Connect with us

Scienza e Tecnologia

La Maker Faire torna alla Fiera di Roma dall’1 al 3 dicembre

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 9 minutes
image_pdfimage_print

Torna, con numeri sempre più imponenti e attrazioni sorprendenti, l’atteso appuntamento con “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”, manifestazione giunta alla sua quinta edizione. Il più grande evento europeo sull’innovazione e sull’impresa 4.0 si svolgerà dall’1 al 3 dicembre 2017 presso la Fiera di Roma. Con 7 padiglioni a disposizione (uno in più rispetto allo scorso anno) per oltre 100mila mq di estensione, Maker Faire Rome si conferma la fiera dove prende forma la rivoluzione digitale, il luogo della ribalta dedicato alle famiglie, ai bambini e a tutti gli appassionati di innovazione, ma anche il format consolidato per le aziende e gli innovatori di professione che utilizzano la cultura digitale come mezzo per affrontare le nuove sfide dei mercati. Resta prioritario e centrale il tema dell’impresa 4.0. Con l’approccio pratico e il linguaggio chiaro che la contraddistingue, Maker Faire Rome intende aiutare il pubblico (composto in buona misura anche da professionisti e imprenditori) a comprendere l’argomento attraverso esempi, simulazioni reali, testimonianze (workshop e seminari). L’obiettivo è quello di guidare i visitatori all’interno di un processo produttivo, possibilmente in funzione, che mostri come il flusso delle informazioni porti intelligenza ed efficienza al processo stesso, dalla produzione alla logistica, dalla supply chain alla sicurezza, dall’energia fino alla personalizzazione del prodotto stesso. Tanti, attuali e coinvolgenti gli altri temi della quinta edizione. Si va dall’Internet delle cose alla manifattura digitale fino all’agricoltura 4.0, passando per il cibo del futuro alla sensoristica; mobilità smart, riciclo e riuso, edilizia sostenibile; robotica; realtà virtuale e aumentata, salute e benessere; scienza e biotecnologie. “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0” (www.makerfairerome.eu) è una manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Innova Camera. Un evento di portata internazionale che fa convergere sulla Capitale il meglio dell’innovazione da tutto il mondo. Per i visitatori Maker Faire Rome è un’occasione irripetibile di interagire – in anteprima – con le innovazioni che cambieranno in meglio la nostra vita mentre per maker, imprenditori, startupper e imprenditori medi, piccoli e piccolissimi è il momento per confrontarsi con realtà internazionali affermate che hanno scelto l’evento come piattaforma di lancio per i loro prodotti e innovazioni e per fare scouting di nuovi talenti. Anche nell’edizione 2017, ben 10mila mq di attività ed espositori saranno dedicati a bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni organizzati nell’apposita Area Kids (padiglione 4).

Una nuova visione del futuro con i progetti di maker, artigiani, scuole, università e artisti

