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Guidonia Montecelio, il GIP ordina le misure cautelari per 6 spacciatori

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Misure cautelari per sei persone, 4 in carcere e due ai domiciliari gravemente indiziate del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Questo quanto disposto dal GIP del Tribunale di Tivoli a seguito dell’indagine avviata dai Carabinieri di Tivoli nell’Ottobre 2020 dopo il ferimento con colpi di arma da fuoco di un pusher nella località di Favale. L’attività investigativa ha consentito agli inquirenti di accertare l’esistenza di un diffuso fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti radicato nelle località tra i Comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli.
 
A eseguire l’ordinanza del GIP, questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli. Gli indagati sono gravemente indiziati di aver illecitamente operato all’interno di un’area da loro considerata “sicura”, poiché al di fuori dei centri abitati di maggior consistenza, defilata tra alcune palazzine della frazione di Villanova di Guidonia, ove tra l’altro, si concretizzavano incessantemente le cessioni anche in periodo di limitazioni alla libertà di circolazione dovuta all’emergenza Covid-19. Il cospicuo giro di affari consentiva lo smercio grandi quantità di hashish, marijuana e cocaina.
 
Durante le indagini i Carabinieri di Tivoli hanno arrestato, a riscontro dell’attività investigativa, 10 persone e denunciato in stato di libertà altre 5 per violazione della legge sugli stupefacenti, con il conseguente sequestro di complessivi 3,5 kg di droga di diversa natura. L’indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli, ha consentito alla Procura della Repubblica di Tivoli di richiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari, l’ordinanza di applicazione della misura cautelare per sei dei principali indagati, 4 dei quali sono stati associati in carcere e 2 sottoposti agli arresti domiciliari.
 

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Valmontone 1921 (calcio, Eccellenza femm.), Salomone e la sfida al Montespaccato: “Teniamo alla Coppa”

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Valmontone (Rm) – L’Eccellenza femminile del Valmontone 1921 è pronta ad affrontare una sfida molto delicata. Le ragazze di mister Luigi Colantuoni giocheranno domenica l’andata delle semifinali di Coppa Italia: l’appuntamento è sul campo amico contro il Montespaccato. “Sarà una partita diversa dalle altre finora affrontate sia per il valore dell’avversario, sia perché si tratta di una sfida di andata e ritorno – dice il terzino sinistro classe 1977 Annalisa Salomone, ritratta nella foto di Roberto Benedetti – Ci teniamo tanto ad arrivare in fondo perché pensiamo di averne le qualità. La partita d’andata magari non sarà decisiva, ma è importante partire bene nel doppio confronto”. Intanto domenica scorsa le giallorosse hanno continuato la marcia trionfale del loro campionato centrando la decima vittoria in altrettante gare: “Abbiamo vinto 4-0 sul campo dell’Atletico Morena grazie alle reti di Bertini, Cisneros, Di Federico, Gonnella. Già nel primo tempo avevamo indirizzato la partita segnando le quattro marcature, poi nella ripresa abbiamo gestito”. L’esterno difensivo mancino, che compirà 46 primavere a marzo, racconta com’è nata la sua avventura al Valmontone 1921: “Mi lega un bel rapporto di amicizia ad Alice Bertini e, dopo tanti anni dedicati al calcio a 5, volevo tenermi in forma allenandomi in questo gruppo, ma onestamente non avrei mai pensato di tesserarmi. E’ stato mister Colantuoni a chiedermi di rimanere in squadra e mi ha fatto molto piacere anche perché ho un bellissimo rapporto con tutte le ragazze, sia quelle che conoscevo per averle incrociate nel calcio a 5, sia quelle che non conoscevo. E poi sto facendo un’esperienza diversa dopo tanti anni di futsal”. Mister Colantuoni ha voluto sfruttare la sua esperienza in difesa: “Mi sono messa a disposizione del tecnico, anche se c’è tanto da correre e tra l’altro confrontandosi con delle avversarie giovanissime, ma fino ad ora grazie anche all’aiuto delle compagne penso di essermela cavata. Inoltre i risultati della squadra sono eccellenti e quindi speriamo di continuare così anche nella seconda parte di stagione”.

