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Cronaca

Guidonia: rotatoria degli orrori all’ingresso della città

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Dopo le buche disseminate nella terza Città del Lazio c’è l’orrendo biglietto da visita allo svincolo autostradale.

Un pessimo biglietto da visita quello che si apre sulla 28 bis all’uscita dello svincolo autostradale di Guidonia Montecelio. Fa intimorire, incupisce e sconforta a colpo d’occhio come l’Amministrazione 5 Stelle accoglie i cittadini e gli ospiti della Città- ha detto Giovanna Ammaturo, consigliere comunale de la Lega per Salvini– Una rotatoria totalmente sgangherata e fuori da ogni minimo concetto di sicurezza e civiltà. Non un rondò ma il circolo degli orrori.

Guardrail ammaccati, deformati , fuori linea o addirittura divelti. Come braccia mostruose si innalzano verso il cielo fino a 2,5 mt mentre i ritti che li tenevano legati sono a pochi centimetri dall’asfalto somigliando ad armi oscure pronte a ghermire la nuova preda.

Pezzi di carrozzeria, insieme a bottiglie e buste piene di immondizia , olio di motore insieme a fanalerie colorate, pezzi di vetro e bulloneria quanto paraurti sono a corollario di questo circolo della morte. Migliaia di auto con altrettante persone di ogni età passano in questo budello infernale ogni giorno.

Questa non è civiltà, questi Amministratori e le Istituzioni debbono pensare alla sicurezza ma sul serio non solo per fare cassa. Non si giustificano pattuglioni tecnologici pronti a ghermire, se non salassare, gli automobilisti oltre i 50 o 70 kmh mentre schiere di addetti istituzionali passando fanno gli struzzi e non evidenziano, o forse non si accorgono, che la sicurezza passiva al circolo della morte è pari a zero.

Occorre amore per la Città e vera coscienza civile. Da mesi la situazione è questa, da giugno Barbet si è insediato con un drappello di troppi incapaci, senza lavoro, senza esperienza di vita

civile, pronti a giudicare e condannare la vita imprenditoriale degli uomini e donne che hanno contribuito a valorizzare Guidonia Montecelio vantandosi di mostrare le altrui pagliuzze omettendo

la propria ignoranza.

Sono solo leoni da tastiera. Ma si rimane sconcertati ripensando alla ordinanza n°98 del marzo 2017 a firma del comandante della Polizia Municipale e su cui pure abbiamo interrogato il Sindaco Barbet . Ovvero l’istituzione del limite di velocità di 30 Km/h da apporre all’inizio della segnaletica di ogni “centro abitato” nelle frazioni del Comune di Guidonia Montecelio. Indicazioni che verranno attuate “Fino al ripristino delle condizioni ottimali della Carreggiata”, per la presenza di buche e deformazioni delle piattaforme stradali che rappresentano un potenziale pericolo per i veicoli in transito in particolar modo per i motociclisti e che le carreggiate a causa del tempo e del traffico potrebbero usurarsi ulteriormente.

“In proporzione sulla rotatoria davanti allo svincolo autostradale porremo il cartello : “ SPEGNERE I MOTORI E SPINGETE “ Il tempo è scaduto Sindaco Barbet. Basta internet occorrono Fatti. È il significato della vita amministrativa anche della terza Città del Lazio e 58 in Italia. Questo biglietto da visita non piace a nessuno.

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Cronaca

Palermo – New York, duro colpo a “Cosa Nostra”: scattata l’operazione congiunta tra Squadra Mobile e FBI

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PALERMO – La Polizia di Stato di Palermo ha inflitto un duro colpo al mandamento mafioso di Passo di Rigano, disarticolandone il vertice.

Dall’alba di oggi, più di 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (FBI) di New York, stanno eseguendo numerosi provvedimenti restrittivi, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, nei confronti di altrettanti esponenti e sodali del mandamento mafioso di Passo di Rigano, che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso ed altro.

