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IL BAMBINO E IL SUO AMICO IMMAGINARIO

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Spesso l’amico immaginario si presenta quando l’ambiente attorno al bambino subisce un cambiamento

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A cura della Dott.ssa Francesca Bertucci, Psicologa dell’età evolutiva– Mediatore familiare

Quante volte ci è capitato di vedere un bambino o nostro figlio parlare o giocare con qualcuno anche se è da solo? Quel qualcuno potrebbe essere il suo amico immaginario, una creazione immaginaria positiva molto comune. È una fase tipica che attraversano molti bambini tra i 3 e gli 8 anni, fascia d’età in cui la capacità di distinguere tra realtà e sogno non è ancora acquisita. È maggiormente frequente in bambini che hanno problemi di tipo emozionale, che hanno subito traumi, che vivono o hanno vissuto situazioni stressanti, l’uso della fantasia è il modo più sano che un bambino possa usare, e che gli adulti spesso invece dimenticano di possedere, per affrontare le proprie ansie e i propri problemi, piccoli o grandi. Spesso l’amico immaginario si presenta quando l’ambiente attorno al bambino subisce un cambiamento o quando per vari motivi il bambino si trova frequentemente da solo. Per un certo periodo di tempo, questi personaggi accompagnano la crescita del bambino, crescendo e maturando anch’essi; può accadere che un compagno immaginario, creato inizialmente per puro e semplice divertimento all’interno di una situazione di gioco simbolico assolva poi altre funzioni, e diventi ad esempio fonte di conforto per il bambino nei momenti difficili o alleato prezioso nella lotta contro le sue paure. Altre volte, invece, può succedere il contrario, e cioè che l’amico, inventato in risposta ad un bisogno emotivo specifico, si riveli poi un compagno di giochi senza rivali, che, oltre ad aiutare, può anche divertire. I bambini creano un compagno di giochi immaginario per portare fuori da se tutte quelle emozioni, tensioni e preoccupazioni che possono far parte della vita di tutti i giorni. Un amico che ci consola e che non rivela a nessuno le nostre preoccupazioni, può essere utile. Il bambino usa la sua immaginazione, non per scappare dalla realtà, ma per riuscire ad affrontarla nel modo migliore.
I compagni immaginari, sia che ci si riferisca a situazioni infantili normali o particolari, svolgono funzioni fondamentali per lo sviluppo della personalità dei bambini che li inventano. Sanno rassicurare, consolare e dare conforto nei momenti difficili del “diventare grandi”; sanno compensare la loro fragilità o i limiti che l’essere piccoli impone. La straordinarietà di questa creazione sta nel fatto che esso assume, nella maggior parte dei casi, più ruoli contemporaneamente, a seconda delle necessità e dei bisogni emotivi del proprio creatore. In certi momenti può essere un compagno di giochi senza rivali, che usa le sue caratteristiche speciali per far vivere al bambino avventure senza fine, in altri può diventare una valvola di sfogo e un consolatore dolce e comprensivo, in altri ancora può ascoltare i dubbi e le preoccupazioni del bambino e rasserenarne l’anima, rassicurandolo. Può essere una fonte di energia inesauribile, quando si è spaventati, il fatto di avere accanto qualcuno più forte e più abile di noi ci fa sentire più sicuri e ci dà il coraggio di affrontare le situazioni difficili.

