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ISIL DECAPITATO GIORNALISTA JAMES FOLEY: VIDEO AUTENTICO, IL BOIA HA L'ACCENTO BRITANNICO

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Il video mostra il giornalista inginocchiato con le mani legate dietro alla schiena è costretto a leggere un messaggio che rivolge alla sua famiglia

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In una lettera al quotidiano britannico “The Times” il Generale Abdulellah al-Bashir del cosiddetto Esercito libero siriano ha detto che la maggior parte dei membri dello Stato di al-Qaeda-linked Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL), sono dal Regno Unito e sono coinvolti in atti brutali contro il popolo siriano. La notizia shock è stata confermata anche dal ministro degli esteri britannico, Philip Hammond:”il governo inglese era a conoscenza del numero significativo di cittadini britannici coinvolti con le organizzazioni estremiste d'oltremare. L’assassino del giornalista Foley ha parlato con un accento indiscutibilmente inglese. 


di Cinzia Marchegiani

Sgozzato e decapitato il giornalista James Foley nelle mani del gruppo islamico ISIL, in missione per Agence France-Presse (AFP) e la media company con sede a Boston Global Post, di lui si erano perse le notizie il 22 novembre 2012, sicuramente rapito in Siria. Con il titolo “Messaggio per l’America” il video di una crudezza indicibile l’ISIL, Stato di al-Qaeda-linked Islamico dell'Iraq e del Levante ammonisce gli Stati Uniti d’America e i suoi alleati con l’esecuzione barbara del giornalista quarantenne James Foley. Il video, ormai virale su internet da ieri 19 agosto 2014, dimostra chiara la vendetta per gli attacchi aerei che gli USA ha spiegato contro l’Iraq. Il video mostra il giornalista inginocchiato con le mani legate dietro alla schiena è costretto a leggere un messaggio che rivolge alla sua famiglia: “Chiedo a miei amici, familiari e persone care a sollevarsi contro i miei veri assassini, il governo degli Stati Uniti, per ciò che accadrà a me è solo una conseguenza della loro compiacenza e criminalità”. Al suo fianco un militare vestito di nero, con il volto coperto conclude il messaggio prima della decapitazione e sgozzamento di James Foley:” Siamo un esercito islamico e di uno stato che è stata accettata da un gran numero di musulmani in tutto il mondo. Quindi, qualsiasi tentativo da voi Obama per negare i musulmani i loro diritti di vivere in sicurezza sotto il califfato islamico comporterà lo spargimento di sangue del tuo popolo.”
L’intelligence della Casa Bianca sta cercando di identificare il carnefice e solo da poco, dopo aver analizzato il filmato pubblicato on-line, il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Caitlin Hayden ha confermato che il video è autentico. La polizia ha avvertito che la visualizzazione, il download o la diffusione del video può essere un reato ai sensi della legislazione terrorismo.
Dopo lo sgozzamento e la decapitazione, Foley viene mostrato in posizione prona con la testa come trofeo adagiata sulla sua schiena. Verrà poi mostrato un altro prigioniero, identificato come il giornalista americano Steven Sotloff, rapito nel nord della Siria un anno fa, avvertendo che anche il suo destino dipende dalla prossima mossa del presidente Barack Obama. David Cameron, tornato dalla sua vacanza per l’emergenza sulla situazione in Iraq e la Siria dichiara:"Siamo assolutamente consapevoli che ci sono un numero significativo di cittadini britannici coinvolti in crimini terribili, probabilmente nella commissione di atrocità, facendo jihad con Isil, ora conosciuto come IS, e altre organizzazioni estremiste".
Quell’accento del carnefice è britannico. Una notizia che ora apre scenari ancora più inquietanti. Si apprende che in una lettera al quotidiano britannico “The Times”, il Generale Abdulellah al-Bashir del cosiddetto Esercito libero siriano, ha detto che la maggior parte dei membri dello Stato di al-Qaeda-linked Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL),  sono dal Regno Unito e sono coinvolti in atti brutali contro il popolo siriano. Notizia shock che è stata confermata anche dal ministro degli esteri Philip Hammond, il governo inglese era a conoscenza del "numero significativo" di cittadini britannici coinvolti con le organizzazioni estremiste d'oltremare, e conferma che l’assassino del giornalista Foley ha parlato con un accento inglese.
Il giornale indipendente PressTV nel dettaglio riporta le conclusioni del ministro degli esteri Philip Hammond, il quale riferisce che la decapitazione dal presunto militante britannico ISIL ha mostrato fino a che punto il gruppo terroristico costituiva una minaccia diretta per la sicurezza nazionale della Gran Bretagna:”Ci sono un numero significativo di cittadini britannici in Siria, sempre in Iraq che rappresentano una minaccia diretta alla nostra sicurezza nazionale”. Secondo le autorità britanniche, circa 400 cittadini britannici si ritiene di aver viaggiato in Siria nel corso degli ultimi due anni a lottare insieme a gruppi militanti. Il giornale continua a dare uno spaccato sui presunti militari britannici:”Shiraz Maher, un ricercatore senior presso il Centro Internazionale per lo Studio della radicalizzazione (ICSR) al King College di Londra, ha detto che i militanti britannici sono tra i più combattenti feroci e rumorosi ranghi del ISIL e commentando il video dell'esecuzione spiega: "Per noi, è abbastanza chiaro che questo ragazzo è molto probabilmente britannico, a causa delle espressioni colloquiali, nonché (come l'accento)."

