Connect with us

Calcio

Juventus vicina alla festa scudetto

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La Juventus supera il Milan in casa 2 – 1 e si avvicina al titolo, l’ottavo di fila in una serie da record mai successa prima in Italia. La squadra di Allegri si porta a 21 punti di vantaggio sul Napoli e qualora i partenopei dovessero perdere domani contro il Genoa, con 7 giornate da giocare e il vantaggio negli scontri diretti, sarebbe scudetto con largo anticipo sulla fine del campionato.

Ieri sera la Juventus ha sofferto per portare a casa la vittoria, trovando un buon Milan, specialmente nel primo tempo. I rossoneri sono passati per primi in vantaggio con Piatek al 39′ grazie a un piazzato dal limite del centravanti polacco. Poco prima un episodio da Var in area di rigore dei bianconeri per un tocco di mano di Alex Sandro, giudicato non punibile dall’arbitro dopo ricorso al monitor. I padroni di casa provano a riportarsi in parità prima dell’intervallo, ma non vanno a buon fine i tentativi di Mandzukic e Dybala. La ripresa si apre con il Milan vicino al raddoppio, col solito Piatek e con Borini. Al 60′ arriva il rigore causato da Musacchio che frana su Dybala. Dal dischetto lo stesso numero 10 pareggia. Allegri prova quindi la carta del suo uomo più in forma, Kean, venendone ripagato all’84’ col diagonale da tre punti del giovane cannoniere, arrivato già a 5 centri stagionali.

Calcio

Diego Armando Maradona, per sempre nel cuore di tutti i napoletani

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima

di *Marco Martone

Diego è morto! È’ accaduto davvero. L’ha detto la tv, lo scrivono i giornali e allora deve essere proprio vero. È andato via, non c’è più. Sono rimaste le bandiere maltrattate dal passare del tempo, le sciarpe scolorite, i cori e gli slogan, le lacrime, il fango, le impronte dei sui scarpini sul prato del San Paolo.

Maradona, l’immortale, ha tradito le aspettative di noi tutti, che pensavamo non potesse mai morire. Lo ha ucciso il suo cuore, come accaduto a Massimo Troisi e Pino Daniele e non poteva che essere così. Il grande cuore dei grandi napoletani, (perché Diego era napoletano, più di tanti altri).

Un cuore tanto grande da non poter resistere troppo tempo al carico d’amore che è in grado di regalare alla gente. Un cuore che si ferma all’improvviso e che, nonostante tutto, continua a battere, sempre più forte tanto da farti girare la testa. È morto Diego, perché i miti non durano mai tanto, vanno via presto, per poter diventare leggenda, per poter essere eterni. Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima.

L’editoriale di Marco Martone dedicato a Diego Armando Maradona trasmesso a Officina Stampa del 26/11/2020

Maradona è stato un ossimoro fatto uomo e calciatore. Una vita trascorsa tra i campi di calcio e il buio della droga, nell’alcol e nella sregolatezza. Infiniti errori pagati sulla propria pelle e le cui conseguenze sono ricadute su lui e sulla propria famiglia, mai sugli altri. Non su quelli che oggi fanno la retorica del “santino”, dopo averlo mortificato per anni, quelli che lo accusavano di essere un drogato, un buono a nulla un esempio da non seguire. L’eletta schiera degli ipocriti che con Maradona e grazie a Maradona hanno riflesso di luce non propria, diventando ricchi e anche famosi, senza avere un straccio di merito. Diego ha vissuto il proprio inferno, per dare a chi lo ha amato una parvenza di paradiso. Dalle sue ombre ha irradiato la luce. L’ha fatto con i tifosi, del Napoli e dell’Argentina, con i giornalisti, che hanno lucrato sulla sua gloria, con gli sponsor e con i tanti personaggi da quattro soldi, trasformati in eroi di cartone e che oggi pontificano in tv. Un gigante da amare, proprio perché cocainomane e fragile. Da difendere nella sua incapacità di difendersi, da stringere forte nei momenti di solitudine e depressione. Napoli ci ha provato ma non è bastato.

Per quelli della nostra generazione Diego era un fratello maggiore, per qualcuno un figlio, l’amico immaginario. Diego era uno di noi, Diego eravamo noi, che gioivamo dei gol del Napoli ma piangevamo di gioia se quel gol lo segnava lui. Perché gli volevamo bene e non c’è una ragione perché questo sia accaduto. È stato così e basta e spiegarlo, oggi, a chi non ha vissuto quei momenti è impossibile, superfluo. Maradona si è identificato con la nostra città, diventandone parte integrante e sentendo il dovere di doverla difendere dai soprusi e dalle ingiustizie, anche nel più sperduto angolo del mondo. Ha dribblato la vita e ha dribblato anche la morte, fin quando ha potuto, con i suoi riccioli neri al vento e la Dieci sulle spalle. Ora è morto, ed anche quel tempo è morto con lui. Diego è adesso tutto quello che non saremo mai più. Ma ora più che mai abbiamo la consapevolezza che non sbagliavamo.

