Connect with us

Editoriali

Guidonia Montecelio, elezioni. Nicodemi: O Zarro o il solito minestrone scaduto e rimbustato

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 9 minuti
image_pdfimage_print

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – “Non ci resta che Zarro”. Prego? “È lui, Claudio Zarro, l’unico candidato Sindaco spendibile, nel desertico panorama politico di Guidonia Montecelio, gli altri sono un minestrone scaduto e rimbustato con nuove etichette”. Cioè? “Sono sempre i soliti, basta, hanno già governato la Città e i risultati sono stati pessimi. Ora fanno a gara a chi la spara più grossa, il duo PD-M5S promette un fiume di soldi dalla Regione Lazio. Perché non farlo prima? Usano toni da opposizione, invece hanno amministrato il Comune fino a ieri. Chi vogliono prendere in giro?” È così David Nicodemi, candidato al Consiglio Comunale con Una Nuova Storia, diretto e sanguigno, provocatore e irriverente, battagliero e cordiale. Da prendere o lasciare. Ambiente, sociale e trasporti i suoi argomenti.

Abbiamo rivolto alcune domande a Nicodemi:

Siamo agli sgoccioli, il 12 giugno si vota, paura del verdetto?   
“No. La campagna elettorale e l’attività giornalistica ti permettono di stringere nuove amicizie e conoscere da vicino le realtà del territorio. Auguro soltanto che il nostro progetto civico abbia la forza che si merita, se resterò fuori, pazienza, continuerò a lavorare a testa bassa”.

I cittadini sono stanchi…            
“Ne sono consapevole, però decidere di non votare è la soluzione peggiore. La politica è fatta dalle persone e siamo noi a scegliere e a distinguere tra chi vede il Comune come un’opportunità per combinare qualcosa e chi come un marchettificio o un gettonificio. Dipende tutto da noi, le elezioni sono lo strumento democratico per rivoluzionare le cose. Usiamolo”.

Il solito fustigatore, non cambi mai…    
“Sono furioso, evito le parolacce, Guidonia Montecelio è una stupenda Città, soleggiata, circondata dal verde, con un borgo affascinante e un parco regionale meraviglioso, potrebbe trarre vantaggi economici e lavoro dal turismo, valorizzando le ricchezze del territorio. È diventata, al contrario, l’ombra di sé stessa, inaridita, disorganica, soffocata dal traffico veicolare, senza alcuna prospettiva per i giovani e con uno stato sociale disintegrato. Vive all’ombra della maledetta discarica e nell’incubo di una nuova infornata di monezza da Roma”.

L’assessora all’ambiente della Capitale ha escluso di conferire a Guidonia l’immondizia di Roma…              
“Difficile credere alle sue parole, allo stato attuale Roma, a causa della pessima gestione rifiuti degli ultimi 5 anni, non possiede gli strumenti per trattare e gestire nel proprio territorio circa 2.700 tonnellate di indifferenziato prodotto ogni giorno: non possiede una discarica per stoccarli, dopo la chiusura di Malagrotta, e il solo TMB di Rocca Cencia è al collasso. Una chiara dimostrazione l’apertura della discarica di Albano Laziale, l’autorizzazione di quella di Magliano Romano e la continuità nell’esercizio di quella di Viterbo. Prima che il Commissariamento dei rifiuti romani dia i suoi poco auspicabili frutti, come stabilire davvero l’autosufficienza, nel rispetto del Piano Rifiuti Regionale, preoccupa il fatto che possano essere i territori delle province, Guidonia Montecelio per prima, a dover sopportare di nuovo il carico ambientale e sanitario. Serve in Comune una forza che si opponga a tale scenario e all’incredibile trasversalismo politico che, implicitamente, lo sostiene”.  

