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Investiti da un auto mentre stanno seduti al bar: sette feriti a Giussano in Brianza

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Momenti di paura poco dopo le 12 a Giussano, in Brianza, dove – a seguito di un incidente stradale – alcune persone sedute all’esterno del bar “River Cafè” di via delle Rimembranze sono state investite da un’auto.

Sette i feriti: il più grave è un 55enne trasportato in elisoccorso all’ospedale Niguarda per una frattura alla gamba.

Due persone, un 47enne e un 27enne, sono stati portati a Desio con traumi lievi, altre due persone – un uomo di 35 e una ragazza di 22 – sono state valutate in codice giallo, mentre una 51enne e una signora di 80 anni sono state portate a Monza.
Sul posto in tutto sono intervenute quattro ambulanze, un’automedica e l’elisoccorso di Como, oltre che i vigili del fuoco. Per collaborare al soccorso sanitario sono state inviate l’autopompa di Desio e i moduli di supporto dei distaccamenti di Seregno e di Lissone. Sono ancora in fase di valutazione – dicono i pompieri – le dinamiche del sinistro. 

Uno stop non rispettato da parte di una donna di 80 anni di Carugo (Como) ha innescato l’incidente che oggi ha provocato il ferimento di alcune persone, sedute ai tavolini di un bar di Giussano (Monza). A quanto emerso l’anziana, dopo aver ignorato la segnaletica, é finita addosso alla Jeep Compass guidata da una 52enne, che é finita a sua volta contro un albero, per poi piombare sui tavolini del bar.

Oltre a quattro clienti del locale, in quel momento seduti per un aperitivo, é rimasto lievemente ferito il titolare del bar, un 28 enne di Giussano. Ad avere la peggio é stato un uomo di 55 anni, trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano, con traumi alle gambe e al bacino, attualmente stabile e fuori pericolo di vita. Anche un altro cliente del bar, di 46 anni, è in condizioni stabili in ospedale a Desio (Monza) con traumi giudicati non gravi. Negli ospedali di Carate Brianza e Verano Brianza sono in osservazione con ferite lievi una 23enne e un uomo. Sulla dinamica dell’incidente è al lavoro la Polizia locale.

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Civitavecchia, sospesa la licenza al “locale delle risse”

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CIVITAVECCHIA (RM) – E’ stato chiuso con Provvedimento del Questore di Roma, ex art. 100 T.U..L.P.S., un locale del lungomare dove, nel mese di agosto, si era consumata una violenta rissa tra alcuni avventori ed un dipendente della struttura.
I fatti risalgono alla notte tra il 5 ed il 6 agosto, quando, all’ingresso del locale, ubicato sull’arenile del lungomare Thaon de Revel, un gruppo di ragazzi si fronteggiava, animatamente, con un addetto alla sicurezza del locale, fino a farne scaturire una rissa, ripresa con i cellulari e poi pubblicata su alcuni social network.
 
Gli agenti del Commissariato di Civitavecchia, venuti a conoscenza del video, hanno subito avviato le indagini risalendo agli autori della rissa ed al locale teatro dell’episodio. Le indagini si concludevano con la denuncia per il reato di rissa di 3 giovanissimi civitavecchiesi ed un 33enne, con mansioni di addetto alla sicurezza del locale ma non formalmente assunto e privo dei requisiti per esercitare tale mansione. L’uomo ed uno dei ragazzi venivano inoltre denunciati per il reato di percosse a seguito delle reciproche querele presentate.
 
Il provvedimento di sospensione della licenza e la conseguente chiusura del locale per 10 giorni, emesso dal Questore di Roma, dopo una attenta istruttoria da parte della Divisione Polizia Amministrativa, si è resa necessaria in considerazione del grave episodio accaduto e soprattutto poiché, né l’addetto alla sicurezza né tantomeno l’esercente la proprietà dell’esercizio commerciale, ritenevano di richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine, ma soprattutto perché il locale in questione già nell’estate del 2021 era stato teatro di analoghi gravi episodi che, anche in quel caso, avevano generato un analogo provvedimento di chiusura.



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Vicovaro, trovati 50 chili di droga in un deposito agricolo per un valore di circa un milione di euro

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VICOVARO (RM) – I Carabinieri della Stazione di Vicovaro hanno sequestrato quasi 50 kg di sostanze stupefacenti a carico di ignoti. I militari, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio e nell’ambito dell’azione di contrasto dei reati predatori ai danni delle aziende agricole del territorio, hanno rinvenuto, nei giorni scorsi, tre borsoni occultati all’interno di un deposito di attrezzi agricoli e maneggio.
 
L’immediato controllo delle borse ha permesso di accertare che all’interno era contenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ed in particolare:
 
–         28 kg di cocaina;
–         15 kg di hashish;
–         1 kg di marjuana;
–         nonché della sostanza verosimilmente del tipo di metanfetamina.
 
La droga, il cui valore di mercato sfiora il milione di euro, è stata sottoposta a sequestro a carico di ignoti ed è stata posta disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le successive analisi di laboratorio.
 
 
 



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Nettuno, perseguita da mesi l’ex moglie: allontanato

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NETTUNO (RM) – I Carabinieri della Stazione di Nettuno hanno notificato ad un uomo italiano di 53 anni, un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e contestuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dai familiari.Il provvedimento nasce dalla denuncia presentata dalla ex moglie, lo scorso mese di maggio, presso la Stazione Carabinieri di Nettuno. Nell’atto la donna denuncia che l’uomo, a decorrere dal mese di febbraio 2022, si era reso responsabile di numerosi atti persecutori nei suoi confronti. L’Autorità Giudiziaria dopo la denuncia aveva già emesso questa misura che però perdeva efficacia a seguito di istanza presentata dal difensore della ex moglie, la quale voleva evitare di infierire nei confronti dell’ex marito, nella speranza che cessasse le sue condotte illecite. Purtroppo la donna è stata costretta presentare nuove denunce in cui segnalava che i comportamenti dell’ex marito sono perdurati e così l’Autorità Giudiziaria ha disposto nuovamente la stessa misura cautelare personale.Inoltre, è stato applicato anche il dispositivo elettronico, al fine di controllarne gli spostamenti e verificare che l’uomo si tenga ad una distanza di almeno 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa.

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