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Economia e Finanza

JOBS ACT : ECCO TUTTE LE NOVITA'

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Tempo di lettura 4 minuti I primi due decreti attuativi del Jobs act sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e da oggi sono effettivi.

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di Chiara Rai

E' tutto pronto, adesso bisognerà vedere l'effetto che fa l'entrata in vigore del Jobs Act. Infatti, i primi due decreti attuativi del Jobs act sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e da oggi sono effettivi. In particolare, allo scoccare del 7 marzo si potrà iniziare ad assumere con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. La pubblicazione dà il via libera anche al riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali con l'applicazione del nuovo sussidio di disoccupazione (Naspi) che entrerà in funzione da maggio. La tutela si estende quest'anno anche ai collaboratori.

Le novità. Dall'addio all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nelle neo-assunzioni (che beneficeranno degli sgravi triennali fissati dalla legge di stabilità) all'estensione di durata e platea dell'assegno di disoccupazione, ecco in sintesi le nuove regole.

Addio reintegro neoassunti. Per i nuovi assunti il reintegro nel posto di lavoro resta solo in caso di licenziamento nullo o discriminatorio e nei casi di licenziamento disciplinare nel quale il giudice riconosca che il fatto materiale contestato "non sussista". Negli altri casi ingiustificati e nei licenziamenti economici la tutela è rappresentata da un indennizzo economico "certo e crescente" con l'anzianità di servizio (due mensilità ogni anno di servizio con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità). Per le piccole imprese restano le regole attuali (l'indennizzo cresce di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 ed un massimo di 6 mensilità).

Licenziamenti collettivi, previsto indennizzo monetario.
Il regime dell'indennizzo monetario vale anche per i licenziamenti collettivi in caso di violazione delle procedure e dei criteri di scelta sui lavoratori da licenziare (da 4 a 24 mensilità).

Nuova assicurazione contro la disoccupazione. L'acronimo sta, infatti, per Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego. Varrà dal primo maggio. Chi perde il lavoro e ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni avrà diritto ad un sussidio pari alla metà delle settimane per le quali si sono versati contributi. La durata massima sale a 24 mesi (dal massimo di 18 mesi dell'Aspi introdotta insieme alla mini-Aspi dalla riforma Fornero del 2012) nel 2015 e nel 2016; 18 mesi poi nel 2017. Il sussidio è commisurato alla retribuzione ma non può superare i 1.300 euro mensili. Dopo i primi 4 mesi diminuisce del 3% al mese. L'erogazione della Naspi è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale.

La Dis – Coll per i collaboratori.
In attesa del riordino delle forme contrattuali, si introduce in via sperimentale per il 2015 un trattamento di disoccupazione per i collaboratori (Dis-Coll). E' per i collaboratori coordinati e continuativi e anche a progetto (iscritti alla gestione separata dell'Inps) che perdono il lavoro: presuppone tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell'anno precedente la disoccupazione. La durata dell'indennità non può superare i 6 mesi e anche in questo caso è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive.

Un aiuto per gli "esodandi". Si introduce, sempre dal primo maggio, in via sperimentale per quest'anno l'Asdi, l'assegno di disoccupazione mensile che verrà riconosciuto a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato impiego e si trova in una condizione "economica di bisogno". Si tratta di un aiuto che sarà prioritariamente riservato ai lavoratori in età vicina al pensionamento (ma che non hanno maturato ancora i requisiti necessari). Una precedenza valida anche per i chi ha minori a carico. La durata dell'assegno, che sarà pari al 75% della Naspi, è di 6 mesi e verrà erogato fino ad esaurimento dei 300 milioni del fondo specificamente costituito.

Poletti: "Il Jobs act potrà produrre fino a 150mila posti di lavoro in più nel 2015".  Questo "sarebbe un bel risultato". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "Nel secondo trimestre del 2015 i dati si vedranno" sull'occupazione, ha aggiunto il ministro, dopo che i primi due decreti attuativi (sul contratto a tutele crescenti e sulla nuova Aspi) sono stati firmati dal capo dello Stato. "Sono pronto a raccogliere la sfida" sugli effetti positivi del Jobs act, a partire dall'aumento dell'occupazione, ha ribadito Poletti. "Sono convinto della bontà delle scelte che abbiamo fatto". Il ministro ha escluso "l'idea che si licenzia e poi si riassume" con il contratto a tutele crescenti traendo beneficio dagli sgravi: "non è compatibile con la legge", ha affermato. E ha anche ribadito che le nuove regole sui licenziamenti si applicano solo ai neo-assunti (per i vecchi assunti resta l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori). Poletti ha insistito sul "buon metodo" dimostrato dal governo con la riforma del lavoro, "dice che in Italia le cose si possono fare. Noi le cose le facciamo. Chiuderemo positivamente anche sulla corruzione e su tutto il resto".