Come ci si deve comportare?
– Se non vi sentite a vostro agio, nel calarvi in questo gioco, limitatevi ad ignorarlo. E’ preferibile però evitare frasi del tipo: “è una cosa stupida”, “non si può parlare con qualcuno che non esiste”. I bambini sanno perfettamente che i personaggi della fantasia vivono in un’altra dimensione rispetto a quella in cui vivono le persone in carne ed ossa e non si stupiscono affatto se voi non volete entrare nel loro mondo di fantasia.
– Se invece vi sentite di stare al gioco limitatevi a partecipare alle sue fantasie senza voler prendere le redini, razionalizzare il tutto o imporre le vostre regole.
– Se vostro figlio, o figlia, attribuisce le conseguenze delle sue azioni all’amico immaginario, come ad esempio, in una reazione di rabbia colpisce un bicchiere e poi dice: “è stato Paolo a versare l’acqua sul tavolo, non io!”, potete creare una soluzione immaginaria al problema immaginario rispondendo: “allora potete pulire il tavolo tutti e due insieme!”, evitando in questo modo un conflitto, pur considerando il bambino responsabile di ciò che ha fatto.
Inoltre, è importante sapere che l’amico invisibile deve restare tale e con lui tutte le conseguenze delle sue azioni o desideri. Se per esempio, l’amico siede a tavola con noi, avrà posate e piatti invisibili e mangerà un cibo invisibile, sarebbe sbagliato se gli riservassimo uno spazio reale (una sedia e dei piatti) confonderemmo i piani e nostro figlio potrebbe pensare che ci crediamo “veramente”.
Infine, ci dobbiamo preoccupare quando il bambino è talmente coinvolto nel suo rapporto con l’amico o gli amici immaginari da non voler più giocare con i bambini in carne ed ossa. In questo caso può servire l’aiuto di uno psicologo.

Dott.ssa Francesca Bertucci
Psicologa dell’età evolutiva– Mediatore familiare
Cell 3345909764-dott.francescabertucci@cpcr.it 
www.centropsicologiacastelliromani.it 
piazza Salvatore Fagiolo n. 9 00041 ALBANO LAZIALE

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Ambiente

Circeo, bando sui daini: di dimette il presidente del Parco Ricciardi

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Si è dimesso il presidente del Parco nazionale del Circeo, Antonio Ricciardi. Una decisione presa nell’infuriare delle polemiche sui bandi che mandano a morire i daini che abitano la Foresta demaniale del Circeo, dichiarata nel 1977 Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco. L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che contestò immediatamente la scelta dell’amministrazione del parco, torna a chiedere l’annullamento dei bandi ora che l’ente, già senza direttore, ora vede anche le dimissioni del presidente.

«Il Parco nazionale del Circeo con questi bandi, la cui scadenza è stata inoltre prorogata di un mese, non ha mantenuto gli impegni presi solo un anno fa, quando garantiva un piano di contenimento incruento da portare avanti con le sterilizzazioni», spiega il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «La scelta invece è stata quella di assegnare anche ad aziende venatorie e alimentari i daini che catturerà nella Foresta demaniale nell’ambito del Piano gestionale di controllo del daino».

In particolare, il Consiglio direttivo dell’ente un anno fa aveva ribadito che avrebbe attuato “tutte le possibilità, non cruente e senza sparo, iscritte a vario titolo nel Piano per raggiungere l’obiettivo della diminuzione della popolazione di questa specie per ridurre la pressione sul territorio: spostamenti interni ed esterni, verifica su efficacia di sperimentazione farmaci immunocontraccettivi condivisa con organi competenti”.

E invece sono stati pubblicati sul sito web del Parco tre bandi per la cessione degli esemplari che saranno catturati. Gli animali saranno ceduti rispettivamente ad aziende agri-turistico-venatorie dove si pratica la caccia, ad allevamenti a scopo alimentare, e a proprietari di recinti che abbiano le caratteristiche idonee a ospitare gli esemplari a “scopo ornamentale”.

Non solo. È stato reso noto che di recente il Parco ha pubblicato anche un avviso pubblico per la formazione del personale potrà sparare ai daini nella foresta demaniale. Nella premessa si legge: “L’Ente PNC intende formare, nell’ambito del Piano gestionale di controllo del daino, personale di supporto per le operazioni propedeutiche allo screening sanitario della popolazione, nonché quelle di rimozione attiva della popolazione di daino all’interno dell’Area protetta, ai sensi della vigente normativa, da effettuarsi sia tramite cattura in vivo degli animali mediante corral fissi o chiusini mobili, che con la tecnica dell’abbattimento diretto tramite arma da fuoco a canna rigata”.

