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Cronaca

ISABELLA NOVENTA: 124MILA EURO E 2 PISTOLE A CASA DEL COMPAGNO DI DEBORA SORGATO

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Il materiale è stato posto sotto sequestro dagli inquirenti. Ma a chi appartengono tutti quei soldi? A cosa servivano quelle due pistole?

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di Angelo Barraco
 
Padova – La morte di Isabella Noventa è ancora avvolta da una fitta nube misteriosa, all’interno di questa storia però stanno emergendo degli aspetti inediti di rilevante importanza. E’ stata eseguita una perquisizione presso l’abitazione del compagno di Debora Sorgato, un maresciallo dei Carabinieri e dalla perquisizione sono emersi elementi  di enorme rilievo investigativo poiché in un armadio sono stati trovati 124 mila euro in mazzette e due pistole: una Beretta calibro 765 e 71 proiettili e una Astra calibro 9×21 con 51 proiettili. Ma come sarebbe avvenuta la scoperta di tale materiale? Il giorno dell’interrogatorio di Freddy Sorgato, Debora Sorgato e Manuela Cacco, ovvero lunedì, l’uomo avrebbe chiamato i colleghi riferendo di aver trovato all’interno di alcuni scatoloni, del materiale appartenente alla compagna Debora Sorgato. Immediatamente i militari si sono precipitati a casa dell’uomo e hanno rinvenuto 10mila euro all’interno di una busta, all’interno di un cartone. Le ricerche si sono estese in loco e all’interno di un sacco sono state rinvenute diverse mazzette, in totale 124mila euro. Il materiale è stato posto sotto sequestro dagli inquirenti. Ma a chi appartengono tutti quei soldi? A cosa servivano quelle due pistole? Saranno gli accertamenti a stabilire se le pistole hanno già sparato. Si avanza un’ipotesi in merito alla provenienza dei soldi e delle armi, l’ex compagno di Debora Sorgato, deceduto il 30 agoso 2002, era noto per aver compiuto rapine. Sono sue quelle armi? E quei soldi? 
 
In data 7 marzo è stata interrogata dal Pubblico Ministero Manuela Cacco, annullati invece gli interrogatori di Freddy Sorgato e la sorella Debora. Manuela Cacco ha chiarito la sua posizione precisando di non aver visto il corpo della donna né di conoscere la sua fine. La donna ha fatto delle precisazioni in merito alle sue dichiarazioni sottolineando che quella sera ha dato la sua disponibilità a Freddy Sorgato per la messinscena del passaggio in vista delle telecamere, nel centro di Padova. 
 
E’ stato eseguito un sopralluogo a casa di Freddy Sorgato e ha portato risultati positivi ai fini investigativi. I rilievi hanno portato al rinvenimento di tracce biologiche sul pavimento della cucina, si presume possa trattarsi di sangue ripulito. Le tracce sono state sottoposte al luminol –utilizzato principalmente per rilevare sostanze ematiche- e l’esito è stato positivo e si trovavano davanti al piano cottura. Ma le ricerche non si sono limitate alla sola cucina di Freddy, poiché gli inquirenti hanno rinvenuto altro materiale importante per le indagini e hanno allargato le ricerche anche fuori dall’area interessata. La decisione è stata presa dai vertici investigativi che hanno deciso di analizzare anche bidone della spazzatura di colore grigio che si trovava fuori dalla casa e dei secchi con stracci, e uno spazzolone posti sotto la scala. Ad eseguire gli accertamenti è stata la Dottoressa Caenazzo. L’ipotesi è che la cucina sia stata ripulita dopo il delitto di Isabella Noventa. L’esito delle tracce biologiche arriverà nell’arco di 30 giorni. Non sarebbero state trovate tracce biologiche su coltelli e/o oggetti che avrebbero potuto cagionare la morte di Isabella. Sono state eseguite indagini anche sulla Golf di Debora Sorgato. Come mai questi accertamenti tecnici? Il pm Falcone ha affidato una consulenza tecnica alla professoressa Caenazzo dell’istituto di medicina legale di Padova. L’accertamento è  irripetibile. Gli imputati hanno nominato, tramite i loro legali rappresentanti, degli esperti di fiducia per svolgere esami e individuare eventuali tracce biologiche. Nella giornata di ieri sono state sentite come persone informate sui fatti: Paolo Noventa (fratello di Isabella), Piero Gasperino (l’ex marito di Isabella Noventa), Carla Comisso (amica di Isabella), Riccardo Lentini (detective che aveva pedinato Isabella per volontà di Freddy Sorgato), il maresciallo e compagno di Debora Sorgato. I colloqui sono durati poco, tranne quello del militare, che è durato circa due ore. Gli inquirenti hanno chiesto all’uomo come mai non si fosse accorto dei comportamenti di Debora nel periodo della scomparsa di Isabella. L’uomo ha risposto a tutte le domande e ha ammesso anche la sua conoscenza con Freddy. 
 
