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Cronaca

ISLAMICI LEGATI A JIHAD IN ITALIA NEL MIRINO DELLA PROCURA DI ROMA

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La procura di Roma ha aperto una inchiesta per associazione sovversiva con finalita' di terrorismo

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Redazione

Indagini a tutto campo per cercare di identificare possibili cellule terroristiche. Una decina di islamici residenti in Italia e sospettati di avere legami con la Jihad e' finita nel mirino della procura di Roma che ha aperto una inchiesta per associazione sovversiva con finalita' di terrorismo.
All'attenzione del procuratore Giuseppe Pignatone e dell'aggiunto Giancarlo Capaldo ci sono gli ambienti ritenuti piu' sensibili alla propaganda del fanatismo islamico. Si indaga, in particolare, sul contenuto di alcune conversazioni via web e sugli accessi ai siti internet ritenuti piu' sospetti.

Intento il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha convocato per oggi una riunione a Roma con i principali procuratori italiani per valutare "la struttura migliore per realizzare il coordinamento, che e' sicuramente l'obiettivo da raggiungere". "Potenzialmente le carceri possono essere incubatori" di un certo estremismo islamico, quindi occorre "grande cautela" ha detto Orlando, parlando a Napoli a margine di un incontro organizzato all'interno del penitenziario di Poggioreale.

"Con i ministri della Giustizia dell'Ue – ricorda – abbiamo discusso durante il semestre europeo dell'esecuzione della pena per fronteggiare questo tipo di fenomeno, perche' isolare queste cellule e' fondamentale, per evitare cio' che e' avvenuto in passato con altre forme di terrorismo". Per il Guardasigilli occorre quindi "evitare che l'esecuzione penale diventi addirittura un momento che rafforzi l'organismo che si vuole contrastare" e quindi, "anche nell'emanazione della normativa antiterrosimo, bisognera' tenere conto di questo aspetto".

"Siamo in guerra con il terrorismo" ha detto il premier francese Manuel Valls nell'intervento all'Assemblea Nazionale.
  "La Francia e' in guerra contro gli jihadisti, contro i radicalismo, ma non contro una religione", ha detto Valss, aggiungendo che "la Francia proteggera' i fedeli (di qualsiasi credo) cosi' come chi non ha alcuna fede. La Repubblica dara' la risposta piu' dura possibile contro il terrorismo. In una una situazione eccezionale debbono essere date risposte eccezionali. Risponderemo a i gruppi che ci minacciano".

Lasciare l'Unione europea renderebbe il Regno Unito "piu' debole" nella lotta al terrorismo, ha affermato il leader del Labour, Ed Miliband, parlando a un evento pubblico a Stevenage, non lontano dalla capitale. Il capo dell'opposizione, di ritorno da Parigi dove ha presenziato alla marcia di risposta agli attacchi nella capitale francese, ha aggiunto che "siamo molto meglio nella lotta al terrorismo quando lavoriamo con altri Paesi". Le dichiarazioni di Miliband hanno subito attirato le ire dell'Ukip, la formazione euroscettica guidata da Nigel Farage, e di molti politici conservatori che auspicano, insieme al premier David Cameron, una rinegoziazione dei rapporti con Bruxelles.

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Coronavirus, un caso registrato in Piemonte e uno sospetto in Umbria

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Un caso di Coronavirus è stato registrato in Piemonte. I test, che hanno dato esito positivo, sono stati svolti a Torino dagli specialisti dell’ospedale Amedeo di Savoia. E’ il primo caso di positività al Coronavirus in Piemonte.
“Il messaggio che ci teniamo a dare è che nell’area del focolaio le misure messe in campo sono efficienti e positive. La gente non gira, resta nel proprio domicilio, ed è questa la cosa che ci interessava”. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, parlando della situazione nei dieci comuni del lodigiano dove è in vigore l’ordinanza per contenere i contagi da coronavirus. “L’obiettivo è contenere il più possibile la situazione, evitare il più possibile la veicolazione del virus”, ha detto Gallera, aggiungendo che “ieri il comune di Cremona ha deciso di chiudere le scuole e di cancellare le manifestazioni come il Carnevale e il comune di Pavia sta valutando adozione delle stesse misure”.

C’è un caso sospetto in Umbria. La persona è ora in isolamento e, secondo la Regione “presenta sintomi respiratori e avrebbe avuto contatti in tempi recenti con un soggetto che appare abbia contratto l’infezione da coronavirus in Lombardia”. La Regione precisa che le organizzazione sanitarie regionali si sono attivate per “ospedalizzare la persona con i sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività”.

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Prevenzione Coronavirus, il Sindaco di Bologna Virginio Merola istituisce un gruppo di lavoro con assessori e tecnici

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BOLOGNA – Il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha deciso di istituire un gruppo di lavoro per monitorare la situazione legata alla diffusione del coronavirus e seguirne l’evoluzione, dopo i casi accertati in Lombardia e Veneto, pur in assenza di contagi nel territorio del Comune di Bologna e in generale in Emilia-Romagna.

Il gruppo di lavoro sarà in seno alla Direzione Generale del Comune e sarà composto da assessori e tecnici. Lavorerà a stretto contatto con le altre istituzioni del territorio, a cominciare dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Azienda Usl di Bologna che ha recepito l’ordinanza del Ministero della Salute, emanata ieri, venerdì 21 febbraio, con le misure preventive per contrastare l’epidemia di Covid-19.

L’ordinanza è rivolta a tutte le persone che negli ultimi 14 giorni hanno fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Oms: per queste persone l’autorità sanitaria territorialmente competente provvede all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, oppure di misure alternative ugualmente efficaci. Chi è rientrato dalle aree della Cina interessate dall’epidemia deve comunicarlo al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Bologna. Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti che presentano sintomi collegabili al coronavirus non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi, ma contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale (in allegato) per affrontare il rischio di contagio da coronavirus. Si tratta di semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.

Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con una banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, il decalogo ricorda che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

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Sciacca, bimbo cade dal carro allegorico e muore

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SCIACCA (AG) – Un bambino di 4 anni è morto ieri sera cadendo da uno dei carri allegorici che sfilavano per le vie di Sciacca (Ag) uno dei comuni siciliani dove questa ricorrenza è più sentita.

La manifestazione è stata annullata

Secondo una prima ricostruzione il bimbo è stato messo sul carro che era fermo ma appena il trattorista si è messo in movimento il bambino è caduto per terra sbattendo la testa. E’ stato subito portato in ospedale ma non c’è stato nulla da fare.

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