La Gran Bretagna ha deciso di inviare in Iraq diversi elicotteri militari Chinook, oltre a organizzare la fornitura della armi alle forze curde nel nord del paese, come del resto ha deciso il governo tedesco, infatti la Germania si dichiara pronta a mettere a disposizione i combattenti curdi nel nord dell'Iraq, armi e munizioni, decisione che comunque sarà presa il 27 agosto 2014.

L'Italia si accoda alla decisione della Germania, da poco è stato approvato dalle commissioni Esteri e Difesa del Senato la risoluzione che dà il via libera agli aiuti militari ai curdi nell'ambito della crisi in Iraq con armi leggere, compresi razzianticarro, e munizioni che saranno inviate nei prossimi giorni ai curdi che combattono contro gli jahdisti sunniti dello Stato Islamico in Iraq. Mogherini ribatte: "è un dovere morale proteggere i civili".

Il messaggio chiaro del gruppo islamico ISIL è ora un eco:”Siamo un esercito islamico e di uno stato che è stata accettata da un gran numero di musulmani in tutto il mondo. Quindi, qualsiasi tentativo da voi Obama per negare i musulmani i loro diritti di vivere in sicurezza sotto il califfato islamico comporterà lo spargimento di sangue del tuo popolo.”

Ora ci si chiede quante cellule dell’ISIL vivono per ora silenti nei paesi occidentali….

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Svezia, si lancia sui passanti e li accoltella: 3 persone in pericolo di vita

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Tre delle otto persone ferite nella cittadina svedese di Vetlanda in un attacco all’arma bianca sono in pericolo di vita, secondo quanto hanno fatto sapere fonti ospedaliere. Altri due hanno riportato ferite gravi, tre più leggere. Lo hanno detto le autorità regionali citando quanto riferito dallo staff medico dell’ospedale di Jonkoping, dove i feriti vengono curati.

La quiete di una piccola cittadina nel sud della Svezia, Vetlanda, è stata infranta bruscamente da un ventenne che si è lanciato all’assalto dei passanti, armato di coltello. Ha colpito in cinque punti diversi della città. Alla fine è stato fermato da un agente che gli ha sparato a una gamba. Ricoverato in ospedale non è in gravi condizioni e la polizia conta di poterlo interrogare presto.

Per il momento le indagini sono classificate come tentato omicidio ma ancora non si esclude che possa essersi trattato di un atto terroristico, anche se al momento non trapela nessun dettaglio sulle motivazioni dell’uomo, un residente del posto già noto alle forze dell’ordine per reati minori. L’allerta è scattata intorno alle 15, dopo alcune segnalazioni di un individuo con “un’arma affilata” che stava assaltando diverse persone nel centro della cittadina di circa 20mila abitanti. In una zona affollata, nei pressi della stazione ferroviaria. L’aggressore, che secondo i media locali aveva un coltello – anche se la polizia non ha confermato di che tipo di arma si trattasse -, è riuscito a colpire 8 volte prima di essere fermato dagli agenti.