Saresti un Consigliere di lotta? 
“Certamente, lo sai, detesto ogni forma di ingiustizia e di sopraffazione, detesto chi maltratta gli anziani, i bambini, le donne e gli animali, e chi esercita il potere a danno degli altri, della collettività, dei più deboli. Chi ha gli strumenti deve impegnarli, secondo me, per dare voce a chi non ce l’ha. Nel mio piccolo lo faccio, sempre, è la mia filosofia. Sarei il Consigliere del Popolo perché vengo dal Popolo: il mio impegno politico e passione per la scrittura nascono tra i lotti popolari di Tor Bella Monaca. È stata una grande scuola di vita, ha forgiato il mio carattere, insegnato a leggere tra le righe e a essere un uomo di poche parole”.

Ti sei candidato per questo?     
“Circa 2 anni fa, dopo il sit-in di protesta contro il TMB dell’Inviolata, Claudio Zarro e io abbiamo avuto l’intuizione di costituire il Comitato Spontaneo, anche grazie al supporto di Marco Cacciatore, esponente di Europa Verde e Presidente della commissione Rifiuti della Regione. La mia candidatura è la naturale prosecuzione di questa esperienza di lotta. Ieri come oggi c’è da affrontare una seria situazione ambientale e sanitaria. In un distretto già fortemente compromesso, si intende attivare, appunto, il TMB e si autorizza un impianto di biogestione alle spalle di Villalba, quando c’è ancora da bonificare la megadiscarica. In più il cementificio ha chiesto di bruciare il combustibile solido secondario (CSS). Siamo circondati”.

Ne sai qualcosa
“Sono vissuto per vent’anni a Rocca Cencia, a un tiro di scoppio da Guidonia Montecelio, in un fazzoletto che ospita sia il TMB sia la discarica di Castelverde, anche questa da bonificare. Nel biennio 2014 e 2016 il cancro si è portato via mia sorella, mia madre e sterminato 6 cani. Ogni volta che chiamavo il veterinario, per le iniezioni terminali, si metteva le mani nei capelli. A Guidonia Montecelio, abito a Colle Fiorito con la mia compagna, 2 gatti e 1 cane, intendono ripetere lo stesso disgraziato schema, discarica e TMB. Lo trovo assurdo e inquietante”.

Una storia dolorosa, colpa dell’inquinamento?
“Secondo lo studio della biologa Paola Michelozzi, Direttore dell’Unità di epidemiologia ambientale del Servizio sanitario del Lazio, vicino al TMB di Rocca Cencia le aspettative di vita dalla nascita sono di 3 anni inferiori rispetto a chi nasce e vive nel centro di Roma. C’è un alto rischio di ammalarsi di cancro, tra l’11 e il 21% in più, neanche gli animali si salvano. Un’altra ricerca, sempre dell’Unità di epidemiologia, certifica come nelle zone entro i 5 chilometri da una discarica del Lazio, Inviolata compresa, si registri un aumento del 34% del cancro ai polmoni, mentre il rischio di ricovero in ospedale per malattie respiratorie sale del 5%. I più colpiti sono ovviamente i bambini. La mia storia non è la prima né l’ultima, il collega de La7 Massimiliano Andreetta fece un ampio ed esaustivo servizio, prendendo spunto dalle nostre inchieste giornaliste. Quando la raccontai al sit-in di protesta i partecipanti, numerosi, rimasero allibiti. Molti di loro, alla fine, confidarono di avere parenti o amici con problemi oncologici, cardiovascolari, all’apparato respiratorio o alla tiroide. L’inquinamento non conosce confini comunali. Si muore di cancro!”

Cosa faresti come prima cosa?
“Riaprirei la conferenza dei servizi relativa all’inquinamento della falda acquifera, che l’amministrazione PD-M5S ha chiuso frettolosamente e irresponsabilmente nel maggio 2021, altra fesseria, senza aspettare gli esiti dell’indagine effettuata da ARPA LAZIO su 19 piezometri ubicati intorno alla discarica dell’Inviolata, 11 dei quali costruiti lo scorso anno. Dai risultati, resi noti all’inizio di giugno, è emerso che la perimetrazione dell’inquinamento non solo persiste ma si è aggravata, coinvolgendo l’area del TMB e avvicinandosi sempre più a Santa Lucia di Fonte Nuova. Sono stati riscontrati spesso valori sopra la norma, soltanto il pozzo all’ingresso del TMB supera di 70 volte i limiti di legge. Una tragedia annunciata, imbarazza il silenzio degli altri candidati, come se la difesa dell’ambiente e della salute pubblica fosse, non so, un capriccio, un aspetto secondario, un concetto astratto. Sono talmente sicuri di sé al punto da ignorare gli appelli dei cittadini e delle realtà associative”.

