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Frosinone

IL COSTUME CIOCIARO E LA LETTERATURA EUROPEA: ECCO DUE SUCCESSI MONDIALI "GRAZIELLA" E "SENZA FAMIGLIA"

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I due romanzi hanno avuto fino ad oggi centinaia di edizioni, di traduzioni, di riduzioni audiovisive ed altro ancora

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di Michele Santulli

Tra i romanzi più letti e più amati si registrano regolarmente ‘Senza Famiglia’  e ‘Graziella’  di successo strepitoso alla loro epoca e ancora oggi, in tutto il mondo. Nell’Ottocento non ci furono in Francia solo i romanzi di Victor Hugo o di Flaubert o di Emile Zola o di Dumas ad arricchire ed anche a marcare la letteratura  europea: specie nella seconda metà del secolo i lettori ebbero la ventura di assaporare anche altri mondi e modi  di  raccontare le vicende umane e mi riferisco in particolare a due di essi, di enorme successo, in ogni epoca. Uno  è ‘Graziella’ -questo il titolo originario- di Alphonse de Lamartine pubblicato nel 1852: è per certi versi l’autobiografia dell’artista stesso vissuto per molti anni a Napoli come rappresentante diplomatico: vi si narra l’inebriamento sentimentale di un giovane straniero per la figlia di un povero pescatore dell’isola incantata di Procida e il nome della ragazza è appunto Graziella. Il successo del libro fu tale che nel corso degli anni ebbe centinaia di edizioni e altresì fu tradotto in quasi tutte le lingue parlate, più tardi fu ridotto in versioni cinematografiche, televisive, fumetti, e oggi su altri sistemi di diffusione, ovunque, fa parte dei classici irrinunciabili.

Successo mondiale all’epoca ed anche oggi ancora maggiori di ‘Graziella’, fu un romanzo avente per protagonista una delle figure più tragiche e terribili della umanità, la prova evidente quasi di regola, della violenza e della prevaricazione, della miseria e del sopruso e cioè i figli illegittimi, i senza genitori, i figli di nessuno: a Napoli, i figli della madonna; in Toscana, gli Innocenti, una delle macchie imperdonabili che accompagnano la esistenza dell’uomo, da sempre.

E’ intitolato ‘Sans Famille’, in Italiano ’Senza Famiglia’, in Inglese e in Tedesco ’Figlio di nessuno’. L’autore è Hector Malot, famoso per i suoi libri sull’infanzia nella letteratura e questo ne fu  il capolavoro: narra le vicende di  un bimbo figlio di nessuno, Remi, il quale quando comincia a capire il proprio stato, e dopo essere passato di mano in mano affidato o venduto, si propone e determina di ritrovare la genitrice. E il libro narra tutte le vicende e peripezie che portano a tale conclusione.
I suddetti due monumenti della letteratura europea, ‘Graziella’ e ‘Senza famiglia’,  avrebbero meritato, si dirà, uno studio e una indagine appropriati atti a condurre  a risultanze e conclusioni più stimolanti ma noi lasciamo al lettore tale incombenza poiché qui è altrettanto gratificante e significativo scoprire il ruolo giuocato dal costume ciociaro in questi due celebri monumenti della Letteratura. E si dirà: ma come è mai possibile, che cosa c’entra il costume ciociaro con Graziella e con Remi? Abbiamo invece ancora una volta la riprova evidente che il personaggio in costume ciociaro, e la rispettiva iconografia, era veramente un componente significativo  e consolidato dell’arte occidentale, era cioè divenuto un topos, un elemento distintivo e noto, era il costume al quale solamente si poteva far riferimento quando si parlava o scriveva o dipingeva o componeva,  professionalmente, di certe tematiche quali  il brigante, il pifferaro, lo zampognaro, il pastore  o il pecoraio, il modello o la modella di artista, il contadino che incarnava l’Italia intera e talvolta anche l’Europa, l’artista girovago, l’emigrante, l’organettaro  e molto altro. E la fantasia dell’artista pittore è questo che ha visto.  

