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Economia e Finanza

IL MERCATO AZIONARIO SARÀ L'ASSET MENO RISCHIOSO DEL 2016

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Tempo di lettura 2 minuti Il 2016 sarà un anno importante per le azioni.

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Redazione

Si dice che l'economia non è affatto roba per tutti. Parole come azioni e asset non sono certo utilizzate nella quotidianità in maniera molto diffusa. Si tratti di termini tecnici, che vengono compresi solo da chi è davvero esperto in materia. Ma, mettendoci un po' di impegno, forse, non è poi così difficile. Un'azione, nel mondo della finanza, è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società per azioni e il possessore è detto azionista. Asset è un termine inglese traducibile in italiano con il termine cespite, o anche con attività (reale, materiale o immateriale, oppure finanziaria). Il termine è usato per indicare i valori materiali e immateriali facenti capo ad una proprietà. Nello stato patrimoniale coincidono con le attività.

Ovviamente, se si vuole investire in azioni è necessario sapere alcune cose. E' possibile comprarne di ogni tipologia, ma la scelta è limitata dall'offerta e questo perché, innanzitutto, occorre essere al corrente  delle opportunità che offre il mercato e sapere quali siano effettivamente alla ricerca di nuovi azionisti. Inoltre è importante compiere studi sull'andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo per cercare di prevederne le tendenze future. Infine, sarebbe intelligente investire in più titoli, evitando così di subire i rischi legati ad una singola azienda ed essendo legati invece al trend dell'intero settore, molto più facile da analizzare. Appare opportuno sottolineare che, secondo le previsioni, il mercato azionario sarà l'asset meno rischioso del 2016. Perché? Proviamo a scoprirlo.

Il tutto dipende dal differenziale tra dividendi azionari,
che non sono altro che tutti quelli utili che vengono distribuiti da una società ai suoi azionisti. e cedole dei titoli di stato. Questo, nel linguaggio tecnico, viene definito “premio al rischio” e non è mai stato così alto nella zona euro. Questo, stando alle parole degli esperti, favorisce il mercato azionario. Perché? Semplice. La BCE continuerà a comprare titoli di stato, immetterà liquidità sul mercato e ciò porterà ad un congelamento della curva dei tassi, abbassando i pericoli ed aumentando la sicurezza. E poi c'è l'ottimismo degli investitori istituzionali, di cui non si può non tenere conto. Anche se essi sono un po' preoccupati per la volatilità del mercato, la cui causa, a parer loro, è costituita dalle politiche globali. Aumenterà, inoltre, il peso degli investimenti alternativi e l'utilizzo di strategie a rendimento assoluto. Ma, parlando di azionariato, un occhio andrà dato a tutti quei mercati emergenti, destinati a crescere e divenire sempre più importanti.

Insomma, per concludere, si può dire che investire conviene e il 2016 sarà un anno importante per le azioni.
Senza alcun dubbio però lo si deve fare in maniera intelligente, razionale, cosciente, non sprovveduta e folle. Non va assolutamente dimenticato che gli squali pronti a prosciugare il conto in banca sono sempre dietro l'angolo. Occorre leggere, informarsi, capire, analizzare e studiare. A volte, sta anche semplicemente tutta qui la differenza tra un grande successo e un doloroso e pesante fallimento. Perché forse l'economia, sotto certi aspetti, non è poi così difficile come si crede e si pensa.
 

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Economia e Finanza

Covid, in arrivo ristori per i settori chiusi dal governo. Sostegni anche per il turismo

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I ristori andranno “ai settori chiusi dai provvedimenti del governo” per l’emergenza Covid. Lo prevede, secondo quanto annuncia la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore, il prossimo decreto legge. A beneficiare degli aiuti, “a fondo perduto e a forfait”, saranno quindi, precisa, “sale da ballo, discoteche, ma anche sport e cinema e più in generale il settore spettacolo, che hanno avuto una riduzione significativa di entrate”.

In gioco almeno un miliardo di euro – La sottosegretaria illustra al “Messaggero” il piano del governo per gli aiuti, spiegando che “c’è uno spazio certo di un miliardo, al netto della questione caro-bollette. Ma credo che alla fine sarà di più”. L’intervento messo in cantiere riguarda, aggiunge Sartore, i primi tre mesi dell’anno.