Ora che il Parco del Circeo resta senza neppure il presidente, faccia un passo indietro e diventi amico degli animali.

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Ambiente

Acilia, da “Serra Madre” l’idea per rilanciare il florovivaismo

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Il florovivaismo come settore strategico sul quale Coldiretti sta lavorando per la sua valorizzazione, attraverso una serie di azioni concrete, che vanno dalla semplificazione burocratica, al potenziamento del comparto fitosanitario, fino all’importanza strategica della corretta informazione ai consumatori sull’origine dei prodotti. Sono solo alcuni dei temi affrontati nel confronto “Dal verde privato alla foresta urbana”, che si è svolto nell’azienda agricola Serra Madre ad Acilia di Stefano Mangiante.

Presenti il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, con il suo vice e presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. Al dibattito ha preso parte anche Romano Magrini, Capo Area Gestione del Personale, Lavoro e Relazioni Sindacali di Coldiretti, Nada Forbici, presidente di Assofloro, Andrea Pellegatta, presidente della Società Italiana di Arboricoltura, ma anche agronomi e tecnici del settore e Massimo Marzoni, presidente di Anaci Lazio.

Ad aprire i lavori è stata Sara Paraluppi, Direttore di Coldiretti Lazio. E proprio Coldiretti Lazio insieme ad Assofloro ha voluto questo confronto che ha tracciato una linea su quanto è stato fatto fino ad ora e fissato gli obiettivi per il futuro.

“L’iniziativa nasce dall’esigenza di Coldiretti Lazio – ha detto il presidente David Granieri – di occuparsi con particolare attenzione dell’attività vivaistica, che è e rimane un’attività agricola. Le esigenze del settore florovivaistico sono anche le nostre e crediamo fortemente nella sua evoluzione, che può vincere una serie di scommesse, come quella della manutenzione urbana. L’amministrazione comunale di Roma Capitale per la prima volta nel dipartimento di manutenzione del verde ha istituito l’albo della multifunzionalità. E dunque le aziende agricole possono lavorare senza bando, ma ad incarico diretto, fino alla soglia di 50 mila euro per le ditte individuali e 250 mila euro per le società. Non è una soluzione, ma è un buon inizio”.

Il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, ricorda poi un altro risultato raggiunto. “Abbiamo lavorato affinché venisse attivata nel bilancio regionale una misura molto importante – prosegue – riferita principalmente alla grande distribuzione, ma anche ai commercianti, che varrà per tutti i vivaisti della regione che avranno un ristoro del 30% per l’acquisto di prodotti Made in Lazio”.

Una misura che segue il solco tracciato da Coldiretti come il bonus ristorazione fortemente voluto dal presidente nazionale, Ettore Prandini.

“Ci tenevo ad essere presente per sottolineare l’impegno che Coldiretti sta mettendo in un settore strategico come è quello florovivaistico – spiega il presidente Ettore Prandini – Abbiamo presentato un piano legato al Recovery Plan per quanto riguarda le piantumazioni di 50 milioni di piante, partendo dalle città metropolitane, fino ad arrivare alle città con un minor numero di residenti. Quello che stiamo chiedendo al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente è di coltivare e produrre le piante in Italia, partendo dalla valorizzazione di quelle autoctone”.

La forma naturale per combattere l’inquinamento è utilizzare il verde come risorsa, ha ricordato il presidente nazionale di Coldiretti, che ha citato anche alcuni studi realizzati sui benefici che le piantumazioni possono apportare in termini positivi per l’abbattimento delle temperature nel periodo estivo, fino ad arrivare all’abbassamento di tre gradi e dunque ad un maggior risparmio energetico. Stessa cosa per il periodo invernale.

