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INTERCETTAZIONI: NIENTE CARCERE PER I GIORNALISTI

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Il testo è stato messo a punto e stabilisce che vi è reato qualora la diffusione della registrazione avviene per il fine unico di diffamare

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di Angelo Barraco
 
Roma – Si è parlato di intercettazioni, del rischio di non poterne fare più un uso per un fine investigativo da parte dei giornalisti e dalla politica e dalle piazze italiane si è sentito il boato della polemica e dei pareri opposti “si va bene sono d’accordo; no non va bene mi oppongo”, i commenti degli italiani. Ma intanto, tra una polemica e l’altra, è arrivato nell’Aula della Camera l’emendamento PD che cambia il testo di riforma del processo penale che è stato approvato dalla commissione Giustizia di Montecitorio e che riguarda le intercettazioni. In seguito alle polemiche mosse dal M5S, il testo è stato messo a punto e stabilisce che vi è reato qualora la diffusione della registrazione avviene per il fine unico di diffamare. E’ stato firmato da Walter Verni e David Ermini e tale emendamento sostituisce la legge delega: “prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione al solo fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilita' e' esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzabili nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca”. Inoltre le proposte di modifica sono altre, come quella sugli ascolti e la legge prevede che il PM abbia un tempo di 3 mesi per decidere poi se archiviare o avviare un’azione penale. Nel testo si legge: ”si applicano a procedimenti nei quali le notizie di reato sono iscritte nell'apposito registro di cui all'art. 335 codice di procedura penale successivamente all'entrata in vigore della presente legge”. Per quanto riguarda gli ascolti, Ncd resta ferma sulle sue posizioni e non presenta modifiche all'emendamento a prima firma Pagano presentato in commissione. L’intercettazione è sempre stato un mezzo che ha concesso ai giornalisti di smascherare truffatori dello Stato, soggetti all’interno dello Stato che truffano lo Stato stesso, falsi medici e quant’altro. Le tele camerine, i registratori hanno fatto si che costoro fossero stati scoperti, denunciati e talvolta arrestati.
 
Gli umori di qualche giorno fa sulla vicenda intercettazioni: L’emendamento di Area Popolare (Ncd-Udc) prevede la reclusione fino a 4 anni per coloro che effettuano registrazioni video e audio di nascosto al fine di recare danno al soggetti. Ma se le registrazioni contengono materiale importante e i soggetti tengono a cagionare la salute di altre persone, tendono a truffare e quindi sono loro a rovinare la reputazione altrui la legge come si muove? Intanto si ricomincia a parlare di legge bavaglio, e tra le norme c’è l’emendamento firmato da Alessandro Pagano che precisa “la punibilità è esclusa quando le riprese costituiscono prova nell'ambito di un procedimento dinnanzi all'autorità giudiziaria o utilizzate nell' esercizio del diritto di difesa”. Ci sarà un emendamento che escluderà i professionisti dalla norma ma vi è anche un altro rischio, ovvero che le norme possano bloccare trasmissioni come Report, Le Iene e Striscia La Notizia. Intanto la politica è in agitazione e le voci si fanno alte. Intanto Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha delle perplessità “delle riserve e c'è una riflessione da fare”. Si è espresso sul delicato argomento dell’introduzione del carcere in caso di violazione “Questo è un emendamento che dovremmo valutare nell'impatto complessivo, perché in generale sono contrario alle sanzioni che prevedono il carcere per veicolazione di informazioni – dice in un’intervento a ilfattoquotidiano- Va specificato che si va a colpire chi carpisce informazioni in via fraudolenta” aggiunge inoltre “Non è l'orientamento del governo prevedere la galera per i giornalisti, c'è ancora il bicameralismo, vedremo il testo finale”. I M5S contestano e con pugno duro accusano maggioranza e governo di aver approvato una “porcata a danno della libera informazione”. Il Vicepresidente del M5S, dopo che la seduta viene chiusa, esclama “Se Berlusconi voleva mettere il bavaglio alla stampa, Renzi va ben oltre:questa è un'epurazione di massa”. Intanto Donatella Ferranti del Pd che sarà la relatrice del ddl sulla riforma sottolinea che la ratio di queste norme è la tutela dei privati, nessuno vuole mettere il bavaglio ai giornalisti e te tende a puntualizzare che “"Come relatore sono disponibile a riflettere su piccoli aggiustamenti che possano servire a chiarire”. Intanto dal blog di Grillo si legge la rabbia e la voglia di dar battaglia, scrivono e urlano a gran voce “"Noi lo diciamo fin da ora: siamo pronti a dar battaglia per difendere la libertà d'informazione. Il Governo pare voglia mettere una stretta alla pubblicazione delle intercettazioni –scrivono inoltre che- Ci aveva provato già Silvio Berlusconi, ed oggi ci ri-prova il Partito Democratico. Il progetto prevede che nelle ordinanze di custodia cautelare i magistrati non possano inserire intercettazioni che non abbiano rilevanza penale, che finiranno in un archivio riservato nella disponibilità di pochi. Ma la cosa grave è che si prevedono severe punizioni per imbavagliare i giornalisti che le pubblicano”. Sottolineano inoltre che le intercettazioni hanno rappresentato un punto importante per scovare il malaffare, la corruzione, scambi di tangenti e intrighi politici. 
 
