Connect with us

Cronaca

ISERNIA: ECCO LA RICETTA PER RILANCIARE IL TURISMO GRAZIE AL SANTUARIO DI CASTELPETROSO

Clicca e condividi l'articolo

La decisione del vescovo Bregantini ha creato alcuni malcontenti nella comunità dei fedeli, che specie in alcune realtà come quella altomolisana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

di Silvio Rossi

Isernia – Una nuova organizzazione per far funzionare adeguatamente il santuario. Questo è quanto è stato pensato dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, per rendere fruibile l’Addolorata, in località Castelpetroso, nei pressi di Isernia.
Quest’estate la diocesi di Campobasso ha deciso di porre a riposo le piccole discepole di Gesù, che per molti anni hanno avuto la custodia del santuario, in quanto le nuove esigenze che si devono soddisfare in vista di un aumento di visitatori non erano compatibili col piccolo gruppo di religiose, di cui alcune di età avanzata, che era presente sul luogo. Sono state quindi chiamate a sostituirle le “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”, un ordine religioso nato nel 1983 su impulso di Padre Carlos Miguel Buela.
La decisione del vescovo Bregantini ha creato alcuni malcontenti nella comunità dei fedeli, che specie in alcune realtà come quella altomolisana, tende a essere conservatrice, ma il presule spera che presto le nuove “padrone di casa” possano svolgere adeguatamente il proprio compito e convincere gli scettici che la scelta effettuata è stata un passo avanti nel bene del santuario e di tutta la comunità.
Puntare sul turismo religioso può rappresentare, per una terra dove la disoccupazione raggiunge livelli record, una possibile circuito che consente un flusso di turisti da poter portare a visitare anche le altre attrazioni molisane. Basti pensare che i luoghi storici dei pellegrinaggi hanno milioni di visitatori l’anno (da un milione e mezzo pe Montevergine, circa quattro milioni per Loreto, quasi sei milioni per Assisi), mentre le visite al santuario dell’Addolorata sono stati circa 150.000 lo scorso anno. Esiste quindi la possibilità di aumentare notevolmente il numero di persone che si recano per un viaggio a Castelpetroso. Per dare in modo che ciò accada, però, bisogna dare al pellegrino una serie di servizi, ospitalità, accoglienza adeguata alle grandi folle.
Lo scorso anno, il 21 settembre, è stato elevato da Papa Francesco al grado di Basilica Minore, facendolo così diventare una meta di itinerari turistici religiosi, come in Italia esistono in altre realtà legate a santi o, come nel caso della struttura isernina, a luoghi di apparizioni mariane. Il turismo religioso può essere una delle chiavi per creare un circuito turistico nella piccola regione, in quanto può conciliare l’afflusso di un discreto numero di pellegrini col rispetto della natura e dei luoghi che conservano le chiese di cui il Molise è disseminato.
La storia del santuario
Il 22 marzo 1888 sul monte Patalecchia, nel territorio del comune di Castelpetroso, ci fu l’apparizione della Madonna a due pastorelle, Bibiana e Serafina. A questa prima apparizione ne seguirono altre.
Alcuni mesi dopo, il Vescovo di Bojano, Francesco Macarone Palmieri, inviato da papa Leone XIII per indagare sulla vicenda, ebbe a sua volta le stesse visioni, come confermò alcuni giorni in una lettera indirizzata al Papa.
Fu deciso di costruire un santuario per celebrare queste apparizioni, la posa della prima pietra ci fu il 28 settembre del 1890, più a valle rispetto a dove apparve la Vergine, per garantire un più facile accesso ai visitatori, mantenendo una “Via Matris” che collegava i due siti.
La costruzione fu affidata all’architetto Giuseppe Gualandi, bolognese, che adottò lo stile neogotico, utilizzato anche per altre chiese costruite dallo stesso a Roma e in Emilia Romagna. La mancanza di fondi e le due guerre mondiali fecero sì che l’edificazione andasse a rilento, l’esterno fu completato solo negli anni Cinquanta (curati dal figlio di Gualandi, Francesco), e l’inaugurazione avvenne il 21 settembre 1975, a 85 anni di distanza dalla prima pietra.
Frattanto, a dicembre 1973, papa Paolo VI proclamò la Vergine Addolorata di Castelpetroso patrona del Molise, confermando quindi la posizione papale di riconoscimento del fenomeno delle apparizioni avvenute nel luogo.
L’importanza di questo riconoscimento è confermata dal fatto che le apparizioni mariane ufficialmente riconosciute dalla Chiesa Cattolica, sono circa venticinque in tutto il mondo, e solo tre in Italia, avvenute oltre che a Castelpetroso, nella chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte e nelle campagne di Caravaggio, in Lombardia.
Il 19 marzo 1995, durante il viaggio pastorale di papa Giovanni Paolo II in Molise, il santuario dell’Addolorata fu uno dei posti visitati, assieme alla fabbrica Pontificia di campane Marinelli di Agnone e alla città di Campobasso.