Una possibile soluzione?           
“I TMB, gli impianti di biodigestione e i termivalorizzatori sono soluzioni superate dalle norme, il Pacchetto Economia Circolare dell’Unione Europea del 2018 chiede la conversione a recupero di materia per evitare di produrre combustibile, la dismissione dell’incenerimento. Bisogna affidarsi alle tecnologie innovative e sostenibili, sfruttando le risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea, senza gravare sulle casse del Comune e dei Cittadini. Tecnologie già adottate in Italia, che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti in modo sostenibile e consentono al Comune di abbattere sia TARI, ai cittadini come alle imprese, sia di ridurre i costi del trasporto e conferimento”.

Per te il confronto è importante.           
“Sempre. Un buon amministratore pubblico non deve mai perdere il contatto con il territorio, i cittadini, i comitati e le associazioni. È fondamentale sapersi rapportare e, come dico in ogni occasione, fare squadra, da soli non si va da nessuna parte. Sul tema ambientale ci sono persone serie e competenti, per esempio, Francesca Chimenti, consigliera di Tivoli eletta proprio con Una Nuova Storia, Donatella Ibba, già assessora all’ambiente e candidata civica a Fonte Nuova, Bernardino Lanciani, Ezio Curti e Romina Polverini che, come me, hanno deciso di rimettersi in gioco. È una tematica annosa quella dell’ambiente, riguarda anche la difesa del suolo, dalle scelte urbanistiche scriteriate, e il recupero ambientale dell’intero bacino delle Acqua Albule, tra Villalba e Villanova, siti in cui l’estrazione è dismessa o in fase di esaurimento”.

Sei anche un esperto di trasporti pubblici, o sbaglio?   
“Così dicono. Fino a marzo sono stato nello staff del Gabinetto del Sindaco Gualtieri, in qualità di consulente della comunicazione con particolare riferimento ai trasporti pubblici. Incarico durato 3 mesi”.

E perché?          
“Perché non sono un uomo di apparato, anzi sono indigesto a molti del PD e M5S. Alla prima occasione me l’hanno fatta pagare e costretto alle dimissioni. Sono stato sacrificato con un pretesto assurdo e risibile per chi fa il nostro mestiere, ne riparleremo, c’è tempo, in 9 mesi può accadere di tutto. La verità è che lì dentro sono spariti i principi della Sinistra”.

Facci capire, se fossi rimasto in Campidoglio, ti avremmo visto sostenere il centrosinistra?              
“Le vicende personali sono irrilevanti di fronte all’interesse pubblico. Detto questo, mai avrei sostenuto il candidato PD-M5S. È stata un’Amministrazione miope, inconsistente, lontana, che ha deciso di non decidere. Lo sanno anche loro, altrimenti avrebbero cercato la conferma del Sindaco uscente anziché rimpiazzarlo con un altro. La vera Sinistra, con una forte componente ecologista, è rappresentata da noi de Una Nuova Storia, di cui sono fiero di essere il capolista. Condivido le parole del nostro responsabile d’aria Luca Brocchi: Guidonia Montecelio ha bisogno di una Sinistra che non la tradisca, impegnata con costanza nel rilancio sociale del territorio, vicina al lavoro e ai lavoratori, che abbia un’idea seria di mobilità, che si spenda in politiche abitative concrete, ma soprattutto attenta all’ambiente e fedele all’antifascismo. Il nostro è un piano di rilancio, serio, concreto, con al centro i cittadini”.

Tornando ai trasporti, c’è molta Atac in questa competizione elettorale, alcuni nomi dovrebbero esserti familiari…
“C’è tanta Atac, guarda, per farti capire, ti dico solo che non è stato un caso che nel 2011 lasciai la delega ai trasporti: scriverò un libro sugli ultimi 12 anni dell’Azienda capitolina. Comunque, in un ipotetico gioco della torre, non butterei di sotto gli autoferrotranvieri. E l’amico Claudio è un autoferrotranviere. Mi fermo qui”.