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Polisportiva Borghesiana, Arcangeli e i 43 anni nel club: “Questa società è un pezzo di cuore”

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Roma – E’ stato praticamente tra i fondatori della Polisportiva Borghesiana. E a distanza di 43 anni (senza alcuna interruzione) è ancora nel club capitolino. Valerio Arcangeli è un componente storico della dirigenza della società di via Lentini e oggi, pur non avendo incarichi ufficiali, è ancora tra i soci della Polisportiva Borghesiana: “Nel 1980 è cominciata la mia avventura qui e quindi è un pezzo di cuore: portai mio figlio Fabio a fare atletica, l’unica attività sportiva praticata a suo tempo visto che non c’era nemmeno il campo di calcio qui. Poi nel 1985 fu finito il terreno di gioco e qualche tempo prima Carlo Criscuolo (papà di Stefano, attuale presidente della Polisportiva Borghesiana, ndr) aveva avviato il settore pallavolo”. Tantissimi ricordi e tante persone legano Arcangeli alla società capitolina: “I momenti più belli sono stati quelli delle feste dello sport svolte a largo Monreale, un momento di autentica aggregazione tra musica, cucina e sport. Una tradizione portata avanti fino ad oggi tanto che a giugno celebreremo la 43esima edizione della “Festa dello sport” della nostra società”. Tra i personaggi che hanno segnato il suo lungo percorso nella Polisportiva Borghesiana, Arcangeli fa un nome in particolare: “Maurizio Pompili che io definisco il “presidente della rinascita”: grazie a lui, che tra l’altro era geometra, presentammo nel 2000 un progetto da 1 miliardo e 700 milioni per ristrutturare tutto l’impianto sportivo (con la creazione di campi da calcetto, spogliatoi e bar, ndr) e il Comune ci affidò l’impianto per 25 anni. La manodopera fu anche portata avanti dall’attività di volontariato di tutti i componenti del consiglio direttivo tra cui Maurizio Brasili a cui oggi è intitolato il campo di calcio. Un altro momento importante è arrivato nel 2011 quando l’allora consigliere comunale Dario Nanni trovò i fondi per fare il manto in sintetico, ma nel corso degli anni ci furono anche grandi soddisfazioni sportive come il campionato di Promozione a cui partecipammo nel 1997-98 e diversi titoli regionali giovanili” sottolinea Arcangeli che ha sempre seguito il settore calcio da vicino (e ancora oggi dà un aiuto concreto, recandosi tutti i giorni al campo) e che conclude parlando dell’attuale situazione della Polisportiva Borghesiana: “Il settore calcio conta su 170 bambini nel settore di base, tutte le squadre giovanili agonistiche e una Prima categoria, poi c’è un settore volley che è in costante in crescita, le novità della ginnastica ritmica e del karate e altre discipline sportive innovative introdotte dal presidente Stefano Criscuolo che sta portando avanti un bel lavoro”.

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Vis Casilina (calcio, Under 15), capitan Caruso: “Crediamo al primo posto, ora sotto col Pomezia”

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Roma – L’Under 15 provinciale della Vis Casilina non ha smesso di crederci. I ragazzi di mister Manuel Ricci si preparano ad affrontare l’ultimo turno del girone d’andata che li metterà di fronte alla capolista Pomezia, una squadra dai numeri impressionanti: “Loro hanno vinto dodici volte su dodici segnando 64 gol e subendone solo 5 – dice il centrocampista classe 2008 Cristiano Caruso che è il capitano del gruppo capitolino – Ma la palla è rotonda e noi non scendiamo in campo già battuti, anzi siamo convinti di poter fare una bella partita e conquistare punti. Il primo posto al momento è distante dodici punti, ma c’è tutto il girone di ritorno e quindi ci crediamo ancora. In ogni caso vogliamo provare a finire questo campionato dando il massimo”. Qualche difficoltà per Caruso e compagni c’è stata: “Ma questo è un gruppo quasi totalmente nuovo, la squadra è stata formata in estate e quindi è servito un po’ di tempo, ma si è subito creata una bella unione tra noi”. Nell’ultimo turno i capitolini si sono imposti 3-0 sul campo della Vivace Grottaferrata: “Abbiamo iniziato bene la sfida e segnato il gol del vantaggio con Bisegna. All’intervallo mister Ricci ci ha detto che stavamo giocando bene, ma dovevamo pressare di più perchè era troppo importante vincere. Nella ripresa sono arrivati il secondo gol di Ignat e il terzo di Granara che hanno chiuso i conti”. Caruso è uno dei pochi elementi della rosa che già militava nella Vis Casilina lo scorso anno: “Ho giocato sotto età col vecchio gruppo dei 2007 e quindi già ho fatto l’Under 15. Sono rimasto perché mi sento bene in questo ambiente e anche l’anno scorso, come quest’anno, c’era un bel gruppo”. La chiusura di Caruso è su mister Ricci: “E’ un tecnico molto competente e con lui possiamo sicuramente crescere. Dal primo giorno che ci ha allenati ha sempre creduto in me ed è da quel momento che sono diventato il capitano della squadra, quindi devo ringraziarlo per la fiducia che mi ha dato”.

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