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Cronaca

GUERRINA PISCAGLIA: DAL 1 FEBBRAIO ARRESTI DOMICILIARI PER PADRE GRAZIANO

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E' stato disposto per il frate il braccialetto elettronico

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di Angelo Barraco
 
Arezzo – Padre Gratien Alabi, in carcere dallo scorso aprile poiché  accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere ai danni di Guerrina Piscaglia, dal 1 febbraio andrà agli arresti domiciliari presso il convento dei frati premostratensi di Roma. Ad annunciarlo stamani è stato il presidente del Tribunale di Arezzo, alle ore 9.30, durante l’udienza che lo vede imputato. Il presidente ha dato comunicazione ai legali e allo stesso Gratien e ha dato disposizione del braccialetto elettronico: “La Questura ha scritto già alla Telecom, dal 1 febbraio 2016 ore 10 sarà al domicilio indicato. La comunicazione è arrivata anche alla casa circondariale alla quale si chiede di trasferire il detenuto”.  La difesa ha rinunciato all’istanza che avevano presentato mercoledì in cui chiedevano i domiciliari senza braccialetto elettronico. Oggi in aula sono stati ascoltati diversi testi, come la merciaia di Ca Raffaello che ha descritto Guerrina come una persona umile, che non guidava e che si spostava in macchina con i suoceri e/o con il marito. La donna ha spiegato delle preoccupazioni che aveva Guerrina in merito alle assenze del marito, della gelosia. La donna racconta di aver incontrato il marito Mirco la sera successiva alla scomparsa riferendo: “Era agitato, io chiesi di Guerrina e lui mi rispose: so io dov’è”. La donna parla anche delle confidenze di Guerrina su Padre Graziano: “Mi disse che si era innamorata di padre Graziano e si mise a piangere. Parlava in continuazione di lui e sembrava gelosa di altre parrocchiane, lo pensava in continuazione e non riusciva a dormire la notte”. La donna racconta di aver incontrato Padre Graziano: “Gli chiesi se sapeva nulla di Guerrina, lui mi rispose che non sarebbe più tornata, non ne avremo più sentito parlare. Forse ne sentiremo riparlare fra 30, 40 anni”. 
 
Padre Graziano è stato scarcerato e ha ottenuto la misura restrittiva degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il frate era stato arrestato il 23 aprile nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia. La decisione della misura restrittiva sostitutiva al carcere è stata presa dal Tribunale del riesame di Firenze. Ricordiamo inoltre che l’uomo è accusato  di omicidio e occultamento di cadavere. I testimoni che verranno ascoltati nel corso del processo saranno circa 130. Ma andiamo a ritroso, il 27 aprile di quest’anno si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip presso il carcere di Arezzo per Padre Graziano, ma il prete si è avvalso della facoltà di non rispondere. Padre Graziano, unico indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia avvenuta il 1 maggio 2015 è stato arrestato il 23/04/2015.
 
L’arresto è avvenuto a poche ore dalla possibile libertà del prete congolese. Per il Prete, l’accusa nei suoi riguardi è cambiata da favoreggiamento ad omicidio e occultamento di cadavere.  Padre Graziano è stato arrestato a Roma, i Carabinieri si sono presentati di fronte al portone del convento dei Premostratensi in Viale Giotto, quartiere Aventino e hanno notificato al frate il provvedimento del giudice. Il Frate poi è salito nell’auto dei Carabinieri e si sono diretti ad Arezzo. La misura cautelare era stata richiesta il 23 febbraio 2015 dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi e dal sostituto procuratore della Repubblica Marco Dioni. La misura cautelare è stata ritenuta un’esigenza perché vi era il pericolo di fuga dell’indagato e l’inquinamento probatorio.
Ricordiamo che il 24 aprile scadeva il divieto di espatrio per Padre Graziano.
 
