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Il giornalista Paolo Borrometi cittadino onorario di Bracciano, il Sindaco Armando Tondinelli: “Un esempio da seguire”

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BRACCIANO (RM) – Paolo Borrometi sarà presto a Bracciano per ritirare simbolicamente un riconoscimento che gli è stato concesso dall’amministrazione di Armando Tondinelli: la cittadinanza onoraria di Bracciano.

La decisione è stata presa in quanto Borrometi “Rappresenta – si legge nel testo firmato dal Sindaco Armando Tondinelli – in un mondo sempre più dominato dall’individualismo e dall’egoismo, un esempio a cui guardare non soltanto come modello di giornalismo libero e indipendente ma anche come ad un cittadino dotato di profondo senso di giustizia”.

Il giornalista Paolo Borrometi, originario della provincia di Ragusa, vive sotto scorta dall’agosto del 2014 a causa delle continue minacce da parte di Cosa nostra. E’ finito nel mirino dei boss per le sue inchieste “scomode”.

Il Sindaco Armando Tondinelli ha voluto fortemente che Borrometi diventasse cittadino onorario di Bracciano affinché il suo esempio sia una virtuosa e positiva sollecitazione per la città di Bracciano che si ispiria ai più alti principi di legalità e giustizia: “Laddove esistono persone che come Borrometi – ha detto Tondinelli – sacrificano la loro libertà personale nel nome della legalità e dell’interesse collettivo di perseguire verità e giustizia, dev’esserci dall’altra parte una società pronta a riconoscere questo impegno civico a farne tesoro ed ispirarsi ad esso. Ecco perché ho voluto fare dono della cittadinanza onoraria al giornalista Paolo Borrometi. Ci siamo sentiti telefonicamente e presto sarà a Bracciano per condividere con la cittadinanza questo momento importante. Borrometi è un nostro concittadino adesso e gli riserveremo una calorosa accoglienza”.

Nelle motivazioni della concessione della cittadinanza si legge: “Per l’elevato senso civico dimostrato sfidando le mafie in nome della verità e della giustizia, contribuendo, con le proprie inchieste, a portare alla luce gravi reati legati alle organizzazioni mafiose e diventando così un esempio da seguire sia come giornalista che, soprattutto, come uomo e cittadino”.

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Costume e Società

Marsala, carnevale 2020: tornano le sfilate di carri e maschere

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MARSALA (TP) – La città di Marsala dopo l’apprezzamento per l’edizione 2019 del “Carnevale a Marsala”, quale momento di aggregazione sociale e con notevole partecipazione di cittadini, l’Amministrazione Di Girolamo organizzerà dal 23 al 25 Febbraio prossimo una nuova “Sfilata di Carri allegorici e Gruppi in Maschera”.

A tal fine, il settore Attività Culturali diretto da Giuseppe Fazio ha pubblicato un avviso per consentire la partecipazione alla realizzazione dell’iniziativa ad Associazioni, Enti, Comitati, etc., senza fini di lucro ed ovunque residenti. Il termine entro il quale inviare l’istanza di partecipazione è fissato per il prossimo 4 Febbraio.

Il programma del “Carnevale 2020”

due le sfilate di Carri e Maschere – il 23 e il 25 Febbraio – con partenza da Piazza del Popolo (ore 16:30), per poi proseguire lungo la Via Mazzini, rotazione attorno a Piazza Francesco Pizzo e ritorno sullo stesso percorso (ore 20.30 circa). Lunedì 24, invece, il programma prevede la sosta dei Carri nel piazzale del Monumento ai Mille, con balletti e gruppi in maschera che si esibiranno a partire dalle ore 16:30.

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Da Google 3 app per ridurre la dipendenza da smartphone

