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Immortals Fenyx Rising, il videogame rivelazione di Ubisoft

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Con Immortals Fenyx Rising Ubisoft ha lanciato una vera e propria bomba per questa fine 2020. Dopo i già interessantissimi Watchdogs Legion (qui la nostra recensione) e Assassin’s Creed Valhalla (qui la nostra recensione), la software house ha rilasciato su Pc, console di vecchia e nuova generazione, ma anche Nintendo Switch e Stadia, un terzo titolo che inaspettatamente si è rivelato essere un vero capolavoro a tutti gli effetti.

Ma andiamo a scoprire che cosa rende questo titolo, che possiamo definire un ibrido fra Assassin’s Creed Odissey e Zelda Breath of The Wild ma con una marcia in più, davvero speciale. La storia di Immortals Fenyx Rising è ambientata sulla mitologica isola d’oro, una isola incantata creata dal celebre Dedalo per venire popolata da dei e uomini.

Tifone, liberatosi dalla prigione dove era stato confinato da Zeus, prese d’assedio il divino atollo liberando le sue armate demoniache, eradicando l’essenza divina dagli dei e trasformando in pietra gli uomini che popolavano l’isola. A nulla è servita l’opposizione degli Olimpi, privi del loro re in visita nell’Ade, così come futile si è rivelata la resistenza offerta dagli antichi eroi greci, rapidamente corrotti da Tifone e posti a comandare le sue armate demoniache.

A salvare una situazione, oramai disperata, c’è però una giovane (o un giovane se si deciderà di impersonare un ragazzo) portatrice di scudi di nome Fenyx. La sua storia ha inizio quando la nave da guerra sulla quale era assegnata, per supportare le truppe greche, viene colta da una tempesta, naufragando sulle coste dell’isola d’oro. Dopo aver ripreso conoscenza, e in seguito alla scoperta che la ciurma con la quale navigava è stata trasformata in pietra da Tifone, la giovane protagonista decide di imbarcarsi in un’impresa disperata: recuperare l’essenza degli dei e, con l’aiuto degli Olimpi, sconfiggere Tifone per riportare la pace nella Grecia.

Sullo sfondo della narrazione della storia di Immortals Fenyx Rising, vi sono Prometeo e Zeus che spiegano le gesta della. Uno cerca di raccontare la storia al meglio delle sue possibilità, mentre l’altro, Zeus, si diverte a modificare lo scorrere degli eventi, a rimembrare avventure passate, ad aggiungere dettagli irrilevanti, creando situazioni comiche azzeccate che ricordano molto lo humor in stile Monty Python. Tutta la storia, quindi, nasce da una scommessa fra Prometeo e Zeus. Il re degli dei, difatti, messo all’angolo dalle gesta di Tifone, si ritrova costretto a chiedere l’aiuto del titano che, prima di acconsentire, gli propone una scommessa. Se Fenyx riuscirà dove gli dei hanno fallito, Zeus lo libererà dalla sua prigionia e lo riaccoglierà nell’olimpo, se invece fallirà, Prometeo lo aiuterà con ogni mezzo a sua disposizione, per contrastare Tifone.

Il tutto si configura come un viaggio tra i miti e le leggende più note, in un’escursione, alla ricerca del malvagio e potente Tifone, che farà la gioia di chi ama la mitologia, ma anche i piccoli rompicapo e i combattimenti. Immortals Fenyx Rising, infatti, si rivela essere una sorpresa proprio per la sua completezza e per la moltitudine di cose da fare.

Ma andiamo a scoprire più da vicino che cosa rende speciale questa produzione di Ubisoft. Il lungo prologo di Immortals: Fenyx Rising , disponibile una volta scelta la difficoltà con cui si vuole partire per questa meravigliosa avventura, serve da tutorial attraverso il quale scoprire le principali meccaniche di gioco. Alcune di queste sono molto semplici e basilari, tipiche dei videogiochi di azione. Sono presenti infatti una barra della vita, che indicherà la salute a disposizione e una barra dell’energia, che permetterà di svolgere azioni come correre, arrampicarsi e planare.

Fenyx potrà infatti contare sulle ali di Dedalo, che si troveranno quasi all’inizio del gioco, per esplorare dall’alto l’intera isola e planare (non volare) da una parte all’altra dell’immensa mappa di gioco. Per difendersi dalla grande quantità di nemici, si avrà a disposizione la spada di Achille (attacco rapido), l’ascia di Atalanta (attacco pesante) e l’arco di Odisseo (attacco a distanza). Ogni arma potrà essere potenziata o sostituita con altri modelli che saranno in grado di donare innumerevoli vantaggi a seconda del proprio stile di gioco.