Da presidente dell’Associazione TrasportiAmo, che ne pensi dei trasporti di Guidonia Montecelio?     
“Un disastro. Ci sono frazioni isolate, tipo Marco Simone, Colleverde e Pichini, tanto per fare degli esempi. Il trasporto collettivo rappresenta l’ossatura di una Città: incentiva il lavoro e il commercio; favorisce il turismo e le relazioni sociali, culturali ed economiche; migliora la qualità della vita; permette la riduzione del traffico veicolare e le emissioni di CO2; annienta le distanze. Se da un lato è necessario il decentramento amministrativo, dall’altra serve un piano di ristrutturazione e potenziamento della rete dei trasporti locali, che dev’essere capillare e disegnata anche in funzione delle uscite/entrate delle scuole e delle partenze/arrivi dei treni. Va inoltre inserita la tariffa nel sistema regionale Metrebus, come suggerito dal CESMOT, e avviata la sostituzione dei mezzi a gasolio con quelli elettrici, adatti per le strade strette, come la via Garibaldi a Villanova. Occorre poi interloquire con Cotral e Trenitalia per potenziare le corse nei giorni festivi e ripristinare il servizio di Scuolabus. La Ryder Cup 2023 come il raddoppio della tratta ferroviaria fino a Guidonia, rappresentano una grande opportunità e sfida per Guidonia Montecelio, usiamole per creare una rete di trasporto veramente integrata con la Ferrovia, la mobilità dolce e la micromobilità. Poi…”

Poi?
“Altro aspetto fondamentale sono i TAXI e NCC per dare alla Città un servizio moderno e efficiente, che soddisfi i requisiti di qualità all’utenza. Altra cosa, la messa in sicurezza delle strade, capitolo importantissimo: rifacimento del manto, ripristino della segnaletica orizzontale e verticale, illuminazione e l’installazione dei dossi nonché degli autovelox laddove necessari”.  

A proposito di raddoppio della ferrovia, tempi di consegna?    
“Nel 2023 almeno stando al cronoprogramma presentato dal Gruppo lo scorso marzo, in concomitanza dell’inizio del Ryder Cup. Ho avuto modo di parlarne con Andrea Ricci, Presidente dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti, e Amedeo Trolese, responsabile dei trasporti di Legambiente Lazio. Saranno realizzate due nuove fermate, Tivoli Terme e Guidonia Collefiorito, che prenderanno il posto delle attuali. Seppur non condivida l’idea di abbandonare il vecchio tracciato ferroviario, per ovvie ragioni strategiche, occorre però pensare di realizzare un asse di collegamento ciclabile con la nuova fermata”.

Finito?
“Macché. È opportuno utilizzare il Superbonus 110% per la ristrutturazione delle case ERP di proprietà del Comune e chiedere all’ATER provincia di fare altrettanto con i suoi alloggi. E, poi, ho messo a punto un piano, condiviso con le associazioni, per la tutela e difesa degli animali d’affezione e della fauna selvatica, principi fondamentali sanciti dalla legge”.

E sì…     
“Anche qui, con per tante altre cose, l’Amministrazione uscente ha fatto ben poco per migliorare le condizioni di salute degli animali presenti sul nostro territorio e per ridurre i costi di mantenimento nei canili privati convenzionati, che costano ai cittadini oltre 400.000 euro l’anno. Servono azioni concrete. Gli animali sono innocenti e ingenui come i bambini, fragili come le persone anziane e disabili e, come loro, sono spesso vittime di abusi e maltrattamenti. È importante l’applicazione delle norme nazionali volte a favorire una maggiore collaborazione tra associazioni e Istituzioni; avviare campagne di sterilizzazione, adozione e microchippatura per cani e gatti, istituire un Garante; manutenzione e ampliamento aree cani; costruzione canile comunale e, infine, approvazione del Regolamento comunale, che, tra l’altro, respinga il contenimento cruento della fauna selvatica e qualsiasi attività circense e/o itinerante che preveda la presenza di animali al seguito. Contesto, nella maniera più assoluta, il protocollo riguardo l’uccisione dei cinghiali: i piani di abbattimento per contenere qualsiasi popolazione animale, adottati negli anni dalla politica, sono stati sempre un fallimento e hanno costituito un danno all’ambiente; queste pratiche scriteriate, devono essere sostituite con reali metodi ecologici e con criteri scientifici”.

