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Roma

Grottaferrata, perdite d'acqua e tariffe idriche: il sindaco promette battaglia contro Acea

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Fontana: "Subito dopo la pausa ferragostana, sarà mio impegno aprire un Tavolo di Lavoro con i colleghi Sindaci"

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Red. Politica
GROTTAFERRATA (RM)
– Il primo cittadino di Grottaferrata, Giampiero Fontana interviene con una lunga nota su quelle che sono le innumerevoli perdite di acqua che si verificano nel territorio cittadino, sulle responsabilità del gestore idrico Acea fino a parlare dell'assemblea dello scorso 27 luglio che si è svolta tra i Sindaci di ACEA Ato2 presieduta dal sindaco di Roma Virginia Raggi.

Ecco la nota del sindaco di Grottaferrata

"In questi giorni, come purtroppo sovente accade, vi sono alcune perdite d’acqua sul territorio del Comune di Grottaferrata. Il disservizio, oltre che fastidioso alla vista, è assolutamente deprecabile per lo spreco della preziosa risorsa idrica. Sia da Consigliere comunale, prima, che da Sindaco, dal giugno 2014, ho condotto un’azione di costante monitoraggio e segnalazione agli Uffici preposti. Oggi, spesso, contatto direttamente ACEA sollecitando gli interventi dovuti.

Non tutti i Cittadini sanno che dal 2002, in virtù di una sciagurata Convenzione siglata tra il Sindaco pro tempore del Comune di Grottaferrata e l’ACEA, il Servizio Idrico Integrato è gestito in assoluta autonomia dall’ACEA Ato2 (dove Ato sta per “Ambito territoriale ottimale 2”, ossia i 120 Comuni della Provincia di Roma, oltre la Capitale). Di fatto, in esito alla Legge n. 36 del 05 novembre 1994 (“Disposizioni in materia di risorse idriche”, più nota come “Legge Galli”), i Comuni hanno “ceduto” le rispettive competenze in materia di gestione delle risorse idriche a soggetti unici, nel caso di Grottaferrata ad ACEA. La Convenzione siglata tra ACEA e il Comune di Grottaferrata ha durata 25nnale e scadrà, pertanto, nel 2027…

Giova porre in evidenza che la Città di Roma Capitale vanta il 51% del potere decisionale nell’Assemblea dei Sindaci dei 121 Comuni, in quanto azionista di maggioranza di ACEA. In altri termini, nulla può essere deciso senza il benestare del Sindaco di Roma e questo già denota l’assoluto squilibrio del modello gestionale, anche e soprattutto in termini di indirizzo e controllo politico.

Grottaferrata, come tutti i Comuni, sino al 2002 aveva i propri “Fontanieri”, ossia i dipendenti comunali che si occupavano delle risorse idriche. Memorabili, tra questi, i compianti Nello CONSOLI e il mitico “GEGÉ” (Cupelli), che facevano ben funzionare il Servizio Idrico e conoscevano palmo a palmo il territorio e la rete di condutture nel sottosuolo.

Con il passaggio ad ACEA della titolarità del Servizio Idrico Integrato (acqua potabile e fognature), l’Amministrazione comunale ha perso qualsiasi possibilità di incidenza, in termini concreti, sulla conduzione del Servizio medesimo. Il motivo è duplice: la Convenzione non prevede, come “colpa grave” a cui ricorrere per impugnare l’atto e tentare la rescissione, le ricorrenti perdite d’acqua dal sottosuolo, né i perduranti ritardi con cui le Ditte subappaltanti di ACEA intervengono in presenza delle perdite medesime.
La Convenzione prevede che l’intervento dovrebbe avere luogo entro le 72 ore successive dalla ricezione della segnalazione del guasto o dell’inefficienza. Tale termine temporale, peraltro già di per sé lungo (3 giorni pieni), non viene praticamente mai rispettato dalle Ditte incaricate. Il motivo sembra risiedere nell’elevato numero di Comuni che ogni singola Ditta subappaltante deve sovrintendere quale area d’intervento designata, ergo vista anche la notevole vetustà delle reti idriche comunali, accade sovente che la medesima Ditta sia chiamata ad intervenire su più Comuni allo stesso tempo. Essendo ciò impossibile, la Centrale Operativa di ACEA, riceve le segnalazioni dai Comuni ed assegna alle stesse un ordine di priorità (probabilmente sulla base della data e dell’ora di arrivo).

Le 72 ore, come detto, non vengono mai rispettate, salvo casi di particolare gravità. Ne consegue che il Sindaco di un Comune, incluso Grottaferrata, può fare ben poco se non sollecitare ad ACEA gli interventi. I Cittadini, giustamente, deprecano le situazioni di perdurante perdita d’acqua, invocando la soluzione al problema e prendendosela con l’Amministrazione comunale, anche se la titolarità del Servizio risale ad ACEA. Nel maggio del 2015 mi sono personalmente recato dal Presidente di ACEA, portando con me un nutrito dossier con tutti i disservizi accumulatisi negli anni sul territorio comunale (oltre ai ritardi nella riparazione delle perdite d’acqua, le difficoltà sui nuovi allacci in fogna, le carenze idriche in talune zone, ed altri inconvenienti per la popolazione).

