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I nuovi talenti della musica italiana: Chiara Pilosu

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Vincitrice assoluta del Cantagiro 2015, ha legato il suo nome all’album della manifestazione canora

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di Mario Vito Torosantucci


Chiara Pilosu, è certamente una punta di diamante della nuova generazione canora italiana. Fin da giovanissima ha avuto la vocazione del canto e del campo artistico, dimostrando nelle molteplici manifestazioni a cui ha partecipato, di avere i giusti numeri per emergere prepotentemente. La sua maturazione artistica, costante ed in irrefrenabile crescita, l’ha portata inevitabilmente, ad ottenere numerosi premi ed importanti riconoscimenti.

 

Chiara, a soli diciannove anni, può ritenersi ormai, una veterana del palcoscenico, ma, una sua grande dote, è la ricerca continua dell’originalità e, la forza di volontà nel voler continuare a migliorare attraverso lo studio. Sicura di sé, sceglie con cura il suo sempre aggiornato look, con gusto, sobrietà ed un pizzico di follia, che la rende attraente e simpatica a tutti quelli che la circondano, nonchè al pubblico che la ascolta. La sua bellezza, bionda con occhi azzurri, ed il suo sorriso, bello ed accattivante, ne esaltano, come la stupenda cornice di un quadro, le doti artistiche, proiettandola verso un sicuro successo. Artista completa, coniuga (secondo i principi professionali, che lo staff del Cantagiro insegna attraverso la propria accademia) la sua bellissima voce con il look appropriato, la finezza della gestualità, ed, una performance qualitativa ed interpretativa di altissimo livello. Vincitrice assoluta del Cantagiro 2015, ha legato il suo nome all’album della manifestazione canora, che rappresenta la storia della musica italiana, affiancando il suo nome a quelli dei più famosi miti musicali. Il brano “ UN PEU DE FOLIE “ con cui ha vinto il festival, composto da lei stessa in francese, la rappresenta in tutta la sua poliedricità, e la magica e superba interpretazione, ha ipnotizzato tutti, determinando un successo assoluto. Essere promotori e padrini artistici di questi nuovi talenti della musica italiana, è motivo di grande orgoglio per il patron del Cantagiro Enzo De Carlo, il direttore generale Elvino Echeoni, Giulia De Carlo, Lorenzo Echeoni e tutto lo staff, perché rappresenta il giusto raccolto, frutto di una semina, seria, competente e piena di enormi sacrifici. Auguriamo tutti, a Chiara, una carriera luminosa, come il suo talento merita.


Chiara Pilosu 19 anni, sarda, vive a Budoni in Sardegna, un piccolo paesino affacciato sul mare della costa Nord-Orientale. La sua passione per la musica nasce a circa sette anni, da un progetto delle scuole elementari. Durante l'ora d'inglese per apprendere meglio la lingua, l'insegnante dava da studiare delle canzoni dei Beatles; il sabato era interamente dedicato al canto, alla musica e all'inglese. La scuola metteva in oltre a disposizione degli strumenti musicali come l'armonica, la chitarra e la possibilità di cantare con i microfoni. Chiara sceglie l'armonica, e da lì, iniziò a comprarne tante altre da riempirne una borsa!
Durante il saggio di fine anno le viene proposto di partecipare ad un coro esterno alla scuola e, colta l'occasione, entusiasta, non ha più smesso di cantare e ballare. Contemporaneamente ha frequentato una scuola di ballo sardo (altra sua grande passione) e nuoto agonistico. Dovendo studiare, ha dovuto rinunciare al ballo e al nuoto per poter continuare il percorso musicale. Studia canto dall'età di dieci anni, prima in privato poi in una scuola civica. Per migliorarsi, ha partecipato a molti master organizzati  da maestri di teatro e di accademie importanti d'Italia. Volendosi confrontare con gli altri, ma soprattutto per mettersi alla prova, decide di partecipare a tutti concorsi canori regionali ottenendo grandi soddisfazioni. Nell'agosto 2014, vince il Festival Regionale "Di Mare e D'Azzurro" con il premio "Miglior presenza scenica"; nel settembre dello stesso anno la finale regionale del Cantagiro in Sardegna, e nell'ottobre 2015 raggiunge il traguardo massimo, vincendo il Cantagiro Nazionale a Guidonia Montecelio, con un brano in francese scritto da lei, "Un peu de folie". Nel 2016 vince il Festival Regionale "Di Mare e D'Azzurro" con il premio della critica. E’ stata fin da piccola, una persona un po' esuberante, molto intraprendente e creativa non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello artistico, infatti ha sempre amato tutto ciò che è arte, disegno, pittura etc. etc. Oltre a questo ha sempre avuto la passione per le lingue straniere e la loro letteratura, infatti frequenta il Liceo Linguistico, dove studia Inglese, Francese e Tedesco. Il suo mondo è un po' particolare e un po' "Folle", a volte coloratissimo a volte sui toni del grigio/nero ma sempre con sfumature etniche. Ragazza socievole (forse anche un po' troppo) ed estroversa, anche se a volte questo atteggiamento, può essere scambiato per superficialità, ma basta conoscerla un attimo, per capire, di aver di fronte un’artista molto più matura della propria età.
 