Le storie. Ma le intercettazioni nel nostro paese sono un contorno di una terra arida e piena di insidie ma soprattutto con tanta nebbia, dove tutto non è mai chiaro, dove i politici dicono, non dicono e ritrattano. L’ultima vicenda di intercettazioni riguarda  il chirurgo Matteo Tutino, primario dell'ospedale palermitano di Villa Sofia arrestato per truffa al sistema sanitario, in un conversazione con il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, avrebbe affermato che l'assessore alla Salute, Lucia Borsellino, "va fermata, fatta fuori. Come suo padre", il giudice ucciso nella strage di via D'Amelio. La reazione dell’Italia è stata come un fulmine a cielo aperto e alla vigilia della commemorazione del 23esimo anniversario per la strage in Via D’Amelio, per ricordare la morte del Giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia, le polemiche non mancano, soprattutto in seguito a quanto emerso dal Governatore della Sicilia in un’intercettazione con il suo medico Matteo Tutino. Rita Borsellino, la sorella del magistrato, ha inviato un sms a Crocetta, dicendo che la sua presenza non è ben gradita. L’intercettazione di Crocetta, pubblicata su l’Espresso, ha scosso gli animi di chi crede ancora in quel tipo di lotta e in quel tipo di giustizia che è diventata un simbolo per un’Italia ormai attorniata e piegata dalla corruzione, dal malaffare e dalla prevaricazione dell’interesse individuale a discapito dell’interesse collettivo. Sulle intercettazioni di Crocetta i pm smentiscono e dicono inoltre che di tale conversazione non vi è traccia nelle inchieste della Procura, ma il direttore dell’Espresso ribadisce che c’è, ma non h aggiunto altro. 
 
