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“Iniziativa di Intervento Europea” guidata dalla Francia: anche la Finlandia aderisce. L’Italia scettica. Il Ministro Trenta, riterrebbe che ci siano ambiguità fondamentali da chiarire

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Nel corso di una conferenza stampa durante la visita ufficiale del presidente francese Emmanuel Macron lo scorso giovedì ad Helsinki, il presidente Sauli Niinistö ha dichiarato che la Finlandia firmerà una lettera di intenti in autunno per aderire alla cosiddetta “Iniziativa di Intervento Europea” guidata dalla Francia che, una volta stabilita, intende essere in grado di reagire a situazioni vicine ai confini europei senza l’assistenza della NATO o degli Stati Uniti.

Niinistö ha ringraziato il presidente Macron per le sue iniziative dicendo che stava aspettando una discussione del genere da circa dieci anni. “È estremamente importante, non solo per la Francia, non solo per la Finlandia e non solo per l’Europa, ma per il mondo intero che l’Europa cominci ad assumere maggiori responsabilità per la propria sicurezza e il proprio ruolo nel mondo. Nel mondo di oggi la forza è rispettata. E se desideriamo sostenere posizioni che rispettiamo, dobbiamo apparire forti. Questo è quello che rileva in Europa al momento, penso. Ed è importante portare quella bandiera “.

Finora, nove paesi dell’UE hanno annunciato la loro decisione di aderire alla coalizione dei volenterosi, di Macron, ovvero Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Estonia, Spagna, Portogallo e Regno Unito

La Francia prevede una forza militare europea schierabile al di fuori degli attuali impegni dell’UE. Niinistö ha affermato che è strategicamente importante per tutti sapere che l’Europa rimarrà unita. Il presidente ha aggiunto che la Finlandia vuole sinceramente essere coinvolta nella costruzione di un’Europa sicura la cui voce possa essere ascoltata. Macron si è detto compiaciuto del fatto che la Finlandia abbia deciso di unirsi alla forza di intervento che porrebbe le basi per una strategia di difesa comune. Macron ha aggiunto che voleva rafforzare il trattato fondativo dell’UE per includere una clausola di solidarietà automatica che sarebbe vincolante per tutti gli stati membri. Secondo una comunicazione ufficiale, i due leader hanno discusso, tra le altre questioni, della politica di sicurezza e di difesa, delle relazioni con la Russia e Stati Uniti, sui cambiamenti climatici, su questioni artiche e sullo ‘ stato dell’ordine internazionale multilaterale basato su regole’.
Questa rapida espressione di interesse ad aderire all’iniziativa francese potrebbe però significare, al di la delle motivazioni formali, l’interesse della Finlandia a dotarsi di una rete di sicurezza su cui fare affidamento come contrappeso al rinato imperialismo russo, e la Russia è il tradizionale vicino con cui avere storicamente rapporti amichevoli ma non fidandosene troppo.

Italia scettica

Da parte sua, l’Italia non sembra intenzionata ad aderire a questo progetto. Infatti, il ministro della Difesa italiano, Elisabetta Trenta, riterrebbe che ci siano ambiguità fondamentali da chiarire e che siano necessari più elementi per comprendere la complementarietà della proposta francese con la Difesa europea (Pesco) e la NATO. L’interesse francese, più che per una rapida forza di intervento europea in possibili aree di crisi, sembra essere quello di fare la primadonna. Non un interesse paneuropeo, ma un interesse francese diffuso nel continente. E lo scetticismo sembra doveroso.

Gianfranco Nitti

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Brexit, record di firme per chiedere nuovo referendum. Gli inglesi: “Vogliamo l’Ue”

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Gremita la manifestazione di protesta contro la Brexit in corso a Londra, con migliaia di persone radunatesi presso la centralissima Park Lane e in marcia verso Parliament Square a Westminster da Hyde Park Corner, con la conseguente chiusura di diverse strade nella zona. Le bandiere azzurre con le stelle gialle dell’Ue la fanno da padrona tra la folla. Record formalizzato, oltre le 4,2 milioni di firme, per la petizione popolare lanciata sul web per chiedere al Parlamento britannico la revoca dell’articolo 50, e quindi lo stop della Brexit, a dispetto del voto referendario di 3 anni fa. Lo riportano i media sulla base dei numeri dal sito di Westminster che segnalano il sorpasso rispetto a un’analoga iniziativa condotta nel 2016 dallo stesso fronte pro Remain per invocare (allora invano) un referendum bis.

Sono più di un milione le persone scese in piazza a Londra nel grande corteo anti Brexit di oggi per invocare un secondo referendum. Lo affermano i promotori della piattaforma ‘People’s Vote’, parlando di una partecipazione “straordinaria”. La cifra, non corroborata da fonti indipendenti, va oltre quella indicata nella precedente manifestazione analoga svoltasi sempre nel cuore della capitale britannica nell’ottobre scorso con una stima accreditata di 700.000 persone circa.

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Sparatoria a Utrecht: feriti

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Spratoria a Utrecht in Olanda. Ci sarebbero diversi feriti.
Un uomo ha sparato sui passeggeri di un tram che attraversava una zona residenziale e periferica della città in piazza 24 ottobre.

La polizia ha isolato la piazza, sul posto sono arrivati i soccorsi insieme alla squadra speciale antiterrorismo. La sparatoria è avvenuta intorno alle 10:45 locali. Tre elicotteri stanno sorvolando l’area.

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Nuova Zelanda, attacco in diretta Facebook: 49 morti

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Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda: il bilancio è di 49 morti. L’autore dell’attacco si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni. L’uomo, originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese, lo ha rivendicato con motivazioni anti-immigrati. In tutto arrestate 4 persone. La premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha affermato che la strage è stata frutto di un “attacco terroristico“, ed ha aggiunto: “E’ uno dei giorni più bui” per il Paese.

L’autore degli attacchi odierni ha ripreso la strage in diretta streaming. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network, ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick.

Il killer ha detto di ispirarsi al terrorista islamofobo di estrema destra norvegese che nel luglio del 2011 uccise 77 persone a Oslo e sull’isola di Utoya: “Ho letto gli scritti di Dylan Roof e molti altri, ma ho preso la mia vera ispirazione solo da Breivik“. Secondo quanto emerge dal manifesto anti-migrati di 74 pagine dello stesso Tarrant pubblicato su Internet,  aveva preannunciato il suo gesto su un forum online e pianificava gli attacchi da due anni.  

Le due mitragliatrici usate dal killer erano coperte con scritte in inchiostro bianco che facevano riferimento ad antiche battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane: tra queste, una riportava anche il nome Luca Traini‘, l’estremista di destra autore dell’attacco contro migranti compiuto l’anno scorso a Macerata. Parla il suo legale: “Sconcerto e condanna”

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