Se fossi eletto, avresti un’agenda piena di impegni       
“Certamente, ma sarei pagato dai cittadini per questo. Non c’è da meravigliarsi, la politica è una cosa seria, non tradisco mai la parola data. Questa è soltanto una parte di quello che vorrei fare, l’Amministrazione uscente PD-M5S lascia un’eredità pesante. C’è da ricucire il tessuto sociale, i rapporti con i cittadini e le associazioni, il Comune è il primo anello di congiunzione tra il territorio e l’Istituzione pubblica, la macchina amministrativa, che conosco bene, deve essere in grado di funzionare e di dare risposte. Punto”.

Sei stato chiarissimo, grazie e in bocca al lupo 
“Grazie a voi e viva il lupo”.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Editoriali

Silenzio assoluto e oscurantismo sul centenario della nascita dell’URSS: una compagine politica fondamentale della storia dell’Occidente

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

Le quindici repubbliche indipendenti e sovrane, tra cui l’Ucraina, aderirono a quella che due anni dopo divenne una Federazione destinata a durare circa settantanni

E’ indiscutibilmente una vicenda quasi irreale quella che stiamo vivendo noi cittadini europei, non solo l’acrimonia se non odio vero e proprio nei confronti della Russia ma anche il fatto che sono trascorsi un pugno di giorni dalla ricorrenza della nascita il 30.12.1922, dell’URSS, della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, cioè della compagine politica fondamentale della storia dell’Occidente e il silenzio è stato ed è, assoluto, oscurantismo completo! Le quindici repubbliche indipendenti e sovrane, tra cui l’Ucraina, aderirono a quella che due anni dopo divenne una Federazione destinata a durare circa settantanni: era l’epoca di Lenin, il creatore del nuovo stato sovietico, la configurazione politica più significativa del pianeta, una superficie che occupava e occupa quasi tanto quanto gli Stati Uniti e la Cina messi assieme! Il 30.12.1922 nel segno di una rivoluzione di cui non si era mai visto prima l’eguale per conquiste sociali e politiche ma anche per distruzioni e morti, era il proseguimento della Russia di Ivan il Terribile, di Pietro il Grande e di Caterina II la Grande con il loro notevole apporto alla grandezza e alla civilizzazione dell’immenso Paese. Spirito, cultura rivolti verso l’Europa: l’occidentalizzazione è fino ad oggi il suo marchio e la sua fisionomia, è la maggiore nazione europea. La componente asiatica, ricca di numerose razze e lingue e civiltà, evidenzia altre caratteristiche dello sconfinato Paese.

La orribile guerra Russia-Ucraina, in verità Stati Uniti, Nato e la serva Europa contro la Russia, durerà a lungo, con investimenti sempre maggiori in armamenti e appezzentimento e miseria inevitabili dei popoli europei: il bilancio, come sempre nella storia dell’uomo, fame e miseria, distruzioni e morti. E gli autori e armatori, Stati Uniti ecc. ben acquattati dietro le quinte, mandano armi e soldi e lasciano che gli altri si ammazzino e sbudellino, sotto la guida dell’amato Zelensky! Inevitabili rancore e risentimento della Russia nei confronti dell’Europa, anni e anni saranno necessari per rimuovere tali sentimenti e tornare al rispetto e alla ripresa delle relazioni.

