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Cronaca

I penalisti di Roma contro il ministro Bonafede per il video di Cesare Battisti postato su Facebook

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La Camera Penale di Roma è pronta a presentare un esposto in relazione al video pubblicato ieri dal profilo Facebook del ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, in cui si riprendono le varie fasi dell’arrivo di Cesare Battisti in Italia comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura della Capitale e quelle relative alle impronte digitali

Il video postato su Facebook dal ministro della giustizia AlfonsoBonafede su Cesare Battisti e “pubblicato sulla rivista online ministeriale purtroppo si aggiunge a quel riferimento al ‘marcire’ che il ministro dell’interno ha più volte espresso in suoi video”. Lo rileva Mauro PalmaGarante dei detenuticonfidando che “si provvederà a rimuovere tali video”. “Frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso un linguaggio estraneo a quello del Costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale”.

Il video ha suscitato tanti commenti negativi: “Il racconto di una giornata che difficilmente dimenticheremo!”, si legge a mo’ di titolo sul video postato.

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Cronaca

Esami maturità: paura per le buste a sorteggio

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Le novità introdotte dalla riforma preoccupano diversi maturandi. In particolare, il fatto di “non sapere con cosa inizierà l’orale, a causa delle buste a sorteggio, contenenti lo spunto da cui partirà l’interrogazione. Ed è per questo – dicono – che sarà difficile organizzare il ripasso”. Anche se quasi uno studente su due spiega di aver avuto qualche anticipazione.

I dati arrivano dai seimila maturandi che hanno partecipato a una websurvey di Skuola.net nell’immediata vigilia dell’inizio degli orali. Più di un terzo, infatti, riporta che nella sua scuola si partirà subito (tra il 24 e il 25 giugno) e una quota simile (circa il 30%) nei giorni immediatamente successivi. Ma quello che interessa di più non sono le tempistiche, sono i contenuti.

E le buste, contenenti lo spunto da cui partirà l’interrogazione, spaventano quasi tutti: quasi 9 ragazzi su 10, tra quelli che hanno partecipato al sondaggio, si dicono preoccupati. La relazione sull’Alternanza scuola lavoro, invece, genera meno grattacapi. Inoltre, su Cittadinanza e Costituzione la metà dei ragazzi non si sente pronta.

Dovevano essere il passaggio più problematico del colloquio e, probabilmente, lo saranno. Le ormai famigerate buste, contenenti lo spunto da cui partirà l’interrogazione, effettivamente spaventano quasi tutti: quasi 9 ragazzi su 10, tra quelli che hanno partecipato al sondaggio, si dicono preoccupati (la metà dei quali veramente tanto, gli altri giusto un po’). I motivi? Sono fondamentalmente due: da un lato non sapere con cosa inizierà l’orale, visto che l’argomento sarà ‘pescato’ dallo studente stesso (lo dice più di 1 su 3); dall’altro non riuscire a ripassare al meglio per assenza di punti di riferimento (anche qui siamo nell’ordine di 1 maturando su 3). La tanto amata tesina aveva infatti il merito di fissare il calcio d’inizio del colloquio in un territorio amico. Poi si poteva sempre arrivare a quello ostile, visto che i commissari avevano (e hanno) la facoltà di chiedere conto di quanto svolto durante il corso dell’ultimo anno. Quella sparuta minoranza (13%) che, invece, non ha paura delle buste è mossa soprattutto da una speranza: molti pensano che, vista la novità, i professori saranno clementi.

Docenti che, in molti casi, hanno già avuto un ruolo determinante. Stiamo parlando, in particolare, dei commissari interni. Perché solo la metà dei ragazzi (52%) ha avuto da parte dei propri insegnanti informazioni precise e puntuali sul funzionamento delle buste. Al 41% sono state date solo alcune indicazioni, al 7% neanche quelle. È forse per questo che in tanti hanno cercato di rimediare: il 38% dei maturandi intervistati riporta che gli sono stati anticipati alcuni spunti inseriti tra quelli a sorpresa, il 10% che gli è stato comunicato l’intero elenco dei contenuti. Ripetendo la stessa dinamica che, fininio all’anno scorso, avveniva con la terza prova.
Per quanto riguarda le tipologie di spunti che vorrebbero pescare la mattina del proprio orale, i ragazzi si orientano in massa (42%) sulle immagini (dipinti, foto, ecc.). Il 32%, invece, preferirebbe trovare un testo, un brano di un’opera letteraria, una poesia. Il 12% vorrebbe partire da un progetto svolto durante l’anno dalla sua classe, l’8% da un documento (grafico, tabella con dati, ecc.); solo il 6% benedirebbe l’uscita di un caso pratico.