Diego era immortale!

*Direttore Responsabile Scrivonapoli.it

Continua a leggere

Calcio

Football Club Frascati, un futuro avvocato in casa. Tonicello: “Qui si può lavorare molto bene”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Frascati (Rm) – Ha superato brillantemente l’esame di abilitazione sostenuto presso la Corte d’Appello di Roma e, definiti alcuni aspetti burocratici, sarà avvocato a tutti gli effetti. Il Football Club Frascati applaude il tecnico dei Pulcini 2010 Cristiano Tonicello che sta affrontando il suo secondo anno all’interno del club tuscolano. Un giovane allenatore stimato e ben voluto dai suoi piccoli calciatori che ha saputo integrarsi bene nello staff tecnico voluto dal responsabile del settore di base Lorenzo Marcelli.

“La possibilità di venire qui è nata durante un torneo organizzato dal Football Club Frascati: quel giorno parlai con il co-presidente Claudio Laureti e da lì ci promettemmo di risentirci. Qui ho trovato un ambiente molto sereno dove si può lavorare con profitto. Fare da avvocato alla società? Speriamo non serva mai – sorride il tecnico che in passato ha allenato quattro anni al Kolbe Ponte Mammolo – Scherzi a parte, vengo qui solamente per coltivare la mia grande passione per il calcio e per trasmettere questo amore ai miei piccoli allievi”.

Tonicello ha instaurato un ottimo rapporto con l’altro tecnico Marco Martini che già nella passata stagione lavorava con lui: “C’è grande sintonia tra noi e ci integriamo alla perfezione. Da quest’anno, inoltre, lavoriamo assieme a mister Marco Salvatore e anche con lui i rapporti sono decisamente positivi. Il gruppo a nostra disposizione era molto numeroso all’inizio della stagione, poi nelle ultime settimane qualcuno si è fermato per le problematiche relative al Covid, ma comunque abbiamo tanti piccoli calciatori in organico”. Anche i Pulcini 2010 hanno “testato” il calcio balilla umano: “Un esperimento che ha riscosso tanto divertimento tra i ragazzi e che è sicuramente utile per alcuni aspetti tecnici”. Un passo indietro per parlare del suo doppio impegno studio-sport: “Nell’ultimo periodo non è stato semplice gestire la preparazione dell’esame di abilitazione con gli allenamenti e anche col corso di Uefa C che sto seguendo e che dovrebbe terminare prima di Natale. Ma ci ho messo tanto impegno e il primo obiettivo l’ho centrato”. Chiusura sul suo futuro: “Al momento preferirei continuare a lavorare su queste categorie, poi in futuro magari sarebbe bello provare anche un’esperienza nell’agonistica”.



Continua a leggere

Calcio

Pol. Borghesiana (calcio, I cat.), Cecili: “Il mister mi ha arretrato a centrocampo, sono a disposizione”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Roma – E’ uno dei “fedelissimi” del presidente-allenatore Enrico Gagliarducci che l’ha conosciuto al Torbellamonaca e l’ha voluto alla Polisportiva Borghesiana. Andrea Cecili, mezzala classe 1996 della Prima categoria del club capitolino, è stato arretrato di qualche metro proprio da Gagliarducci.

“Il mio ruolo originario era quello di esterno alto, ma il mister ha scelto di giocare con il trequartista alle spalle delle due punte e così mi ha chiesto la disponibilità di fare la mezzala. Ho accettato volentieri perché anche agli esordi in una prima squadra avevo giocato in quella posizione: mi piace inserirmi e questo aspetto ha convinto il mister”.

Cecili parla del futuro di questa tormentata stagione che la Polisportiva Borghesiana aveva cominciato benissimo, con tre vittorie in altrettante partite. “Onestamente non ho grande fiducia che si possa riprendere in tempi rapidi. Speriamo di poter tornare ad allenarci a gennaio e di ricominciare con le gare ufficiali qualche settimana dopo. Se ci fosse da giocare fino a luglio, comunque, non avrei problemi. Ma è chiaro che con il Covid non si scherza e io lo so bene”. Il giovane atleta, infatti, è bloccato da ormai venticinque giorni a casa e aspetta di negativizzarsi: “Inizialmente la paura è stata tanta, dopo una giornata di lavoro ho avuto improvvisamente dei sintomi che poi per fortuna pian piano sono spariti. Ma non bisogna abbassare la guardia”. Cecili e tutto il gruppo della Polisportiva Borghesiana, comunque, non vedono l’ora di poter tornare in campo: “Quest’anno la società ha allestito un gruppo di primissimo livello. Avevo già giocato con Federici, ma anche con Dantimi e poi conosco di fama Barile, uno che è veramente sprecato in questa categoria. Avevamo cominciato benissimo e soprattutto c’era una bella sintonia tra di noi: un gruppo sano dove non prevalgono individualismi come magari è capitato in passato. Siamo consci del nostro valore e non ci nascondiamo, sperando di poter dimostrare sul campo la nostra forza”.



Continua a leggere

I più letti