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Google ha lanciato tre nuove applicazioni pensate per far usare di meno lo smartphone, favorendo il digital detox e quindi di conseguenza riducendo la dipendenza da cellulari. Due di queste particolari applicazioni puntano a rendere gli utenti più consapevoli del tempo che trascorrono con il telefonino in mano, mentre la terza offre un aiuto pratico per disintossicarsi dal “morbo del cellulare”. Proprio quest’ultima si chiama Envelope e propone degli involucri per avvolgere lo smartphone. In pratica consiste in alcuni Pdf contenenti le cover di carta che l’utente può stampare e avvolgere intorno al telefono, così da limitarne le funzionalità. Una cover consente soltanto di fare telefonate, mentre un’altra lascia abilitata solo la fotocamera. Un approccio più morbido è rappresentato dalle app Screen Stopwatch e Activity Bubbles. La prima lanciata da Google consiste in una schermata che tiene a caratteri cubitali il conto delle ore, minuti e secondi che trascorriamo con lo smartphone in mano. Activity Bubbles ha un funzionamento simile: ogni volta che si sblocca lo schermo del dispositivo, la schermata mostra una bolla in più, che diventa tanto più grande quanto più lunga è la sessione d’uso dello smartphone. Le tre app fanno parte della Digital Wellbeing Initiative, l’iniziativa per il benessere digitale che Google definisce come “una raccolta di idee e strumenti per aiutare le persone a trovare un equilibrio migliore con la tecnologia”. Con questa mossa Google vuole dare il suo apporto a quella che di fatto sta diventando una patologia che colpisce sia le nuove generazioni che le persone più avanti con l’età. E’ bene ricordare infatti che un utilizzo più sano ed oculato degli smartphone migliora la qualità della vita e soprattutto può evitare rischi per la salute delle persone. L’iniziativa di Google quindi rappresenta a tutti gli effetti un primo passo, da parte di un colosso del web, per ridurre drasticamente la dipendenza da cellulare. C’è da sperare che tale idea sia d’esempio per tutti.

F.P.L.

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Cultura e Spettacoli

Roma, Auditorium Parco della Musica: oggi il concerto della memoria

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Giovedì 23 gennaio 2020, Auditorium Parco della Musica, ore 20.30 – Ingresso gratuito

Dalla cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, la storia di Israel è segnata dalle peregrinazioni e dalla nostalgia per il Paradiso perduto. Dalla deportazione Babilonese, alla schiavitù in Egitto, dalla espulsione dalla Spagna nel 1492, fino alla fuga dai pogrom e dalle guerre nel Novecento, la condizione di esilio e sradicamento ha segnato nel profondo l’identità del Popolo ebraico, accompagnandone la storia.

Il 7° Concerto della Memoria, “Là dove giace il cuore. Note e parole d’esilio”, si impegna ad illuminare e far risuonare, attraverso la parola e la musica, l’esperienza di tutti coloro i quali ieri e oggi, ebrei e non, hanno condiviso il medesimo destino di separazione, allontanamento e abbandono della propria identità: ebrei askenaziti e sefarditi, armeni, africani deportati come schiavi, italiani e irlandesi imbarcatisi in un passato recente in cerca di fortuna, profughi contemporanei respinti alla frontiera o separati dai figli.

Là dove giace il cuore: note e parole d’esilio

Si può a lungo discutere su che cosa sia l’esilio” – spiega Viviana Kasam, ideatrice del concerto – “Essere deportati, tratti in schiavitù? Scappare dalla guerra e dalla persecuzione? Lasciarsi famiglia e casa alle spalle per cercare di sfuggire a un destino di miseria e sradicarsi lontano? Nella mia visione, quello che conta è che la condizione di esiliato è comunque simile per tutti, e lo testimoniano sia le canzoni sia i testi che ho raccolto, con la preziosa collaborazione dello scrittore Edmund De Waal (“Una eredità di ambra e avorio”, 2011), che ha recentemente creato la “Biblioteca dell’esilio – Psalm”. Sono parole di scrittori e di poeti di origini diversissime, da Dante e Foscolo, a Neruda e Nabokov, a Jabès e Hanna Arendt, da Miriam Makeba al poeta armeno Yeghishe Charents, uniti dall’esperienza di sradicamento e perdita di identità”.

“‘L’esilio è qualcosa di singolarmente avvincente a pensarsi, ma terribile a viversi – spiega Marilena Citelli Francese, co-ideatrice dell’iniziativa – È una crepa che si impone con la forza degli eventi e che si insinua tra l’essere umano e il posto in cui è nato. Non dimentichiamo che le conquiste di un esule sono costantemente minate dalla perdita di qualcosa che si è lasciato per sempre alle spalle. e molte volte, per fortuna, diventa testimonianza attiva. La nostra storia è frutto di esili ma l’apice viene raggiunto nel secolo scorso macchiato dal sangue di due guerre mondiali e dalla vergogna delle leggi razziali. Partiamo da questa sofferenza condivisa per coinvolgere un pubblico più ampio a riflettere affinché il concerto diventi un messaggio di dialogo fra popoli e religioni”.