Per ripetere Bertrand Russell, Einstein, Papa Francesco, è somma stoltizia e follia spendere soldi per ammazzarsi e distruggere e non invece migliorare le condizioni di vita, anche dei popoli in difficoltà. Nobel, l’inventore della dinamite, scrisse: i grandi criminali che trascinano i popoli verso la guerra! Sono sotto gli occhi di tutti, impuniti, grazie ai cittadini indifferenti e masochisti: una corsa verso il baratro. E le Ursule europee e italiane, sorridenti, mandano armi e soldi, per essere ligie a Biden e alla NATO, i nemici viscerali autentici, i guerrafondai! Perché tanto servilismo a Biden & Co e tanto odio verso la Russia, la sorella europea?

Allorché la politica, come quella che ci circonda, si immischia delle cose del pensiero e della cultura non può che dimostrare inadeguatezza: i Mitterand, i Malraux, i Willy Brandt, i Kohl, i Moro sono materiale raro, pregiato, ben altre le loro condotte: l’agone politico europeo è infestato anche dalla fauna più ignorante e non di rado mazzettiera e corrotta. A nome dei popoli che disgraziatamente sono chiamati a rappresentare, come si permettono i politici europei, con quale autorità morale e culturale, di seminare odio inaudito nei confronti della Russia, non solo con le loro stolte parole ma a mezzo di iniziative quando non criminali o illegittime, chiaramente ridicole e grottesche? Come si permettono di parlare a nome dei propri cittadini di cultura e di civiltà e al medesimo tempo vilipendere questo grande paese, gloria dell’Europa, per primo promotore della giustizia sociale e della uguaglianza tra la gente, salvatore reale dell’Europa in più occasioni col sangue dei propri figli, patria di titani dell’arte di ogni genere, che hanno illuminato, e illuminano, l’intero pianeta? E allo stesso tempo sostenere i vari falstaff bombaroli, dichiaratamente nazionalisti e occultamente nazisti e fascisti? Come si permettono i vari Macron, le varie Ursule della scena europea, togliere soldi ai propri cittadini e regalarli a Zelensky affinché più razionalmente possa contribuire, senza nessuna opposizione o parvenza di contestazione, alla distruzione sistematica del proprio paese e alla gestione di cifre faraoniche di soldi? Perché? A Zelensky sì e no alle altre popolazioni del pianeta bisognevoli? Che cosa è siffatta solidarietà a senso unico? E’ palesemente solo per inginocchiarsi a Biden, prevaricatore per vocazione personale e per tradizione storica. Quanto in qualche modo contribuisce alla evidente e sfacciata improvvisa avversione alla Russia è anche il fatto che in Europa oggi è politicamente evidente una forte presenza cosiddetta di destra se non autoritaria in certi stati, da sempre per costituzione ideologica, conservatrice e reazionaria, tra l’altro nemica connaturata del comunismo: quindi la cosiddetta ‘aggressione’ della Russia, in perfetta sintonia con gli Stati Uniti è occasione di insulti e rappresaglie. Abbasso la pace, evviva la guerra! La Cina è presente e guarda solamente, per ora e, a parte i pericoli suscettibili di sfociare in qualcosa di distruttivo della intera umanità, la sola compagine idonea a fungere da arbitro fattivo e intelligente verso la pace, l’Europa dunque, è ormai dichiarato e felice stuoino di Biden e NATO, senza impedimenti, tutti d’accordo, salvo la gran parte dei cittadini! La dissoluzione dell’URSS il 26.XII.1991 a seguito delle teorie e ideali del presidente Gorbaciov, la guerra in atto, risveglia, come è stato osservato, l’atmosfera in Europa degli anni venti e trenta e cioè Stalin e la nascita di Mussolini, di Franco, di Salazar, di Hitler…

Si legga quanto scritto sul Muro di Berlino, il simbolo della cortina di ferro, della divisione tra le nazioni, e si ricordino le parole di Kennedy del 26 giugno del 1963 a Berlino Ovest: Ich bin ein Berliner, sono un berlinese, a sottolineare la comunità delle genti e non i conflitti o addirittura le guerre!