Aiuti anche al turismo – “Per lo sport è stata decisa una minore capienza – continua -. I cinema e i teatri sono aperti ma sono oggettivamente in sofferenza”. Le misure di sostegno riguarderanno anche il turismo per cui, chiarisce, “già con l’ultima manovra è stato stanziato un fondo di 150 milioni di euro”.

Mogol chiede nuovi aiuti per lo spettacolo – Un appello “per l’urgentissima adozione di nuovi provvedimenti di sostegno economico” a favore di autori, artisti e lavoratori dello spettacolo è quello rivolto dal presidente della Siae, Giulio Rapetti Mogol, al premier Mario Draghi e al ministro della Cultura Dario Franceschini, alla luce della nuova ondata di contagi che sta mettendo a dura prova un settore che ha già pagato un prezzo altissimo durante l’emergenza sanitaria. “Gli eventi di musica, cinema e spettacolo, fonte di felicità per gli italiani, non possono più aspettare”, è l’allarme lanciato.

Ammortizzatori – Riguardo alla richiesta, da parte di alcuni settori, della proroga della Cassa Covid, la sottosegretaria spiega: “Dal primo gennaio è entrata in vigore la riforma degli ammortizzatori sociali. Anche le piccole imprese hanno 13 settimane di Cig da utilizzare”. Ancora in fase di valutazione però il rifinanziamento della Cassa Covid, come chiesto dai sindacati.

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Costume e Società

Flormart, nel 2022 la fiera del florovivaismo torna alla sua data tradizionale di settembre

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La decisione presa per assicurare la presenza dei buyer internazionali – Convegno fisico e digitale il 9 febbraio 2022 a Padova sulle principali tematiche del comparto

PADOVA – La 71° edizione di Flormart, storica fiera internazionale del florovivaismo, del verde e del paesaggio, si terrà a Padova nelle sue date tradizionali dal 21 al 23 settembre 2022, cancellando la Special Edition prevista dal 9 all’11 febbraio 2022.

La decisione è stata presa dagli organizzatori per garantire la presenza di buyer internazionali, attualmente messa in forse dal permanere dell’emergenza pandemica e per assicurare la massima sicurezza sanitaria a espositori e visitatori. Flormart ha già attivato, anche in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, un programma per favorire l’incoming di operatori top del settore provenienti da Europa centrale, Europa dell’est, Paesi del Medio Oriente e dell’area mediterranea.

Nella road map che porterà all’inaugurazione della fiera a settembre, data storica di Flormart, si inseriranno varie iniziative, la prima un convegno phygital che si terrà in Fiera a Padova il 9 febbraio 2022, alla presenza dei principali attori del comparto. Temi principali del convegno saranno l’importanza del florovivaismo e del verde per la transizione ecologica, l’inserimento del settore nel PNRR, la cultura e la gestione del verde urbano, il potenziamento dell’export del florovivaismo made in Italy (seguirà comunicato).

Flormart è la fiera storica del settore, organizzata per la prima volta nel 1974 e giunta alla sua 71° edizione. Rappresenta da sempre la vetrina internazionale del florovivaismo e il momento di business matching tra chi produce le piante, i materiali, gli arredi, i mezzi di produzione e gli utilizzatori, vivaisti, grandi centri di giardinaggio, costruttori del verde, enti pubblici, gruppi immobiliari italiani ed Europei, i buyer italiani e esteri. A partire dal 2021 un accordo decennale con Padova Hall ha dato vita ad una partnership che affida l’organizzazione di Flormart a Fiere di Parma ma che mantiene la manifestazione ancorata alla città di Padova e al suo quartiere fieristico attraversato da un profondo progetto di rinnovamento.

Il comparto florovivaistico italiano rappresenta in termini di valore circa il 5% della produzione agricola nazionale, con un fatturato di circa 2,6 miliardi di euro (elaborazione Crea su ISTAT, 2020). La produzione è composta per il 52% dal comparto piante in vaso e dal vivaismo (alberi e arbusti) e per il rimanente da fiori e fronde freschi recisi. Da sola l’Italia rappresenta circa il 15% della produzione dell’Europa comunitaria. L’export è cresciuto del 33,14%, a valore, nei primi 6 mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati ICE).

