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Roma

GROTTAFERRATA: IL COMMISSARIO PREFETTIZIO ENTRA A “GAMBA TESA” NELLA POLITICA URBANISTICA

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Tempo di lettura 2 minuti Altri atti urbanistici di notevole impatto sociale ed ambientale stanno per essere licenziati dal Commissario e dai Dirigenti del Comune

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Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota delle associazioni: “U Lengheru Neru” /  “Il Piccolo Segno” di Grottaferrata” /  “Italia Nostra” Sezione Castelli Romani

Grottaferrata (RM) – Revocando una delibera della precedente Giunta che obbligava una società privata a rispettare patti sottoscritti, il Commissario prefettizio che ha sostituito Giunta e Consiglio comunale dopo le dimissioni del Sindaco Mori, ha consentito la trasformazione di 11.000 metri cubi turistico-alberghieri in case di lusso in una zona pregiata e delicata come Molara.

La precedente Amministrazione, nel pieno del suo diritto e difendendo gli interessi di Grottaferrata, aveva negato la richiesta del privato a questa variante di destinazione d'uso, sottolineando che l'aumento di abitanti sarebbe stato eccessivo, che era interesse di Grottaferrata ricercare condizioni che creassero posti di lavoro e rilancio della ricettività turistica, che Comune e privato avevano preso un reciproco impegno sottoscrivendo una convenzione che stabiliva gli interessi e gli impegni di entrambi e che questi impegni andavano rispettati. Motivazioni sensate!

Ma il Commissario non ne ha tenuto conto ed è entrato a gamba tesa su questioni che riguardano la politica di gestione territoriale che dovrebbe essere lasciata agli organi elettivi democratici e non a chi deve temporaneamente assumere il ruolo di traghettatore fino alle prossime elezioni tra meno di un anno. Ci vuole prudenza, sensibilità, rispetto. 

Questa iniziativa rischia di creare un pericolosissimo precedente. Altre lottizzazioni sono dietro l'angolo e la precedente Amministrazione aveva iniziato a porre rimedio adottando delle Linee Guida per i Piani di Lottizzazione ben ideate che tenevano conto degli interessi generali e delle condizioni sociali, ambientali, di vivibilità che si devono rispettare. L'ex sindaco Mori, con le sue dissennate dimissioni, ha lasciato in balia degli speculatori edilizi il territorio di Grottaferrata che, a causa anche di atti come quello assunto dal Commissario, rischia grosso. La questione è seria e allarmante. 

Altri atti urbanistici di notevole impatto sociale ed ambientale stanno per essere licenziati dal Commissario e dai Dirigenti del Comune, senza un approfondito dibattito politico-culturale ma soltanto attraverso un mero tecnicismo burocratico.

Invitiamo il Commissario ad una gestione del suo ufficio accorta e che tenga in massima considerazione, prima dei diritti dei singoli, gli interessi generali del territorio di Grottaferrata, che non si sostituisca alla volontà popolare e non mortifichi le aspettative della maggioranza dei cittadini. La giunta ha un potere di discrezionalità rispetto ad atti come le lottizzazioni che sono autonomi e politici. Manifesta un interesse generale. Se così non fosse, se l'approvazione o meno dei piani di lottizzazione fosse una mera certificazione di conformità urbanistica, non ci sarebbe bisogno di una giunta, basterebbe l'ingegnere comunale. Così non è!

Si ristabilisca la “giusta misura” amministrativa. Chiediamo a tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche di vigilare e di non restare inerti ma di far sentire forte la loro voce nell'interesse di tutta la collettività.

