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Kingdom Come: Deliverance, un’avventura epica ai tempi del Sacro Romano Impero

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Kingdom Come: Deliverance è un RPG open-world con una storia capace di fare immergere in un’avventura epica ambientata ai tempi del Sacro Romano Impero. Il titolo, sviluppato da Warhorse Studios e prodotto da Deep Silver, è disponibile per Pc, Xbox One e PlayStation 4. Sbarcato su Kickstarter a gennaio del 2014, Kingdom Come: Deliverance ha catturato sin da subito l’interesse del pubblico con un concept intrigante, decisamente rivoluzionario. Lo sviluppatore ceco puntava infatti a lanciare sul mercato un gioco di ruolo totalmente svincolato dall’elemento fantasy, che prometteva di precipitare i giocatori in un mondo tanto realistico quanto brutale. Inizialmente previsto per la fine del 2015, il titolo è stato successivamente posticipato a data da definirsi, fino alla conferma di un’uscita multipiattaforma prevista per il 13 febbraio 2018. I ragazzi di Warhorse Studios hanno così messo sul piatto un titolo crudo, per certi versi simulativo, ma soprattutto capace d’immergere il giocatore in un medioevo concreto e plausibile. Ma veniamo al gioco: Kingdom Come: Deliverance narra la storia di Henry, figlio di un modesto fabbro nella Boemia di fine XIV secolo. Ci si trova negli anni dello Scisma d’Occidente: Venceslao IV, detto il Pigro, figlio primogenito e successore dell’amato re Carlo IV al trono di Boemia, è stato rapito da una congiura di nobili, stanchi della sua condotta e della sua incapacità a governare. Sigismondo d’Ungheria, cui si sono rivolti i nobili per detronizzare Venceslao, suo fratellastro, ne approfitta per invadere la Boemia con un ampio esercito, con cui non esita ad attaccare città e villaggi, massacrandone gli abitanti. Sulla sua strada finisce anche il villaggio di Henry. Pur con grande difficoltà, il protagonista riesce a fuggire alla strage, ma la sua famiglia e i suoi amici vengono uccisi senza pietà. Il titolo si apre prima di questi tragici eventi, con quello che si può considerare un lungo prologo in cui poter prendere confidenza con il personaggio, con i vari sistemi di gioco e con lo scenario. Al primo impatto l’ambientazione di gioco ricorda quella di un qualsiasi gioco di ruolo fantasy, ma è solo un abbaglio. Osservando attentamente il villaggio di Henry ci si accorgerà presto che la vantata accuratezza storica dello scenario è un fatto concreto: le case sono spoglie, le suppellettili sono poche, le strade sono piene di fango e letame, animali e abitanti vivono praticamente insieme e, aprendo ad esempio il forziere di un ubriacone, o di un contadino, non ci si trova dentro chissà quale tesoro, ma solo i suoi miseri strumenti da lavoro. Passando vicino alla locanda si possono ascoltare i discorsi degli abitanti, legati alle circostanze storiche che stanno vivendo, e si potrà parlare con alcuni di essi di questioni locali. Henry, nonostante desideri girare il mondo, è un ragazzo del suo tempo: gli piacciono le ragazze, la birra e fare scorribande con gli amici, ma allo stesso tempo ha un grande senso dell’onore e della religione, nonché un profondo rispetto per la gerarchia e l’autorità. Spetterà alle vicende che vivrà nel corso del gioco mettere in discussione o rafforzare alcuni di questi valori, ma il tutto sarà gestito con gradualità e soprattutto con grande rispetto per la storia. Kingdom Come: Deliverance, così come la storia che racconta, cerca di essere il più fedele possibile alla realtà, non al punto di divenire un simulatore inaccessibile ma alzandoil livello di profondità del gameplay ben oltre gli standard imposti dai giochi appartenenti a questa categoria.