Confesercenti: "Investire sulle donne". "Il problema della mancata valorizzazione del capitale umano ed occupazionale rappresentato dalle donne, soprattutto quelle più giovani – sottolinea la presidente di Impresa Donna Confesercenti – con l'enorme potenziale di idee, talento, creatività ed energia si traduce nella perdita di una fonte straordinaria di crescita. Non si tratta solo di una questione di pari opportunità: investire sulla educazione, formazione ed inserimento delle donne nel mondo del lavoro e nei ruoli decisionali, rappresenta una strategia economica vantaggiosa e di successo per ridare slancio alla competitività e produttività del nostro Paese". "Va ricordato che se per spiegare il 50% dell'occupazione maschile occorrono 51 professioni, per dare conto di quella femminile ne sono sufficienti 18: bisogna abbattere, una volta per tutte, le barriere culturali che ostacolano il pieno raggiungimento della parità donna-uomo nella società in generale e nel mondo del lavoro in particolare. Passi avanti sono stati fatti: le imprenditrici di Confesercenti esprimono apprezzamento – afferma De Luise – per le misure messe in campo dal Governo, contenute nel Jobs Act, in merito al rafforzamento della conciliazione lavoro-famiglia attraverso la maggiore flessibilità della maternità e l'ampliamento del congedo di paternità in alternativa a quello della madre, oltreché l'istituzione del congedo per donne vittime di violenza di genere".

Scuola, studenti Uds presentano le loro proposte alla Camera. "Negli ultimi mesi di mobilitazione, nonostante i tentativi di delegittimazione da parte del Governo e di Dirigenti Scolastici particolarmente autoritari, abbiamo costruito un documento di priorità senza le quali pensiamo non si possa rilanciare la scuola pubblica italiana – continua Lampis – Abbiamo individuato sette capitoli di priorità per ripensare la scuola: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell'istruzione, un'alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata, finanziamenti per il rilancio dell'autonomia scolastica, una riforma della valutazione in chiave democratica, investimenti sostanziosi sull'edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell'autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica". "Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d'Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perché, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica – conclude l'UdS – Torneremo nelle piazze il 12 marzo anche per rivendicare nuove politiche sul lavoro e sul welfare. I decreti attuativi del Jobs Act precarizzano definitivamente il mondo del lavoro. È necessario estendere i diritti ed introdurre un reddito per dare piena cittadinanza contro l'esclusione sociale".

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Poste Delivery Web “Instant”: il nuovo servizio di Poste Italiane parte dalla Capitale

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Le nuove modalità di consegna istantanee oltre a Roma, saranno estese nel corso del 2022 a tutte le principali città italiane

E’ partito dalla capitale Poste Delivery Web “Instant”, il nuovo servizio di consegna di Poste Italiane che consente di effettuare spedizioni urgenti all’interno della città, dal proprio computer, con possibilità di ritiro presso il proprio domicilio e con recapito entro poche ore.

Il nuovo servizio è disponibile in tre diverse modalità: la prima con ritiro e consegna entro 90 minuti dalla prenotazione (INSTANT), la seconda con ritiro e consegna entro la stessa giornata (TODAY) e la terza con ritiro e consegna entro il giorno successivo (TOMORROW).

Poste Delivery Web “Instant”, è attivo tutti i giorni compresi i festivi e le consegne possono essere effettuate anche nella fascia oraria serale fino alle ore 23.

Per prenotare è semplice: basterà collegarsi al sito www.poste.it/prodotti/poste-delivery-web.html e seguire con pochi click il percorso per effettuare la spedizione. A breve, inoltre, la spedizione con Poste Delivery Web sarà disponibile anche tramite l’APP “Ufficio Postale”.

Per le spedizioni Poste Delivery Web “Instant”, il cliente potrà ora evitare di stampare la lettera di vettura, sarà sufficiente riportare sulla confezione il Codice di spedizione fornito all’atto dell’acquisto on-line. C’è la possibilità di monitorare lo stato della spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione, con aggiornamenti gratuiti sullo stato dell’invio con e-mail o sms. I cittadini che scelgono Poste Delivery Web hanno a disposizione anche un archivio dove consultare lo stato delle spedizioni, una rubrica dove salvare e gestire i contatti preferiti e una sezione bozze dove salvare le spedizioni non concluse. Con Poste Delivery Web “Instant” possono essere spediti pacchi fino a 20 kg di peso e con misure massime di 120x80x60 cm.

Le nuove modalità di consegna istantanee oltre a Roma, saranno estese nel corso del 2022 a tutte le principali città italiane.