Un caso che è emerso grazie alle intercettazioni è stato quello di Berlusconi e delle escort che vedevano coinvolto il cavaliere in menage con ragazze e sono emesse registrazioni nel processo Ruby Ter. In tale inchiesta –chiusa con 34 indagati- è stata depositata una registrazione audio in cui vi è Barbara Guerra che, in un messaggio audio inviato tramite Whatsapp ad Ioana Visan dice di essere insoddisfatta per non aver ricevuto la macchina che aveva chiesto al tesoriere di Giuseppe Spinelli, tesoriere di Silvio Berlusconi. E dice “Domani butto giu' il cancello di Arcore comunque, vado a rubargli una macchina al vecchio”, Barbara Guerra, in un altro file audio, dice: “Ho appena richiamato Arcore e mi sono incazzata che io sono la p…… sono a 35 anni zitella perche' la p…… del presidente non la vuole piu' nessuno,  mi sono incazzata come una bestia, io del bla bla bla del burattino di Spinelli non me ne faccio piu' un c…. gli ho detto di riferirlo al presidente che se no io vado la' e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti,  stasera veramente gli entro in casa”. La donna si lamenta con Spinelli e invia un sms nel febbraio 2014 dove scrive: “Dica al presidente che sono nella merda per colpa sua. Sto aspettando ancora la consegna della vettura. Io andro' con il mio legale in questura se non mi risolve i problemi che lui mi ha recato! Non ho ricevuto nulla. Ho urgenza per la vettura ragioniere. Grazie”. Il procuratore Edmondo Bruti Liberati e il procuratore aggiunto Pietro Forno insieme al pm Tiziana Siciliano e al pm Luca Gaglio, titolari dell’inchiesta “Ter”, durante una conferenza hanno spiegato che Ruby, dei 7 milioni ricevuti da Berlusconi, avrebbe investo 2 milioni a Dubai. Secondo i pm, Ruby avrebbe intascato da Berlusconi soldi in contanti, compresi 800mila euro tra 2013 e metà 2014 e colui che si occupava di custodire i versamenti era l’avvocato Luca Giuliante. I pm ritengono che tra Berlusconi, Ruby e le altre ragazze, le cosiddette “olgettine”, vi fosse un accordo corruttivo risalente al periodo delle cene ad Arcore. Il pm spiega che “l'esborso di illeciti pagamenti in denaro per oltre 10 milioni di euro, oltre alla corresponsione di utilità quali concessione a titolo gratuito di case, pagamento di utenze, spese mediche e altre, unitamente a doni di elevato valore economico quali autovetture”. I pm ritengono che 3 milioni di euro sarebbero andati alle ragazze per non farle parlare e 7 milioni a Ruby. I soldi servivano per comprare il silenzio o rendessero dichiarazioni false nei due processi Ruby. Dalle indagini è emersa una 'tranche' da 400mila euro versata alla marocchina (avrebbe preso soldi fino allo scorso marzo), circa il 50% sarebbero finiti a Luca Risso. Gli inquirenti attendono una rogatoria avviata in Messico per fare ulteriori accertamenti. 

Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Salute

Coronavirus, Variante Delta: più resistente ai vaccini, in particolare a una singola dose

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Preoccupazione per il potenziale impatto della variante Delta nei paesi più poveri

La variante Delta di Covid-19, identificata per la prima volta in India, è oggi presente in 74 paesi e continua a diffondersi rapidamente tra i timori che possa diventare il ceppo dominante in tutto il mondo.

Focolai della variante Delta sono stati confermati in Cina, Stati Uniti, Africa, Scandinavia e paesi dell’area del Pacifico. Gli scienziati riferiscono che sembra essere più trasmissibile, oltre a causare malattie più gravi.

Negli Stati Uniti, secondo l’ex commissario della Food and Drug Administration Scott Gottlieb, i casi della variante Delta raddoppiano all’incirca ogni due settimane e rappresentano il 10% di tutti i nuovi casi, mentre nel Regno Unito rappresenta oltre il 90% dei nuovi casi.

Mentre le autorità sanitarie di tutto il mondo stanno raccogliendo e condividendo dati sulla diffusione della nuova variante, il timore è che nei paesi in via di sviluppo, con sistemi di monitoraggio meno robusti, la variante Delta possa già essersi diffusa molto più di quanto riportato.

Ashish Jha, il preside della scuola di sanità pubblica della Brown University negli Stati Uniti, la scorsa settimana ha definito la variante Delta “la variante più contagiosa che abbiamo visto finora”.

Come accaduto cone le precedenti varianti di coronavirus durante la pandemia, la variante Delta si sta dimostrando perniciosa ed efficace nell’evitare i controlli alle frontiere e le misure di quarantena. In Australia, sono stati osservati casi a Melbourne nonostante i severi controlli.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità già ad Aprile aveva designato la variante Delta come una variante di interesse per poi definirla una variante di preoccupazione l’11 maggio.

Sembra causare sintomi più gravi, secondo le prove osservate in India e altrove, tra cui mal di stomaco, nausea, vomito, perdita di appetito, perdita dell’udito e dolori articolari.

Le prove provenienti da Guangzhou in Cina, in particolare, sono state definite come preoccupanti. Lì, i funzionari sanitari hanno riferito che il 12% dei pazienti si ammala in modo grave o critico entro tre o quattro giorni dall’insorgenza dei sintomi – fino a quattro volte superiore rispetto alle precedenti epidemie – e gli individui malati infettano più persone.

