbiettivo primario quello di rendere gradevole sia il periodo di permanenza nell’Isola Ecologica, per le operazioni di conferimento, sia l’aspetto complessivo dell’area. In particolare è previsto l’impianto di essenze arboree di schermatura (Populus Nigra, Prunus Laurocesare) e di altre più specificatamente ornamentali (Lavandula, Cercis Siliquastrum, Salix Babylonica, Forsythia Intermedia);

Viabilità di accessoL’accesso all’impianto è previsto da Via di vicinale S. Andrea / via di Villa Senni, nelle prossimità della esistente rotatoria di accesso al P.I.P.. In corrispondenza dell’ingresso al centro saranno posti in opera cancelli carrabili che garantiranno la sostanziale indipendenza delle singole attività che verranno svolte nel complesso.

A margine delle aree più propriamente destinate all’Isola Ecologica, è prevista l’ubicazione dell’area – di superficie pari a circa 3mila 100 metri quadrati, destinata al Centro Servizi. Tale area sarà allestita con oneri a carico della società affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e comprenderà: le aree per la sosta dei mezzi delle maestranze e dei mezzi adibiti a servizio, i manufatti funzionali allo svolgimento del servizio (magazzini, uffici, spogliatoi, ristoro, eccetera). Essa sarà completata dalla relativa viabilità di accesso e dalle aree verdi di mitigazione ambientale.

Un progetto che nei due anni precedenti al ricorso resosi necessario., ha visto una definizione chiara e netta, sancita dal finanziamento regionale ancora in essere e dal voto all’unanimità dal Consiglio comunale, giunti proprio grazie alla reale e visibile attenzione posta da parte di questa Amministrazione e dei tecnici che operano al suo interno verso tutte le norme e tutte le esigenze del territorio.

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Castel Gandolfo, quei massi che incombono sulle teste dei cittadini: di chi è la competenza per mettere in sicurezza l’area?

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Nella relazione della Città Metropolitana si legge che potrebbero verificarsi altri crolli. Il terreno da mettere in sicurezza è pubblico o privato?

CASTEL GANDOLFO (RM) – Ancora nessun intervento è stato effettuato per mettere in sicurezza il costone in piazzale dei Giochi Olimpici a Castel Gandolfo, di fronte il lungolago, dove a gennaio del 2019 un enorme masso è crollato dal costone fermandosi per miracolo, grazie a delle alberature instabili che hanno trattenuto la caduta, a pochi centimetri dal bar chiosco sottostante, si è sfiorata la tragedia, mentre era aperto con il personale che lavorava all’interno.

Se non ci fossero state quelle alberature definite dai tecnici di “scarsa consistenza” ci sarebbero stati dei morti. Ciononostante la questione così grave sembra essere finita nel dimenticatoio e questo pericolo che incombe con altre grandi rocce, che potrebbero staccarsi da un momento all’altro, continua a “minacciare” e pendere sulle teste di visitatori ignari del pericolo cui potenzialmente sono esposti.

Infatti, ci sono migliaia di persone che nel fine settimana transitano su quel piazzale, vicino delle transenne che non servono sicuramente ad evitare che un masso di peperino, qualora si stacchi dal costone, possa travolgerli.


Nonostante dalla relazione del Comune si evinca che il grosso masso si sia staccato da un terreno di un privato (una società), in questi due anni la situazione non è sembrata essere così chiara e le pertinenze, secondo quanto emerso in seguito, sembrerebbero essere di più soggetti (Comune e privato? ).

La domanda è molto semplice: il masso si è staccato da un terreno pubblico o privato?

Per levare ogni dubbio, in questi giorni, la proprietà del chiosco ha richiesto che venga stabilito dal Tribunale di chi sia la competenza per poter capire chi deve porre rimedio a questo grosso pericolo incombente per l’incolumità pubblica che, lo ricordiamo, solo per una questione di fortuna non ha prodotto altri episodi.

Tra qualche giorno si dovrebbe conoscere l’esito dell’accertamento tecnico preventivo richiesto


Come da relazione del geometra Pieragostini del Comune di Castel Gandolfo in merito al sopralluogo del 16 gennaio 2019, si legge che un grosso masso di peperino si era staccato dal costone sovrastante l’attività commerciale. L’area del distacco è stata individuata al foglio 2 particella 150 che come si legge dalla relazione del geometra comunale è di proprietà di una società con sede a Castel Gandolfo.

Il geometra a seguito dell’intervento suggerisce anche al Comune di emettere una ordinanza a salvaguardia della pubblica incolumità e “preservazione dei beni”


C’è anche una relazione di sopralluogo dei tecnici specializzati della Città Metropolitana da cui si legge che “la caduta è avvenuta da una parte rocciosa situata a circa 15 metri più in alto rispetto alla quota di arresto del grande masso”. Si legge ancora “la scarpata rocciosa da cui è avvenuto il distacco è segnalata come orlo di scarpata di frana nella cartografia relativa all’inventario dei fenomeni franosi.

