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Cronaca

Immigrazione, gommone affonda a largo Libia: 50 morti

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Ancora una strage di migranti al largo delle coste libiche dove un gommone è affondato ed almeno 50 persone – è quanto hanno raccontato i sopravvissuti – sono annegate. Per la Guardia Costiera di Tripoli però le vittime potrebbero essere anche il doppio. Lo riporta il sito della Reuters.

E’ stata proprio la Guardia costiera libica, questa mattina, a soccorrere tre gommoni in difficoltà riuscendo a portare in salvo 300 persone. Uno dei gommoni era però era quasi sott’acqua e solo 16 persone che erano a bordo si sono salvate.

 

Ecco cosa ha detto Monsignor Galantino in tema di immigrazione

“L’immigrazione rischia di essere ridotta, al massimo, a merce elettorale”. A lanciare il grido d’allarme è stato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa per la presentazione delle iniziative promosse dalla Chiesa italiana in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio. “Il clima non è dei migliori, purtroppo l’immigrazione rischia di essere declassata a merce elettorale”, ha esordito il vescovo: “Manca la possibilità di un confronto sereno, di un dialogo sulle ragioni di chi vuole o non vuole fare qualcosa”. “Il rispetto dell’autonomia della politica – ha proseguito Galantino – non può impedire alla Chiesa di annunciare il Vangelo, tutto il Vangelo, anche quello dove c’è scritto: ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’. O stiamo su questa linea, o stiamo fuori”. “Sta a chi governa decidere le strategie e i livelli di intervento”, ha precisato il segretario generale della Cei tracciando una distinzione tra il ruolo della Chiesa e quello della politica: “Noi dobbiamo fare la nostra parte, e come ogni cittadino il credente è chiamato a vigilare su chi ci governa”. “La gente ha bisogno di sentire promesse, ma che siamo realizzabili”, ha aggiunto Galantino conversando con i giornalisti a margine della conferenza stampa nella Sala Marconi della Radio Vaticana: “La Chiesa è d’accordo con ciò che pensa la gente comune, che fatica oggi a guardare prospettive di futuro per la propria vita e i propri figli”. Famiglia e lavoro, le priorità indicate, e non da oggi, dalla Chiesa italiana: “Servono politiche familiari reali, credibili, vere, affinché la famiglia fondata su padre, madre e figli non smetta di esistere ma abbia la possibilità di svilupparsi”, ha proseguito Galantino, facendo notare che “la denatalità oggi sta diventando un dramma” e va contrastata attraverso “una politica economica e fiscale veramente seria”. Infine, la grande emergenza del lavoro: “Rischiamo di essere demagogici, se non troviamo gente che si impegni sul serio su questi temi, attraverso proposte realizzabili”.

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Cronaca

Stop plastica in mare: da Torvaianica a Palermo volontari all’opera

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TORVAIANICA (RM) – Raccolte decine di rifiuti sia sull’arenile che in acqua a Torvaianica. L’opera di bonifica grazie alla delegazione del Movimento ecologista Ecoitaliasolidale in occasione dell’Earth Day, la ricorrenza nata il 22 Aprile 1970 negli Usa per evidenziare la necessità di conservare le risorse naturali della Terra. Le iniziative si sono articolate da Torvaianica fino a Palermo e all’isola di Pantelleria. “Dopo la raccolta in spiaggia – hanno fatto sapere dal Movimento ecologista – con un gruppo di Sub abbiamo raccolto numerosi rifiuti in mare intorno alla Riserva di Tor Paterno che anch’essa è interessata alla diffusione in mare della plastica. Quest’anno il nostro impegno è per chiedere lo ‘Stop alla plastica in mare’, con una serie di iniziative di informazione specifica in materia di inquinamento della plastica sulle coste italiane.”

I mari del mondo sono invasi dalla plastica

Da uno studio coordinato dall’Università della Georgia è stato calcolato con precisione la quantità di plastica gettata nei mari: ben il 5 per cento di quella prodotta nel mondo finisce ogni anno fra
le onde. Complessivamente fra bottiglie, tappi, rivestimenti, imballaggi, si parla di 12,7 milioni di tonnellate che inquinano fortemente il mare. E il vero problema della plastica è il suo tempo di decomposizione, infatti per una bottiglia sono necessari circa 20 anni e circa un secolo per posate di plastica o accendini. Inoltre da non sottovalutare che le microparticelle di plastica vengono ingerite dai pesci che le scambiano per plancton, il loro cibo, e che successivamente tale sostanze nocive vengono ingerite da noi mangiando il pesce, con evidente pericolo per la salute.

Il Mediterraneo tra le acque più inquinate

Se il trend di inquinamento della plastica in mare prosegue con questi ritmi e senza adeguate soluzioni in termini anche di leggi specifiche per la diminuzione dell’utilizzo della plastica, secondo lo studio della Fondazione Ellen MacArthur presentato in occasione del Forum economico mondiale di Davos, nel 2050, in termini di peso, gli Oceani potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci e tra le acque più inquinate vi è proprio il Mediterraneo.

L’appello di Ecoitaliasolidale ai vacanzieri e alle istituzioni

“Chiediamo come Ecoitaliasolidale con queste iniziative, – dicono ancora dal Movimento ecologista – in vista del prossimo periodo estivo, una particolare attenzione da parte di tutti i vacanzieri al fine di non lasciare sulle spiagge ed in mare ogni sostanza o materiale che possa inquinare ed al contempo chiediamo alle Istituzioni di adottare provvedimenti sanzionatori piu’ incisivi per i trasgressori, una maggiore fruibilità nelle spiagge degli appositi contenitori per conferire i rifiuti differenziati , nonché rafforzare i servizi di pulizia. Azioni concrete proprio nella giornata dell’Earth day perché la lotta alla plastica in mare – concludono da Ecoitaliasolidale – non termina con la bella stagione e il rischio del 2050, più plastica in acqua che pesci, è dietro l’angolo “.