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Salute

Vaccino anti Covid, a gennaio si inizia con personale medico e sanitario e Rsa

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Saranno “202 milioni di dosi di vaccino” anti-Covid quelle disponibili dal primo trimestre 2021; ogni dose, in base alle conoscenze attuali, “ha bisogno di richiamo e non sappiamo di quanto ci sia immunità”. Questo uno dei passaggi – come si apprende da fonti di maggioranza – dell’appunto sul piano vaccini che il ministro della Salute, Roberto Speranza ha illustrato ai Capigruppo della maggioranza nella riunione a Palazzo Chigi, alla presenza anche del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Per primo il vaccino andrà al personale medico e sanitario e Rsa. Per quanto riguarda l’ambito di età prima gli ultra 80 anni poi la fascia 60/70 anni e via via le altre fasce, come lavoratori essenziali, compresa la scuola. In base alle prime informazioni ne piano l’implementazione della rete per monitorare le vaccinazioni con un sistema informativo dedicato, collegato con sistemi regionali. Ma anche un doppio monitoraggio vaccino-vigilanza e sorveglianza immunologica.

Il vaccino anti-Covid dell’azienda Pfizer arriverà “tra il 23 e il 26 gennaio” e le dosi “andranno ai 300 punti individuati, che sono direttamente gli ospedali”. È quanto riferito – come si apprende da fonti di maggioranza – dal ministro della Salute.

“Non far coincidere la terza ondata eventuale con la campagna vaccinale”. È quanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha illustrato ai capigruppo di maggioranza anticipando le linee del Piano Vaccini. Secondo fonti di maggioranza, Speranza avrebbe espresso l’importanza strategica, anche per questo, di flettere la curva epidemiologica. L’obiettivo è quello di non partire con l’obbligo nella campagna vaccinale contro il Covid ma con la persuasione e l’informazione per raggiungere l’immunità di gregge con 40 milioni di italiani.

Le vaccinazioni di massa contro il Covid avverranno utilizzando grandi spazi pubblici, palestre, spazi aperti fiere. È quanto ha illustrato il ministro della Salute Roberto Speranza nella riunione con i capigruppo della maggioranza. La distribuzione del vaccino, hanno reso noto fonti di maggioranza, sarà interamente statale: la gestione sarà centralizzata e il vaccino sarà distribuito secondo decisioni mediche e scientifiche.

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Editoriali

Diego Armando Maradona: la testimonianza toccante di Marina Romano medico personale del “Pibe de oro”

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La notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona è stato un fulmine a ciel sereno per il popolo partenopeo, per chi lo ha conosciuto personalmente e per gli amanti del calcio di tutto il mondo.

Fra le testimonianze toccanti vi è la dichiarazione che ha pubblicato sui social la Dottoressa Marina Romano medico personale del “Pibe de oro” e depositaria di tutto ciò che riguardava la vita del calciatore ed anche di tutti i suoi segreti all’epoca degli anni quando viveva a Napoli.

 La Dottoressa Romano era il medico di quasi tutta la squadra di calcio del Napoli. Il rapporto che li univa negli anni era un rapporto fraterno, di stima e di affetto mai affievolito nonostante Diego non vivesse più nel capoluogo campano.

Ecco cosa scrive la Dottoressa Marina Romano

“Te ne sei andato. È calato il sipario. Fra qualche giorno non si parlerà più di DIEGO e man mano tutto entrerà nell’oblio. Oblio malinconico, ma sempre oblio.

Usciranno tutte le belle notizie della tua eredità e di quanti sciacalli cercheranno di metterci le mani.

Non sono meglio di tutta quella tua famiglia che non ti avrebbe mai dovuto lasciare solo.