Invitiamo i cittadini a manifestare la preoccupazione per i rischi che corre il territorio di Grottaferrata inviando una mail all'indirizzo commissario@comune.grottaferrata.roma.it

Castelli Romani

Montecompatri, neonato morto dopo circoncisione: in manette due donne accusate di omicidio preterintenzionale

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Indagata anche la mamma del piccolo
 
MONTECOMPATRI (RM) – Sono state fermate dai Carabinieri della sezione Operativa della Compagnia di Frascati e della Stazione di Colonna, su decreto di fermo del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Velletri, per i reati di omicidio preterintenzionale aggravato ed esercizio abusivo di una professione, due donne nigeriane gravemente indiziate di avere operato l’intervento di circoncisione sul bambino nigeriano morto la mattina del 24 marzo scorso.
 
Anche la madre del bambino è indagata in stato di libertà, gravemente indiziata per concorso in omicidio preterintenzionale. L’autopsia accerterà le cause della morte del bimbo. L’ininterrotta attività di indagine svolta dai Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Velletri, dal momento in cui il bambino era deceduto, ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine al fatto che la madre del neonato avesse richiesto per il tramite di una delle due donne l’intervento della seconda al fine di praticare la circoncisione al figlio presso la propria abitazione di Montecompatri; che la seconda donna avesse effettuato l’intervento con l’aiuto della prima. La mattina del 24 marzo scorso la mamma disperata, dopo il malore del bambino, ha chiamato il 112 e ha chiesto aiuto a una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Colonna che stava eseguendo un posto di controllo in via Casilina, all’altezza del capolinea della metro C; inutile la corsa in ospedale dell’ambulanza scortata dai Carabinieri. Sono stati sequestrati i cellulari di tutti i coinvolti nella vicenda e, presso l’abitazione della seconda donna, la somma di euro 4.240, ritenuta provento dell’esercizio abusivo della professione, numerose siringhe e medicinali vari. Entrambe le donne fermate sono state tradotte presso la casa circondariale di Roma Rebibbia-Femminile in attesa della convalida.
 

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Cronaca

Roma, borseggi e furti nel centro storico: 19 persone arrestate nel fine settimana

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In manette anche due giovani sorpresi a derubare una mamma distratta mentre accudiva il suo bambino
 
 
ROMA – Nell’ambito dei servizi mirati alla prevenzione e al contrasto dei furti nei luoghi di maggiore interesse e affluenza del centro storico, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, nel corso del fine settimana, hanno arrestato 19 persone gravemente indiziate del reato di furto.
 
Nel particolare, i Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia hanno bloccato due 22enni romeni, senza fissa dimora, che, in piazza dell’Esquilino, approfittando della distrazione di una mamma che stava accudendo il suo bambino, le hanno sfilato la borsa lasciata appesa alle maniglie del passeggino. I due sono stati arrestati e la refurtiva recuperata.
 
I Carabinieri hanno poi arrestato 8 cittadini stranieri – tre di etnia rom e due sudamericani – sorpresi a derubare i passeggeri a bordo della metropolitana linea “A”, in particolare tra le fermate “Barberini” e “Colosseo”, e altri 4 – un cittadino italiano e tre sudamericani – sorpresi a derubare turisti intenti a cenare ai tavoli esterni dei locali del centro storico, sfilando portafogli e telefoni cellulari da borse e zaini appoggiati sulle sedie.
 
Infine, altre 5 persone, tutte senza fissa dimora e con precedenti, sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo Scalo Termini dopo essere stati sorpresi a rubare all’interno dei negozi della Galleria Forum Termini.
 
Le vittime dei furti hanno tutte presentato regolare denuncia e nel corso delle udienze tenutesi presso le aule di piazzale Clodio, gli arresti sono stati convalidati.
 

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Castelli Romani

Colonna, un borgo pieno di strade dedicate alle donne

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Il Comune ha deciso di cambiare la toponomastica per ben sei vie cittadine e contrastare così la forte disparità di genere

Ci sono storie di donne che hanno contribuito a rendere ricca di valori la società. Vanno ricordate e il fatto che esistano amministrazioni talmente sensibili da intraprendere un percorso virtuoso in questa direzione è qualcosa che dona speranza e desiderio di coltivare ancora quei valori che un tempo erano molto floridi. Ci sono sei strade dedicate alle donne che si sommano alle altre quattro già esistenti . È  nel piccolo borgo di Colonna ai Castelli Romani che il Comune ha deciso di cambiare la toponomastica per ben sei vie cittadine e contrastare così la forte disparità di genere che, censimento alla mano, esiste nelle titolazioni. 

