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Roma

GROTTAFERRATA, LOTTIZZAZIONE CARTABRUTTA: 37MILA METRI CUBI DI CEMENTO "BUONI" PER LA CAMPAGNA ELETTORALE

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Tempo di lettura 3 minuti A Pratone-Cartabrutta se ne possono costruire anche cento di strade ma tutte, invariabilmente andranno a cozzare con i limiti oggettivi della via Anagnina. Ci vuole una scienza particolare per renders

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de Il Piccolo Segno Grottaferrata


La lottizzazione cosiddetta “Cartabrutta” è un intervento di “tumefazione territoriale”, un cazzotto urbanistico per intenderci. Non solo e non tanto per una questione estetica quanto per l’assoluta illogicità di un simile intervento; sempre, beninteso, se si considera l’interesse dei cittadini e non quello dei costruttori. Non è che ci vuole la laurea in “urbanistica” per capire che lì, in zona Pratone-Cartabrutta, 37.000 metri cubi non dovrebbero realizzarsi perché l’area è già ampiamente satura, congestionata, sofferente; sarebbe sufficiente una laurea in “buonsensologia”.

Ma il buonsenso, quando sono in gioco affari e politica, di solito va a farsi benedire. Come si fa a concedere un simile intervento quando è del tutto evidente – basta andarlo a vedere – che la rete viaria è praticamente formata da viottoli di campagna? Mandando in tilt il traffico automobilistico nelle ore di punta e non solo? Stradine anguste che definire dissestate è un eufemismo? Anche sull’Anagnina alle otto di mattina la fila di automobili verso Roma inizia ben prima del semaforo di Pratone.

Si tratta di chilometri di fila e non c’è strada che tenga. A Pratone-Cartabrutta se ne possono costruire anche cento di strade ma tutte, invariabilmente andranno a cozzare con i limiti oggettivi della via Anagnina. Ci vuole una scienza particolare per rendersene conto? Per non parlare poi della carenza di servizi già ora, figurarsi dopo l’intervento autorizzato.
Quando noi “ambientalisti”, come veniamo definiti da alcuni facili etichettatori, parliamo di “raggiunti limiti fisici del territorio”, di superamento delle “capacità di carico ambientale”, di “interventi non sostenibili”, ci riferiamo proprio a questi dati di fatto, ma dall’altra parte, fra i decisori politici o tra gli integerrimi funzionari comunali, non ci sono orecchie disposte all’ascolto, piuttosto sembra di aver a che fare con le tre scimmiette di non vedo, non sento, non parlo.
Un intervento edilizio come questo, può anche essere conforme alle previsioni urbanistiche di Piano regolatore, ma se da altri punti di vista – dotazione infrastrutturale e delle reti di servizi – presenta problematiche evidenti ed incontrovertibili allora simili interventi si devono semplicemente impedire. In questo quadro si iscrivono tutte la responsabilità di una classe politica grottaferratese che ha amministrato fino ad oggi, che non è riuscita a difendere il suo territorio, adeguando lo strumento urbanistico alle mutate condizioni che nel frattempo si sono venute creando. Nessuno ci è riuscito. Il fallimento politico è evidente e totale.
A maggio prossimo si svolgeranno le elezioni comunali, e dunque, dopo un lungo letargo, la politica ricomincia a teatralizzare ogni singola vicenda. Figurarsi su una questione come questa della lottizzazione “Cartabrutta”.

Gli strali da destra: “è tutta colpa della sinistra!”Come se negli ultimi venti anni, la destra non avesse governato Grottaferrata per almeno dieci anni. Ma per favore! Dal centro-sinistra, diciamo pure dal Pd, i messaggi su questo tema sono più rarefatti, avvolti in una certa, tipica ambiguità.

Bertuzzi in un recente articolo ha affermato “È ormai necessario prendere atto del superamento dello schema economico su cui si è basato lo sviluppo della nostra cittadina negli ultimi quarant’anni improntato sull’edilizia”. Buon giorno Signor Bertuzzi, benvenuto nel paese reale. Una domanda. Ma fino ad oggi Lei dove è stato? Lei che si autodefinisce un fondatore del Pd di Grottaferrata? L’impressione è che le sue siano parole, affermazioni di comodo per far vedere che Lei è il nuovo.

Lei è una figura “gattopardesca”, il finto cambiamento perché tutto resti com’è. Per non parlare dell’altro candidato alle primarie Broccatelli che, ad un giornale locale avrebbe rilasciato la seguente dichiarazione: ''Spero che le difficoltà portate da questa delibera (approvazione della lottizzazione Cartabrutta n.d.r.) nell’ambito delle primarie del Centro Sinistra a Grottaferrata siano per l’elettorato, fonte di riflessione sulle figure di rappresentanza politica che un territorio dovrebbe avere, scevre da rapporti di interesse diretto''. Signor Broccatelli, ce l’ha con qualcuno in particolare? Magari del suo stesso partito? Se è a conoscenza di qualche incompatibilità non sarebbe il caso di dichiararlo alla luce del sole invece che con frasi, come dire, sibilline?

Per rendere ancora più evidente il NO alla lottizzazione di Cartabrutta, probabilmente sarebbe stato sufficiente far realizzare dall’Università uno studio sui flussi di traffico e sulle dotazioni della rete stradale dell’area Pratone-Cartabrutta. Con uno studio del genere negare le autorizzazioni a costruire sarebbe stato più semplice, certamente giustificato e sicuramente avrebbe retto anche in sede giurisdizionale. Ma tant’è. Nessuna Amministrazione lo ha fatto, diciamo che non ci hanno neanche provato. I cittadini ringraziano e speriamo neghino il voto ai signori della vecchia politica alle prossime elezioni comunali.

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 08/02/2014 GROTTAFERRATA, LOTTIZZAZIONE CARTABRUTTA: L'OMBRA DEL CEMENTO PRIMA DELLE ELEZIONI

Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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