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Cronaca

I MOLISANI NEL MONDO INCONTRANO PAPA FRANCESCO

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Il prossimo fine settimana, in occasione della visita del Santo Padre a Campobasso, la Regione Molise ha riunito il Consiglio dei molisani nel mondo

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di Silvio Rossi

Campobasso – Quando si parla di emigrazione l’immaginario collettivo è dominato dalle scene dei film rappresentanti gli italiani che hanno cercato fortuna, in genere oltreoceano, dove il protagonista tipo raggiungeva il nuovo mondo partendo dalle terre siciliane o dalle campagne venete.

Se ragioniamo in valori assoluti, in effetti, il Veneto è la regione che ha visto il più alto numero di emigrati; quasi due milioni di veneti sono partiti nel periodo della “grande migrazione” (tra il 1876 e il 1915), e la Sicilia oggi è la regione che annovera il più alto numero di cittadini italiani residenti all’estero, oltre seicentomila unità

In valori relativi invece le proporzioni cambiano. In questo caso il Molise, che ha visto oltre trecentomila partenze fino alla Grande Guerra, circa un partente per ogni cittadino che attualmente risiede nel territorio regionale (seconda regione dopo il Friuli Venezia Giulia), e oltre settantatremila residenti all’estero, circa un quinto dell’intera popolazione molisana, è di gran lunga la regione con il rapporto tra cittadini ed emigrati più sbilanciato verso questi ultimi (i dati sono stati presi dal Istat e dal museo dell’emigrazione italiana).

Per questo motivo l’iniziativa della Regione Molisana, che ha istituito un Consiglio dei molisani nel mondo, sotto la guida del vicepresidente della Giunta regionale, Michele Petraroia, che ha la delega specifica in materia, riveste un’importanza particolare, perché proprio in una regione così piccola, e scarsamente popolata, tagliare il cordone ombelicale con i propri cittadini che hanno cercato una via diversa di vita, per scelta o per necessità, significherebbe rinunciare a una delle poche possibilità di superare la crisi che affligge la nostra nazione, e in particolare il meridione, più del resto dei paesi con cui normalmente ci confrontiamo.

Il prossimo fine settimana, in occasione della visita del Santo Padre a Campobasso, la regione ha riunito il Consiglio dei molisani nel mondo, con presenze da tutti i continenti, in rappresentanza di molti dei 136 comuni che costituiscono la più giovane regione italiana. I rappresentanti delle comunità dei Molisani nel mondo incontreranno il Papa sabato 5 luglio, presso l’ex stadio Romagnoli.

Il Consiglio sarà presieduto dall’assessore Petraroia, e parteciperanno tra l’altro il Presidente della Regione Paolo di Laura Frattura, i sindaci di Isernia Luigi Brasiello, e Campobasso Antonio Battista, il vescovo di Campobasso, monsignor Bregantini, il rettore dell’Università del Molise Gianmaria Palmieri, il prefetto di Campobasso Francescopaolo Di Menna.

Per rappresentare i molisani che vivono in altre regioni italiane è presente l’associazione Forche Caudine, presieduta dal dottor Giampiero Castellotti, che da oltre un ventennio mantiene un legame vivo con le terre di origine, organizzando eventi sia sul territorio, che nelle principali città italiane, in primis nella Capitale. Nell’occasione Forche Caudine è rappresentata dalla dottoressa Simonetta D’Onofrio, nata a Roma ma proveniente da Pietrabbondante, e legata all’alto Molise.

Abbiamo raccolto alcune sue dichiarazioni:

“Innanzi tutto vorrei ringraziare l’assessore Petraroia e l’associazione Forche Caudine col presidente Castellotti per l’onore concesso nel rappresentare la componente italiana dei Molisani nel mondo. Spero di poter contribuire attivamente alle iniziative che il Consiglio deciderà di adottare.