Si sospetta che Isabella possa essere stata uccisa nella cucina di Freddy e poi nascosta altrove, forse con l’ausilio della Golf. Parallelamente alle indagini degli inquirenti, ma lungo un binario che conduce ad un’unica meta, c’è l’Avvocato Balduin che sta conducendo meticolosamente delle indagini. In merito all’occultamento del cadavere ha ipotizzato che il corpo potrebbe essere stato occultato all’interno di cisterne. Ha dichiarato al Mattino di Padova: “Ci sono delle cisterne, non di camion ma di alcuni casolari a Noventa Padovana che potrebbero essere state utilizzate da Freddy per sbarazzarsi del corpo di Isabella” e ha aggiunto “Sono spazi di cui la famiglia di Freddy dispone a Noventa Padovana”.
 
Il legale della famiglia Noventa, l’Avvocato Gian Mario Balduin, sta svolgendo anche le sue indagini personali, precisamente sul patrimonio di Freddy Sorgato e su un possibile collegamento con la Mala del Brenta. Ma come nasce il collegamento Sorgato-Mala del Brenta? Le accurate indagini svolte dal legale della famiglia Noventa hanno come fulcro la società Maison Srl, il cui unico socio è Freddy Sorgato. La società è nata nel 2005, ha sede a Padova in via industria e ha dichiarato un capitale che ammonta a 119 mila euro. La nascita della società coincide con i problemi giudiziari di Manuela Cacco e il suo ex marito. Ma cosa c’entra la Mala del Brenta in tutto ciò? La Cacco era stata condannata a 2 anni di reclusione per rapine a diversi orafi. Questo elemento sarebbe il punto di congiunzione tra la società di Freddy Sorgato (Maison Srl), del marito di Manuela ( appartenente alla Mala del Brenta). Le indagini del legale stanno cercando di appurare che i soldi della società fossero di proprietà della Cacco e dell’ex marito. L’Avvocato ha dichiarato al Mattino di Padova: “Secondo alcuni documenti da noi analizzati Sorgato risulta proprietario di diversi immobili tra Padova e Noventa che tiene sfitti e che occupa nel momento più propizio, quando cioè servono a persone per così dire “importanti” e ha aggiunto “Ci sarebbe un giro di denaro che da più parti entrerebbe direttamente alla Maison Srl, ma di fatto Freddy non sarebbe che un custode di tali capitali”. Quindi Freddy Sorgato sarebbe il tramite. Ha precisato inoltre che: “Siamo ormai convinti che l’omicidio di Isabella non possa essere ricondotto a un mero motivo passionale fatto di gelosie e odi. Per questo stiamo verificando alcune circostanze economiche legate a traffici di Freddy che Isabella potrebbe aver scoperto”.
 
Gli inquirenti punteranno la loro attenzione su 8 cellulari e 5 computer, Chiavette USB e SD Card, il tutto sequestrato a Freddy Sorgato, Debora Sorgato e Manuela Cacco. La tecnologia potrebbe molte risposte agli inquirenti poiché proprio da quei cellulari o da quei computer potrebbe essere stato pianificato il delitto di Isabella. Un altro mistero riguarda la telefonata giunta alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, e mai trasmessa, in cui un uomo del Centro Sud ha riferito che la donna si era allontanata in seguito ad una grossa vincita. La vincita in questione, afferma il telefonista, sarebbe stata riscossa dall’Avvocato N.G. che però ha smentito categoricamente tutto. La procura sembra essere intenta nell’assegnare una perizia fonetica e chiarire l’identità del telefonista. Chi ha chiamato la trasmissione? Chi aveva interesse nel depistare? E’ opera di un mitomane o c’è dell’altro? 
 