Riguardo le perdite idriche, concordammo che il Comune di Grottaferrata avrebbe redatto un elenco di zone in cui erano più ricorrenti i guasti, in modo da effettuare interventi di bonifica, ossia la sostituzione di interi tratti della rete idrica. Interventi che, ragionevolmente, avrebbero consentito ad ACEA notevoli risparmi in luogo degli ingenti costi dovuti ai continui (e ripetuti) interventi sulle perdite d’acqua.

Ciò fu fatto e l’elenco venne inviato ad ACEA. Vi fu, dopo alcuni mesi, un intervento su Via Federico Marinetti, effettivamente realizzato per sostituire la tubazione idrica. In quella Via, da allora, le perdite d’acqua, prima frequentissime, non si sono più verificate. Purtroppo, per incuria della Ditta incaricata da ACEA, nel ripristinare il tappetino di asfalto sull’intera strada sono stati chiusi anche i tombini e le caditoie. Il Comune ha aperto una pratica in cui diffida ACEA a intervenire per sistemare l’inconveniente ed ha sollecitato la sistemazione. A parte ciò, come detto in quella strada l’acqua non fuoriesce più (e quella era la Via in cui, nel giugno 2014, le tubature dell’acqua saltate invasero le condutture del gas, creando gravissime problematiche a tutta l’area circostante e non solo…).

Dopo l’intervento su Via Marinetti, ACEA non ha effettuato altri interventi. Ho personalmente sollecitato la presidenza e tutti gli Uffici competenti di ACEA, ma ad oggi nulla. Continueremo a sollecitare.

Venendo all'attualità, ci tengo a che i Cittadini di Grottaferrata sappiano alcune cose. Mercoledì 27 luglio scorso, a Roma, nella Sala dei Prefetti (aula dell’assemblea della Città Metropolitana di Roma Capitale, ex Provincia di Roma), si è svolta l’assemblea dei Sindaci di ACEA Ato2, ora presieduta dalla neo Sindaca di Roma, l’Avv. RAGGI del Movimento Cinque Stelle. A parte alcune clamorose gaffe della neo Sindaca, anche in spregio alla democrazia ed alle norme che regolano lo svolgimento dei lavori di assemblee rappresentative della volontà dei Cittadini, la stessa ha rivendicato a gran voce la scelta di aver chiesto ad ACEA la modifica del Piano delle Tariffe 2016-2020, ottenendo, a suo dire, uno stop agli aumenti della bolletta dell’acqua per il 2016, contrariamente a quanto accordato ad ACEA dall'Autorità dell’Energia.
In effetti, nelle bollette idriche per il corrente anno i Cittadini dell’Ato2 non troveranno aumenti. Ma la realtà nel suo complesso, purtroppo, è ben diversa. E vediamo perché. L’incremento tariffario previsto da ACEA, anche per il 2016, era pari al 4,9%. La Delibera approvata dalla RAGGI e da altri Sindaci (non da me, avendo io votato contro in nome e per conto del Comune di Grottaferrata), costerà una “stangata” posticipata agli utenti dovuta alla compensazione frutto del riconoscimento di un onere finanziario ad ACEA.
In pratica, sui mancati introiti che si determineranno in virtù della dilazione dell’aumento della tariffa, ACEA ha avuto riconosciuto un interesse che sarà poi caricato sugli utenti a partire dalle bollette del 2017, più salate rispetto a quanto era già previsto dagli aumenti concordati. In soldoni, la decisione della RAGGI (ricordo che

il Comune di Roma ha il 51% dei voti in assemblea, quindi fa e disfa a suo piacimento, in barba agli altri 120 Comuni della Provincia…), comporterà un aumento tariffario, nel periodo 2017-2020, di oltre 5 milioni di euro, rispetto agli aumenti che ACEA, con il placet dell’Autorità garante, aveva programmato nel quinquennio. Di questi 5 milioni dovranno farsi carico, loro malgrado e in quota-parte, anche i Cittadini di Grottaferrata…
Nel mio intervento, prima del voto contrario alla Delibera, ho ricordato alla RAGGI che nel febbraio scorso, durante un’assemblea dei Sindaci che non aveva raggiunto il quorum proprio per la mancanza di Roma Capitale (allora governata dal Prefetto TRONCA), i primi cittadini di circa l’80’% dei 121 Comuni dell’Ato2, presenti in Aula, avevano votato un Ordine del Giorno volto a sollecitare la soluzione delle innumerevoli problematiche derivanti, in tutti i Comuni della Provincia di Roma, dalla (mala)gestione in capo ad ACEA del Servizio Idrico Integrato. Il sottoscritto Sindaco di Grottaferrata aveva fatto inserire in quel documento la richiesta di costituire un Gruppo di Lavoro, un Tavolo Tecnico o un similare Organismo, composto dai Sindaci, finalizzato a valutare la possibilità di modificare l’attuale Convenzione ACEA-Comuni, per riequilibrare lo strapotere di Roma Capitale forte del suo 51% in Assemblea, oltre a rivedere alcuni punti critici, come l’impossibilità di rescindere la Convenzione per colpa grave in caso di inadempienza di ACEA sugli interventi di manutenzione o di riparazione, o sui mancati investimenti ed altre ulteriori inefficienze.
Ho altresì chiesto alla RAGGI di prevedere che le penali pagate ad ACEA dalle Ditte subappaltanti, a fronte dei ritardi negli interventi sui guasti segnalati, siano destinate ai Comuni interessati. Vediamo se vorrà tenere conto di ciò. Seppure ridotti, gli importi delle penali potrebbero costituire un minimo ristoro per le amministrazioni comunali.