Quanti diranno che per “colpa“ tua e dell’assembramento aumenteranno i contagi ( li odio da ora perché non sanno amare )

Da giorni un pensiero mi tortura :

Sei hai avuto un infarto forse non ti sei accorto di morire, ma se hai avuto un edema polmonare allora fratellino sei morto soffocato la peggiore morte, e se qualcuno fosse stato vicino a te forse potevi anche salvarti.

Non mi do pace.

Quante volte mi hai chiamato di notte perché anche un banale mal di pancia ti metteva paura. Tu avevi paura di soffrire, ma quando vedevi i frutti di mare non capivi più niente e ci davi sotto senza limite. Ecco i mal di pancia.

Fra poco verranno fuori i tanti Mughini, Pausini, Cabrini e i tanti avvoltoi ai quali non sembrervero nel buttarti il fango approfittare per criticare l’amore del tuo popolo napoletano.

Fra poco usciranno tanti ignoti amici che si pregieranno di averti conosciuto sperando in un articolo sul giornale per farsi un po’ di pubblicità.

Fra poco usciranno gli Zarathustra del calcio che esprimeranno giudizi cercando di spoetizzarti….

Quante bugie ho sentito in questi giorni, quanta gente ha finto di piangerti nonostante siano fra gli autori della tua disfatta….

Oggi tu li guardi da lassù e forse sorridi anche perché non hai mai saputo portare rancore, perché oggi tu sei meglio di loro e di noi quaggiù.

Tu oggi sei amore puro e sei sicuramente vicino a Nostro Signore perché non hai fatto male a nessuno ma hai solo dato senza chiedere nulla.

Checché ne dicano gli avvoltoi tu sei stato un cristiano puro, andavi in chiesa nel silenzio, quando non ti vedeva nessuno perché tu parlavi con Dio chiedendogli di proteggere i più deboli. Tu lo hai sempre fatto.

Mi manchi Diego.

È terribile non sperare più di rivederti, è terribile sapere che non ci sei più ,ma è meraviglioso sapere che non soffri più e che, in fondo, tu stai molto meglio di noi.”

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Cronaca

Calabria, Sanità. Arriva il prefetto Guido Longo l’uomo che ha arrestato “Sandokan”

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Forse, alla fine, si è pensato che per gestire la sanità calabrese ci fosse bisogno di una persona che in tutta la sua vita abbia incarnato la legalità ed il rispetto massimo della legge. Un “superpoliziotto”, insomma.

E così, alla fine, la scelta è caduta su Guido Nicolò Longo, 67 anni, catanese, una vita trascorsa nell’amministrazione dell’Interno, prima come funzionario, poi come questore ed infine come prefetto.

Incarichi in cui si è sempre distinto per professionalità e rigore contro qualsiasi forma di violazione della legge e del rispetto delle istituzioni.

Il suo ultimo incarico è stato quello di Prefetto di Vibo Valentia, che ha mantenuto fino al 30 maggio del 2018, giorno in cui é andato in pensione. Ma in precedenza era stato questore di Reggio Calabria, Caserta e Palermo. I risultati più brillanti li ha raggiunti, in particolare, come questore di Caserta, incarico durante il quale ha ingaggiato una dura lotta contro il clan dei “casalesi”, con l’arresto, tra l’altro, del capo assoluto del gruppo, Francesco Schiavone, detto “Sandokan”.

Adesso Longo si troverà ad ingaggiare una battaglia ancora più dura, forse la più difficile della sua vita: ricondurre alla legalità ed all’ordine la tanto bistrattata sanità calabrese, terra di conquista e di ruberie da parte di svariati gruppi di potere che l’hanno usata come un vero e proprio “bancomat”.

Basti pensare che le Aziende sanitarie di Reggio Calabria e Catanzaro sono state sciolte per infiltrazioni mafiose, mentre quelle di Vibo Valentia, Cosenza e Crotone sono commissariate per il deficit che hanno accumulato.

Una situazione complessa di fronte alla quale Longo, comunque, non si scoraggia a dimostrazione della determinazione che l’ha sempre caratterizzato. “Ho accettato di fare il Commissario per la Sanità – ha detto nella sua prima dichiarazione dopo la nomina – come atto d’amore verso la Calabria, che é la regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio é anche un dovere istituzionale verso il Governo, che mi ha scelto e che ringrazio”.

Il caso ha voluto che la sua nomina fosse decisa nel giorno in cui Calabria, per quanto riguarda l’incidenza del Covid, é passata dalla zona rossa a quella arancione. Un segnale che, secondo qualcuno, può rappresentare un buon auspicio per il suo lavoro futuro. 

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