Lo scorso anno, il 21 settembre, il santuario è stato elevato da Papa Francesco al grado di Basilica Minore, conferendogli quindi un’importanza degna dell’importanza del luogo. Nel luglio di quest’anno, nella sua visita pastorale in Molise, papa Francesco ha incontrato sul piazzale del santuario i ragazzi appartenenti ai gruppi giovanili delle diocesi molisane.

Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

Continua a leggere

Cronaca

Sanremo, massacrano di botte il titolare di un bar per futili motivi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Arrestate e trasferite in carcere 3 persone

SANREMO (IM) – In manette 3 persone per aver provocato lesioni personali gravissime al titolare di un bar del centro cittadino di Sanremo.

Nella notte del primo settembre, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, arrivava una richiesta di intervento, in quanto il titolare di un bar situato in Piazza Borea D’Olmo era stato aggredito brutalmente da tre avventori per futili motivi.

I poliziotti giungevano nel giro di pochi minuti sul posto e notavano tre persone visibilmente alterate, probabilmente dall’assunzione di alcol, ed il titolare del bar dolorante, che perdeva sostanza ematica dall’occhio sinistro.

Quest’ultimo riusciva a dire agli agenti, poco prima di essere trasportato in ospedale, di essere stato aggredito dai clienti presenti sul posto, solo per aver chiesto loro di fare attenzione ai bicchieri durante la consumazione, in quanto poco prima ne avevano rotto uno facendolo cadere a terra.

I poliziotti apprendevano quanto accaduto e procedevano alla compiuta identificazione degli avventori del bar, acquisendo ogni notizia utile alla ricostruzione dei fatti.

Gli agenti del Commissariato di Sanremo avviavano una tempestiva indagine, ricostruendo immediatamente la dinamica dei fatti, grazie anche al prezioso aiuto delle telecamere di videosorveglianza che riprendevano in modo chiaro la violenta aggressione al titolare del bar, il quale in più modi aveva cercato di difendersi, ma quasi inerme veniva colpito a diverse riprese dai tre individui identificati poi dalla volante. 

Dalle immagini in visione si notava come lo stesso veniva  picchiato con violenti colpi sferrati dai tre, in diversi momenti ed in diversi punti del bar, danneggiando anche oggetti del locale stesso.

L’uomo riferiva anche di aver atteso a contattare i soccorsi, in quanto i tre uomini continuavano a rivolgergli minacce di morte nel caso in cui avesse chiamato la Polizia.

Sul posto giungevano immediatamente i poliziotti e l’ambulanza, che immediatamente trasportava in ospedale il titolare del bar, che veniva sottoposto ad un intervento chirurgico per eviscerazione dell’occhio sinistro.

Nel giro di poche ore ed appurato che il grave episodio di violenza aveva comportato alla vittima un danno irreversibile all’occhio, gli operatori ricostruivano il grave quadro indiziario a carico dei tre uomini che hanno reagito  in modo violentissimo ad un semplice rimprovero per un bicchiere rotto.

Continua a leggere

Cronaca

Bracciano, elezioni. Colpo di scena il Consiglio di Stato riammette i 5 Stelle

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

BRACCIANO (RM) – Il candidato a Sindaco del M5s Renato Cozzella che era stato escluso dalla tornata elettorale, decisione confermata dal primo grado della giustizia amministrativa alla quale aveva fatto ricorso, è stato ora riammesso dal Consiglio di Stato.

I candidati a Sindaco alla chiamata elettorale del 3 e 4 ottobre sono ora cinque.

Continua a leggere

I più letti