Chi sono i Makers? I Makers sono appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani e tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. Ad esempio, al primo maker della storia, Leonardo da Vinci, si ispira la prima mostra in realtà virtuale e aumentata presente alla MFR, un’esperienza in cui i visitatori conosceranno e approfondiranno l’opera ingegneristica del grande inventore sperimentando in modo immersivo il funzionamento delle sue invenzioni. Il viaggio con Leonardo avverrà attraverso l’uso di postazioni fisse di realtà virtuale e totem sui quali saranno riportati dei target che, inquadrati attraverso tablet e smartphone, permetteranno la materializzazione e la visualizzazione in 3D delle macchine di Leonardo in movimento. Il percorso complessivo comprenderà un’area dedicata alla formazione sulle nuove tecnologie con brevi sessioni dimostrative e interattive. Curatore della quinta edizione di MFR è Massimo Banzi, co-founder di Arduino, indicato dal settimanale “The Economist” come uno dei fautori della “nuova rivoluzione industriale” messa in atto dal movimento Maker – con l’ausilio di Alessandro Ranellucci, coordinatore esecutivo dei contenuti affiancati da un qualificato team di responsabili di area: Bruno Siciliano (area robots), Paolo Mirabelli (area droni), Alex Giordano (area agricoltura), Sara Roversi (area food), Chiara Russo (area kids) e Mauro Spagnolo (area green tech). La Maker Faire Rome è testimonianza di come la creatività, il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su singole iniziative e progetti brillanti. La città di Roma si conferma, per il quinto anno consecutivo, polo attrattivo di nuove idee, contenuti e modelli economici: basti pensare che ben 750 progetti provenienti da 40 nazioni diverse, con tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea rappresentati, sono arrivati dalla sola “Call for Makers”. I centri della conoscenza alla Maker Faire Rome: scuole, università e centri di ricerca. Le nuove generazioni guardano al futuro attraverso la Maker Faire Rome. Lo conferma la grande partecipazione di Università, Centri di ricerca e scuole attraverso le relative Call. In un’apposita area dedicata della Fiera saranno presenti 28 tra università (di cui 5 straniere) e centri di ricerca. Sono invece 55 le scuole selezionate, tra le centinaia di progetti pervenuti, in rappresentanza di tutte le regioni italiane (50 Istituti secondari e ITS italiani e 5 provenienti da Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia). Presente anche una scuola extra Ue, di Israele. Tutte le scuole hanno partecipato alla Call for Schools, realizzata in collaborazione con il Miur: a quelle selezionate è stato garantito uno spazio gratuito all’interno della Maker Faire per esporre le proprie creazioni.

 

Maker Faire Rome Contest 2017

Maker Faire Rome non è solo un punto di arrivo per i tanti maker che espongono i propri progetti, ma un punto di partenza verso un futuro migliore. Per questo, anche l’edizione 2017, si arricchisce di contest e iniziative speciali finalizzate a valorizzare i migliori progetti, per garantire visibilità e lo sviluppo delle diverse iniziative presentate: un riconoscimento pubblico e tangibile al valore della creatività esposta durante la manifestazione. Tra i contest proposti quest’anno My Sustainable City (http://www.makerfairerome.eu/it/my-sustainable-city), promosso da Eni, ACI e la rivista Energia, nasce dalla volontà di individuare, supportare e diffondere la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative in tema di mobilità. Si cercano soluzioni che consentano di incrementare la qualità della vita dei cittadini che quotidianamente si spostano e/o di migliorare la qualità dell’aria nei grandi centri urbani, per una città e una mobilità sicura, sostenibile e accessibile a tutti. Si riconferma, poi, Make to Care (http://www.makerfairerome.eu/it/mfr17-torna-maketocare-contest-sfida-le-disabilita), promosso da Sanofi Genzyme e alla sua seconda edizione, finalizzato a far emergere e facilitare la realizzazione, nonché la diffusione, di soluzioni innovative e utili a incontrare i bisogni reali delle persone affette da qualunque forma di disabilità, intesa come qualsiasi diminuzione marcata della qualità della vita a causa di patologie e/o eventi traumatici. Infine, Play It Easy (http://www.makerfairerome.eu/it/play-it-easy) è il contest promosso dal CONI con la volontà di supportare la realizzazione e la diffusione di soluzioni tecnologiche innovative volte a incrementare la partecipazione alla pratica e agli eventi sportivi.

 