Incontrarsi nel Molise con chi ha dovuto spesso affrontare un lungo viaggio, o con chi pur essendo nato in un altro continente continua a sentire il sangue molisano nelle vene, assume un valore significativo. La possibilità di confrontarsi tra noi produce senso di appartenenza, dove il valore delle storie, delle memorie, delle testimonianze rimangono fondamentali nell'interesse di tutti i molisani. Ritengo essenziale il fil rouge instaurato dall'amministrazione regionale, per la condivisione di vicende allo stesso tempo personali e collettive. Un patrimonio del passato che la politica ha l'obbligo di non trascurare e dissipare, per non  privare le nuove generazioni di elementi di cultura fondamentale nell’Italia contemporanea.

Oggi, anche con l'ausilio dei new media e delle nuove tecnologie, come Internet, che hanno accorciato il distacco della «nostalgia», rimane più semplice divulgare materiali adatti a rappresentare la molteplicità e le infinite sfumature che caratterizzano l’attuale condizione di vita, sociale e culturale dei migranti molisani. Recuperare questi valori è la nostra ricchezza che potrà assumere in futuro un ruolo determinante. Incoraggiare con scelte progettuali riconosciute universalmente, può rendere i «Molisani nel mondo» unici. Per questo credo che un’iniziativa incentrata sul riconoscimento delle nostre comunità all’estero, se ben organizzata, possa essere la chiave di volta per accrescere l’identità regionale in ambito nazionale e internazionale".

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Ponte sullo stretto, dagli Stati Generali dell’Export un si all’unanimità

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Oggi la terza e conclusiva giornata. A tirare le fila del dibattito sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Tutti d’accordo per il Ponte sullo Stretto. Dagli Stati Generali dell’Export di Marsala, giunti alla seconda giornata, arriva un appello forte e unanime per realizzare una delle infrastrutture di cui si parla da decenni e che più hanno diviso la politica e l’opinione pubblica.

Dal sottosegretario al Mims Cancelleri al vice presidente della regione Siciliana Armao fino all’ad di Trenitalia Corradi, c’è un’intesa esplicita: il progetto del ponte fra Reggio Calabria e Messina deve essere realizzato nei tempi giusti e con le necessarie compatibilità, ma è necessario

“Il ponte è ineludibile – scandisce Gaetano Armao, che è anche assessore all’economia della giunta Musumeci – ne abbiamo parlato col ministro Giovannini e da questa scelta non si scappa. E’ una infrastruttura strategica, non solo logistica: fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo che uno degli assi previsti dal piano dei trasporti europeo”.

Annuisce e conferma il sottosegretario Giancarlo Cancelleri. Che poi insiste su un punto cruciale per la sfida dell’export: “Il governo deve ascoltare gli imprenditori che lavorano con i mercati esteri, con tavoli di confronto e occasioni di scambio. E se ora c’è l’occasione del Pnrr, è vero anche che non è solo più un tema di fondi o di finanziamenti da far arrivare, ma di come spendere bene questi soldi, con progetti virtuosi”.

“Il nostro sistema delle ferrovie è tra i migliori nel mondo – dice l’ad di Trenitalia Luigi Corradi – e ora con i nostri treni e il nostro know how siamo in Francia, Spagna, Grecia, Gran Bretagna. Portiamo all’estero un pezzo di Italia, anche a bordo del Frecciarossa che presto unirà Milano a Parigi: nelle carrozze ristorante si mangerà italiano!”

Il presidente di Aeroporti di Roma Claudio De Vincenti si sofferma sui giorni difficili di Alitalia-Ita: “Siamo impegnati per facilitare al massimo il passaggio alla nuova Ita, è una crisi difficilissima che si è trascinata per decenni e ora c’è una compagnia nuova, che deve partire nel miglior modo possibile a partire dal 15 ottobre”

“La gestione del dossier Alitalia è frutto di 40 anni di politiche sbagliate – dice Paolo Barletta, investitore e partner imprenditoriale di Chiara Ferragni – ma è una storia che ci fa capire come pubblico e privato devono poter lavorare insieme, per le porte e per l’accoglienza, è un punto fondamentale per un paese come il nostro a forte vocazione turistica”