Da questo punto di vista è impossibile non menzionare il combat system, vero fiore all’occhiello della produzione capace di fare la gioia di tutti gli appassionati di scherma medievale e appassionati dell’arte della spada. Con un tasto si portano i fendenti, mentre con un altro si può dare una stoccata. È possibile inoltre combinare i due attacchi per fare più danni e parare i colpi degli avversari. L’efficacia di Henry in combattimento dipende da una moltitudine di fattori differenti: forza, peso dell’arma, utilizzo di uno scudo, abilità sbloccate, stato attuale, ferite aperte e altro ancora. Ad esempio, mangiare fa bene perché sazia Henry e lo rende più forte, ma mangiare troppo gli può causare una forte indigestione, che lo rende più goffo e impacciato. Stesso discorso per l’alcol: un buon bicchiere migliora l’oratoria e rende più allegri, troppi bicchieri sfocano completamente la visuale, rendendo difficile individuare gli avversari. Insomma, il sistema di combattimento segue di pari passo la grammatica del resto del gioco, ossia che prova a essere realistico e verosimile, fuggendo da ogni possibile esagerazione. In Kingdom Come: Deliverance combattere è complicato e vedersela con più avversari è sempre un rischio. Qualcuno, abituato a sistemi più semplici e diretti, troverà il combattimento fin troppo legnoso, ma invece tale feature è un’originale scelta stilistica, che ben si lega al resto del gioco. Se il sistema di combattimento fosse stato simile ad altri titoli, certamente il gioco ne avrebbe guadagnato in dinamicità, ma la sua credibilità in relazione all’ambientazione ne avrebbe perso moltissimo nel suo complesso. Proseguendo avanti nel gioco, bisognerà assediare delle roccaforti e gli scontri si svolgeranno su una scala più ampia. In questi frangenti Kingdom Come: Deliverance dà proprio il meglio di sé facendo rivivere a chi gioca le sensazioni che dovevano provarsi sui campi di battaglia, con avanzate lente e scontri giocati non solo sulla forza bruta e l’abilità con la spada, ma anche sull’astuzia. Le prime ore di Kingdom Come: Deliverance gettano gli utenti, disorientati, tra le braccia di un gioco che fatica a nascondere tutte le proprie debolezze, specialmente sul fronte tecnico. Pur offrendo un colpo d’occhio di tutto rispetto, grazie a una cura per i dettagli storici e ambientali che ha del maniacale, è difficile non notare sin da subito il peso esercitato sulla produzione da un budget – relativamente – risicato e dalle dimensioni contenute del team di sviluppo. Le animazioni “robotiche” dei villici, con la fastidiosa tendenza a camminare “addosso” al protagonista e a intavolare dialoghi fissando una direzione a caso, le clamorose compenetrazioni di vestiario ed equipaggiamento, la legnosità di cavalli e cavalieri, un’interfaccia utente decisamente farraginosa: questi sono solo alcuni degli aspetti più lampanti di un comparto tecnico caratterizzato da notevoli spigolosità e forti fluttuazioni qualitative. A rendere il tutto più indigesto, ci sono anche alcune scelte di design tutt’altro che azzeccate Le prime 5-7 ore di gioco saranno probabilmente costellate da una miriade di piccoli crucci, avvalorati dall’eco di una narrativa che fatica a ingranare.