I testi selezionati saranno letti da Manuela Kustermann e Alessandro Haber, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.Un cast di interpreti internazionali farà rivivere le canzoni composte da musicisti esiliati in epoche e Paesi diversi. Protagonista per il terzo anno del Concerto della Memoria, Cristina Zavalloni, accompagnata dall’ensemble di solisti jazz Lagerkapelle (Vince Abbracciante, Giuseppe Bassi, Seby Burgio, Andrea Campanella, Gaetano Partipilo, Giovanni Scasciamacchia). Le guest stars sono Raiz, protagonista della scena musicale partenopea e interprete della pellicola di John Turturro “Passione” e, dall’Armenia, Gevorg Dabaghyan, considerato uno dei massimi suonatori di duduk, lo strumento nazionale armeno, che farà rivivere la voce del genocidio del suo popolo attraverso le note di Padre Komitas, compositore ed eroe nazionale che trascrisse, salvandole dall’oblio, le musiche tradizionali.

Da Toronto arriva per la prima volta a Roma l’ARC Ensemble (Artists of The Royal Conservatory), tre volte nominato per il Grammy Award e specializzato nella ricerca e nel recupero delle opere di compositori ebrei che fuggirono dalla Germania nazista. Per il Concerto della Memoria l’ARC Ensemble eseguirà brani sinfonici di Walter Kaufman (“String Quartet n°11 – Finale”) e Julius Chajes (“Palestinian (Hebrew) Suite”), edi Michael Csanyi Wills “The Last Letter, una canzone composta sul testo della lettera-testamento che sua nonna scrisse per incoraggiare figli e nipoti a lasciare l’Ungheria. Il Coro delle Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretto da Piero Monti, aprirà il concerto con “Và pensiero”, una delle pagine più celebri della storia della musica, paradigma di tutti gli esili. Canti sefarditi (“La Roza enflorence”), afroamericani (“I Be So Glad… When The Sun Goes Down”, “Homeland”), armeni (“Dle Yaman”), italiani (“Ma se ghe pensu”, “Lacreme napulitane”) rievocheranno la condizione dello sradicamento, della nostalgia, della speranza, sentimenti comuni a tutti gli esiliati.

L’Unione delle Comunità ebraiche promuove per il settimo anno il Concerto della Memoria, con l’obiettivo di maturare senso di appartenenza e responsabilità attraverso la dimensione della musica e dell’arte teatrale” – dichiara Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane –“Il tema dell’esilio, una delle conseguenze meno esplorate della Shoah, vuole generare nei giovani che hanno il privilegio di vivere in tempo di pace e di attraversare l’Europa per libera scelta, la consapevolezza su quanto accaduto ai nostri avi nei secoli. E ripercorrendo le vicissitudini storiche del popolo di Israel, desideriamo stimolare la riflessione su uno dei temi più attuali e più drammatici del mondo contemporaneo”.

Ad arricchire il programma è anche la partecipazione della giovane contralto Nathalie Coppola – cantante italiana di origine haitiane, che canterà Homeland di Miriam Makeba con il coro delle Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – e quella straordinaria di Daniela Ayala e Pasquale Di Simone, ballerini di tango noti per la partecipazione a Ballando con le stelle.

Il concerto è organizzato da BrainCircleItalia, Musadoc, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Euro Forum, con il contributo di Mediocredito Centrale, Salini Impregilo, Acea e Lundbeck Italia; con il sostegno dell’Ambasciata del Canada, dell’Ambasciata della Svizzera e di Gomitolorosa; con la media partnership di Rai Cultura.

Il cast

Voce solista: Cristina Zavalloni

Guest Stars:  Raiz e Gevorg Dabaghyan

Narratori: Manuela Kustermann e Alessandro Haber

Lagerkapelle: Vince Abbracciante (fisarmonica), Giuseppe Bassi (contrabasso), Seby Burgio (pianoforte), Andrea Campanella (clarinetto), Gaetano Partipilo (sax), Giovanni Scasciamacchia (batteria)

ARC Ensamble – The Royal Conservatory of Music, Toronto

Coro delle Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretto dal maestro Piero Monti

Regia: Angelo Bucarelli

Direzione musicale: Cristina Zavalloni e Giuseppe Bassi

Arrangiamenti: Giuseppe Bassi, Vince Abbracciante e Seby Burgio

Direzione artistica: Michelangelo Busco

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