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Economia e Finanza

Tipologie di carte di credito

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Nel mondo degli strumenti di pagamento, il bancomat resta, attualmente, quello più diffuso, diventato ormai indispensabile per la quasi totalità dei cittadini italiani, è altrettanto innegabile come la carta di credito sia diventata, col passare del tempo, altrettanto importante ed indispensabile.

Grazie ad esse, infatti, è possibile eseguire i pagamenti online, accedendo al mondo dell’e-commerce, diventato un volano dell’economia italiana negli ultimi dieci anni, oltre ad aver dato modo di accedere all’acquisto di beni e servizi anche nei periodi più duri, quelli in cui le serrande della maggior parte delle attività commerciali erano abbassate per il lockdown imposto dalle autorità sanitarie.

La carta di credito prepagata, l’evoluzione del mondo dei pagamenti elettronici

Una carta di credito particolarmente diffusa tra i giovani e, più in generale, tra le persone che effettuano pagamenti online, è certamente la prepagata, che si appoggia, di fatto, sui circuiti dei grandi player del mondo dei pagamenti elettronici. Tutte le banche, sia quelle tradizionali che online, emettono queste tipologie di carta, che soprattutto nello scorso decennio, all’alba dell’e-commerce, consentiva di ottenere una sicurezza maggiore rispetto alle carte di credito tradizionali.

Oggi, grazie a sistemi di pagamento più sofisticati e maggiormente sicuri, si possono effettuare pagamenti sicuri anche con le credit card classiche, grazie anche a maggiori coperture assicurative. Nel caso delle nuove generazioni, la carta di credito prepagata risulta un ottimo veicolo di educazione del risparmio: molti genitori preferiscono caricare la “paghetta” su questo strumento anziché consegnare ai propri figli i contanti.

Va specificato, tuttavia, che le prepagate possono essere considerate “carte di credito” solo ed esclusivamente per i circuiti dove le stesse sono appoggiate, ma non sostituiscono in alcun modo la carta di credito a saldo. Basti pensare, ad esempio, al noleggio di un’autovettura, dove è indispensabile poter disporre di una carta di credito tradizionale, o nell’acquisto rateale di uno smartphone con annesso abbonamento.

La carta di credito a saldo è quella maggiormente diffusa nel mondo, normalmente proposta dagli istituti di credito come servizio aggiuntivo del conto corrente. In molti casi, la carta di credito rappresenta la punta di diamante nell’offerta di un conto corrente, grazie alla flessibilità e alla possibilità di personalizzarla o brandizzare con alcuni marchi di forte appeal: i costi, per quanto ovvio, variano da istituto di credito a istituto di credito.

Carta di credito a saldo vs Carta di credito revolving: quali sono le differenze?

La carta di credito a saldo consente di dilazionare gli acquisti effettuati in un arco temporale prestabilito della durata, nella maggior parte dei casi, di 30 giorni, anche se alcuni istituti consentono la dilazione fino a 45 giorni, senza alcun tipo di onere a carico del titolare. Un’opzione molto gradita per tutti quei consumatori che, in attesa dell’accredito dello stipendio, possono effettuare operazioni d’acquisto nonostante non sia presente la necessaria liquidità sul proprio conto corrente

La scelta di una carta di credito, di conseguenza, non dev’essere fatta a cuor leggero, considerati i differenti servizi di ogni singola tessera, ma dopo un’attenta analisi dei costi e benefici di ogni singolo strumento di pagamento, avvalendosi dell’assistenza di esperti indipendenti del settore come quelli presenti su cartadicredito.net.

Questo portale, inoltre, può risultare particolarmente interessante anche per valutare le altre tipologie di carte di credito presenti sul mercato, come, ad esempio, la “revolving”. Esiste la possibilità, infatti, di poter dilazionare la somma complessiva di tutte le spese effettuate in un singolo mese in rate maggiormente sostenibili.

Questa opzione, per quanto ovvio, implica il pagamento di una somma aggiuntiva per il titolare, da riconoscere sotto forma di interessi alla società emittente la carta. Un’opzione certamente più onerosa, ma che in alcuni determinati casi può supportare il risparmiatore nei momenti in cui le spese si fanno più sostenute.

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