Restano misteriose le motivazioni che hanno spinto il giovane: inizialmente la polizia ha parlato di un tentato omicidio. Con il passare delle ore ha preso poi corpo l’ipotesi di “crimine di matrice terrorista”. Salvo poi in una conferenza stampa serale ribadire che il reato è per ora classificato come tentato omicidio. In attesa che si chiarisca la dinamica e soprattutto il movente dell’assalto, il primo ministro svedese Stefan Löfven ha condannato questo “atto terribile”, esortando tutti a “inviare un pensiero alle persone colpite dalla violenza e agli uomini e alle donne dell’assistenza sanitaria, della polizia e del comune che lavorano per prendersi cura dei feriti e ripristinare la sicurezza”. Il governo è in costante contato con le forze di sicurezza. In Svezia, i servizi di intelligence considerano alta la minaccia terroristica. 

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Transizione energetica, in Finlandia il primo stabilimento a zero emissioni

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Il gruppo multinazionale italiano Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, compie un altro passo verso il miglioramento della sostenibilità delle sue operazioni: rendere il suo stabilimento finlandese che produce cavi sottomarini ad alta e media tensione il centro di eccellenza del Gruppo anche per il consumo di energia “verde”. Per Prysmian Group quello di Pikkala è uno stabilimento strategico in quanto centro di eccellenza nella produzione di cavi destinati a interconnessioni terrestri e sottomarine per parchi eolici sia di terra che in acqua a livello internazionale.

Il 100% dell’energia utilizzata presso lo stabilimento di Pikkala sarà ottenuto da fonti innovabili certificate. Il sistema di riscaldamento a biomasse presente all’interno del sito ridurrà le emissioni annuali di CO2 grazie all’utilizzo di legno riciclato da varie fonti, incluse le bobine Prysmian impiegate per trasportare i cavi e ormai non più fruibili per uso industriale. Si tratta di un altro passo che Prysmian compie nella corsa per azzerare le proprie emissioni nette. Per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 la flotta di auto aziendali di Pikkala è ora interamente costituita da veicoli ibridi o elettrici, in linea con gli obiettivi generali del Gruppo. Lo stabilimento di Pikkala produce cavi terrestri e sottomarini ad alta, media e bassa tensione per la transizione energetica ed è uno dei tre stabilimenti europei di Prysmian Group a produrre cavi sottomarini, insieme ad Arco Felice (Napoli) e Drammen (Norvegia).

“Stiamo accelerando il nostro impegno verso la de-carbonizzazione” ha dichiarato Andrea Pirondini, responsabile operativo. “Puntiamo a definire obiettivi a base scientifica per ridurre le emissioni di CO2 e misureremo anche le emissioni della catena di distribuzione (Scope 3), oltre a quelle prodotte direttamente dal Gruppo. Allo stesso tempo intendiamo sviluppare nei nostri stabilimenti nuovi sistemi di energia circolare, come quello di Pikkala”.

Grazie alle tecnologie all’avanguardia impiegate, i cavi prodotti nello stabilimento di Pikkala supportano il settore in espansione delle energie rinnovabili in Europa e negli Stati Uniti. Pikkala ha fornito cavi per molti progetti di parchi eolici in acqua europei, inclusi Helwin 1 e Helwin 2, Borwin 3, Dolwin 3 e Dolwin 5, oltre che per numerose interconnessioni sottomarine come COBRA e IFA2. Lo stabilimento fornirà a Vineyard, sviluppatore statunitense di parchi eolici in acqua, un sistema in cavo di potenza sottomarino per un parco al largo della costa del Massachusetts. Prysmian Group è anche leader nel mercato finlandese delle energie rinnovabili e fornisce cavi per diversi progetti relativi all’eolico di terra sviluppati nel paese.