Veniamo a conoscenza inoltre che si tratta di terreni superficiali alterati e argillificati dove la presenza di vegetazione e arbusti aggrava la situazione perché ha prodotto delle fratture e destabilizzato il costone.

Nella relazione della Città Metropolitana si legge che potrebbero verificarsi altri crolli

Nello specifico sono state “individuate due diverse porzioni di roccia completamente dislocate e a rischio crollo”. Si sono poi evidenziate le condizioni di pericolosità in cui versa l’intera parete, “l’area in esame – leggiamo ancora nella relazione dei tecnici della Città Metropolitana – è caratterizzata dall’innesco di fenomeni di crollo di roccia a rapido innesco e sviluppo in grado di mobilizzare volumi di roccia e detriti anche potenzialmente notevoli e capaci di minacciare la stabilità complessiva del settore in analisi e di comportare un rischio indotto molto elevato per beni e persone. Per risanare il tratto in esame lungo circa 100 metri è necessario intervenire rapidamente eliminando il pericolo che gli elementi tufacei posti in equilibrio instabile possano staccarsi dalla parete verticale….”.

Infine la Città Metropolitana elenca una serie di interventi quali la bonifica delle pietre, l’applicazione di una rete metallica e la realizzazione di un fosso di guardia collegato con le opere idrauliche e i tecnici dicono espressamente che le indicazioni dettate sono finalizzate alla salvaguardia dell’incolumità pubblica e preme anche sulla necessità di effettuare ulteriori studi specifici e approfondimenti.

Le relazioni messe nero su bianco parlano di un pericolo grandissimo. Adesso con l’accertamento delle responsabilità e competenze bisognerà quanto prima provvedere a salvaguardare la pubblica incolumità.

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Nemi, il lago custode di scienza ed enogastronomia

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Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale

NEMI (RM) – Il cuore del Lago di Nemi, dopo aver custodito per secoli le maestose opere di ingegneria navale fatte costruire da Caligola in onore della dea Diana, accudirà anche prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Il fondo del lago infatti, grazie alla sua temperatura costante, la scarsità di luce e ossigeno, si pone come cantina perfetta per la conservazione di cibi e vini. L’idea nasce nel 2019 da Josè Amici, proprietario de “Il Borgo Ariccia” e istruttore di sub presso l’Underwater Team, il quale aveva già sperimentato l’affinamento di 500 bottiglie del suo vino Roma DOC Bio.

Insieme al nuovo partner Castelli Romani Food and Wine e grazie alla preziosa collaborazione di Simone Bozzato ed Ernesto Di Rienzo, docenti presso il Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale.

Lo chef Alain Rosica del Ristorante Belvedere di Frascati ha realizzato artigianalmente anfore in terracotta, smaltate sia all’esterno che all’interno per evitare proliferazione batterica e chiuse con tappi di sughero sigillati da ceralacca, utilizzate per conservare i prodotti. I cibi sono stati, inoltre, impagliati e ricoperti di sale così da provvedere all’assorbimento dell’umidità. All’interno delle anfore, oltre ai vini e all’olio di produzione delle aziende Merumalia, Casale Mattia, Azienda Biologica De Sanctis e Gabriele Magno sono state poste forme di formaggio dell’Azienda Agricola Depau di Grottaferrata, i prodotti de Il Norcino Bernabei di Marino, il miele prodotto dall’Agriturismo Monte Due Torri di Genzano, la marmellata realizzata dal Bar Spartaco Il Grottino con le fragoline di Nemi e del “garum” la salsa tipica della Roma Antica a base di interiora di pesce, utilizzata per condire i cibi.

La cassa contenente le anfore in cui sono stati riposti questi cibi, grazie all’ausilio di sub esperti dell’Underwater Team, è stata depositata sul fondo del lago a circa una decina di metri di profondità.

Tra sei mesi o più – sarà fatta una valutazione in relazione alla temperatura esterna che influenza quella del lago, per evitare la eventuale compromissione dei prodotti – verranno fatti riemergere.

Non resta quindi che lasciarli riposare e attendere. E l’appuntamento è fissato per la cerimonia di fine affinamento, per assaggiare insieme tutto il gusto della tradizione del territorio dei Castelli Romani.

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Grottaferrata, rifiuti: il sindaco punta i piedi sull’isola che ancora non c’è! Diffidata la soprintendenza

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A undici mesi dalla vittoria del ricorso da parte del Comune di Grottaferrata contro il parere negativo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, l’Amministrazione comunale sta ancora attendendo il nuovo parere, citato come obbligatorio in sentenza dal Tar, da parte dello stesso organismo ministeriale.

Il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti per la seconda volta in data odierna ha inviato alla Soprintendenza una diffida ad adempiere.

Ciò considerando che il mancato rilascio del parere sta comportando nocumento al Comune, causando notevole ritardo nella realizzazione di un’opera strategica per Grottaferrata che si inserisce in un più ampio progetto di riorganizzazione ecosostenibile del sistema urbano di smaltimento dei rifiuti.

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