Connect with us

Cronaca

La Cgil in lutto per la scomparsa del Segretario Maurizio Quadrana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 3 minutes
image_pdfimage_print

La Filt Cgil di Roma e Lazio in lutto per la prematura scomparsa di Maurizio Quadrana, il Segretario Generale della Camera del lavoro Roma centro-ovest litoranea. Stroncato da una malattia spietata e incurabile, contro la quale aveva lottato con la tenacia che lo contraddistingueva.

È «un giorno triste», scrive la Segreteria, «Maurizio è volato via. Ha scelto, per farlo, una torrida giornata di agosto. Lo ha fatto in punta dei piedi, senza disturbare. E adesso non ci sono parole per descrivere il vuoto che ci lascia dentro. Oggi siamo tutti un po’ più soli. Era l’amico che sapeva ascoltare, persona umile, onesta e generosa, il compagno con cui condividere lotte e ideali, l’uomo coraggioso e gentile, innamorato del suo lavoro e dell’organizzazione in cui militava da sempre, la Cgil. Ci stringiamo intorno al figlio, ai fratelli e a tutti quelli che gli hanno voluto bene».

L’epilogo venerdì notte, 14 agosto, all’hospice di Sant’Antonio da Padova in Roma, la struttura ospedaliera presso la quale era ricoverato per le cure palliative. Un vuoto incolmabile, un abisso che scava interiormente, un sentimento che non può più essere condiviso. Perdita. Non più vicini, non più nemmeno lontani, semplicemente, non più. Nessuno può dirsi pronto a ciò e a separarsi da una relazione affettiva, neppure quando il quadro clinico si presenta severo e l’evento “aspettato”. In quell’istante, drammatico, ogni barriera cade, psicologica, difensiva e razionale. E lascia ferite dure a sparire.

«Una bruttissima notizia», afferma il Sindaco di Fiumicino Esterino Montino, «conoscevo Maurizio da moltissimi anni e con lui ho affrontato tantissime battaglie sindacali fuori e dentro il territorio comunale». Un amico. «Ho avuto Maurizio e i suoi collaboratori al mio fianco in tutte le questioni che hanno riguardato la tutela dei lavoratori dell’aeroporto Leonardo da Vinci, il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti comunali, ma anche quello dei lavoratori delle mense e della raccolta di rifiuti».

«Non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno e quello della Cgil in questioni che hanno riguardato il rispetto dei diritti civili e importanti aspetti culturali», ricorda ancora il primo cittadino, «come nel caso di via Bombonati, partecipando anche alla manifestazione che facemmo in darsena a sostegno dell’integrazione culturale. O come nel caso delle battaglie che negli anni si sono fatte, non ultime quelle portate avanti dal Comitato promotore, per l’apertura e la fruibilità a tutti dell’area archeologica dei Porti di Claudio e Traiano. Purtroppo un brutto male lo ha portato via ancora nel pieno della sua vita e della sua attività sindacale, così preziosa e seria. Maurizio ci mancherà molto. Mando le mie condoglianze, quelle di mia moglie Monica Cirinnà e dell’intera Amministrazione comunale agli amici e ai familiari, in particolare al fratello Gianluca, che oggi ricopre la carica di consigliere regionale».

«È stato sempre al fianco di ciascuno di noi in tutte le battaglie che hanno riguardato la tutela dei lavoratori e il rispetto dei diritti civili», è la nota del Gruppo Pd della Pisana, «alla famiglia e al fratello Gianluca vanno le nostre più sentite condoglianze». «Uomo serio e gentile», aggiungono i consiglieri della Lista Civica Marta Bonafoni e Gino De Paolis, «incontravamo Maurizio ogni volta che c’era un diritto da rivendicare, una battaglia sindacale da difendere, in piazza come nelle trattative sempre schierato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, combattente nel nome della sua amata organizzazione sindacale. Ci stringiamo con affetto alla Cgil e alla sua famiglia, specialmente a suo fratello Gianluca, nostro amico e compagno di gruppo, al quale siamo e saremo vicini sempre».

«Ciao Maurizio, persona perbene e splendido compagno», commenta Enzo Foschi, vicepresidente del Pd regionale. «Sia da Presidente di Municipio che nel mio lavoro in Regione», afferma Maurizio Veloccia della Direzione romana, «ho avuto modo di collaborare con Maurizio, che si è sempre dimostrato un dirigente sindacale di grande spessore, pacato ma deciso, pronto al dialogo, concreto nelle battaglie. Una persona di valore, che ci lascia troppo prematuramente. Se ne va a distanza di un anno da Mimma Miani, con la quale tante battaglie ha condiviso con lui nel Municipio XI».