Il 25 febbraio, ricerche sono ripartite dal punto esatto in cui Freddy ha riferito agli inquirenti di aver gettato il corpo di Isabella, ma l’esito è stato negativo. Successivamente le ricerche si sono concentrate, con l’ausilio dei cani molecolari, nei terreni situati di fronte casa di Freddy, in Via Sabbioni. La terra è mossa in quelle zone, in seguito ai lavori ma al momento non vi è alcuna traccia di Isabella Noventa. Gli inquirenti hanno setacciato anche la villa di Freddy Sorgato, hanno perlustrato il casolare che allo stato attuale viene utilizzato per gli attrezzi, hanno perlustrato anche il giardino ma nessuna traccia è stata trovata. Si era scavato ieri, ma senza alcun esito. Sono state compiute perquisizioni anche presso la tabaccheria di Manuela Cacco ma senza alcun esito. Le ricerche vengono compiute anche con il georadar. Dove è stato nascosto il corpo di Isabella Noventa? 
 
 Le indagini proseguono senza sosta anche sulle finanze di Freddy Sorgato ed è emerso che lui, oltre ad essere proprietario della villa ormai nota, e della società Maison Srl, risulta proprietario della casa in cui vive la sorella con il figlio. Ma non è tutto, poiché sembra che ci sia molto di più. Freddy Sorgato ricordiamo che prendeva uno stipendio di circa 1.600 euro con il lavoro di camionista, in più faceva il lavoro di massaggiatore. Dagli accertamenti è emerso che risulta proprietario di cinque abitazioni, compresa la casa di Debora Sorgato. Emerge inoltre che in seguito alle denunce presentate da Isabella non fu mai aperta un’inchiesta, anche se fu interrogata Manuela Cacco. Nella giornata di Venerdì 27 febbraio, il pm affiderà una consulenza tecnica all’esperto informatico per esaminare tutto il materiale informatico posto sotto sequestro ai tre indagati. 
 
La notte del delitto: è saltato fuori un filmato che mettere in discussione quanto dichiarato da Freddy Sorgato nel corso dell’udienza di convalida del fermo avvenuta il 18 febbraio. In quella circostanza ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo di essere l’unico responsabile della scomparsa di Isabella Noventa, togliendo dalla scena la sorella Debora e l’amica Manuela Cacco, ma il video della sera del 15 gennaio immortala un’Audi bianca, di proprietà di Freddy Sorgato, seguita da una Golf Bianca, appartenente a Debora Sorgato. Le auto vengono riprese a Piazzale Stanga e successivamente in Via Giotto. Tale dato oggettivo renderebbe inverosimile quanto dichiarato da Sorgato. 
 
Ma Freddy Sorgato non parla con gli inquirenti, malgrado abbia fornito una parziale confessione dinnanzi al gip, adesso ha scelto la strada del silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non parlano nemmeno Debora Sorgato e Manuela Cacco. I legali degli indagati depositeranno il ricorso al Riesame per alleggerire le misure cautelari. L’avvocato della famiglia Noventa ritiene che l’omicidio sia avvenuto per motivi economici e dice: “Una persona molto ben informata, di cui non posso rivelare il nome, mi ha detto che Freddy in passato ha più volte trasportato con il suo camion refurtiva”. Il legale richiederà presto il sequestro dei beni di Sorgato, per congelare il suo patrimonio, un’istanza che verrà depositata a breve e che potrebbe portare ad una svolta alle indagini. 
 
E’ stata avviata un’indagine dalla Procura di Padova, sul patrimonio di Freddy Sorgato, su quello della sorella Debora Sorgato e dell’amica/tabaccaia Manuela Cacco. L’indagine servirà per individuare i flussi di denaro dei soggetti e capire da dove arrivano i soldi. Gli inquirenti puntano i riflettori su Freddy, dal momento in cui è stato arrestato si parla di un suo arricchimento dovuto ad un’eredità ricevuta dal padre. Ma questa circostanza è dubbiosa, probabilmente inesistente poiché la famiglia di Sorgato vive in modo modesto. La madre fa la colf, la sorella lavora in un’impresa di pulizie. Se avessero ricevuto un’eredità il loro stile di vita sarebbe cambiato, ma sembra che l’unico che ha cambiato il suo stile di vita sia Freddy, Audi A6, proprietario della Maison Srl, società di cinque immobili con capitale dichiarato pari a 119 mila euro. L’uomo lavora come autotrasportatore, ma fa anche massaggi. Tali attività posso fare guadagnare così tanto? Ricordiamo che Freddy ha regalato una tabaccheria a Manuela. Sono in corso accertamenti per individuare i movimenti bancari dei tre soggetti.
 