Utilizzare energia rinnovabile a Pikkala permetterà a Prysmian di raggiungere diversi obiettivi inseriti nella Sustainability Scorecard per il 2022: ridurre le emissioni di CO2 del 2-3%, riciclare ben due terzi dei rifiuti generati e riutilizzare il 27% delle bobine. A decorrere dal 2020 e nei successivi tre anni Prysmian ha in programma di investire circa 450 milioni di euro per migliorare ulteriormente la sostenibilità della propria organizzazione e catena di distribuzione ed accelerare lo sviluppo di tecnologie in cavo, strumentazione e servizi all’avanguardia. Il consumo energetico, la circolarità e la riciclabilità dei rifiuti sono al centro degli impegni di Prysmian. I rilievi e i lavori di preparazione per il sistema di riscaldamento a biomasse dello stabilimento, che accoglie 500 addetti, sono stati avviati a gennaio 2021, mentre l’avvio della costruzione è stato avviato a febbraio.

“Siamo davvero orgogliosi di contribuire all’economia circolare con questa nuova soluzione di riscaldamento” ha dichiarato Borjan Sehovac, CEO di Prysmian Finland. “Pikkala sarà il primissimo stabilimento a zero emissioni nette del Gruppo e questa soluzione genererà vantaggi per tutti: avrà benefici per l’ambiente e ridurrà i costi energetici del Gruppo”.

 Il gruppo

Prysmian Group è leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni. Con quasi 140 anni di esperienza, un fatturato pari a oltre 11 miliardi di Euro, circa 30.000 dipendenti in oltre 50 Paesi e 106 impianti produttivi, il Gruppo vanta una solida presenza nei mercati tecnologicamente avanzati e offre la più ampia gamma di prodotti, servizi, tecnologie e know-how. La società opera nel settore dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione e distribuzione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi comparti industriali e cavi di media e bassa tensione nell’ambito delle costruzioni e delle infrastrutture. Per le telecomunicazioni il Gruppo produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con un’offerta completa di fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività. Prysmian è una public company, quotata alla Borsa Italiana nell’indice FTSE MIB, ha il quartier generale è a Milano e suo amministratore delegato è Valerio Battista.

Le operazioni in Finlandia

Con oltre cento anni di esperienza, Prysmian Group offre la più ampia gamma di cavi sul mercato in Finlandia. Prysmian Group Finland Oy ha più di 500 dipendenti e stabilimenti a Pikkala, Kirkkonummi e Rusko, Oulu.

Il Gruppo ha investito più di 100 milioni di euro in impianti di produzione finlandesi ed è stato costruito un centro di competenza globale per cavi sottomarini a Pikkala. I prodotti Prysmian e Draka hanno creato una posizione pionieristica per l’azienda come fornitore di soluzioni di cavi ad alta tecnologia.

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Regno Unito, vaccinate 20 milioni di persone: drastico calo del 40% di nuovi casi da Covid-19

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Il numero di nuovi casi di Covid-19 nel Regno Unito è sceso del 40% nell’ultima settimana, e i decessi sono diminuiti di un terzo. Lo indicano i dati ufficiali, citati dal Daily Mirror. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 6.035 nuovi casi, l’aumento giornaliero più basso dallo scorso settembre.

I morti sono stati 144. Circa 20 milioni di britannici hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino anti-Covid.

Ignorando la reiterata richiesta di Bruxelles di mantenere aperte le frontiere all’interno dell’Unione Europea, la Germania chiude un altro pezzetto dei suoi confini, spinta dalla paura delle varianti del Covid-19. Dopo avere già introdotto nelle scorse settimane severi controlli con la Repubblica Ceca e con la regione austriaca del Tirolo, è toccato ora alla regione francese della Mosella finire nella lista nera, dichiarata dalle autorità sanitarie tedesche area “ad alto rischio”. Da martedì, dunque, ai valichi torneranno i posti di blocco. Potranno entrare solo i residenti, tedeschi e non, i conducenti di camion e i pendolari transfrontalieri, ma solo per determinate categorie di lavori. A tutti sarà chiesto di mostrare agli agenti di frontiera un test negativo al coronavirus fatto nei due giorni precedenti, pena il divieto di entrare nei due Laender tedeschi del Saarland e della Renania-Palatinato. La decisione di Berlino ha generato come era prevedibile un clima di tensione con Parigi, anche se non ai massimi livelli. E’ stato un sottosegretario, Clément Beaune, a assumersi l’onere di esternare il “rammarico” della Francia per questa mossa tedesca. 

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