In molti esprimono stupore, cordoglio e vicinanza alla famiglia. «Ci ha lasciato troppo presto», scrive sulla bacheca Tina Pelliccia, Presidente del Comitato Monteverde Nuovo, «un compagno di tante lotte per i pensionati, condoglianze alla famiglia». «Ciao Maurizio, ti voglio ricordare così» è il post di Claudio Galli, in cui inserisce il link della manifestazione “Liberiamo Ostia dalle Mafie” del 2011.  «Un’altra brutta giornata», commenta Stefania Pomante, «era una persona mite, paziente, buona, sempre disponibile». «Lascia un vuoto terribile nella nostra Cgil. Non riesco a dire molto altro. Il dolore, lo stupore per questa mancanza è soffocante», sono le parole di Donatella Bruno.

«Tutta la Rete Civica dei Cittadinie si stringe intorno alla famiglia Quadrana», scrive il Coordinatore Giuseppe Celli, «per la scomparsa prematura del nostro amico e compagno Maurizio, fratello maggiore di Gianluca. Sarai con noi per sempre e ci guiderai durante il nostro percorso». Parole sofferte, frutto di una «di vita e di un’amicizia che dura da più di 40 anni», sottolinea la consigliera capitolina Svetlana Celli. «Eri più grande e il più attendo», ricorda, «“stai in campana piccolè”, mi dicevi sempre. Sono sempre stata la sorella che non avete mai avuto. Te ne sei andato in silenzio, malgrado le tue immense battaglie. Il tuo senso di protezione, la tua dolcezza la ricorderemo tutti. Ciao “Mizio”, ti voglio bene per sempre».

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Palermo, duro colpo a Cosa Nostra: sequestrato il patrimonio dei corleonesi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 2 minutes
image_pdfimage_print

Avevano favorito la latitanza del boss Bernardo PROVENZANO ed affermato il proprio potere sul
territorio, oggi una plurima operazione dei Carabinieri li priva dei loro beni.
In esecuzione di tre distinti provvedimenti del Tribunale di Palermo,scaturiti dalle minuziose indagini dei militari del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Palermo, l’Arma ha inferto un duro colpo al patrimonio della mafia corleonese per un valore complessivo superiore ai 4 milioni di Euro.
Il R.O.S., che ha una struttura che si occupa esclusivamente di indagini economico – finanziarie, accertamenti patrimoniali e misure di prevenzione, ha eseguito una cospicua confisca di tre milioni e mezzo di euro nei confronti di Mario Salvatore GRIZZAFFI (disposta in 1° grado dal Tribunale di Palermo) e Gaetano RIINA (disposta in 2° grado dalla Corte d’Appello di Palermo), rispettivamente nipote e fratello del noto capo mafia Totò RIINA, nonché di Rosario Salvatore LO BUE, soprannominato “Saro Chiummino” e del figlio Leoluca.
L’operazione giunge al termine di un lungo percorso investigativo che aveva già consentito di
assicurare allo stato i patrimoni illeciti acquisiti nel tempo da Salvatore RIINA e da Calogero
Giuseppe LO BUE, già colpiti da decreti di confisca; quest’ultimo già condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza di Bernardo PROVENZANO.
Gravemente indiziati di appartenere al sodalizio mafioso, ai LO BUE risultavano riconducibili una
serie di beni, intestati fittiziamente a terzi, acquistati in assenza di redditi leciti compatibili nonché in condizioni di sperequazione. La confisca, riguardante abitazioni, conti correnti, libretti di risparmio, terreni e beni aziendali, colpisce soggetti già gravati da numerosi precedenti penali ed acclarati legami con la mafia. In particolare Rosario Salvatore LO BUE ha avuto storicamente un ruolo attivo quale “uomo d’onore” e membro apicale della famiglia di Corleone, inserita nell’omonimo mandamento mafioso, negli anni in contatto con esponenti di spicco quali Salvatore RIINA e Leoluca BAGARELLA.
Mario Salvatore GRIZZAFFI è stato definitivamente condannato per aver commesso un’estorsione con metodi mafiosi, nell’ambito del più ampio programma investigativo che aveva fatto luce sullarete di sostegno del boss Bernardo PROVENZANO nonché sulla riorganizzazione dell’associazione dopo la cattura del capo mafia avvenuta nel 2006 in Corleone, Montagna dei Cavalli; in precedenza fu condannato anche per il favoreggiamento della latitanza di Giovanni BRUSCA. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un sequestro beni a carico di PITARRESI Giampiero, per un valore complessivo stimato in circa seicentomila euro, consistente in due abitazioni a Misilmeri, un’autovettura e sette rapporti bancari. PITARRESI, tratto in arresto nel dicembre del 2015 nell’ambito dell’operazione “Panta Rei” dei Carabinieri di Palermo, è attualmente detenuto perché condannato – in secondo grado – alla pena di anni 14 di reclusione perché ritenuto intraneo a “Cosa Nostra”, nella sua articolazione territoriale del mandamento di Misilmeri, famiglia di Villabate. Già nel 2009 il PITARRESI aveva subito una condanna per associazione mafiosa per aver fatto parte del gruppo che, in più occasioni, aveva fornito ausilio al boss latitante Bernardo PROVENZANO. Dopo anni di militanza quale sodale con compiti di particolare rilievo, aveva assunto il pieno controllo della famiglia mafiosa di Villabate, quale gestore della cassa e mandante di tutte le azioni illecite nel territorio, tra cui estorsioni e traffico di stupefacenti