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Consiglio dei Ministri: semaforo verde al decreto Recovery

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Cdm approva il decreto con le misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la delega sulla disabilità

Il testo del Recovery

Nella bozza del decreto sul Recovery si legge, tra l’altro, che verrà istituito al Mef un “Comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa”, presieduto dal Ragioniere generale dello Stato.

Il comitato

cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresentanti di Bankitalia, Istat, Corte dei conti, farà capo alla ragioneria e “opera in relazione alle linee guida stabilite dal Presidente del Consiglio e riferisce al Ministro dell’economia”, si legge nella bozza del provvedimento. Sono 2,4 i miliardi, che con la leva finanziaria salgono a 6,9, destinati al turismo nel nuovo decreto legge Recovery con le misure per attribuire le risorse del piano e accelerare la realizzazione dei progetti del Pnrr, appena approvato dal Consiglio dei ministri.

E’ quanto spiegano fonti del ministero del Turismo. Tra i principali interventi 114 milioni per il Digital Tourism Hub, quasi 1,8 miliardi per il Fondo competitività imprese turistiche e 500 milioni per Roma Caput Mundi – Next Generation EU. Sarà Difesa Servizi s.p.a, la società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa, la “centrale di committenza, per l’espletamento delle procedure di gara relative all’infrastruttura” del cosiddetto Cloud Nazionale. Per la realizzazione delle attività assegnate a Difesa Servizi S.p.A. viene inoltre chiesta l’autorizzazione di una spesa di 5 milioni di euro per il 2021 e di 10 milioni di euro per il 2022.

Delega sulla Disabilità

“Con l’approvazione, oggi in Consiglio dei ministri, della nuova legge delega, poniamo le basi per una svolta in campo normativo a favore delle persone con disabilità”. Lo dichiara la ministra per le Disabilità Erika Stefani, al termine del Consiglio dei Ministri che ha adottato il Ddl delega in materia di disabilità. “La riforma che intendiamo promuovere – aggiunge – pone al centro la persona con le sue esigenze, le sue relazioni, i suoi desiderata: si realizza così l’obiettivo del progetto di vita personalizzato e partecipato, fondamentale richiesta del mondo associativo ed essenza della convenzione Onu”.

Ora si riunisce la cabina di regia in vista del varo della Manovra.

Potrebbe arrivare domani in Consiglio dei ministri anche il ddl sulla concorrenza. Secondo quanto si apprende da diverse fonti di governo si starebbe cercando di chiudere in queste ore il testo per portarlo domani alla riunione che dovrebbe varare anche la manovra.

Pensioni

Alta tensione Con i sindacati. Il percorso sarà graduale, ma si tornerà al sistema ordinario delle pensioni disegnato dalla legge Fornero. Mario Draghi lo ribadisce al tavolo con i sindacati convocato ieri Palazzo Chigi, a quarantotto ore dal varo della manovra, attesa in Consiglio dei ministri giovedì. E’ una doccia fredda, per Cgil, Cisl e Uil che chiedevano una riforma complessiva delle pensioni. I toni si inaspriscono soprattutto quando, dopo poco meno di due ore il premier, “per un altro impegno”, lascia il tavolo e affida il confronto ai suoi ministri. E non bastano le rassicurazioni sul percorso graduale di uscita da Quota 100 e neanche l’annuncio della proroga di un anno di Opzione donna e dell’Ape social, con estensione ad altre categorie di lavori gravosi. I sindacati vedono “luci e ombre”, ma sentenziano che l’incontro non è andato bene: non c’è accordo sulle pensioni ma anche sugli ammortizzatori sociali e sul taglio delle tasse, che temono sbilanciato in favore delle imprese. Dopo il varo della legge di bilancio, valuteranno le modalità di una “mobilitazione”. Non c’è ancora la quadra sulla manovra di Draghi. I rapporti sono tesi con i sindacati e il braccio di ferro prosegue anche nella maggioranza. Si tratta sul meccanismo che sostituirà Quota 100, ma i partiti litigano pure su come usare gli 8 miliardi a disposizione per il taglio delle tasse: sarà deciso nel corso dell’iter in Parlamento della legge di bilancio. Quanto ai sindacati, all’uscita da Palazzo Chigi, dopo tre ore di confronto prima con Draghi, poi con i ministri Franco, Orlando e Brunetta, le parole sono assai dure. Luigi Sbarra della Cisl parla di “grandi insufficienze e squilibri, per effetto del mancato dialogo con le parti sociali”: le misure sono “largamente insufficienti sia per le pensioni, che per gli ammortizzatori sociali e per la non autosufficienza”, aggiunge. Non bastano “soli” 600 milioni, sottolineano Pierpaolo Bombardieri della Uil e Maurizio Landini della Cgil: “non è una riforma degna di questo nome”. Quindi, sciopero generale? “Se giovedì il governo confermerà questa impostazione valuteremo iniziative unitarie di mobilitazione”, risponde Landini. Ma i saldi della manovra, già indicati a Bruxelles con il Dpb, non possono – afferma il governo – cambiare. Anche se il ministro Renato Brunetta, che dopo l’uscita di Draghi prova a fare il mediatore in una riunione in cui – raccontano – i toni si fanno via via più accesi, spiega che porterà al premier la valutazione di alcuni aspetti concreti, non escludendo neanche nuovi incontri.