Da oggi nella cittadina che conta poco più di 4 mila abitanti, troveremo via Rosalia Marazzano, la storica levatrice di Colonna e poi via Rita Atria, la collaboratrice di giustizia che si uccise pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio e via Eunice Kennedy, figlia della famiglia stanutitense Kennedy impegnata nel sociale e nella disabilità e fondatrice di Special Olympics.

Oltre a queste tre grandi donne le cui storie sono ricche di valori, ci sono tre strade che omaggiano tutte le lavoratrici della terra di Colonna, terra ricca di vigneti e di uliveti: via delle Sermentatrici, via delle Scacchiatrici e via delle Legatrici: «Ci alzavamo alle quattro e andavamo nei campi – ha raccontato una donna di 96 anni –oggi i ragazzi che fanno i vandali dovrebbero andarea lavorare in campagna per capire bene il valore della vita». 

Sabato alla presentazione di queste sei nuove strade c’è stata una grande partecipazione da parte della comunità colonnese, donne e uomini del territorio che hanno apprezzato: «Ci siamo mossi – ha detto il sindaco Fausto Giuliani – ancor prima che l’Anci esortasse in maniera virtuosa i Comuni a dedicare tre aree a tre donne, una di rilevanza locale, una nazionale e una straniera. Noi questo percorso lo abbiamo già intrapreso diverso tempo fa, oggi abbiamo cambiato la toponomastica di sei strade e possiamo raccontare le storie delle donne che abbiamo scelto».

E  l’assessora alla Scuola e Pari Opportunità Valeria De Filippis insieme all’assessora alla Cultura Serena Quaglia hanno aggiunto: «Il nostro percorso teso a colmare il divario di genere – dice – non si esaurisce con questa iniziativa perché intraprenderemo prossimamente un progetto con le scuole per titolare alcune classi alle donne costituenti».

Chi era Rosalia Marazzano? La levatrice del paese che tra il 1950 e il 1975 fece nascere a Colonna 625 bambini e bambine. Oggi la strada a lei intitolata si trova in pieno centro storico, sotto palazzo Colonna e ha sostituito una parte di via Della Madonnella che continua ad esistere. Una donna, tra le prime negli anni ’60  a prendere la patente, costantemente aggiornata e soprattutto empatica con le famiglie e con le donne che ha aiutato a partorire: «dare il nome di una strada alla levatrice del paese – ha detto l’insegnante Rossana Laterza dell’associazione Toponomastica Femminile – significa contribuire a dare una identità a questo luogo. La media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5 per cento e sono in prevalenza sante, mentre quelle dedicate agli uomini sono circa il 40 per cento. C’è ancora molta strada da fare».

E poi l’assessora alla Cultura serena Quaglia ha fatto un passaggio su via Via Rita Atria, che si trova nella parte superiore di Colle Sant’Andrea: «È stata una testimone di giustizia – ha detto – che ha 17 anni si è tolta la vitauna settimana dopo che venne ucciso il magistrato Borsellino. Era una donna che ha deciso di mettersi contro la mafia e di credere nella giustizia».

Via Eunice Kennedy prende una parte di via Colle Sant’Andrea di Sopra e un pezzo di via dei Mattei: «Una donna che ha fatto la differenza per le persone con disabilità intellettive – hanno detto l’insegnante Gabriella Giuliani e la responsabile di Special Olympics Silvia Merni – ha coltivato una cultura del rispetto e inclusione che passa anche per una pratica sportiva condivisa».  

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