Ma, come detto, l’orale 2019 ha altre due novità consistenti: la relazione sull’Alternanza e le domande su Cittadinanza e Costituzione (in pratica ‘educazione civica’). Sul primo aspetto le cose vanno decisamente meglio: 6 ragazzi su 10 ce l’hanno già pronta, il 16% la sta finendo in queste ore, il 12% la deve solo preparare ma ha le idee chiare su come farla. Anche se 1 su 10 rischia di presentarsi a mani vuote perché non sa proprio da dove cominciare. A conti fatti un successo, visto che nella metà dei casi hanno dovuto fare tutto da soli, la scuola non gli ha spiegato come costruirla.

Platea spaccata in due anche su Cittadinanza e Costituzione: il 52% dei maturandi non si sente pronto per niente, avendola affrontata poco durante l’anno; a cui si aggiunge un 30% che è dubbioso, avendola svolta in maniera superficiale. Solo il 18% si sente preparato a rispondere ai quesiti principali. Su questo punto, inoltre, i professori sono stati meno collaborativi: appena il 6% dice di avere in mano il set di domande che farà la commissione, il 22% solamente qualche anticipazione. Nel 72% dei casi, bocche assolutamente cucite.

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Palermo, antimafia: confiscati beni a esponente del clan Santa Maria di Gesù

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PALERMO – Nella mattinata di ieri a Palermo, ad esito di articolata attività investigativa svolta per il contrasto dell’accumulo di beni di illecita provenienza da parte dell’associazione mafiosa Cosa Nostra e con particolare riferimento alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, i Carabinieri del ROS hanno dato esecuzione a un decreto di confisca, emesso, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di PULLARÀ Ignazio nato a San Giuseppe Jato (PA) il 13.04.1946.

Il predetto è esponente di assoluto spessore della famiglia mafiosa di Palermo – Santa Maria di Gesù, di cui in passato è stato anche reggente, ed è oggi detenuto poiché condannato alla pena dell’ergastolo per omicidio.
Lo spiccato profilo criminale di PULLARA’ è emerso anche dal suo coinvolgimento nelle complesse e sanguinose vicende che condussero negli anni ’80 all’eliminazione degli storici capimafia palermitani e dei soggetti a loro vicini e, dunque, all’avvicendarsi al potere della cd. ala corleonese a cui si associarono gli esponenti delle articolazioni mafiose palermitane, i quali trovarono così modo di affermarsi dopo il vuoto di potere derivato dalle cd. guerre di mafia.

In proposito, il provvedimento di confisca ha evidenziato che la pericolosità di PULLARA’ non solo deve certamente individuarsi come risalente ad un’epoca ancor precedente alle prime condotte per cui è stato condannato, ma deve anche ritenersi conservata sia durante lo stato di pluriennale latitanza, cessata ad inizio degli anni ’90, e sia pure nel corso della successiva detenzione, alla luce della documentata e perdurante possibilità di incidere nelle dinamiche economiche del sodalizio mafioso e di vedere tuttora riconosciuto il proprio sostentamento in carcere e quello dei familiari.

Il provvedimento ha riguardato dei beni per un valore complessivo pari a circa 1,6 milioni di euro, comprendenti 3 immobili (dove erano dislocate importanti attività commerciali).
In particolare, gli esiti giudiziari hanno riconosciuto la riconducibilità al detenuto uomo d’onore dei predetti beni, formalmente di proprietà dei fratelli MACALUSO Antonino, nato a Palermo il 01.11.1960, e MACALUSO Salvatore, nato a Palermo il 14.02.1965.