La ricerca in Cina, rispecchiando a grandi linee quella nel Regno Unito, dove la variante Delta è diventata dominante, ha anche scoperto che il ceppo sembra essere un po’ più resistente ai vaccini, in particolare a una singola dose.

Tutto ciò ha suscitato un rinnovato dibattito su come i governi dovrebbero rispondere alla variante Delta. Tra le difficoltà nel prevenire la diffusione della variante a livello globale, diversi paesi stanno tentando approcci diversi per cercare di controllarne la diffusione.

Forse il più radicale, come si è visto anche nello scoppio iniziale del coronavirus a Wuhan, è stato l’approccio della Cina dopo il primo caso confermato della variante Delta, in una donna di 75 anni a Liwan, un distretto della città meridionale di Guangzhou. , dopo aver visitato un ristorante.

Ha richiesto nuove misure tra cui veicoli navetta senza conducente che consegnano cibo e forniture a decine di migliaia di persone nei distretti che sono sotto stretto isolamento, mentre una flotta di 60 droni garantisce che le persone rimangano in casa.

L’Indonesia ha dichiarato lunedì di aspettarsi che una nuova ondata di infezioni da coronavirus raggiungerà il picco all’inizio di luglio, poiché la variante Delta diventa più dominante in alcune aree e con l’occupazione degli ospedali a Giacarta che raggiunge il 75%.

I casi in India sono diminuiti nelle ultime settimane e il Regno Unito, in particolare, viene osservato da vicino come il canarino nella miniera di carbone da paesi i cui programmi di vaccinazione sono già a buon punto, come gli Stati Uniti e Israele, desiderosi di capire cosa l’avvento della variante Delta significa per ricoveri e decessi.

Parlando a Face the Nation della CBS, Gottlieb, che fa parte del consiglio di amministrazione di Pfizer e ha scritto un libro sulla pandemia, ha affermato che era inevitabile che la variante Delta diventasse dominante negli Stati Uniti. “Guarda, e continuerà a diffondersi. È preoccupante. Sembra essere più trasmissibile… Quindi questo è più contagioso. Sembra che le persone che contraggono questo virus abbiano cariche virali più elevate e abbiano quelle cariche virali per periodi di tempo più lunghi”, ha affermato. “In questo momento negli Stati Uniti si tratta di circa il 10% delle infezioni. Raddoppia ogni due settimane. Quindi probabilmente diventerà il ceppo dominante qui negli Stati Uniti”.

I commenti di Gottlieb hanno fatto eco a quelli di Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, che una settimana prima aveva avvertito che gli Stati Uniti non potevano permettere che la variante Delta diventasse dominante come era successo nel Regno Unito.

“Chiaramente ora la sua trasmissibilità sembra essere maggiore del tipo selvatico”, ha detto Fauci. “Questa è una situazione, come era in Inghilterra dove avevano un B.1.1.7 [variante Alpha] dominante, e poi la [variante Delta] ha preso il sopravvento. Non possiamo permettere che ciò accada negli Stati Uniti”.

Per ora, tuttavia, gli Stati Uniti – dove il 43,6% degli adulti sono completamente vaccinati – si attengono alla loro politica di protezione contro la variante incoraggiando la vaccinazione, con poca pressione per nuovi blocchi o restrizioni simili.

Mentre la preoccupazione sta aumentando nei paesi con sistemi sanitari e programmi di vaccinazione ben sviluppati, la cosa più preoccupante è il potenziale impatto della variante Delta nei paesi più poveri.

Gli ospedali della capitale della Repubblica Democratica del Congo, Kinshasa, sono stati “travolti” dall’aumento dei contagi da Covid. Il presidente, Félix Tshisekedi, ha affermato che il Paese è nel mezzo di una terza ondata guidata in parte dalla variante Delta. “Prenderò misure drastiche per affrontare questa recrudescenza della malattia. Parliamo in particolare della variante indiana”, ha detto Tshisekedi, senza specificare quali misure avesse previsto.

Il governo dello Zimbabwe ha annunciato nel fine settimana un blocco localizzato di due settimane per i distretti di Hurungwe e Kariba dopo aver rilevato la variante Delta. Il governo ha affermato che negli ultimi tre giorni sono stati registrati più di 40 casi.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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