 Nell’arco temporale in cui la donna intrattiene una relazione con Freddy Sorgato, inizia a ricevere offese, minacce, insulti di ogni genere. La donna denuncia tutto alle forze dell’ordine, accumulando un totale di sei denunce, ma alla fine non si arriva all’individuazione del soggetto che esercita pressioni coercitive su Isabella. La prima denuncia risale al 14 novembre del 2013, segue poi un’altra il 30 novembre 2013, il 9 gennaio 2014, 21 giugno 2014, 2 settembre 2014 e 24 settembre 2014. L’arco temporale è breve. Isabelle in quel periodo riceve lettere, chiamate in cui le danno della poco di buono. La donna che scrive le lettere parla dell’amore che prova per Freddy e consigliava in modo minaccioso ad Isabella di stare distante da lui. Nel corso di una chiamata, la donna che inveisce contro Isabella chiama con un numero visibile e rintracciabile, Isabella annota i numeri e li consegna agli inquirenti. Vengono convocate immediatamente Manuela Cacco, la donna ha confermato in quella circostanza che l’utenza era sua ma che in quel momento specifico l’utenza non era più a sua disposizione poiché aveva subito il furto della sim. Venne convocata anche Elena Balan, anche lei ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda, sottolineando inoltre che qualcuno sicuramente ha mandando sms dopo averle sottratto il telefono. Entrambe le donne frequentavano il Relax Club con Freddy Sorgato. Gli accertamenti svolti all’epoca non portarono a nulla di concreto. Sono stati posti i sigilli nella villa di Freddy dalla Questura e saranno svolti gli accertamenti necessari per cercare maggiori risposte ad un delitto che è ancora pieno di punto oscuri. 
 
Ma come si è arrivati all’arresto di Freddy Sorgato, di Debora Sorgato e Manuela Cacco? A condurre gli inquirenti in direzione dei tre soggetti c’è stato un sms inviato da Manuela Cacco a Freddy Sorgato il 30 gennaio alle ore 18:58. In questo sms c’era scritto “Asaaas”. Se con la modalità T9 del cellulare si scrive questa parola, il correttore del cellulare da la seguente parola “Assassino”, “Assassini”. In seguito al seguente sms inviato la donna ha inviato a Sorgato altri sms privi di senso compiuto, presumibilmente inviati per mascherare il precedente. La sera in cui è stata fermata, gli inquirenti le hanno contestato l’sms, ma la donna ha riferito: “Non blocco la tastiera, è partito”. Prima dell’sms “Asaaas” c’era stata una lite telefonica tra Manuela e Freddy e la donna aveva inviato il seguente sms: “E visto che sono un’amica, mi posso permettere di dirti che sei uno stronzo arrogante. Non esisti solo te. Vola basso caro che a volte volare alto”. Si apprende inoltre che fino alla notte del 16 gennaio non vi è alcun contatto tra i tre soggetti, il passaggio di Manuela in piazza Insurrezione avviene la notte della scomparsa di Isabella.  Manuela Cacco interloquisce con la sim del padre, anche se in data 15 gennaio –nel pomeriggio-  risulta un chiamata tra lei e Freddy, ma senza risposta. Quella sera Isabella doveva andare a cena con Freddy. Dopo mezzanotte iniziano le chiamate tra i soggetti sopracitati; alle 00.55.49 del 16 gennaio parte una chiamata dal cellulare di Debora Sorgato al cellulare di Manuela Cacco , ma senza risposta. Questo ultimo contatto avviene poco prima che venissero fotografate rispettivamente l’Audi di Freddy con Manuela vestita da Isabella e a seguito la Golf di Debora. Le auto sono state fotografate una dietro l’altra in piazzale Stanga. Nel procedimento si legge: “precede di pochi secondi la partenza della “carovana” costituita dalle due auto (l’Audi di Freddy con a bordo Manuela “vestita” da Isabella e la Golf di Debora) fotografate, una dietro l’altra, in piazzale Stanga”.
 