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Fleeway di Drivevolve, il software per il monitoraggio dei veicoli della flotta aziendale

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Il monitoraggio della flotta aziendale può essere considerato come un’esigenza davvero fondamentale per le aziende, qualcosa di imprescindibile, a cui le società non possono sottrarsi. Infatti tutto ciò può essere essenziale soprattutto per puntare sulla prevenzione e sulla riduzione dei costi. Questi ultimi costituiscono una voce di spesa molto significativa per le aziende e quindi è logico che si vuole anche risparmiare da questo punto di vista. Oggi abbiamo a disposizione anche degli strumenti frutto delle innovative tecnologie informatiche, che ci permettono di monitorare le flotte aziendali in maniera molto precisa, anche all’insegna della personalizzazione.

In cosa consiste il programma Fleeway di Drivevolve

Fra tutte queste soluzioni tecnologiche innovative, per la gestione flotte non possiamo dimenticare Fleeway di Drivevolve, software per un monitoraggio preciso dei veicoli aziendali. Questo programma informatico è davvero molto utile, perché dà la possibilità di avere a disposizione un unico contenitore in cui vengono raccolte tutte le informazioni che riguardano la flotta della società.

I titolari dell’azienda o coloro che sono addetti al monitoraggio, utilizzando i report messi a disposizione da Fleeway, possono consultare tutto in maniera veloce e pratica. Infatti Drivevolve sa bene come ogni azienda abbia le proprie esigenze e per questo ha ideato un programma che possa adattarsi alle singole necessità aziendali.

Tutto questo è possibile perché il programma di cui stiamo parlando è strutturato attraverso dei moduli che possono essere personalizzati. Con Fleeway abbiamo la possibilità di tenere sotto controllo le scadenze e possiamo anche gestire in maniera molto facile tutte le necessità che riguardano i programmi di manutenzione dei veicoli aziendali.

Tra l’altro questo software di cui ci stiamo occupando può essere integrato anche con altri programmi ed è importante questo aspetto perché così abbiamo sempre sotto controllo i costi di gestione. Rispetto all’utilizzo dei documenti cartacei, di certo avere a disposizione un software ci dà molte più opportunità per tutto ciò che riguarda la gestione delle flotte della nostra azienda.

Chi è Drivevolve

Drivevolve è un’azienda certificata che ormai può vantare una lunga esperienza in tutto ciò che riguarda la gestione delle flotte aziendali. Riesce a mettere a punto delle soluzioni innovative anche per quanto riguarda i derivati dall’informatica, nel riuscire a badare a tutti gli aspetti che concernono la sicurezza stradale.

Infatti il team di Drivevolve ha svolto anni di studio nel settore del fleet management ed ha ideato un metodo innovativo dedicato alla gestione della flotta. Questa azienda fornisce attività di supporto nella gestione dei veicoli delle imprese. Può vantare l’abilitazione da Consip per il MEPA, ovvero il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione.

Drivevolve inoltre, vuole attuare un vero e proprio cambiamento a livello di parametri culturali, facendo risaltare l’importanza della gestione dei veicoli delle aziende anche a scopo preventivo e tutto ciò viene attuato per esempio per mezzo dell’organizzazione di attività di formazione per gli autisti che hanno degli obiettivi essenziali.

In questo senso infatti le attività formative di Drivevolve sono rivolte alla possibilità di ridurre i costi e di diminuire i consumi. Il tutto è volto anche all’insegna dell’ecosostenibilità, perché, riducendo i consumi, si riducono anche le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e quindi si fa qualcosa di concreto contro l’inquinamento, nonché alla formazione per i nuovi stili di guida dedicati ai mezzi ibridi ed elettrici.

Le attività formative organizzate da Drivevolve perseguono, in generale, lo scopo che aumentare la consapevolezza alla guida. Le aziende che si avvalgono di questi corsi di formazione si ritengono molto soddisfatte, perché sanno benissimo come la gestione delle flotte rappresenti un aspetto davvero importante nell’organizzazione del lavoro e nell’incremento del business, con la possibilità di segnare un cambiamento effettivo in un settore strategico per l’azienda stessa.

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