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Cronaca

Lecce, bullismo: 17enne picchiato e umiliato dai compagni di classe. Ecco il video

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LECCE – I genitori di un ragazzo di 17 anni hanno presentato un esposto in Procura a Lecce nel quale denunciano che il giovane sarebbe stato vittima di atti di bullismo a scuola: picchiato e umiliato dai compagni di classe. Alla denuncia è stato allegato anche un video. Il filmato sarebbe stato girato da un altro amico del giovane. Si vede in particolare uno studente che aggredisce il compagno tirandogli calci e minacciandolo con una sedia. Secondo la famiglia, il ragazzo avrebbe subito soprusi, umiliazioni e botte fin dall’inizio dell’anno scolastico. A scoprire tutto è stata la madre che ha ricevuto in chat il video nel quale vengono riprese le violenze. Il ragazzo le avrebbe confermato quanto accaduto.

 

Nel video si sentono alcune voci che, secondo l’interpretazione della mamma riferita all’avvocato Giovanni Montagna, rivelerebbero la volontà di un amico – ma dal filmato emerge la partecipazione almeno di un’altra persona – di aiutare la vittima a uscire dalla situazione di umiliazione. “Sicuro che stai registrando?”, inizia uno dei due. “Sì”, risponde l’altro. Poi, in dialetto leccese: “Così lo mettiamo a posto proprio”. “Ma a tutto io devo pensare?”, è la conclusione del dialogo.

Il legale preferisce non riferire il nome della scuola. Secondo quanto si apprende si tratta di un istituto tecnico professionale. Il diciassettenne non ha subito solo aggressioni – sul suo corpo c’erano segni che lui ha sempre cercato di minimizzare – ma anche umiliazioni.

“E’ un ragazzo molto introverso, chiuso ma che ha sempre avuto un brillante rendimento scolastico – riferisce, interpellato dall’Ansa, l’avvocato Giovanni Montagna -. Da settembre, da quando sarebbero iniziati questi episodi, invece è calato notevolmente”, racconta Montagna.

Il giovane aveva negato alla madre di avere problemi in classe fino al 7 aprile quando lei ha ricevuto un whatsapp con un video che ritraeva il figlio vittima di un compagno che lo prendeva a calci e lo minacciava con una sedia. Il video le è arrivato grazie ad un amico del 17enne che ha voluto cercare di aiutare la vittima. Quando la mamma ha chiesto spiegazioni, il giovane preso di mira dai bulli ha cercato di minimizzare. Non è ancora chiaro quanti partecipassero alle vessazioni. Sarà il lavoro della Procura a dover cercare di fare chiarezza”.

“Nonostante la riservatezza della vicenda, che riguarda minori abbiamo registrato una vasta solidarietà e un tempestivo intervento della scuola, dopo la nostra denuncia. Ci hanno assicurato che interverranno, aspettando di chiarire coinvolgimenti e responsabilità”, riferisce l’avvocato Giovanni Montagna.

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Cronaca

Il bullo e il professore: la fine di ogni valore educativo di una società allo sbando

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Nel video si vede il ragazzino vicino alla cattedra che tenta di strappare di mano il compito al professore. Usa toni intimidatori: “Metta 6!” Grida e poi alzando ancora la voce:” Lei non ha capito nulla! Chi comanda qui? Si inginocchi!”. Il professore più che intimidito sembra attonito. Si sentono in sottofondo le risatine degli altri studenti della classe, nessuno si dissocia dal comportamento del bullo, nessuno cerca di fermarlo.

I filmati divulgati sull’episodio di bullismo ai danni di un professore, in un istituto tecnico di Lucca, sono tre:

In uno un ragazzo indossa il casco da motociclista e si avvicina al professore mimando una testata, in un altro video un adolescente sbatte il contenitore per la raccolta delle carte sulla cattedra, nell’ultimo video si sentono voci di ragazzi che offendono e bestemmiano.

Tutto è fuori contesto:

Quei ragazzini che si muovono disordinatamente tra i banchi e intorno alla cattedra non sembrano studenti ma teppisti, il professore non è un insegnante è un uomo assalito che non sa difendersi, la classe è un luogo degradato, abbandonato al caos. I bulli che minacciano e umiliano il professore appaiono sicuri e determinati ma in realtà alzano sempre di più la voce e aumentano l’aggressività perché avvertono la propria debolezza, il proprio deserto di idee e valori, l’assenza di ogni limite. Sembra che cerchino inconsapevolmente qualcuno che sia capace di fermarli di dire: “Basta!” Ma quella voce non arriva, hanno davanti un uomo disorientato che non ha autorevolezza, ne’ la forza di alzare quella voce. L’insegnante è degradato a simulacro di un’autorità ormai svanita, svuotata di quel patrimonio di conoscenze che dovrebbe trasmettere e che invece giace abbandonato come un vecchio arnese ormai inutile e ingombrante. In questo territorio desolato il bullo, alla ricerca disperata di un limite che non trova, si esibisce in una danza macabra di angherie e soprusi che celebra la fine di ogni valore educativo.

Susanna Donatella Campione

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