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Incontro a tutto campo tra Draghi e Letta

Il premier Mario Draghi ha incontrato stamattina, a quanto si apprende da fonti del Nazareno, il segretario del Pd Enrico Letta. Un colloquio previsto da tempo, spiegano le stesse fonti, che è durato circa un’ora ed è definito “molto cordiale e positivo” anche perchè i rapporti tra il premier e l’ex premier sono consolidati.

L’incontro, spiegano dal Nazareno, ha spaziato a 360 gradi su temi di merito, come l’Europa, i vaccini e le politiche economiche di rilancio e di metodo, come il tema del raccordo tra governo e i partiti che lo sostengono.

Il Pd di Letta: subito due donne capogruppo, stop personalismi – “Son sicuro che i gruppi sceglieranno, su una base di una selezione, donne di qualità. C’è una questione Pd, ma è una questione Paese. C’è una quantità di donne straordinarie e bravissime, nel Pd , nelle amministrazioni locali, ma sono sempre un passo indietro, perché il sistema è organizzato con dinamiche di rapporti di forza per cui le donne sono un passo indietro. Nell’anno di pandemia le donne sono la parte che si è indebolita”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in streaming su Repubblica.

“Un partito che ha l’ambizione di essere per il Paese il partito guida del futuro, che sta al centro, non può avere una piccola minoranza di giovani che lo votano, vuol dire che non ha futuro, per questo motivo ho messo al centro della mia riflessione questo tema”. “Il voto a 16 anni – ha spiegato – obbliga i ragazzi a porsi il problema, a sentirsi protagonisti, dai loro un fortissimo messaggio che la politica si interessa di loro”. Quello dello ius soli “penso che sia sempre stato uno dei punti forti della nostra identità e del nostro impegno”.

“In Italia c’è un pessimismo cosmico che dice che non torneremo più all’Italia del boom economico e che possiamo solo fermare il declino. Io credo che non sia così. Nella mia relazione di domenica ho voluto fare un passaggio usando la parola prossimità: vorrei che diventassimo il partito della prossimità. Credo che in un tempo in cui i centri si restringono e la rete delle province diventa più forte, possiamo essere ottimisti sul futuro”.