“La dogana non è solo blocchi e controlli – sostiene il Direttore dell’ADM Marcello Minenna – ma è anche strumento per le aziende. Ad esempio attraverso lo sportello unico doganale o i nostri laboratori chimici: noi siamo una garanzia contro la contraffazione del Made in Italy

Il tema Brexit al centro del dibattito, dalle parole del presidente di Coldiretti Ettore Prandini al fondatore di Eataly Oscar Farinetti nonché nell’intervento del presidente dei Giovani di Confindustria Riccardo Di Stefano: “La nostra associazione svolge diverse attività di supporto alle imprese sulla Brexit: una formazione tecnico specialistica sulle tematiche doganali, per prepararsi ad affrontare tutte le procedure previste dal nuovo assetto delle relazioni fra Ue e Uk; e un vero e proprio “help desk” per le imprese, che finora ha processato oltre 250 richieste di supporto da aziende dei settori agroalimentare, macchinari, piastrelle ecc.”

“Abbiamo voluto lavorare sul tema del movimento, della mobilità di merci e persone – ha detto Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export e ideatore degli Stati Generali – e vogliamo ripetere alle istituzioni e alla politica che gli imprenditori che lavorano con i mercati esteri chiedono una cosa prima di altre: di essere ascoltati”.

Oggi la terza e conclusiva giornata degli Stati Generali dell’Export di Marsala. A tirare le fila del dibattito sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

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Trinitapoli, rubano 7 quintali di uva: due fratelli in manette

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I Carabinieri della Stazione di Trinitapoli hanno dato esecuzione nella mattinata odierna alla misura cautelare della custodia in carcere a carico di C.V., classe ’94, pregiudicato e del fratello C.G., classe ’98, anch’egli pregiudicato. I due malviventi, entrambi residenti a Trinitapoli, sono ritenuti responsabili del reato di furto aggravato. L’articolata attività d’indagine dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire i fatti criminosi commessi dagli arrestati, che hanno poi consentito all’A.G. di emettere il provvedimento di custodia in carcere e agli arresti domiciliari.
I fatti sono riconducibili al mese di luglio scorso, allorquando i due fratelli, dopo essersi introdotti all’interno di un vigneto, in località “Coppa Malva Felice” del comune di Trinitapoli, asportavano sette quintali di uva, dal valore complessivo di euro 800,00 ca., per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura risultata in uso ad uno dei malfattori.
Le immediate indagini consentivano di individuare nei due fratelli gli autori del furto nonché di accertare che l’autovettura usata dagli stessi per caricare la refurtiva ed allontanarsi fosse riconducibile ad uno di essi.
Così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, C.V. è stato tradotto presso il Carcere di Foggia mentre C.G. è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
L’attività investigativa dell’Arma, si inquadra in una più ampia attività di controllo del territorio e di contrasto al deplorevole fenomeno dei furti all’interno delle aziende e dei terreni agricoli.

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Dipendenti pubblici, dal 15 ottobre si torna in presenza

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La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Lo prevede il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Le Pa assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19.

 “Con la firma del presidente del Consiglio decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, sottolinea, – afferma il ministro della Pubblica Amministrazione – si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza”.

“Con successivo decreto ministeriale, aggiunge, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti. Nel frattempo, sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working.

Non pregiudicare i servizi, avere strumenti tecnologici per comunicazioni sicure tra amministrazione e dipendenti come “una piattaforma digitale o un cloud” e piano per lo smaltimento degli arretrati. Sono alcune delle condizioni che saranno indicate nel decreto per il rientro graduale dei dipendenti pubblici in ufficio che sta preparando il ministro Renato Brunetta. Per il ricorso dello smart working nella pubblica amministrazione a partire dal 15 ottobre – e finché non arriveranno le regole con il rinnovo del contratto – si tornerà agli accordi individuali. 

Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile”. Con le regole e con l’organizzazione, conclude – “potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”. 

Su 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 320mila, dunque il 10% dell’intera platea, non sarebbero ancora vaccinati. E’ la stima del governo contenuta nella relazione illustrativa che accompagna il Dpcm. 

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