Agli attacchi fisici si affiancano anche le Abilità Divine, particolari poteri in grado di ribaltare la situazione del gioco con effetti e meccaniche spettacolari. Ciascuna di esse può essere potenziata per ottenere effetti ancora più incisivi che vi serviranno andando avanti con il gioco. Non mancano le abilità dell’eroe come arrampicarsi, nuotare, saltare e molto altro. Abilità che possono, anche in questo caso, essere potenziate per poter nuotare più velocemente, raccogliere più oggetti contemporaneamente e così via. Alcune pozioni e oggetti consumabili potranno restituire a Fenyx salute ed energia oltre che potenziare per breve tempo l’attacco o la difesa dell’Eroe. Gli oggetti consumabili e gli elementi che si potranno trovare all’interno degli scrigni, possono poi essere utilizzati per creare nuove pozioni o potenziare quelle che già si hanno così da poter diventare davvero invincibili. Ovviamente Fenyx potrà contare anche su un’armatura e un elmo che a seconda del tipo potranno garantire potenziamenti e abilità uniche. Ubisoft però oltre alla vasta gamma di equipaggiamenti offensivi e difensivi disponibili ha anche pensato a tutti quei giocatori che amano lo stile del proprio eroe, infatti, proprio per tale ragione sarà possibile equipaggiare le armi e le armature con le qualità migliori senza però rinunciare all’aspetto esteriore.

Proprio per tale motivo pur indossando un determinato set, sarà possibile farlo comparire esteticamente come quello che più piace al giocatore fra quelli raccolti. In soldoni, Fenyx sarà sempre come voi lo vorrete e, trattandosi di un gioco in terza persona, questa feature è davvero apprezzabile. Quello che salta subito all’occhio già dai primi momenti di gioco è la vastità e la bellezza dell’Isola d’oro che mostra moltissimi paesaggi e scorci meravigliosamente realizzati che, a seconda se sia giorno o notte, acquistano un fascino del tutto particolare. Ogni area della mappa è dedicata ad una divinità che riflette la sua essenza nello scenario. La Valle dell’eterna primavera, terra di Afrodite, è caratterizzata da un verde brillante, ricchi boschi e affascinanti paludi in cui flora e fauna sono presenti in modo lussureggiante.

La tana della Guerra invece, terra di Ares, è un brullo terreno in cui giacciono i segni di mille conflitti e corpi inermi di statue e giganti. Ogni zona dell’Isola d’oro custodisce una mastodontica statua della divinità corrispondente che, una volta scalata, permetterà di sbloccare visivamente l’intera zona, un po’ come accade con Assassin’s Creed insomma. Tutta la mappa è costellata di elementi da esplorare, oggetti da collezionare e luoghi di interesse. Tra questi, uno di particolare importanza, è rappresentato dalla Sala degli Dei. Si tratta di un mitico Hub centrale gestito da Ermes, l’unica divinità non ancora intrappolata da Tifone. Qui è infatti possibile potenziare le armi, la salute e la resistenza di Fenyx utilizzando gli oggetti trovati durante l’avventura. Qui sarà anche possibile ottenere nuove missioni e abilità o potenziare quelle che già si hanno.

Per quanto riguarda l’aspetto esplorativo, Immortals Fenyx Rising è un titolo dalla forte componente open world. Essa si rispecchia, oltre che nella vasta mappa a disposizione, anche nella moltitudine di missioni, quest secondarie, sfide da superare e oggetti da collezionare sparsi sulla mappa. Fenyx è in grado di vedere con gli occhi degli Dei (Premendo il tasto analogico destro) e scoprire sulla mappa tutti i punti di interesse che aspettano solo di essere trovati.

Sarà utile infatti arrivare ad un punto molto alto della mappa e avere così una visione più ampia possibile di quello che si ha dinanzi. Tra i molteplici elementi di gioco sulla mappa ci sono diverse tipologie di cose da fare e oggetti da prendere. Gli scrigni del tesoro, ad esempio, si dividono in casse normali, bottini epici, bauli delle armi e scrigni della notte. Tutti questi si trovano in varie aree della mappa, alcuni di questi possono essere aperti solo dopo aver superato determinati puzzle mentre per altri bisognerà uccidere tutti i nemici nei dintorni.

Altra attività è costituita dagli ingressi del Tartaro. Essi sono sparsi per tutta la mappa e non sono altro che dungeon da superare per ottenere una delle saette di Zeus per potenziare Fenyx. Il Tartaro è caratterizzato da alcuni puzzle o arene da combattimento e sarà necessaria grande abilità per superarli. Alcuni di questi, soprattutto nelle fasi più avanzate di gioco, presentano delle meccaniche interessanti e per nulla banali che faranno morire il giocatore molte volte prima di arrivare alla fine del dungeon e ottenere l’ambita ricompensa.

Gli ingressi del Tartaro nascondono sempre almeno una cassa del tesoro al loro interno, e potrà essere chiuso definitivamente solo quando sia la saetts sia gli scrigni saranno conquistati da Fenyx. In ogni caso una volta visitato, l’ingresso al Tartaro potrà essere raggiunto con il viaggio rapido e portato a termine in un secondo momento. Le Sfide di Odisseo sono missioni secondarie in cui sarà necessario mostrare tutta la propria abilità nel Tiro con l’Arco. Oltre al classico attacco rapido a distanza, si potrà infatti scoccare una freccia d’Apollo che può essere controllata dal giocatore stesso così da viaggiare con precisione in una serie di anelli, accendere una torcia, colpire i nemici e molto altro. Le sfide di agilità sono un’altra quest secondaria in cui si deve raggiungere un punto specifico della mappa entro un limite di tempo, correndo, nuotando, cavalcando e planando a grande velocità. Le sfide della costellazione, sono invece un grande puzzle da risolvere in cui bisognerà trovare in un’area relativamente circoscritta una serie di sfere da posizionare su una scacchiera nella posizione giusta raffigurata sul muro dinanzi l’area del puzzle.

Ogni sfera può essere sbloccata dopo aver risolto un mini rompicapo a se, creando un doppio sistema di sfide alcune delle quali abbastanza impegnative. In Immortals Fenyx Rising sono poi presenti alcune missioni che verranno affidate dalle divinità salvate, mentre altre possono essere attivate presso la Sala degli Dei e consisteranno nell’uccidere un certo numero di nemici, aprire degli scrigni, chiudere delle bocche del tartaro e molto altro. Altre quest secondarie vengono attivate automaticamente quando ci si avvicina nell’area della missione. Insomma, come avrete capito questi e molti altri elementi terranno i giocatori impegnati nell’Isola d’oro per molte, moltissime ore e se si vuole raggiungere il completamento al cento per cento bisognerà davvero darsi da fare.

Se, infine, a quanto detto andiamo ad aggiungere la possibilità di addomesticare diversi tipi di cavalcature e la possibilità confrontarsi con di ardui boss leggendari, il numero di contenuti offerto da Immortal Fenyx Rising aumenta ancora garantendo una longevità davvero elevata. Pur essendo pienamente coscienti che la nuova produzione di Ubisoft non reinventi nulla nel panorama del genere open world, non possiamo che affermare che il risultato finale è veramente eccellente. Noi giocando a difficoltà difficile siamo riusciti a completare l’avventura al cento per cento in circa 70 ore di gioco e, a fine gioco viene chiesto se si vuole proseguire caricando il salvataggio prima della “boss fight” o se si vuole ricominciare il gioco da capo in modalità nuova avventura +. Insomma, di carne a cuocere ce ne è davvero tanta e se siete dei completisti, Immortals Fenyx Rising sarà in grado di tenervi impegnati davvero per molto tempo.

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, possiamo affermare senza dubbio che l’immediatezza è la vera forza degli scontri. Tutto ruota attorno alle tre tipologie di armi a disposizione (arco, spada e ascia), ognuna delle quali viene a sua volta caratterizzata da una sapiente gestione delle statistiche. Ogni arma, o armatura, che si troverà in game, difatti, non avrà alcun indicatore di potenza ma offrirà dei bonus specifici, che andranno ad agire in delle situazioni particolari. Si potrà rinvenire, ad esempio, un arco che massimizza i danni compiuti a mezz’aria, una spada che aumenti la percentuale di danno eseguita da Fenyx ai nemici unici o un pezzo di armatura che aumenti la barra della stamina ecc… La potenza delle armi, e delle armature, viene gestita globalmente permettendo al giocatore di migliorare un’intera categoria aumentandone il valore offensivo, o difensivo, e aggiungendo nuovi bonus peculiari al raggiungimento di un determinato livello.

Questo sistema favorisce la creazione di build specifiche atte ad affrontare le differenti sfide presenti nell’isola d’oro, non obbligando il giocatore a dover scegliere un equipaggiamento specifico a causa di una richiesta, eccessivamente, esosa in termini di materiali per potenziare un numero maggiore di armi e armature. In merito al combat-system vero e proprio, ci si trova dinanzi al classico schema composto da attacchi leggeri (assegnati alle spade), pesanti (delegati ad asce e martelli), a distanza (garantiti dagli archi) e alle canoniche manovre evasive quali schivata, parata e parry. Un sistema semplice ed efficace, che lascia la buona riuscita di qualsiasi scontro nelle mani del giocatore e della sua capacità di reazione. La totalità degli scontri presenti in Immortals Fenyx Rising, difatti, si basa sulla dinamicità e sulla prontezza di riflessi del giocatore, non vincolando la vittoria alle, sole, “statistiche” della nostra eroina ma permettendo, con il giusto impegno, di affrontare ogni avversario fin dalle prime fasi di gioco. Una piccola menzione d’onore va alla possibilità di controllare, per brevi periodi, le frecce dell’arco potendole guidare su punti specifici del corpo dei nemici, così come poterle sfruttare per risolvere numerosi puzzle ambientali o, semplicemente, analizzare l’area attorno a Fenyx.

Simpatica anche l’implementazione di Fosforo, un cucciolo di fenice che si premunirà di effettuare diverse tipologie di attacchi ad area atti a controllare maggiormente il campo di battaglia. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, Immortals Fenyx Rising è una produzione “cross-gen” che si presenta con un comparto grafico ancorato maggiormente alla generazione precedente ma che sfrutta le caratteristiche delle nuove console per offrire prestazioni, ed effettistica, decisamente migliori. Come nelle altre recenti produzioni di Ubisoft, è presente la possibilità di scegliere se prediligere le performance o la resa grafica. In entrambi i casi il gioco mantiene le promesse, garantendo 60 fps e una risoluzione di 4k dinamici in modalità performance, o un’effettistica migliore, unita a una risoluzione lievemente maggiore e a un dimezzamento del framerate, in modalità “risoluzione”.

Lo stile grafico, assolutamente non votato al fotorealismo, però non fa emergere a dovere tutte le minuzie grafiche che si possono ottenere dimezzando gli fps, rendendo la modalità performance, indubbiamente, la migliore per godere di un’esperienza maggiormente reattiva e dinamica. Analizzando poi il comparto artistico di Immortals Fenyx Rising, non possiamo che ritenerci soddisfatti per tutto ciò che abbiamo potuto vedere lungo tutte le ore spese nell’isola d’oro. Le aree di gioco si sono rivelate ispirate nell’architettura, vibranti nei colori, varie nelle ambientazioni proposte e sapientemente realizzate in termini di level design. La caratterizzazione visiva dei personaggi ricalca, perfettamente, lo stile scanzonato della narrazione, così come la costante umoristica, dettata dai continui battibecchi fra Zeus e Prometeo che risultano sempre gradevoli.

Il comparto sonoro fa il suo senza particolari lodi, sia nell’effettistica, sia nelle musiche, che fanno d’accompagnamento. Ciò detto, il lavoro condotto sul doppiaggio in italiano è davvero squisito, con voci azzeccate, sempre credibili e in grado di dare energia e carattere ai personaggi. Tirando le somme, Immortals Fenyx Rising, nonostante sia uscito in un periodo di transizione fra generazioni di console, nonostante sia circondato da diversi titoli tripla A, nonostante non sia stato pubblicizzato come altri videogame concorrenti, a nostro avviso rappresenta uno degli acquisti veramente imperdibili di questo periodo. Una trama leggera, ma ben scritta, una mappa grande, tante cose da fare, un sistema di combattimento ben sviluppato e un comparto grafico ben curato e bello da vedere fanno di questa produzione la vera sorpresa della stagione. A nostro avviso perderlo sarebbe un vero peccato e proprio per questo motivo ci sentiamo di consigliarlo assolutamente. Sia che siate amanti delle sfide, sia che abbiate poco tempo a vostra disposizione, siamo certi che le avventure di Fenyx vi faranno passare ore di gran divertimento fatte di emozionanti avventure in compagnia di dei, mostri mitologici e enigmi fantastici.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 8,5

Longevità: 9

Giocabilità: 9,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Grand Theft Auto: The Trilogy, scatta l’operazione nostalgia di Rockstar Games

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Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition è finalmente realtà. Una fra le saghe più amate dai gamers di tutto il mondo vede finalmente tre dei suoi capitoli più importanti arrivare in versione rimasterizzata. Ma andiamo con ordine: pochi prodotti hanno segnato il mercato videoludico come la serie di Grand Theft Auto, capace di riscrivere la grammatica degli open world con i capitoli usciti su PlayStation 2, vere e proprie pietre miliari dei videogiochi. Il loro successo ha scavalcato i semplici confini della console Sony, arrivando su PC con migliaia di mod e nella cultura pop, consacrando Rockstar come una delle più grandi software house di sempre. Il successo di GTA ha poi raggiunto l’apice con l’ultimo episodio uscito, quel GTA V che ancora vende milioni di copie e detiene il record di incassi, spalmato su due generazioni di console, con un’ulteriore edizione per PS5 e Series X in uscita il prossimo anno. Il 2021 è invece il momento di un ritorno storico, a lungo atteso da tantissimi fan, quello della Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition composta da GTA III, Vice City e San Andreas. I tre giochi fanno parte di un unico universo narrativo, a cavallo tra gli anni ottanta e duemila, dove spesso personaggi e fatti si incrociano brillantemente permettendo quindi solamente al giocatore che ha vissuto tutte e tre le storie di avere un quadro completo dei fatti. In ognuno dei titoli i giocatori prensono il conrollo di un personaggio diverso, ciascuno con un suo scopo da perseguire mentre si fa strada nel sottobosco criminale di Liberty City, Vice City e San Andreas, incontrando via via personaggi sempre più grotteschi e machiavellici. Ogni capitolo di GTA introduce novità nel gameplay e nella struttura, mostrando chiaramente e a distanza ravvicinata il percorso artistico che Rockstar Games ha plasmato per diventare la software house che è oggi. Ed è per questo motivo che tutti i gamers desideravano che questa Definitive Edition portasse con sé tutta l’eredità che questa trilogia ha rappresentato al massimo della sua espressione visiva ad un pubblico nuovo, o chi magari semplicemente è affamato di ri-giocare a un GTA diverso dalle ultime incarnazioni del brand. Quando il titolo venne annunciato al mondo, Rockstar Games aveva dichiarato che Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition avrebbe migliorato la resa grafica, con nuove texture in alta definizione, nuovi riflessi e un sistema d’illuminazione completamente rinnovato, effetti meteorologici rivisti, con miglioramenti alla vegetazione e ai vari biomi, aumentando infine la profondità visiva. La buona notizia è che effettivamente tutte queste novità ci sono, quella cattiva è che spesso non funzionano come dovrebbero. Ad esempio, la pioggia che si abbatte sulle strade di GTA III è molto bella da vedere, ma è talmente realistica con le sue nubi cupe e la fitta pioggia, da compromettere negativamente l’esperienza di gioco. La palette di colori scura con cui è modellata Liberty City rende la vista durante questi acquazzoni difficile, quasi impossibile di notte, mentre nella soleggiata Vice City, grazie ai suoi colori accesi, questo problema si presenta fortunatamente in maniera minore. Inoltre questo effetto meteorologico contrasta con la nuova resa del mare, portando a fastidiosi glitch grafici. Per quanto riguarda il lavoro svolto sui riflessi, il lavoro svolto è davvero impressionante, con i grattacieli delle metropoli che risplendono di vita nuova, regalando spesso e volentieri scorci davvero magnifici. Nuovi effetti grafici rendono la devastazione che il giocatore può scatenare molto più bella da vedere, con esplosioni e fiamme ricche di luce e dettagli. Per quanto riguarda la vegetazione, in tutti e tre i giochi è stato realizzato un lavoro di fino, dando ai prati e ai parchi un look inedito e a volte di grande pregio. L’aumento di dettaglio delle texture di tutte e tre le location, poi, ha fatto davvero bene a tutte e tre le produzioni, soprattutto Vice City e Las Venturas, le cui strade strabordano di neon colorati e insegne luminose, regalano un colpo d’occhio inedito per chi ha già esplorato queste città decenni fa. Peccato che nelle aree meno illuminate della mappa, gli ambienti risultino a volte piuttosto scuri, creando contrasti tra i vari quartieri di cui le città si compongono.


In generale, quindi, la resa grafica degli ambienti quindi è decisamente migliorata, anche se tra alti e bassi, il tutto però viene purtroppo penalizzato da un terribile effetto pop-up ereditato dalle versioni originali dei titoli che ormai si portano diversi anni sulle spalle. Vedere veicoli materializzarsi lungo la strada, ad una distanza di appena 10-15 metri, non è quello che ci si aspetterebbe da un remaster di questa portata. Lo stesso accade con cartelloni e molti altri elementi dello scenario, portando i giocatori in più di un’occasione a scontrarsi con muri invisibili prima di veder apparire l’oggetto di turno davanti ai propri occhi. Vent’anni fa era l’unico modo per far girare questi giochi sull’hardware dell’epoca, ma osservare tutto questo al giorno d’oggi, non può che lasciare l’amaro in bocca. Anche le texture e i modelli poligonali dei grattacieli in lontananza soffrono del medesimo problema, risultando visibili ad una definizione talmente bassa da far sorridere. Sempre sul versante grafico, i modelli poligonali dei personaggi e la struttura della mappa di San Andreas purtroppo non fa gridare al miracolo. Quando la trilogia è stata annunciata, fu reso noto l’intento di mantenere quel look cartoon che caratterizza tutti e tre i giochi. Il problema è che la migliore definizione dei personaggi ha portato a risultati grotteschi e spesso ridicoli. Su GTA III i personaggi sono veramente spogli, con animazioni facciali datate che li fanno sembrare dei buffi personaggi di pezza. Sarebbe bastato sistemare e aggiornare almeno i volti dei personaggi maggiori, per donare alle cut-scene una piacevolezza inedita. I personaggi di GTA San Andreas invece, che erano più definiti anche nella versione 2004, risultano semplicemente ridicoli a causa dei miglioramenti grafici, con strani glitch nelle animazioni e riflessi innaturali sulla pelle. Le mani del protagonista CJ, inoltre, per qualche motivo, sono sproporzionate rispetto al corpo. Discorso diverso per il capitolo centrale di questa trilogia, dove i personaggi di GTA Vice City, essendo un’evoluzione di quelli di GTA III senza arrivare ai dettagli presenti in San Andreas, risultano essere quelli più naturali e meglio riusciti con tutte le migliorie grafiche applicate. Terminiamo l’analisi grafica parlando della mappa di San Andreas, che nonostante abbia giovato indubbiamente dei miglioramenti, presenta un problema alquanto insolito. Nella versione originale del 2004 il mondo di gioco era avvolto da una specie di nebbia, utilizzata per motivi tecnici al fine di celare elementi dello scenario troppo lontani, evitando di stressare troppo gli hardware dell’epoca. La nebbia inoltre donava un senso di scoperta ed esplorazione. In questa remaster della nebbia non c’è traccia, rendendo di fatto tutta la mappa visibile da ogni punto, specialmente quando ci si trova nelle zone più elevate. Questo purtroppo è un problema in quanto comporta la terribile scoperta che la mappa di GTA San Andreas non era stata pensata e progettata all’epoca per essere vista per intero. Proprio per tale ragione la visione del mondo di gioco risulta poco appagante nei confronti di un level design pensato per ingannare il giocatore sulla struttura e ampiezza della zona di gioco. Fortunatamente quanto vi abbiamo raccontato non compromette in alcun modo il gameplay, ma appena si avrà l’opportunità di sorvolare la mappa con un aeroplano, l’illusione di trovarsi a vivere l’avventura in un immensa area degli Stati Uniti verrà rimpiazzata dalla consapevolezza di trovarsi di fronte a una mappa davvero bruttina da vedere.

Per quello che concerne il sistema di controllo, che stando alle dichiarazioni effettuate in sede di annuncio avrebbe dovuto introdurre diverse soluzioni prese da GTA V, la resa finale non rispecchia quanto detto. Il layout dei comandi è lo stesso del capitolo più recente della saga, sia per la guida dei veicoli che per il controllo del personaggio, con l’introduzione della ruota di selezione per l’armamentario oltre che delle stazioni radio. Inoltre sono stati aggiunti due sistemi di puntamento che si affiancano a quello classico, come la mira assistita e quella manuale. Le novità del sistema di controllo però terminano qui, quindi se si sperava di poter prendere il controllo dei personaggi della GTA Trilogy alla stessa maniera di GTA V, magari sfruttando le coperture e altre soluzioni più moderne, si rimarrà delusi. A far storcere ancora di più la bocca c’è poi il fatto che in GTA III e GTA Vice City il nuovo sistema di mira funziona molto male. Il motivo risiede in una bassa precisione delle armi e un hitbox disastroso, che rendono le sparatorie piuttosto macchinose. Il nostro consiglio è quello di usare la mira assistita o classica, ignorando del tutto quella manuale. C’è un altro problema, però, che risiede nel sistema di mira delle varie armi. Con le armi leggere ci si può tranquillamente muovere mentre si fa fuoco, mentre con quelle più pesanti come fucili a pompa e Mitra d’assalto, si rimane inchiodati a terra, impossibilitati quindi a muoversi durante la fase di mira. Da sottolineare inoltre che su GTA III non ci si può nemmeno chinare o abbassare in alcun modo. Il discorso cambia di molto con San Andreas, che già nella versione originale aveva introdotto una mira e un hitbox più curato, con la possibilità di chinarsi e muoversi senza problemi. Funzionano e risultano delle gradite aggiunte le novità introdotte per migliorare l’esperienza globale di gioco. La mini-mappa ora segna con il GPS la strada migliore per raggiungere la destinazione, utile specialmente in aree più grandi come quella di San Andreas, con la possibilità di aggiungere punti di navigazione personalizzati. Sono stati poi introdotti il riavvio immediato di una missione fallita, e i checkpoint lungo le missioni di GTA San Andreas, rendendo l’esperienza di gioco molto più piacevole. Concludiamo segnalando l’aggiunta di una tabella sfide che sblocca riconoscimenti nel Social Club di Rockstar. Per quanto riguarda il comparto tecnico, il titolo gira a 1080p sulle console old gen ed a 4k sulle nuove console di fascia alta. Detto ciò, possiamo dire che questa Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition, nonostante i suoi troppi limiti è sempre piacevole da giocare. Di sicuro non è la Remaster che speravamo di avere tra le mani, ma nonostante ciò si tratta comunque di classici immortali che sanno ancora divertire e talvolta persino stupire. Se non li avete mai giocati, il nostro consiglio è di aspettare qualche aggiornamento correttivo combinato con un calo di prezzo; i nostalgici, troveranno invece la conferma delle ottime qualità dei tre titoli. Al di là di questioni tecniche, frame-rate e glitch grafici, questa Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition sa ancora divertire ed emozionare, sintomo questo che quando un titolo è un grande titolo, esso è destinato a rimanere comunque nella storia.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7
Sonoro: 7
Gameplay: 7
Longevità: 9