Noam Chomsky, sempre univoco, ha scritto ripetutamente che l’Europa “è stata colonizzata culturalmente dagli Stati Uniti a un livello inverosimile….una brutta copia degli Stati Uniti, anche se ancora più tragico perché hanno una sensazione di grande indipendenza. Gli intellettuali d’Europa…..hanno subito dagli Stati Uniti un totale lavaggio del cervello”. E il da poco defunto presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha scritto: “…oggi abbiamo bisogno di Europa, di un’Europa che sia e diventi uno strumento di pace”. “La pace è amicizia tra i popoli, è cooperazione tra gli Stati, condivisione di sovranità con gli organismi internazionali”. Tutto saltato in aria “..dalle armi che sparano, dalle bombe che esplodono, dal riarmo sul nucleare….”.

La sola speranza sono i cittadini europei e il loro dissenso, partecipativo.

Continua a leggere

Editoriali

Strage di Acca Larenzia: chi fu il mandante?

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuti
image_pdfimage_print

Tanti passaggi di mano per la mitraglietta Cz 61 Skorpion calibro 7.65 usata per la strage di via Acca Larenzia, per il rapimento di Aldo Moro, per gli omicidi dell’economista Ezio Tarantelli, dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffilli.

Oggi dopo 45 anni da quei fatti ci si chiede ancora: chi è il mandante? Riproponiamo la video intervista del 2018 a uno dei sopravvissuti – Maurizio Lupini – e il video servizio che ripercorrere il clima politico di quei giorni che precedettero i tragici eventi del Tuscolano.

La video intervista a Maurizio Lupini [Cliccare sulla foto per guardare]

Il video servizio che ripercorre quello che era clima politico dei giorni che precedettero i tragici eventi del Tuscolano [Cliccare sulla foto per guardare]

Continua a leggere

Editoriali

Giustizia pilastro della democrazia, Lucarella: “Si intervenga sulle storture”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Il referendum sulla giustizia è alle porte. Si voterà il prossimo 12 giugno. Nel mezzo c’è la riforma del Ministro Cartabia che, dopo il primo passaggio alla Camera dei Deputati, è
incardinata al Senato della Repubblica.

Questo il commento a caldo di Angelo Lucarella, vice coordinatore della commissione giustizia del Ministero dello sviluppo economico, che L’Osservatore d’Italia ha raccolto per i lettori.
“Il referendum è un istituto costituzionalmente sacro del nostro Paese. Non si tratta di essere pro o contro la magistratura o sostenere una iniziativa di colore politico. Si tratta di riconoscere che esiste un problema e di non sottovalutare che la democrazia si deve esprimere, soprattutto, con la chiamata del popolo al voto.

Illustri giuristi come Nordio, Cassese, ecc. hanno sposato la questione perché siamo ad un punto cruciale della vita del sistema giudiziario.
Ecco, sebbene il referendum non risolva tutti i problemi di certo ne evidenzia quelli indifferibili da trattare. Porte girevoli in primis. Anzi, poiché c’è un limite oggettivo di natura costituzionale si dovrebbe anche intervenire con una revisione puntuale che includa un nuovo assetto del giusto processo e che fissi una volta per tutte la separazione delle carriere (che ad onor del vero, se passasse oggi il referendum, porrebbe un problema di politica giudiziaria ulteriore ovvero come pensare i percorsi sin dalle Università).


In sostanza siamo tutti per una magistratura sana, perché ci sono tanti giudici seri, coraggiosi, garantisti. È anche per loro, oltreché alle circa 30 mila persone colpite da ingiuste carcerazioni dagli anni 90 in poi (dati pubblicati dall’Osservatorio ErroriGiudiriari in collaborazione con l’Unione Camere Penali d’Italia) che occorre rispettare il voto referendario.
In ultimo è da tener conto che il Ministero della Giustizia ha riportato che nel 2021 ci sono stati circa 24 milioni di euro di risarcimenti per ingiusta carcerazione preventiva (nel 2020 il totale fu 37 milioni) e che 43 mila euro, invece, è la media-importo per caso.
Ad ogni modo l’importante è andare a votare (a prescindere dall’orientamento per il Si o per il No) perché più forte è la voce dei cittadini, migliore più essere il dialogo tra i poteri dello Stato”.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti