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JOBS ACT : ECCO TUTTE LE NOVITA'

di Chiara Rai

E' tutto pronto, adesso bisognerà vedere l'effetto che fa l'entrata in vigore del Jobs Act. Infatti, i primi due decreti attuativi del Jobs act sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e da oggi sono effettivi. In particolare, allo scoccare del 7 marzo si potrà iniziare ad assumere con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. La pubblicazione dà il via libera anche al riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali con l'applicazione del nuovo sussidio di disoccupazione (Naspi) che entrerà in funzione da maggio. La tutela si estende quest'anno anche ai collaboratori.

Le novità. Dall'addio all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nelle neo-assunzioni (che beneficeranno degli sgravi triennali fissati dalla legge di stabilità) all'estensione di durata e platea dell'assegno di disoccupazione, ecco in sintesi le nuove regole.

Addio reintegro neoassunti. Per i nuovi assunti il reintegro nel posto di lavoro resta solo in caso di licenziamento nullo o discriminatorio e nei casi di licenziamento disciplinare nel quale il giudice riconosca che il fatto materiale contestato "non sussista". Negli altri casi ingiustificati e nei licenziamenti economici la tutela è rappresentata da un indennizzo economico "certo e crescente" con l'anzianità di servizio (due mensilità ogni anno di servizio con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità). Per le piccole imprese restano le regole attuali (l'indennizzo cresce di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 ed un massimo di 6 mensilità).

Licenziamenti collettivi, previsto indennizzo monetario.
Il regime dell'indennizzo monetario vale anche per i licenziamenti collettivi in caso di violazione delle procedure e dei criteri di scelta sui lavoratori da licenziare (da 4 a 24 mensilità).

Nuova assicurazione contro la disoccupazione. L'acronimo sta, infatti, per Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego. Varrà dal primo maggio. Chi perde il lavoro e ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni avrà diritto ad un sussidio pari alla metà delle settimane per le quali si sono versati contributi. La durata massima sale a 24 mesi (dal massimo di 18 mesi dell'Aspi introdotta insieme alla mini-Aspi dalla riforma Fornero del 2012) nel 2015 e nel 2016; 18 mesi poi nel 2017. Il sussidio è commisurato alla retribuzione ma non può superare i 1.300 euro mensili. Dopo i primi 4 mesi diminuisce del 3% al mese. L'erogazione della Naspi è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale.

La Dis – Coll per i collaboratori.
In attesa del riordino delle forme contrattuali, si introduce in via sperimentale per il 2015 un trattamento di disoccupazione per i collaboratori (Dis-Coll). E' per i collaboratori coordinati e continuativi e anche a progetto (iscritti alla gestione separata dell'Inps) che perdono il lavoro: presuppone tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell'anno precedente la disoccupazione. La durata dell'indennità non può superare i 6 mesi e anche in questo caso è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive.

Un aiuto per gli "esodandi". Si introduce, sempre dal primo maggio, in via sperimentale per quest'anno l'Asdi, l'assegno di disoccupazione mensile che verrà riconosciuto a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato impiego e si trova in una condizione "economica di bisogno". Si tratta di un aiuto che sarà prioritariamente riservato ai lavoratori in età vicina al pensionamento (ma che non hanno maturato ancora i requisiti necessari). Una precedenza valida anche per i chi ha minori a carico. La durata dell'assegno, che sarà pari al 75% della Naspi, è di 6 mesi e verrà erogato fino ad esaurimento dei 300 milioni del fondo specificamente costituito.

Poletti: "Il Jobs act potrà produrre fino a 150mila posti di lavoro in più nel 2015".  Questo "sarebbe un bel risultato". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "Nel secondo trimestre del 2015 i dati si vedranno" sull'occupazione, ha aggiunto il ministro, dopo che i primi due decreti attuativi (sul contratto a tutele crescenti e sulla nuova Aspi) sono stati firmati dal capo dello Stato. "Sono pronto a raccogliere la sfida" sugli effetti positivi del Jobs act, a partire dall'aumento dell'occupazione, ha ribadito Poletti. "Sono convinto della bontà delle scelte che abbiamo fatto". Il ministro ha escluso "l'idea che si licenzia e poi si riassume" con il contratto a tutele crescenti traendo beneficio dagli sgravi: "non è compatibile con la legge", ha affermato. E ha anche ribadito che le nuove regole sui licenziamenti si applicano solo ai neo-assunti (per i vecchi assunti resta l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori). Poletti ha insistito sul "buon metodo" dimostrato dal governo con la riforma del lavoro, "dice che in Italia le cose si possono fare. Noi le cose le facciamo. Chiuderemo positivamente anche sulla corruzione e su tutto il resto".

Confesercenti: "Investire sulle donne". "Il problema della mancata valorizzazione del capitale umano ed occupazionale rappresentato dalle donne, soprattutto quelle più giovani – sottolinea la presidente di Impresa Donna Confesercenti – con l'enorme potenziale di idee, talento, creatività ed energia si traduce nella perdita di una fonte straordinaria di crescita. Non si tratta solo di una questione di pari opportunità: investire sulla educazione, formazione ed inserimento delle donne nel mondo del lavoro e nei ruoli decisionali, rappresenta una strategia economica vantaggiosa e di successo per ridare slancio alla competitività e produttività del nostro Paese". "Va ricordato che se per spiegare il 50% dell'occupazione maschile occorrono 51 professioni, per dare conto di quella femminile ne sono sufficienti 18: bisogna abbattere, una volta per tutte, le barriere culturali che ostacolano il pieno raggiungimento della parità donna-uomo nella società in generale e nel mondo del lavoro in particolare. Passi avanti sono stati fatti: le imprenditrici di Confesercenti esprimono apprezzamento – afferma De Luise – per le misure messe in campo dal Governo, contenute nel Jobs Act, in merito al rafforzamento della conciliazione lavoro-famiglia attraverso la maggiore flessibilità della maternità e l'ampliamento del congedo di paternità in alternativa a quello della madre, oltreché l'istituzione del congedo per donne vittime di violenza di genere".

Scuola, studenti Uds presentano le loro proposte alla Camera. "Negli ultimi mesi di mobilitazione, nonostante i tentativi di delegittimazione da parte del Governo e di Dirigenti Scolastici particolarmente autoritari, abbiamo costruito un documento di priorità senza le quali pensiamo non si possa rilanciare la scuola pubblica italiana – continua Lampis – Abbiamo individuato sette capitoli di priorità per ripensare la scuola: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell'istruzione, un'alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata, finanziamenti per il rilancio dell'autonomia scolastica, una riforma della valutazione in chiave democratica, investimenti sostanziosi sull'edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell'autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica". "Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d'Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perché, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica – conclude l'UdS – Torneremo nelle piazze il 12 marzo anche per rivendicare nuove politiche sul lavoro e sul welfare. I decreti attuativi del Jobs Act precarizzano definitivamente il mondo del lavoro. È necessario estendere i diritti ed introdurre un reddito per dare piena cittadinanza contro l'esclusione sociale".