Gli elementi contro Padre Graziano: Quando Guerrina è già scomparsa, dal cellulare della donna partono due sms; uno rivolto ad un prete nigeriano che vive a Roma e un altro prete di Can Raffaello. Il numero del prete nigeriano che vive a Roma però lo poteva avere soltanto Padre Graziano. Quando a Padre Graziano gli viene chiesto come mai Guerrina aveva il numero del prete nigeriano e Padre Graziano è rimasto in silenzio. Padre Graziano successivamente parla con Padre Faustino, parlando di un’altra persona, un certo Signor Francesco. Per il gip di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli, il movente che avrebbe spinto Padre Graziano ad uccidere Guerrina Piscaglia è dovuto alla morbosità della Piscaglia verso il prete. Il prete forse avrebbe avuto paura che sarebbe nato uno scandalo per questa relazione che lui ha sempre negato, ma che la donna avrebbe minacciato di rivelare e di rendere pubblica sostenendo persino di essere incinta e che il figlio fosse proprio di Padre Graziano. Vi sono certamente le prove oggettive che dimostrano la tresca tra la donna e il prete, vi è la prova oggettiva di tutto ciò. La speranza è che questo caso, attualmente senza un corpo da analizzare e che possa dare risposta, non finisca nel limbo del processo nullo come nel caso Ragusa.

Cronaca

Treviso, suocero uccide la nuora mentre stende i panni

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Un uomo e una donna, suocero e nuora rispettivamente sull’ottantina e sulla cinquantina, sono stati trovati morti in una casa di Spresiano (Treviso). I corpi sono stati colpiti con arma da fuoco. La donna è stata trovata riversa in giardino, mentre l’uomo in un capanno degli attrezzi con accanto un fucile da caccia. Per gli inquirenti è un caso di omicidio-suicidio. Tra i due i rapporti erano tesi.

L’allarme è stato dato da un passante e un vicino, che hanno chiamato 112 sentendo le urla e gli spari. Le vittime sono Lino Baseotto, 80 anni, e la nuora Bruna Mariotto (50). I carabinieri sono giunti sul posto e stanno facendo gli accertamenti tecnici. I militari stanno interrogando parenti e conoscenti, ma la dinamica sembra accertata: la donna è stata uccisa in giardino a fucilate mentre stendeva i panni, quindi l’anziano è entrato nel capanno, dove si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Anche la causa è abbastanza chiara: antichi dissapori tra i due.

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Campania, arrivano le sanzioni per chi lega i cani

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Era attesa da molti anni una legge che sanzionasse chi lega i cani con la catena e finalmente a seguito di tantissime segnalazioni da parte di cittadini è arrivata.

Le segnalazioni hanno portato a notare una problematica inerente la legge del 2019, che nonostante il divieto non era prevista alcuna sanzione, quindi i contravventori potevano continuare tenere legati i poveri cani

Interviene sulla legge “Save the Dogs”, l’associazione che per prima ha denunciato la vicenda e a parlarne è proprio la sua fondatrice Sara Turetta. “Questa è la dimostrazione che l’impegno tra associazioni e società civili porta grandi risultati”.

”.

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Cronaca

Napoli, prima comunione in grande stile: 200 invitati. A mezzanotte arrivano i carabinieri

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Una festa per una prima comunione in corso in strada, a Napoli, con la partecipazione di circa 200 persone tra adulti e bambini, è stata interrotta nella notte dai carabinieri. Venti persone sono state sanzionate, tra questi anche i tre musicisti presenti e il promotore della festa, un 36enne che voleva festeggiare la comunione di suo figlio.

Nel quartiere San Carlo Arena, i carabinieri della compagnia Stella insieme con quelli del nucleo radiomobile di Napoli sono intervenuti – verso la mezzanotte di sabato 12 giugno – in via Calata di Capodichino, dove era in corso la festa. I tre musicisti presenti hanno immediatamente smontato l’impianto luci e musicale.

I controlli – I militari del comando Provinciale di Napoli sono stati impegnati in città e in provincia per i controlli sulla movida. Particolare attenzione è stata rivolta nella fascia oraria notturna. Controlli sulla movida anche in provincia. I Carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale, hanno presidiato le strade e le piazze di Frattamaggiore. Duecento le persone identificate e 106 i veicoli controllati. Sei scooter sono stati sequestrati.

Infine, dopo la mezzanotte i carabinieri hanno assistito alla chiusura di tutti i locali e fatto allontanare le persone per evitare rischiosi assembramenti nei principali luoghi di ritrovo.

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