Inoltre, insieme al Sindaco di Lariano, l’amico CALICIOTTI, abbiamo sottoscritto e presentato un emendamento alla Delibera sul Piano Tariffario nel quale chiedevamo di prevedere nessun aumento nell'intero quinquennio 2016-2020, rimodulando in diminuzione gli investimenti previsti a fronte degli stessi aumenti.
La RAGGI ha dichiarato l’impossibilità di emendare la Delibera a mente del Regolamento. Ho chiesto quale fosse l’articolo del Regolamento che impediva di emendare una Delibera. Il Segretario Generale della Città Metropolitana, a supporto dell’Assemblea dei Sindaci, ha dichiarato che non esistevano impedimenti a emendare Delibere da parte dei Sindaci, ovviamente subordinando ciò alla volontà a maggioranza degli stessi.
Ciononostante, la neo Sindaca ha ritenuto di non accogliere, né di porre in discussione (e votazione) tale emendamento, mettendo ai voti la Delibera cosí come da lei proposta, in spregio alla volontà di altri Sindaci democraticamente eletti…
A mio avviso, gli aumenti concessi ad ACEA, sono assolutamente ingiustificati. Semmai dovrebbe essere ACEA a ridurre le bollette visti i pesantissimi disservizi che caratterizzano il Servizio Idrico Integrato nell’Ato2: fatiscenza della rete idrica e continue perdite d’acqua, ritardi negli interventi sui guasti, ritardi negli allacci in fogna o negli allacci di nuove utenze idriche, mancati investimenti su gran parte dei territori, come quello di Grottaferrata (mal)gestito da ACEA da ben 14 anni…

Da ultimo, desidero che i Cittadini sappiano un’altra cosa: nei giorni scorsi, l’Ufficio Tecnico ha predisposto, per la mia firma, la consueta Ordinanza sindacale per contenere il consumo dell’acqua durante il periodo estivo. Ho restituito la bozza di Ordinanza, dichiarando che non avevo nessuna intenzione di firmarla, se non altro per non cadere nel ridicolo ed evitare che i grottaferratesi potessero sentirsi presi in giro… Con tutte le perdite che, purtroppo, continuano a verificarsi, quale senso avrebbe avuto un’Ordinanza che richiamava al risparmio dell’acqua? Quest’anno niente Ordinanza. Almeno quello, per quanto potrà servire…
Concludo scusandomi con tutta la Cittadinanza per quanto continua ad accadere, seppure per responsabilità di ACEA e benché con minore frequenza rispetto al passato grazie alla nostra costante attenzione.

Subito dopo la pausa ferragostana, sarà mio impegno aprire un Tavolo di Lavoro con i colleghi Sindaci che vorranno partecipare, al fine di studiare tutte le soluzioni possibili (anche e soprattutto in termini legali), per porre fine allo scempio del disservizio idrico di ACEA ed ottenere ciò che ai Cittadini è dovuto, atteso che l’acqua è, indiscutibilmente, il bene primario per eccellenza.
Giampiero FONTANA
(Sindaco di Grottaferrata)"

Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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Cronaca

Roma, via Marsala: clochard aggrediscono il titolare di una bancarella

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La scorsa notte, tre cittadini tunisini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro – coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Parioli – con l’accusa di rapina in concorso.

Il gruppo, camminando lungo via Marsala, ha pensato bene di avventarsi su una bancarella di generi alimentari, in quel momento chiusa, posizionata all’angolo con via Marghera, aggredendo e minacciando il titolare – un cittadino del Bangladesh di 42 anni – a cui hanno portato via cibo e bottiglie di birra.

Dopo essersi allontanati, non contenti, sono tornati sui loro passi, ed hanno nuovamente colpito il 42enne del Bangladesh, facendolo cadere a terra, questa volta per portargli via il denaro in suo possesso, circa 200 euro.

Una pattuglia di Carabinieri in transito in quell’istante ha sentito le urla della vittima e visto i tre malviventi darsela a gambe levate col bottino.

Grazie al coordinamento della Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ricevuta la nota dell’episodio ha fatto convergere nella zona anche una pattuglia della Compagnia Roma Parioli, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare i fuggitivi e ad arrestarli.

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, che fortunatamente non ha subito lesioni, mentre i tre rapinatori sono stati ammanettati e portati in caserma in attesa del rito direttissimo.

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