Proseguono le ricerche del corpo di Isabella Noventa, scomparsa da Padova la sera del 15 gennaio e uccisa da Freddy Sorgato, suo ex compagno e amico. Le ricerche degli investigatori ricominciano dagli argini del Brenta, sono tante le squadre ad operare per la ricerca del corpo. L’area su cui concentrano le ricerche gli inquirenti riguarda circa un tratto del fiume Brenta lungo un km, sono all’opera i sommozzatori che stanno analizzando il tratto alla ricerca del corpo. La zona in questione è stata indicata ieri da Freddy. Alle ricerche partecipa anche il fratello di Isabella, Paolo Noventa. Sarebbe stata rinvenuta anche una borsa su quei luoghi, ma non apparterrebbe ad Isabella. 
 
Era stata effettuata la prima battuta di ricerca in seguito alle dichiarazioni spontanee rese da Sorgato davanti al Gip. L’uomo è stato condotto intorno alle 15.30  nei luoghi che aveva indicato, è rimasto lì soltanto un’ora però. Le ricerche si sono incentrate nelle zone  del Brenta e del canale Piovego, poiché aveva riferito di aver gettato il corpo vicino casa sua, nel fiume Piovego. Sono terminate alle ore 20.00. Freddy è stato condotto sui luoghi in manette e con i poliziotti, l’uomo ha indicato l’argine del Brenta, luogo situato vicino al ponte di Noventa, precisamente in Via Argine destro Brenta. Il luogo in questione dista appena cinque minuti a casa sua. Si apprende inoltre che Sorgato possiede un magazzino vicino al luogo in cui ha riferito di aver gettato il corpo di Isabella. Le ricerche degli inquirenti si sono concentrate anche lì, ma con esito negativo. Per stabilire come sono andate realmente le cose è indispensabile eseguire l’autopsia e per gli inquirenti è fondamentale trovare il cadavere per chiarire i dubbi che aleggiano attorno a quella notte. Ma cosa dice Freddy ai Magistrati? “E’ successa una cosa inaudita, Ho fatto tutto da solo, l’ho soffocata durante un gioco erotico, una pratica che facevamo come coppia nei rapporti sessuali” e poi riferisce di averla gettata nel fiume. Freddy Sorgato, Debora Sorgato e Manuela Cacco restano in carcere, a disporre il provvedimento restrittivo è stato il Gip di Padova che ha convalidato i provvedimenti sulla base di gravi indizi di colpevolezza, ha respinto quindi la richiesta ai domiciliari che aveva avanzato la difesa. Il Gip scrive: “Sotto l’aspetto del movente e dell’esatta compartecipazione, la vicenda deve essere ancora approfondita” i tre “hanno dato prova di manipolazione, spregiudicatezza, omertà e falsità… Se lasciati liberi, potrebbero cercare di inquinare le indagini”. In merito alle misure cautelari scrive: “Il pericolo di fuga è concreto in particolare per Freddy Sorgato, persona benestante e priva di legami familiari. Elevata è la pericolosità sociale dei tre indagati che hanno pianficato, organizzato e posto in essere un omicidio a seguito del quale non hanno palesato nessun pentimento, ravvedimento, cedimento se non di fronte a schiaccianti indizi”. 
 