Proseguendo nel gioco però, quasi in maniera quasi impercettibile, i difetti del gioco iniziano a perdere di definizione, sfumano mentre l’opera comincia a conquistare l’animo di chi gioca con una forza sorprendente. Così il mondo creato da Warhorse Studios è un palcoscenico avvolgente, vividissimo, sul quale va in scena una storia assolutamente memorabile, al netto di qualche cedimento nelle fasi finali dell’avventura. Imperfezioni che si riflettono anche sulla scrittura dei dialoghi e sulla qualità registica delle cut-scene, senza però riuscire ad oscurare la luminosità di una vera e propria perla ludica che travalica i propri difetti, offrendo al giocatore un’esperienza unica, che merita di essere vissuta. Come anticipato, Kingdom Come: Deliverance non trova nella realizzazione tecnica uno dei suoi maggiori punti di forza. Sebbene il motore di gioco riesca spesso a comporre scenari decisamente suggestivi, anche per merito di un buon sistema di illuminazione, quasi tutti gli aspetti del comparto grafico mostrano qualche carenza, tra texture spesso slavate e moli poligonali tutt’altro che impressionanti. Anche la gestione delle collisioni è ben lontana dalla perfezione, così come l’intelligenza artificiale che anima npc e animali, decisamente altalenante. Al gioco non manca poi una quota consistente di bug e glitch di vario genere, che però, fortunatamente, non inficiano la qualità complessiva dell’esperienza. Discorso diverso per il comparto sonoro, composto da brani in grado di sottolineare più che degnamente l’epicità delle scene a schermo. Buono anche il doppiaggio, che diventa a tratti eccellente quando a parlare sono i personaggi principali. Tirando le somme, Kingdom Come: Deliverance è un gioco che merita di essere giocato, ma non con superficialità. Chi ha fretta di gettarsi subito nella mischia non riuscirebbe ad apprezzarlo. Assaporare ora dopo ora la maestosità di un titolo che, seppur macchiato da alcuni bug e da una grafica non sempre magnifica, si rivela un’esperienza incredibilmente profonda e senza ombra di dubbio avvincente. Se si hanno pazienza, tempo a disposizione e voglia di tuffarsi ai tempi del Sacro Romano Impero, Kingdom Come: Deliverance è il gioco giusto da acquistare.

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8,5
Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

 

Francesco Pellegrino Lise

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Tutti supereroi con il videogame LEGO Gli Incredibili

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Warner Bros. Interactive Entertainment, TT Games, The LEGO Group e Disney e Pixar hanno finalmente lanciato LEGO Gli Incredibili, un nuovo videogioco in cui i giocatori potranno vivere le emozionanti avventure dell’iconica famiglia dotata di superpoteri in sequenze d’azione mozzafiato tratte da entrambi i film (la seconda pellicola sarà nei cinema dal 19 settembre ndr.). I fan scopriranno tutte le straordinarie abilità di cui è dotata la famiglia Parr, e col lavoro di squadra impareranno a combinarle per creare superpoteri unici con cui aiutare i leggendari eroi ad affrontare il crimine in un vibrante mondo fatto di mattoncini e ricco di divertimento ed emozioni. LEGO Gli Incredibili è disponibile per Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, e PC. A differenza della maggior parte dei titoli targati LEGO, Gli Incredibili proietta i giocatori all’interno di una storia che non si conosce e non si limita ad affrontare le vicende narrative del film Gli Incredibili 2, ma ritorna sulle orme del titolo originale nella seconda metà del gioco. La formula adottata da TT Gmes resta ancora una volta invariata e, sebbene qualche minuzia meccanica permette di distinguere Lego Gli Incredibili dagli altri titoli basati sull’universo dei mattoncini, l’esperienza di gioco finale resta pressoché invariata. Laddove titoli come Lego Batman o Lego Marvel’s Avengers compensano la disarmante semplicità del titolo con una varietà impressionante nel numero dei personaggi e del carico narrativo che questi portano all’interno delle storie e mini-storie presenti all’interno del mondo di gioco, Lego Gli Incredibili scopre il fianco a causa della monotonia del roster di personaggi proposti che, oltre ad essere inferiore rispetto agli altri titoli LEGO ( Soltanto 113 ), questi non rappresentano un’attrattiva sufficiente soprattutto al di fuori della cerchia della famiglia Parr. Nessuno, per esempio, ha interesse nel selezionare lo scagnozzo di turno per sperimentarne i poteri e la scarsità di alternative proposte all’interno del titolo va a braccetto con una longevità decisamente inferiore alla media dei titoli