“Dobbiamo fare ancora tantissimo per il florovivaismo – ha aggiunto Prandini – siamo solo all’inizio di un percorso che comunque ci ha portato ad ottenere dei risultati notevoli che vanno dal bonus verde, alla defiscalizzazione, alla decontribuzione e a tutto quello che concerne le figure professionali o il lavoro che si sta facendo in Europa anche su temi più vasti. Una delle cose che vorremmo cercare di attuare è una maggior valorizzazione dei certificati sulle attività inquinanti”.

E sull’importanza delle figure professionali è intervenuta anche Nada Forbici, presidente di Assofloro. “Gli alberi cadono spesso a causa dell’incuria – spiega – ecco perché bisogna avere figure all’altezza di curarli. Qualche anno fa abbiamo intrapreso un lungo percorso per il riconoscimento giuridico del manutentore del verde. Questo ha fatto si che nel collegato agricolo 2016, fosse scritto l’art 12, che determina quali sono i parametri tecnici per ricoprire questo ruolo professionale. Da quel momento non ci si può improvvisare manutentore del verde”.

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Cronaca

Applausi per Mattarella e Zingaretti al centro vaccinale dell’EUR “Nuvola di Fuksas”

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Visita in mattinata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al centro vaccinale allestito alla Nuvola di Fuksas all’Eur. Ad accompagnare il Capo dello Stato nella visita di circa mezz’ora è stato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. 

Mattarella ha visitato la sala d’attesa, la sala del Triage, quella per la somministrazione dei vaccini, per l’attesa post-vaccinale e, infine, lo spazio dedicato al rilascio del certificato vaccinale.

Presenti oltre a Zingaretti, a Fuksas e alla moglie Doriana, anche l’ad di Eur Spa Antonio Rosati, l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, il dg dell’As Rm2 Fori Degrassi. Il presidente Mattarella si è complimentato per l’organizzazione e l’efficienza del centro.

Mattarella, al termine della visita all’hub vaccinale, mentre si stavano effettuando alcune vaccinazioni è stato applaudito da lavoratori e cittadini presenti. Il capo dello Stato, a quanto riferisce chi era presente, ha rivolto diverse domande sul funzionamento della struttura e ha salutato da lontano i presenti rivolgendo un messaggio di speranza: “Teniamo duro, ce la faremo”.

“Oggi abbiamo accolto il Presidente Mattarella alla Nuvola di Fuksas che ospita uno dei più grandi centri per somministrare i vaccini anti Covid in Italia. Lo ringrazio per questo atto di sensibilità e vicinanza verso le operatrici e gli operatrici della sanità del Lazio impegnati nella grande campagna vaccinale in questo luogo simbolo dell’Italia, dove si può arrivare fino a 4 mila somministrazioni al giorno. Con gli altri centri vaccinali è una vera fabbrica della speranza”. Così il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

“Il Lazio è rimasto in zona gialla e questo è importante per la nostra economia, ma continuiamo a tenera alta la guardia e a rispettare le regole. La campagna vaccinale va avanti, liberiamo l’Italia dal Covid per tornare a vivere”. Così il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Zingaretti questo pomeriggio inaugurerà un altro centro vaccinale con il ministro della Salute Roberto Speranza alla stazione Termini di Roma.

Scotti: ‘Solo 10 vaccini per medico a settimana. Ritardi regioni’  – Solo 10 dosi di vaccino anti-Covid a settimana: sono quelle al momento disponibili per ogni medico di famiglia nelle regioni in cui si è avviato il coinvolgimento dei camici bianchi nella campagna di vaccinazione. Lo spiega all’ANSA il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti, precisando che sono ancora poche le regioni partite con la vaccinazione negli studi o asl sulla base di accordi territoriali. In questa prima settimana, “stimiamo in circa 100mila le dosi arrivate ai medici nelle regioni partite. Un numero ancora scarso, mentre va sottolineato il ritardo di varie regioni”, afferma.

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