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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Il Black Friday arriva sul Microsoft Store: sconti fino al 50% su Xbox, Surface e Office

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In occasione del Black Friday, il Microsoft Store annuncia una serie di offerte imperdibili per gli amanti dello shopping, della tecnologia e per tutti coloro che non vogliono farsi trovare impreparati con i regali di Natale! Da oggi e fino al 28 novembre, saranno disponibili sul Microsoft Store sconti fino al 50% sui prodotti Xbox, Surface e per la prima volta anche su Office. Per chi ha intenzione di sostituire il proprio PC approfittando dei ribassi del Black Friday, lo store di Microsoft propone una serie di offerte adatte davvero a tutti. Per chi è orientato a un prodotto versatile e potente ed è alla ricerca di un 2-in-1 adatto a ogni esigenza, con un’autonomia che consente di utilizzare il dispositivo per l’intera giornata lavorativa, il Microsoft Store propone l’offerta Black Friday Surface Pro 7+, con uno sconto del 29%. L’offerta comprende Surface Pro 7+ con configurazione Intel Core i5 da 128GB e sconti sulla Type Cover nera. Fino a 500€ di sconto sulla gamma Surface Pro 7, incluse le configurazioni Intel Core i7, in offerta a partire da soli 669€ invece di 919€. Disponibile nei colori platino o nero, Surface Pro 7 è il dispositivo ultraleggero dotato di un processore Intel Core di serie laptop, una batteria di lunga durata e webcam HD. Per distinguersi nelle videocall, Surface Laptop 4 è l’alleato perfetto grazie alla videocamera in HD e microfoni Studio ed è in promozione a partire da soli 799€ invece di 959€. Nell’offerta sono incluse le configurazioni Intel Core i7 da 13.5 o 15 pollici, nei colori platino o nero. Surface Laptop 4 offre l’equilibrio perfetto tra velocità, design elegante, sound avvolgente e un’autonomia implementata. Per svolgere agilmente le attività quotidiane, Surface Go 2 è in offerta a partire da soli 299€ invece di 469€, con sconti fino al 37% sull’intera gamma. Surface Go 2 offre una perfetta portabilità, con touchscreen da 10,5 pollici, una risoluzione superiore e una batteria espressamente progettata per seguire le giornate di tutta la famiglia. Fino al 27% di sconto su Surface Laptop Go, il modello più leggero della famiglia Surface, con un rapporto qualità prezzo eccezionale. Il design elegante e la batteria a lunga durata lo rendono ideale per lo studio, ma anche per la vita di tutti i giorni. Il Surface più potente di sempre, Surface Book 3, è in offerta in occasione del Black Friday, con ribassi fino a 690€ sulle configurazioni Intel Core i7. Surface Book 3 unisce velocità, grafica e gioco immersivo alla versatilità di un laptop, di un tablet e di uno studio portatile. Disponibile nelle versioni da 13,5″ o 15″, entrambe dotate di touchscreen ad alta risoluzione. Ma non finisce qui, il Microsoft Store propone ulteriori offerte dedicate ai possessori di un computer: fino al 30% di sconto sugli accessori per PC, quali mouse, tastiere, audio e number pad. Per la prima volta, il Microsoft Store include offerte anche per Office, con ben 50€ di sconto sul pacchetto Office Home & Student 2021. Tutti i dettagli sono disponibili alla pagina dedicata. E, per gli amanti del gaming, di seguito ulteriori offerte firmate Xbox: nuovo pacchetto Xbox Series S Fortnite & Rocket League: nuovo pacchetto Xbox Series S con i giochi digitali Fortnite e Rocket League. Fino al 50% di sconto sui Giochi Digitali Xbox, tra cui Far Cry 6, Forza Horizon 4 e Black 4 Blood. I primi 3 mesi di Game Pass per PC a solo 1€, per divertirsi con gli amici giocando con oltre 100 giochi per PC di alta qualità, come i nuovissimi Forza Horizon 5 e Age of Empires 4. Fino al 70% di sconto su una selezione di Accessori Xbox. Infine, il Microsoft Store offre 90 giorni di assistenza tecnica gratuita su Surface, consegne incluse e resi gratuiti fino al 31 gennaio 2022 su tutti i prodotti. Ma non è tutto: tramite il programma Microsoft Rewards è possibile raccogliere punti da utilizzare per ricevere fantastici premi.