Le dichiarazioni di Freddy. Il 18 febbraio  si è svolta l’udienza di convalida e Freddy Sorgato, ex fidanzato della donna, ha reso dichiarazioni spontanee: “La morte di Isabella Noventa è stato un tragico incidente”. Per quanto riguarda la morte parla di un tragico incidente, sembrerebbe durante un rapporto, ma ha escluso la responsabilità di terze persone. Il suo legale ha riferito: “Ha parlato di un tragico incidente avvenuto a casa sua che ne ha provocato la morte e ha ricostruito gli ultimi momenti  di quella serata e di aver agito da solo”. La difesa di Freddy aveva chiesto inizialmente gli arresti domiciliari sia per Freddy che per Debora, ma sono stati negati. La sorella di Freddy Sorgato, Debora, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato ha riferito: “ha reso una telegrafica dichiarazione dicendo che non c'entra nulla con la morte di Isabella Noventa”. Per quanto riguarda l’amica di Isabella, la tabaccaia Manuela Cacco e la vicenda del giubbotto. Il legale ha precisato che Manuela ha raccontato la sua verità: “"La dichiarazione di Manuela è stata lunga. Ha raccontato che quella sera era andata a casa di Freddy perchè dovevano andare a ballare e non ha trovato nulla di strano. Non ha incontrato la sorella di Freddy, né ha notato nulla di strano. Lei era innamorata di Freddy”. La donna avrebbe raggiunto Freddy a casa poco prima dell’una e lui avrebbe chiesto a lei: “Mettiti questo giubbotto, devo coprire qualcosa che ho fatto”, ma non avrebbe spiegato il perché e soprattutto cosa stava coprendo, rimanendo sul vago. Ma per quale motivo è stata uccisa Isabella? Gelosia? E’ davvero credibile la tesi del gioco erotico finito male? Qual è la verità sulla morte di Isabella Noventa?

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Abolito il carcere ai giornalisti per diffamazione. Una vittoria della categoria

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Stampa Romana chiede che ora riparta il percorso che protegga i cronisti dalle liti temerarie in sede civile in Parlamento e sia finalmente rispettoso del diritto di informare

La Corte costituzionale da seguito alla decisione dello scorso anno, sospesa in attesa di interventi legislativi che non sono avvenuti, e fa decadere il reato di diffamazione legato all’articolo 13 della legge sulla stampa del 1948 considerando quella norma incostituzionale e non compatibile con le norme europee.

Salva invece il terzo comma dell’articolo 595 del codice penale dove la pena detentiva è mantenuta in alternativa alla multa, riservando tuttavia il carcere alle situazioni di eccezionale gravità.

La Corte costituzionale rinvia al legislatore il bilanciamento tra libertà di manifestazione del pensiero e tutela della reputazione individuale.

Stampa Romana ringrazia l’Ordine Nazionale dei Giornalisti anche questa mattina in udienza come amicus curiae e chiede che il percorso che protegga i cronisti dalle liti temerarie in sede civile riparta in Parlamento e sia finalmente rispettoso del diritto di informare.

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Bimbo scomparso dalla sua casa: proseguono senza sosta le ricerche

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Il piccolo è scomparso la notte tra il 21 e il 22 giugno da un casolare sull’Appennino dove vive coi genitori e il fratellino di 4 anni.

Ancora nessun esito dalle ricerche del bimbo di 21 mesi scomparso dalla sua casa nell’Alto Mugello, dopo una notte di perlustrazioni nel territorio di Palazzuolo sul Senio (Firenze). Le ricerche sono proseguite tutta la notte e andranno avanti per l’intera giornata.

Già da stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari. Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi. Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il piccolo è scomparso la notte tra il 21 e il 22 giugno da un casolare sull’Appennino dove vive coi genitori e il fratellino di 4 anni. La famiglia vive in una casa isolata. Zona impervia, raggiungibile solo da una mulattiera. Lunedì sera babbo e mamma hanno messo a letto i due figli, anche Nicola. Quando sono andati a svegliarlo, hanno trovato un lettino vuoto. Hanno cercato per tutta la casa, poi nei terreni intorno. Hanno dato l’allarme ai carabinieri. Nicola è un bimbo che vive in campagna e ha sviluppato presto autonomia nei movimenti, abituato a muoversi da solo oltre i margini dell’abitazione e le immediate vicinanze.

L’ipotesi ritenuta più probabile è che durante la notte, non è chiaro in quale orario, si sia svegliato, sia sceso dal letto e sia uscito di casa, dove non ha più fatto ritorno. Potrebbe aver camminato a lungo e si sarebbe perso, non riuscendo più a trovare la strada di casa. Quando i genitori hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri della zona, la prefettura ha attivato il piano di ricerca per le persone disperse. La famiglia abita in un luogo dove non arriva o è scarsissimo il segnale del cellulare, quindi pure internet.