Gli Incredibili non rappresenta dunque la migliore espressione videoludica offerta da TT Games, il titolo riesce infatti a raccontare le storie di ben due film ma la durata complessiva delle missioni principali, un totale di 12, 6 per film, non supererà le 7 ore massime. A tradire la natura semplicistica del titolo troviamo infatti un sistema di combattimento ancora incagliato nei suoi problemi di collisioni che si arrende ad un livello di sfida praticamente inesistente il tutto accompagnato da una gestione della telecamera e della prospettiva molto spesso fastidiosa. Anche il gameplay del titolo non è proprio il massimo. Durante l’intera narrazione ci si troverà molto spesso a ripetere ciclicamente le stesse azioni, livello dopo livello. Sconfiggere nemici, risolvere qualche enigma ambientale molto semplice e costruire il mezzo con cui sconfiggere il boss di turno o l’aggeggio utile a salvare la situazione. Giusto per essere onesti, alcuni enigmi sono ben realizzati e qualche battaglia con i boss è divertente da completare, però ripensando ad altri titoli della serie LEGO, come ad esempio LEGO Star Wars: Il risveglio della Forza, il ritmo della narrazione e la varietà delle azioni da svolgere sono nettamente inferiori. Terminato il capitolo iniziale, il gioco lascia i giocatori liberi di esplorare il grande HUB centrale, la città “Municiberg”, forse la parte meglio riuscita dell’intera produzione. Attraverso questa vasta area completamente esplorabile si avrà libero accesso a numerosissime missioni secondarie e a tantissimi collezionabili. Qui, oltre al poter rigiocare tutti i capitoli della trama in “Modalità libera” dando la possibilità di utilizzare tutti i personaggi sbloccati, si potranno anche affrontare le “Ondate di criminalità”, ossia delle missioni secondarie più complesse, basate su più cittadini da salvare, in cui sarà necessario liberare i diversi quartieri della città dai malvagi di turno.

Fortunatamente la presenza di tanti personaggi presi da altre serie Disney Pixar come Dory di “Alla ricerca di Nemo” o di Russell di “UP” faranno la gioi degli appassionati, inoltre, altra nota positiva, l‘intero titolo è completamente giocabile in cooperativa a schermo condiviso, quindi due amici nella stessa stanza potranno lottare fianco a fianco come dei veri compagni supereroi. Tecnicamente parlando, LEGO: Gli Incredibili resta fedele a tutta la serie di giochi targati LEGO. Per le ambientazioni TT Games regala un mondo incredibilmente bello da vedere, tutto fatto a cubetti e pieno di colori. Sfortunatamente la totale assenza di cali di frame rate non riesce a distogliere l’attenzione dalla corposa dose di pop up che su tutte le piattaforme si nota. Pollice verso anche per quanto riguarda i caricamenti, soprattutto all’inizio e al termine di ogni missione, con picchi nel loading dell’HUB principale che a volte è veramente estenuante. Per quanto riguarda l’audio, il doppiaggio, completamente in italiano, è stato realizzato da quasi tutti i doppiatori del film, ma volendosi incaponire, si avverte un leggero problema di sincro del movimento delle “labbra” con l’audio; molto spesso, soprattutto nei video, potrà capitare di vedere il personaggio muovere la bocca senza emettere alcun suono. Le musiche sono orecchiabili e riprese dal film, nonostante si riducano ad un loop infinito durante l’esplorazione. Tirando le somme, questo LEGO Gli incredibili è un titolo che non riesce a lasciare a bocca aperta, ma possiede anche qualche punto di forza. Se si considera poi che il gioco è un prodotto diretto a un target di gamers giovanissimo, tanti dei difetti sopra elencati non si noteranno e quindi, se visto in questa ottica, il prodotto potrebbe fare la gioia dei più piccini.

 

GIUDIZIO GLOBALE:
Grafica: 7
Sonoro: 8
Gameplay: 7,5
Longevità: 7,5
VOTO FINALE: 8,5

 

Francesco Pellegrino Lise

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Windows Phone 8.1: le app di Facebook e Twitter vanno in pensione