I due romanzi come detto hanno avuto fino ad oggi centinaia di edizioni, di traduzioni, di riduzioni audiovisive ed altro ancora,  quindi non pochi editori si sono distinti  ad illustrare queste vicende interpretando i personaggi nel modo più diversificato: quello più ricorrente ed anche più consolidato e familiare al lettore è appunto il personaggio ciociaro nel suo costume unico e tipico! E qui vogliamo evidenziare quelle che a nostro avviso  sono state le edizioni più celebrate e di successo dei due romanzi. Per quanto riguarda  ‘Senza Famiglia’ l’edizione del 1895 illustrata da Emile Bayard  notissimo artista dell’epoca, in cui le immagini dei personaggi sono state rese in maniera magistrale ed attenta e dove l’artista ha prestato particolare attenzione a certi elementi del vestiario, soprattutto la resa inappuntabile delle cioce. La copertina invece si riferisce ad una edizione del ‘900 pur con ciociari. Mentre per quanto riguarda ‘Graziella’ si impone a mio avviso in maniera perfino prorompente l’edizione del 1927, la prima, che ci mette sotto gli occhi gli acquarelli magistrali di Umberto Brunelleschi che ha inteso addirittura ciociarizzare al meglio la immagine dei personaggi del romanzo come da lui interpretati. Alla sua epoca Umberto Brunelleschi era ritenuto l’artista illustratore, decoratore, ritrattista più di successo della Francia, lo stesso Emile Bayard nell’ottocento. 
 

Cronaca

Sora, si scaglia contro i Carabinieri armato di martello dopo aver tentato una rapina in abitazione

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SORA (FR) – Arrestato D.I., 19enne, originario della  Costa D’avorio, in Italia senza fissa dimora, con numerosi precedenti per rapina, furto (almeno altri 6 in Roma in danno di autovetture parcheggiate), atti osceni in prossimita’ di minori, violazione delle misure di contenimento Covid, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorita’, danneggiamento e lesioni personali, perché resosi responsabile di “tentato furto in abitazione” e “resistenza e violenza a P.U.”.

Erano da poco passae le 23.00 di ieri, quando alla locale Centrale operativa dei Carabinieri arrivava il segnale di allarme di un’abitazione di Sora, collegato con il centralino dell’Arma.

Allertati ed immediatamente giunti sul posto, gli operanti notavano nel giardino della casa un ragazzo di colore, armato di martello, che stava tentando di dileguarsi. Il reo per assicurarsi la fuga si scagliava contro i due militari intervenuti, colpendo al braccio uno dei due che riportava lievi lesioni, venendo dopo poco bloccato, mentre il martello veniva sottoposto a sequestro.

Gli ulteriori accertamenti facevano emergere che il prevenuto, dopo aver infranto il vetro dell’abitazione ed avervi fatto irruzione, veniva messo in fuga dalle urla dei due anziani proprietari prima che potesse porre in atto ulteriori intenti criminosi. Inoltre, con stupore, si rilevava che l’uomo era lo stesso tratto in arresto il 13 gennaio scorso, quando si era reso responsabile del furto di 20 stecche di sigarette in un esercizio di Broccostella e successivamente aveva tentato il furto di un furgone, reati che gli sono costati la condanna in direttissima ad un anno di reclusione (con pena sospesa) e la multa di euro 600.

Al termine delle formalita’ di rito, quindi, l’uomo veniva tratto in arresto e trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo da tenersi presso il Tribunale di Cassino.

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Cronaca

Formia – Cassino: al via lavori sulla super strada. Buche come crateri e sicurezza assente da anni

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Il tratto formiano della cosiddetta Super strada Formia – Cassino (variante S.S. 7 Appia Formia Garigliano) di proprietà dell’ANAS, la cui pavimentazione è divenuta accidentata e disconnessa da anni, finalmente avrà a breve una nuova pavimentazione.
L’Amministrazione Villa esprime con soddisfazione la risoluzione di un problema che si trascina da molto tempo. Infatti fin dal momento del suo insediamento quest’Amministrazione ha costantemente sollecitato l’ANAS nel porre rimedio a tale critica situazione, al limite della sicurezza.
La conferma dell’inizio delle attività è la consegna del cantiere avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’ANAS.
Vista l’ampiezza dell’intervento, durante l’esecuzione dei lavori la circolazione stradale sarà regolamentata con senso unico alternato.
Nei prossimi giorni, sarà diffuso il programma degli interventi e i tratti interessati.

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Cronaca

Frosinone, infortuni sul lavoro da Covid. Tarquini(Uil): “In dieci mesi quasi duecento casi”

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FROSINONE – “In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l’angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno”. Lo dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.

“Dall’elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell’anno – spiega Tarquini – constatiamo che dopo Roma con 2367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità”.

“In termini percentuali – aggiunge l’esponente sindacale – i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all’Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti”.

“La pandemia – conclude Tarquini – ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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