A due chilometri dalla loro casa c’è l’ecovillaggio di Campanara, comunità che da decenni pratica agricoltura biologica. Tutti gli appartenenti si sono uniti alle ricerche: “Io sono rimasta coi nipotini – racconta un’anziana residente – I genitori sono sconvolti, tutta la nostra comunità è in giro per i boschi a cercare il bambino”. Sul posto il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Philip Moschetti: “E’ un bambino molto attivo – racconta – molto vispo, potrebbe camminare per un chilometro all’ora, non sappiamo quanta distanza possa aver fatto. Era abituato ad uscire dalla casa, a vivere all’aria aperta. I genitori lo hanno messo a letto dopo cena. Al risveglio si sono accorti che non c’era più e hanno dato l’allarme”.

Imponente la macchina delle ricerche messa in campo con il coordinamento della prefettura. L’area scandagliata è ampia circa 10 chilometri quadrati. Sul posto vigili del fuoco, con circa 40 uomini e un elicottero, carabinieri, soccorso alpino, volontari del soccorso alpino e volontari della protezione civile. Sono arrivati anche i sub dei pompieri, per ispezionare un laghetto artificiale ma l’esito è stato negativo. Per trovare Nicola sono state usate le unità cinofile, anche con i cani molecolari, al cui olfatto sono stati sottoposti alcuni vestiti. “L’area – aggiunge Moschetti – dove si concentrano le ricerche è estesa e impervia con boschi e fitta vegetazione. Stiamo setacciando la zona, le ricerche continuano con tutte le forze e i mezzi a disposizione. Un’intera comunità lo sta cercando”.

Le ricerche proseguiranno tutta la notte. “Lo stiamo cercando e lo continueremo a cercare, non ci fermiamo – dice ancora il sindaco – Ci sono 200 persone che cercano questo bambino, lo cerchiamo coi droni, con i cani, con i cani molecolari”. “Sappiamo che è uscito di casa e non ha fatto ritorno”, ha concluso il sindaco confermando che i tempi di attivazione delle ricerche sono stati immediati: “L’allarme è stato dato dai genitori all’Arma dei carabinieri alle 10, l’Arma ha avvisato il Comune e ci siamo attivati subito”.

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Euro2020, al via il monitoraggio sulla pubblicità del gioco online

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Con l’avvio di Uefa Euro 2020, in cui l’Italia dei record ben si sta dimenando, si sono avviati anche i monitoraggi in tema betting. Non solo la regolarità delle partite sotto monitoraggio, ma anche le relative scommesse e pubblicità ruotanti attorno al gioco online. Al punto che l’EGBA, l’European Gaming and Betting Association, organo numero uno del gioco online europeo, si è espressa a rappresentanza dei maggiori operatori di giochi e scommesse online sul territorio europeo.

Come riferito dai gambling analyst di Bonus Mania, i vertici EGBA hanno manifestato il loro impegno in prima linea per operare una pubblicità responsabile. In pieno rispetto del codice di condotta online.

Il codice stesso verrà monitorato, nel corso dell’Europeo, da un organismo indipendente. Il monitoraggio sarà condotto dall’EGBA stessa. Affiancata dalla Nielsen, società che si occupa di analisi, deputata al controllo del materiale pubblicitario dei membri EGBA su tutti i media di informazione digitale e non in ben quattro paesi dell’UE: sono Grecia, Romania, Svezia e Irlanda. L’EGBA riceverà un’analisi con tutti i risultati del monitoraggio, cosa che permetterà all’EASA di avanzare raccomandazioni specifiche.

Il segretario dell’EGBA, Maarten Haijer, ha sottolineato ancora una volta l’impegno dei membri dell’organo per una pubblicità responsabile, in maggiore misura nel corso di eventi importanti.

Il codice di condotta sulla pubblicità responsabile è pensato in questo caso. “Il monitoraggio del codice da parte di terzi sosterrà la conformità e la fiducia stessa nel codice” – ha dichiarato in un recente comunicato. Tema scottante, quello pubblicitario, nel settore del gioco. Le responsabilità da assumersi sono troppe. Le autorità del gioco in Europa, dal loro punto di vista, dovranno riconoscere gli sforzi di EGBA per migliorare gli standard pubblicitari responsabili.

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