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L’app ufficiale di Facebook per Windows Phone 8.1, sviluppata dalla stessa Microsoft, non è più funzionante. E così, dopo Messenger, è arrivato il turno anche dell’applicazione dedicata a social network di Mark Zuckerberg, la quale è ormai stata dismessa e non è più supportata, così come non è più supportato nemmeno Windows Phone 8.1 che è da considerarsi un sistema operativo obsoleto e appartenente al passato. Attualmente, una volta aperto Facebook, viene richiesto di inserire le credenziali ma, fatto ciò, invece di sbloccare la pagina di login e caricare la schermata home, mostra un classico avviso di errore. Questo recita “OPS, qualcosa è andato storto – Controlla le informazioni dell’account” tuttavia, diversamente da quanto affermato, il problema non risiede nelle informazioni dell’account ovvero e-mail e password che sono corrette ma dipende tutto dalla stessa applicazione che, non essendo più supportata, non è in grado di connettersi ai server del noto social network. Attualmente, come ovvio che sia, non è previsto un aggiornamento di Facebook per Windows Phone 8.1 oppure, in alternativa, il rilascio di una nuova app ufficiale. Di conseguenza, l’unico modo per accedervi è quello di utilizzare Internet Explorer anche se l’esperienza di navigazione potrebbe risentire di rallentamenti e funzioni mancati a causa del browser. Cattive notizie anche per gli utenti di Twitter, infatti, se nel 2018 si continua a utilizzare un telefono con a bordo Windows Phone 8.1, non si ha più la possibilità di utilizzare l’app mobile Twitter. Questa non è una sorpresa totale, in quanto la società aveva già fatto sapere che avrebbe ritirato il supporto per la piattaforma una volta che il mese di giugno fosse finito. Twitter ha anche ritirato il supporto per le build di Windows 10 Mobile precedenti all’aggiornamento “Fall Creators Update”. Per quanto riguarda la piattaforma dei cinguettii però il problema non si risolve nemmeno andando sul sito via browser, infatti, su Internet Explorer mobile Twitter un bug che visualizza una pagina di errore di connessione dopo che un utente invia un nuovo tweet o risponde a uno. Un tocco sul pulsante Indietro farà tornare di nuovo tutto a posto fino alla prossima volta che si vuole scrivere di nuovo, quindi il problema è più che fastidioso. L’addio di queste due app di dispositivi con sistema operativo 8.1 di Microsoft di sicuro rappresentano un problema per gli utenti meno informati i quali si vedranno costretti a dover cambiare il proprio dispositivo per poter navigare sui social come sempre.

 

F.P.L.

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Apple: l’iPhone localizzerà la posizione di chi chiama i soccorsi

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Apple, si sa, da sempre è un brand che tiene molto ai suoi clienti e alla loro tutela, proprio per tale ragione, nell’immediato futuro l’iPhone sarà in grado di comunicare ai soccorritori dove si trova chi ha bisogno d’aiuto. Con l’aggiornamento del sistema operativo (iOS 12) in arrivo in autunno, infatti, il melafonino comunicherà la posizione esatta di chi, negli Usa, telefona al numero per le emergenze 911. L’obiettivo del colosso di Cupertino è rendere più veloci e precisi i soccorsi, supplendo ai problemi dell’infrastruttura americana. Circa l’80% delle chiamate al 911 è fatta da smartphone, ma le “infrastrutture obsolete, dell’era della rete fissa, rendono difficile per i soccorritori localizzare con accuratezza chi sta chiamando”, spiega Apple in una nota. Il sistema usato dalla Mela dialogherà con i software dei centri del 911 per fornire queste informazioni. La privacy, assicura la compagnia, sarà al sicuro. “Le comunità si affidano al 911 in caso di emergenza. Per questo noi crediamo che dovrebbero avere a disposizione la migliore tecnologia esistente”, ha detto il Ceo di Apple Tim Cook. “Quando ogni momento conta, questi strumenti aiuteranno i primi soccorritori a raggiungere i nostri utenti nel momento in cui hanno più bisogno di assistenza”. Grazie a questa importantissima funzione, possedere un iPhone farà sentire i propri possessori ancora più al sicuro e, soprattutto, sarà garantito un servizio di pronto intervento immediato, celere e precisissimo. Ci teniamo a ricordare che iOS 12 è stato presentato all’inizio di questo mese al WWDC 2018 e dovrebbe essere rilasciato pubblicamente – con la tecnologia Next Generation 911 gratuita integrata – nei mesi autunnali. L’aggiornamento del software gratuito sarà disponibile per iPhone 5s, iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 6s, iPhone 6s Plus, iPhone SE, iPhone 7, iPhone 7 Plus, iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X.

 

F.P.L.

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