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The Elder Scrolls V: Skyrim continua a stupire e nonostante i suoi 10 anni di età, è da poco disponibile sugli store online di Xbox e PlayStation la ricca Anniversary Edition, ottenibile anche sotto forma di aggiornamento per chi già possiede il gioco. In termini di contenuti, Skyrim Anniversary Edition racchiude al suo interno l’esperienza definitiva di The Elder Scrolls V, a partire dai 500 elementi ereditati dal Creation Club che lo rendono ancora oggi un prodotto da scoprire. In aggiunta a tutti gli aspetti già previsti dalla Special Edition, come i DLC e il supporto alle mod su console, la nuova versione celebrativa offre anche alcuni extra totalmente gratuiti e già implementati, ossia: grafica di nuova generazione su PS5 e Xbox Series X/S con tempi di caricamento ridotti, modalità Sopravvivenza, meccanica della pesca e una speciale mod chiamata Santi e Seduttori. Per quanto riguarda la modalità sopravvivenza, non i giocatori si sono lasciati alle spalle le caverne sotto Helgen, affacciandosi così al mondo aperto di Skyrim, il gioco li sottoporrà a una scelta ben precisa. La modalità Sopravvivenza, attivabile in qualsiasi momento dal menu delle impostazioni, rende l’avventura ancora più verosimile costringendo chi sta dinanzi lo schermo a sottostare a determinate regole. Dal doversi nutrire al riposare regolarmente, passando per l’eventuale cura di malattie destinate a peggiorare, questa novità farà felici sia i giocatori più abili sia chi ricerca un senso di maggiore immersività. Per quanto riguarda la pesca, a patto di avere con sé tutto il necessario per catturare pesci, non esiste specchio d’acqua in tutta le Terra dei Padri che non può essere depredato dei propri abitanti. Tale funzionalità si rende utile a procurarsi cibo nel momento del bisogno, specialmente quando si sceglie di giocare in “sopravvivenza”. Questa meccanica ruota attorno alla pescheria di Riften che si trova vicino al molo dell’omonima città. Interagire con gli NPC che si trovano al suo interno permetterà ai giocatori di seguire questa nuova vocazione, completando varie missioni inedite relative alla pesca.

La Mod “Santi e Seduttori”, che condivide il nome di un libro apparso nell’ultima espansione di Oblivion, incorpora un gran numero di missioni secondarie che gravitano attorno a una quest-line principale. Per intraprendere l’epico viaggio, tuttavia, sarà necessario prima localizzare il khajiiti Ri’saad. Membro di una carovana itinerante, questo NPC tende ad accamparsi vicino ai cancelli delle maggiori città (come Whiterun e Markarth) e può essere spinto a mostrarsi abusando del viaggio rapido. In Skyrim Anniversary Edition sono inoltre inclusi tutti i contenuti del Creation Club, di cui fanno parte 74 MOD, 48 delle quali già disponibili ed altre in arrivo a breve. Questo si traduce in missioni inedite, armi e armature dal design del tutto nuove, dungeon aggiuntivi da esplorare, case da abitare e in cui costruire la propria famiglia virtuale come Dragonborn, e molto altro. La nuova edizione di Skyrim propone performance generali migliorate, sebbene il miglioramento rispetto alla versione Special Edition – già disponibile per il download senza costi aggiuntivi per gli abbonati a Xbox Game Pass – non sia tale da far urlare al miracolo. Ma ricordiamolo, per essere un titolo uscito ben 10 anni fa, questo piccolo capolavoro riesce ancora a competere con le più recenti produzioni. Proprio a sostegno di questa tesi il gioco offre Texture ulteriormente migliorate, specialmente per quanto riguarda i volti dei personaggi principali (incluso ovviamente il protagonista) con ombre visibilmente più marcate e visi in generale più definiti. I tempi di caricamento, già enormemente ridotti nella versione Xbox Series X della Special Edition, risultano effettivamente ridotti anche se di poco, e l’ulteriore lavoro di rifinitura sulle texture si apprezza comunque anche sulla vegetazione e gli effetti di nebbia e foschia, impreziositi dalla ormai ben nota illuminazione volumetrica aggiunta con Skyrim: Special Edition. Tirando le somme, se non avete mai avuto il piacere di avventurarvi nel vasto mondo di The Elder Scrolls V oppure avete giocato alla versione originale del titolo, questo è il momento giusto per farlo in quanto le terre di Skyrim non sono mai state così belle, vive, piene di posti da scoprire e di cose da fare come oggi.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9
Sonoro: 9,5
Gameplay: 9,5
Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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