Continua a leggere

Cronaca

Giulio Regeni, inizia il processo agli 007 egiziani: palazzo Chigi parte civile

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 2 minutes
image_pdfimage_print

Si apre il processo a carico dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto in Egitto nel febbraio del 2016. Nella prima udienza, davanti alla terza Corte d’Assise, verrà subito affrontato il nodo dell’assenza in aula degli imputati: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

I giudici dovranno valutare, così come già fatto dal gup nell’ambito dell’udienza preliminare, se la sottrazione degli imputati dal procedimento è stata volontaria. In tal senso il processo potrà andare avanti con i quattro in contumacia, altrimenti i giudici potrebbero chiedere una sospensione del procedimento. Il gup, su questo punto, aveva affermato nel decidere per il rinvio a giudizio che “la copertura mediatica capillare e straordinaria ha fatto assurgere la notizia della pendenza del processo a fatto notorio”. Nella lista testi presentata dai genitori di Giulio, Paola e Claudio, anche i presidenti del consiglio che si sono succeduti in Italia dal 2016, oltre che ministri degli Esteri e i sottosegretari con la delega ai servizi segreti, così come anticipato da alcuni quotidiani. Nei confronti degli imputati la Procura di Roma contesta i reati di sequestro di persona pluriaggravato, e nei confronti di un imputato i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato.

La presidenza del Consiglio ha deciso di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni.

“Si svolgerà la prima udienza in Corte di Assise sul sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. Se ci voltiamo indietro negli anni, e pensiamo alla fatica enorme che ci è voluta per arrivare fin qui, per ricostruire una trama nonostante depistaggi e resistenze di ogni tipo da parte dell’Egitto, comprendiamo quanto importante e carica di significato sia la giornata di oggi. Voglio inviare un abbraccio a Paola Deffendi e Claudio Regeni, per la loro tenacia e la loro umanità. Restiamo tutti uniti, istituzioni e comunità, per la ricerca di questa verità”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico.

Ieri alla vigilia dell’apertura del processo sulla tortura a morte di Giulio Regeni in Egitto prosegue il sostanziale silenzio sul caso osservato dai media egiziani fin dal giugno scorso, quando ci fu la trasmissione all’Italia delle inchieste del Cairo, incluso l’esito negativo di una rogatoria in Kenya. Lo stesso rinvio a giudizio, segnalato dal sito di opposizione Mada Masr e dall’anglofono Egypt Independent, aveva avuto poco risalto. Maggiore evidenza, anche sul sito del principale quotidiano egiziano, Al Ahram, era stata data invece alla chiusura delle indagini da parte egiziana annunciata dalla Procura generale del Cairo il 30 dicembre: la tesi cui erano giunti gli inquirenti era che Regeni fu soltanto monitorato, e non rapito e tantomeno ucciso, dai servizi segreti egiziani.

Continua a leggere

Cronaca

Green Pass, Berlusconi: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Silvio Berlusconi interviene sulle tensioni sociali a causa del Green pass: “Non parlerei di piazze scatenate, ma di qualche migliaio di persone in buona fede e di qualche centinaio di scalmanati e di agitatori professionisti”. Secondo il leader di Forza Italia i primi “vanno convinti e rassicurati, gli altri vanno perseguiti con il massimo rigore”. E sul Green pass dice: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”.

Silvio Berlusconi, in una intervista su Il Messaggero, parla delle manifestazioni delle ultime settimane: “Dobbiamo tenere presente che parliamo di un’esigua minoranza, la grande maggioranza degli italiani non va in piazza, va a vaccinarsi, se non l’ha già fatto”. Per Berlusconi, “il Green pass è lo strumento che abbiamo scelto per ripristinare gradualmente la normalità. Naturalmente è uno strumento perfezionabile. Sino ad oggi, però, ha funzionato bene: sta consentendo al nostro Paese di rimettersi in moto e a noi tutti di tornare a una certa dose di socialità in sicurezza”.

L’unica alternativa è il vaccino obbligatorio – E aggiunge: “Comprendo le preoccupazioni nei lavoratori e nelle aziende più piccole, ma non dobbiamo dimenticare che l’unica alternativa è l’obbligo vaccinale che, del resto, noi di Forza Italia abbiamo proposto sin dall’inizio”. E in merito alle violenze di piazza sottolinea: “Non siamo negli anni 70, fortunatamente, però non bisogna mai abbassare la guardia, la violenza va sempre isolata e combattuta con il massimo rigore”.

Quanto alle comunali nella Capitale, Berlusconi sottolinea: “Roma ha bisogno di discontinuità e solo il centrodestra guidato da Enrico Michetti può garantirla. Significa abbassare le tasse ed aumentare l’efficienza, ma anche valorizzare Roma come merita”. Per Berlusconi “Michetti, con la sua competenza amministrativa, è anche l’uomo giusto per un razionale impiego delle risorse del Pnrr”. 

Continua a leggere

I più letti