Durante le attività investigative svolte, sono stati puntualmente monitorati, captati e riscontrati i rapporti di frequentazione e i connessi flussi di danaro fra i fratelli MACALUSO e alcuni affiliati alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, tra cui l’uomo d’onore DI MARCO Gaetano, nato a Palermo il 28.07.1950, e PULLARA’ Santi, nato a Palermo il 03.07.1979, figlio di Ignazio e anch’egli condannato per la partecipazione all’associazione mafiosa.

L’analisi dei dati investigativi, derivanti anche da approfondite indagini bancarie, ha consentito di acclarare che MACALUSO Antonino, ricevuti i canoni a lui corrisposti dai locatari degli immobili, procedeva sistematicamente, per il tramite di DI MARCO Gaetano, a farne avere cospicua parte a PULLARA’ Santi.

Quest’ultimo in più occasioni manifestava espressamente sia la destinazione delle somme al padre sia la regia di questi in ordine alle questioni salienti afferenti alla gestione di detti immobili, permettendo di rilevare tipiche manifestazioni dell’animus del proprietario (come l’interesse alla messa a reddito, al mantenimento delle condizione strutturali e del valore, la manifestazione di una possibile volontà di alienare i beni fissandone il prezzo).

Inoltre è stata documentata la preoccupazione di PULLARA’ Santi in ordine all’eventuale concorrenza commerciale di altre grosse aziende impegnate nel settore della distribuzione, intenzionate ad avviare loro attività nei pressi di quelle svolte negli immobili locati.

Del pari, è stata rilevata la ferrea intenzione di PULLARA’ nel pretendere che – a seguito di un incendio dovuto a cause accidentali – uno dei locatari dei magazzini confiscati con l’odierno provvedimento acquistasse l’immobile da lui utilizzato a una cifra altissima e assolutamente fuori mercato, stimata in due milioni di euro.

Le conversazioni intercettate, del resto, hanno chiaramente dimostrato che PULLARA’ Santi – oltre ad amministrare il patrimonio immobiliare intestato ai MACALUSO nell’interesse e per conto del padre – allorquando mosso da autonome idee imprenditoriali da concretizzare nei predetti immobili, si rivolgeva in maniera naturale al contesto mafioso di riferimento.

Infatti, è stato documentato che proprio DI MARCO Gaetano ricordava a PULLARA’ Santi la necessità di chiedere a GRECO Giuseppe, esponente di vertice del sodalizio mafioso di Santa Maria di Gesù, l’autorizzazione per dare corso alle sue iniziative economiche, così come previsto dalle ferree regole di Cosa Nostra per il controllo del tessuto territoriale e imprenditoriale valide anche per gli affiliati.

Infine, grazie alle ampie risultanze investigative, è stato valutato come, a fronte delle ingenti risorse economiche gestite dai PULLARA’ e dell’alto tenore di vita documentato, nessuno degli appartenenti al nucleo familiare abbia mai dichiarato redditi o altre entrate significative.

In tale contesto è dunque risultato evidente che la famiglia PULLARA’ ha potuto contare su risorse di provenienza illecita – ab origine – negli investimenti connessi con l’acquisto dei terreni e con le successive edificazioni degli immobili confiscati, esborsi chiaramente incompatibili con le condizioni economiche rilevabili dai dati ufficiali.

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Palermo, scoperta discarica abusiva in pieno centro

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PALERMO – Ieri i carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nipaaf (nucleo investigativo polizia ambientale agroalimentare e forestale), con la collaborazione dei militari della stazione carabinieri di Ciminna, hanno scoperto una vera e propria discarica abusiva nel centro storico del comune, proprio accanto al cimitero.

All’interno di un’area recintata, estesa poco meno di 1000 mq, i militari hanno trovato rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi: quattro automezzi parzialmente demoliti, varie parti di carrozzeria, pneumatici, materiale ferroso e plastico, recipienti per carburante, sfabbricidi di vario tipo, nonché diversi manufatti in eternit che si presentavano lesionati in più punti.

I militari hanno rintracciato il proprietario, il quale è stato deferito all’autorità giudiziaria per gestione non autorizzata di discarica di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

L’area è stata sottoposta a sequestro e sono in corso verifiche per valutare il danno ambientale.

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