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Guidonia, la vergogna delle 195 salme accatastate in un locale interrato che attendono ancora una degna sepoltura nonostante il sollecito della Asl al sindaco

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Da quattro anni 195 salme attendono ancora una degna sepoltura a Guidonia. Una situazione che ha visto intervenire anche la Asl – dopo l’esposto della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo – che ha intimato al primo cittadino un intervento risolutivo immediato.

“Continua il negazionismo sulla vicenda orribile ed inqualificabile – ha detto Giovanna Ammaturo – Raccapriccia leggere la nota di richiamo del 13 maggio inviata al Sindaco Barbet del M5S nella seconda città d’Italia non capoluogo di provincia a firma del dott. Luca Enrico Ruscitti, dirigente del dipartimento di prevenzione e servizio igiene e sanità pubblica: “Dal sopralluogo del 6 febbraio 2020,al fine di verificare quanto segnalato, all’interno di un locale interrato di circa 100 mq provvisto di un impianto forzato dell’aria, non funzionante, è stata constatata la presenza di numerose casse di zinco, 195 come riportato nell’esposto, contenenti resti mortali provenienti da esumazione e estumulazioni una parte delle quali risultano danneggiate. Sono risultate presenti anche alcune casse in legno lasciate in deposito in attesa di cremazione. Le casse sono risultate disposte in parte su strutture metalliche e in parte a terra accatastate una sull’altra”.

“A tre anni dalla proclamazione a sindaco – prosegue Ammaturo – Barbet e la sua amministrazione pentastellata nulla hanno nonostante 10 interrogazioni, interpellanze, verbalizzazioni in consiglio comunale e commissioni, denunce, comunicati stampa interviste sui giornali dai nazionali ai locali, TV e radio. Da tre anni ho segnalato l’apatia di un sindaco che non dovrebbe chiudere il Comune per tre Agenti della Municipale positivi al Covid 19, che avrebbero potuto ragionevolmente essere cautelati se fosse stato utilizzato il termo scanner, ma vergognarsi per l’inciviltà palese e saper prendere altre strade. Mi sono rivolta, il 16 gennaio scorso, al prefetto Pantaleone e al presidente della ASL RMG dottor Giorgio Giulio Santonocito che ringrazio, a cui ho fatto appello richiamando la pietas cristiana, lo ius sepulchri oltre a chiedere rassicurazioni sul pericolo incombente per l’igiene e la salute pubblica che il caso rappresenta. Solo io ho provato, non certo Barbet, a girare intorno alla piccola cappella, a guardare attraverso i vetri la stanzetta seminterrata lo scempio evidente e il dileggio perpetrato, sentire l’odore quasi di gigli, forte, acre, che prende alla gola: l’odore della morte. Sono stata male per un giorno. Barbet da tre anni sta giocando a fare l’amministratore mostrando solo il negazionismo dell’orrore e girato il capo. Ho raccapriccio a raccontare i fatti ma i cittadini debbono sapere: sono stata eletta ed ho giurato loro di difendere gli interessi generali ed averne cura non per lo stipendio. Il mancato rispetto delle spoglie mortali non è una questione di colore politico o della pelle, di religione: qui è evidente da parte del sindaco e del cerchio magico oltre che di questa amministrazione penta stellata un bassissimo livello di sviluppo civile.

Il dott. Ruscitti ha intimato al sindaco ad adoperarsi richiamando l’Art. 67 L.285 del 90, ovvero che ogni cimitero debba avere un ossario, un manufatto destinato, in modo che le ossa siano sottratte alla vista del pubblico. A Guidonia Montecelio di ossari se ne contano 695 nuovi e 2036 loculi pronti da due anni almeno che attendono solo : il collaudo, che va effettuato dopo le diffide del Concessionario che per 25 anni onorerà la Città con duecentomila euro all’anno lasciando tutte le costruzioni edificate alla proprietà dell’Ente. Manufatti che erano stati oggetto di ordinanza di demolizione n° 409 del 27 Novembre 2017 con Prot. n. 106775 del 27-11-2017.

Unico caso in Italia di un Ente che ordina di abbattere suoi manufatti e che la sentenza del TAR N° 09794/2018 ha annullato. Barbet, gli assessori, i dirigenti in due anni non hanno trovato il tempo di definire un gruppo di 2-3-5 anche 10 ingegneri ed architetti capaci di farlo. Lo abbiamo chiesto per iscritto ma la maleducazione istituzionale di non rispondere alla interrogazioni è cosa normale per questa amministrazione, alla faccia della trasparenza. Non esiste una questione economica: prot. 35398 del 14 aprile 2017 dà atto dell’avvenuto stanziamento di somme in bilancio. Già si parlava di incolumità pubblica il 26 luglio 2018 con sentenza 00772 del Consiglio di Stato che si è pronunciato contro il Comune, sentenziando a: ”provvedere alla rimozione senza indugio dei 195 cadaveri giacenti nel deposito cimiteriale, la cui permanenza determina una situazione di pericolo per l’igiene e la salute pubblica”. Dal 13 maggio questa ennesima intimazione che non lascia dubbi per il difetto. Un sindaco che non rispetta una sentenza del Consiglio di Stato e da oltre un mese la nota della ASL RMG in questione con il consueto silenzio verso i Cittadini e i consiglieri tutti urla più della emozione e della pelle d’oca che fa venire questa vicenda orribile, esecrabile, abominevole e priva di buonsenso. Un orrore già fotografato dalla ASL RMG il 5 settembre del 2016 con prot. 24208 inviato al Comune : eppure nessuno ha mosso un dito. Sebbene richiesto nessuno ha saputo spiegarmi come mai di 195 salme stumulate non si è riusciti a rintracciare i parenti prossimi per il da farsi. Questo non giustifica la mancanza di concretezza e rispetto per i morti: si chiama civiltà.”