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Cronaca

GUERRINA PISCAGLIA: PADRE GRAZIANO E UNA TOGA TROPPO STRETTA?

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Tempo di lettura 3 minuti Una giovane nomade ha confessato di aver avuto rapporti sessuali con Padre Graziano.

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di Angelo Barraco

Lunedì 9 febbraio c’è stato un avvenimento di estrema importanza che ha aggiunto un ulteriore tassello al complicatissimo puzzle che riguarda la scomparsa di Guerrina Piscaglia, sparita nel nulla da Ca’ Raffaello il primo maggio scorso senza lasciare traccia.

Una giovane nomade ha confessato di aver avuto rapporti sessuali con Padre Graziano.

La rom, di 22 anni, è stata ascoltata in incidente probatorio davanti a Padre Graziano per circa due ore. La giovane e il frate si sarebbero conosciuti in un campo rom e la giovane si sarebbe invaghita del frate. La donna non avrebbe confermato in incidente probatorio altri episodi di sesso con il parroco, mentre in sedi televisive la donna ha parlato apertamente di come si è intrattenuta con Padre Graziano. Padre Graziano dal suo canto continua a martirizzarsi, continua a sentirsi perseguitato da una giustizia ingrata che lo ha preso di mira ingiustamente, ma se vi sono stati elementi per indagarlo, è perché ha dato modo di far avvalorare questi elementi.

L’ambiguità del Padre e del suo rapporto con Guerrina, sms inviati dal cellulare di Guerrina a persone che la stessa Guerrina neppure conosceva, la logica dei fatti dove ci porta? Ci porta a pensare che il Prete sappia più di quanto voglia far credere e che forse, la toga, è un po’ stretta per i suoi gusti e le sue abitudini. Gli elementi contro Padre Graziano: Quando Guerrina è già scomparsa, dal cellulare di Guerrina partono due sms; uno rivolto ad un prete nigeriano che vive a Roma e un altro prete di Can Raffaello. Il numero del prete nigeriano che vive a Roma però lo poteva avere soltanto Padre Graziano. Quando a Padre Graziano gli viene chiesto come mai Guerrina aveva il numero del prete nigeriano e Padre Graziano è rimasto in silenzio. Padre Graziano successivamente parla con Padre Faustino, parlando di un’altra persona, un certo Sign Francesco. Qual è la verità? La trasmissione “Chi L’ha Visto?” intervista Padre Graziano che parla per la prima volta in tv e dice che non sa dov’è Guerrina, dicendo che se avesse saputo dettagli in merito alla scomparsa avrebbe denunciato. Padre Graziano rivolge un appello a Guerrina chiedendogli di tornare e dire che se non vuole stare con il marito lo dica.
Un elemento che ha punta la lente sul prete e sulla sua posizione è il racconto di Padre Faustino; Padre Graziano racconta a Padre Faustino di aver visto Guerrina insieme a “Zio Francesco” e Padre Faustino successivamente ne parla con gli inquirenti, ma perché Padre Graziano non ne parla con gli inquirenti?
Padre Graziano avrebbe visto “Zio Francesco” insieme a Guerrina anche pochi giorni dopo la scomparsa di Guerrina. Guerrina sarebbe scesa dalla macchina di “Zio Francesco”, sarebbe andata da Padre Graziano e avrebbe chiesto  quest’ultimo di prendere Lorenzo ma Padre Graziano si è opposto per via della presenza di Mirko.
A Padre Graziano viene rivolta la domanda su “Zio Francesco” e viene chiesto chi è “Zio Francesco”, e lui, durante l’intervista, dice di non voler rispondere in merito a “Zio Francesco” fino a quando la procura non gli crede. Attualmente la figura di “Zio Francesco” non ha trovato riscontri oggettivi poiché nessuno si è fatto avanti e ha fornito ulteriori dettagli in merito.

Per gli inquirenti Padre Graziano è coinvolto nella scomparsa di Guerrina. Il telefono di Guerrina si accende più volte dopo la scomparsa, e quando si accende aggancia sempre la stessa cella di Padre Graziano. Nel corso della perquisizione i cani molecolari hanno trovato tracce di liquido seminale sul divano presente nella stanza di Padre Graziano e hanno sequestrano anche due computer.
Durante l’intervista viene posta la domanda sui rapporti intimi del padre con Guerrina, e il padre si astiene nel rispondere, dice di non essere né vicino né lontano da questa vicenda e di non essere titolare di questa scomparsa. Mirko è indagato invece per falsa testimonianza.
 

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Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

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Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

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Trova 4 ladri in casa e ne ammazza uno: in fuga gli altri tre

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Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

FROSINONE – Tragedia nel Frusinate a Santopadre, nei pressi di Arpino. Un uomo, sorpreso in casa con altre tre persone, è stato ucciso con un colpo di fucile dal proprietario dell’abitazione.

Il fatto è accaduto, in serata, poco dopo le 20 nel paese tra il Sorano e la Val di Comino. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora che hanno subito transennato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire cosa sia esattamente accaduto.

Il proprietario di casa, titolare di una ricevitoria-tabaccheria, era stato già derubato in passato. Si è appreso che l’uomo ucciso è un rumeno di 39 anni.

L’uomo, insieme a tre complici poi fuggiti, si è introdotto nella villetta del tabaccaio credendo non ci fosse nessuno. Al rientro nell’abitazione, i rumori provenienti dal piano superiore hanno insospettito il padrone di casa. Durante la fuga uno dei quattro uomini è stato raggiunto dai colpi di fucile e ucciso.

Il magistrato Marina Marra della Procura di Cassino ha interrogato il tabaccaio che avrebbe agito per legittima difesa. Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

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