“Incontri di Tommaso e Francesco Inzerillo con Settimo Mineo, capo mandamento di Pagliarelli tratto in arresto il 4 dicembre 2018 nell´ambito dell´operazione Cupola2.0. Inzerillo Tommaso parla con Zito Simone, colpito dall´odierna misura cautelare e residente in America, riguardo alla legittimazione in seno a cosa nostra di Francesco Inzerillo, cugino di Tommaso”

Le indagini dell´operazione, denominata “New connection”, hanno registrato il forte legame instaurato tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York, nonché la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull´economia legale dell´omonimo quartiere, secondo una capillare divisione di ruoli e mansioni: dalla fornitura alimentare all´ingrosso alle classiche estorsioni, passando per la gestione dei giochi e delle scommesse on line.

A Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni 80 dalla seconda guerra di mafia. Agli esiti delle indagini, è risultato infatti che questi “scappati”, rientrati in Italia nei primi anni duemila, avessero ricostituito le file della “famiglia”, anche grazie al ritrovato equilibrio con la fazione criminale avversa.

Nel corso dell´operazione si è, altresì, proceduto al sequestro preventivo, tra beni mobili, immobili e quote societarie, riconducibili agli indagati e quantificato nell´ordine di circa tre milioni di euro.

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Cronaca

Punto dalla vedova nera mentre lavora in giardino: salvato in extremis

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Paura a Barletta, dove sabato un cinquantenne è stato punto da una ‘malmignatta’, un genere italiano di ragno appartenente alla famiglia della famigerata specie della ‘vedova nera’.

L’uomo, che stava lavorando in un giardino in campagna, è finito in ospedale dopo essere stato punto alla gamba dall’insetto. La puntura gli ha provocato sudore, convulsioni, dolori articolari, muscolari e all’addome, aggravando ora dopo ora la situazione, fino a quando il 50enne è finito in una situazione definita “critica”.

Accertati i sintomi, l’ospedale di Barletta si è rivolto al Centro nazionale Antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, che dopo una diagnosi per avvelenamento, in una frenetica corsa contro il tempo, ha inviato il siero specifico ‘anti-vedova nera’. In poche ore l’antidoto è giunto da Milano a Barletta con un volo di linea e, dopo 40 minuti dall’assunzione, il paziente è stato stabilizzato.

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Cronaca

Vittoria, cuginetti travolti da suv in pieno centro: morto anche il secondo bambino

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VITTORIA (RG) – E’ morto l’altro bambino, 12 anni, investito da un Suv lanciato a grande velocità in una stradina del centro storico di Vittoria.

Lo rendono noto fonti investigative di Messina. Da venerdì mattina il piccolo, che aveva perso le gambe, quasi del tutto tranciate nel terribile impatto, era ricoverato al Policlinico di Messina dove era stato trasferito con in elisoccorso. Stamattina sono stati celebrati a Vittoria i funerali dal cuginetto morto anche lui dopo essere stato investito mentre giocava davanti casa. Il bambino era ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico di Messina. “Al suo arrivo avevamo già giudicato le sue condizioni gravissime. Abbiamo tentato in tutti i modi di salvarlo, ma ogni terapia non è bastata a farlo rimanere in vita. Siamo rammaricati”, afferma Eloise Gitto, direttrice del reparto.

Era stato arrestato dalla polizia per omicidio stradale aggravato l’uomo che alla guida di un suv ha travolto i due cuginetti di 11 e 12 anni nel centro storico di Vittoria. Il più piccolo è morto sul colpo.
L’investitore è un 34nne, Rosario Greco, risultato positivo all’assunzione di droga e alcol. La Squadra mobile gli contesta anche la detenzione di oggetti atti a offendere: nel suv c’erano uno sfollagente telescopico e una mazza da baseball.

I passeggeri che erano con lui, e che come l’autista sono fuggiti a piedi dopo l’incidente, si sono presentati volontariamente in Questura spiegando di essere scappati per paura di essere aggrediti. Sono stati denunciati per omissione di soccorso. Due di loro hanno precedenti penali. Uno è Angelo Ventura, figlio del capomafia di Vittoria, Giambattista, l’altro è Alfredo Sortino con vari precedenti penali, il terzo è Rosario Fiore. I tre che accompagnavano in auto, inizialmente hanno tentato di favorire l’autore dell’omicidio stradale, ma poi hanno deciso di fornire un’esatta dinamica di quanto accaduto addebitando ogni responsabilità al conducente. Sono stati denunciati per favoreggiamento. Nelle indagini della Polizia sono state utili le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza che hanno ripreso le fasi del sinistro stradale.

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