Programma e contenuti

Anche quest’anno la quinta edizione di “Maker Faire Rome” parte con l’Educational Day (http://www.makerfairerome.eu/it/educational-day). Venerdì 1 dicembre, dalle 9 alle 13, avrà luogo la tradizionale mattinata di formazione gratuita dedicata alla visita delle scolaresche – sono attesi 25mila studenti – prima dell’apertura al pubblico, per vedere da vicino tutte le invenzioni create dai makers. Sempre venerdì, alle 11,30, anche in live streaming, si terrà l’Opening Event della quinta edizione dal titolo “The Future in the Making” (http://www.makerfairerome.eu/it/the-future-in-the-making). Ogni giorno centinaia d’innovazioni cambiano il nostro modo di vivere, produrre e rapportarci con gli altri. Un “futuro in costruzione” che sarà raccontato con l’aiuto di ospiti d’eccezione provenienti da tutto il mondo e presentati dal giornalista Alessio Jacona, conduttore delle conferenze. Il pomeriggio, dalle 14, “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0” si apre al grande pubblico fino a domenica 3 dicembre. Da non perdere la conferenza “Make and inspire” di venerdì pomeriggio. Quando la creatività dei makers si incontra con la capacità narrativa degli youtuber, un nuovo tipo di racconto prende vita: per capire quale, non perdetevi le testimonianze di tre famosi youtuber quali Laura Kampf, Rulof McGyver e Giaco Whatever. Sabato 2 dicembre, alle 14,30, si terrà “Robots: what’s next?” una conferenza sulla robotica durante la quale verrà presentato il libro “I robot e noi” scritto da Maria Chiara Carrozza, scienziata ed ex ministro dell’Istruzione. Seguirà un dibattito sui temi etici e sociali legati al mondo dei robot e verranno presentate alcune eccellenze della robotica italiana nel mondo. La conferenza sul cibo, dal titolo “Agrifood: make, hack or tech?”, si svolgerà, invece, domenica 3 dicembre a partire dalle 11,30.

 

Le attrazioni da non perdere

Alta formazione e grandi attrazioni ci saranno anche negli stand dei partner della manifestazione che contribuiscono ad arricchire con contenuti di alta qualità l’evento Maker Faire. Lo spazio espositivo di Eni chiamato “Innovation for Energy”, ad esempio, è una grande area che mostrerà al pubblico l’applicazione di tecnologie digitali innovative per l’addestramento del personale e le loro possibili evoluzioni nell’ambito di salute e sicurezza dei lavoratori e per la gestione impianti. Due le tematiche principali dello spazio: la prima è l’OTS – Operator Training Simulator. Un sistema che permette di addestrare gli operatori d’impianto in maniera immersiva e collaborativa. Le persone indossano caschetti 3D ad alta risoluzione che simulano il contesto industriale per apprendere le procedure operative di gestione degli impianti e delle eventuali situazioni critiche. Il pubblico potrà vivere in prima persona l’esperienza di camminare ed interagire con un vero impianto Eni fedelmente riprodotto in 3D. La seconda tematica è sulla “Salute e Sicurezza aumentate” dove verranno presentati alcuni prototipi realizzati in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Alla Maker Faire Arrow Electronics, società tecnologica globale che fornisce prodotti e soluzioni per l’innovazione, organizzerà una serie di lezioni tecniche, colloqui di consulenza, dimostrazioni pratiche di nuove tecnologie. Sarà presente anche il Chief digital officer, Matt Anderson che terrà una presentazione ad hoc. Arrow Eletronics presenterà anche la piattaforma globale per il supporto agli imprenditori che desiderano portare le loro idee dal concepimento iniziale al mercato (realizzata con Indiegogo). Si tratta di un rivoluzionario servizio crowdfund-to-production, destinato ad accelerare il ritmo di innovazione per i produttori che operano nell’ambito della tecnologia e dell’IoT (Internet of Things). Ulteriori presentazioni saranno tenute ogni 30 minuti nello speaker corner dello stand (padiglione 7). Le dimostrazioni riguarderanno settori quali l’IoT, l’imaging e il rilevamento, la stampa in 3D e la comunicazione wireless. Nello stand Unidata, ci sarà la presentazione della tecnologia “LoRa”, volta a rendere l’Internet of Things (IoT) una realtà concreta. Unidata ospiterà anche le sei start-up selezionate nell’ambito dell’Open innovation challenge lanciato dalla Regione Lazio, attraverso la società in house Lazio Innova. L’iniziativa, in collaborazione con Unindustria, è stata concepita per favorire l’incontro fra domanda e offerta di innovazione. Leroy Merlin, all’interno di uno stand di 80 mq, ha organizzato incontri con la creatività dei designer coinvolti nel progetto Design Lab, che ambisce a progettare prodotti originali, unici e facili da realizzare a partire da materiali semplici. I visitatori potranno, inoltre, conoscere l’offerta di prodotti innovativi legati al mondo della domotica pensati per una casa smart e connessa, accanto a quelli del reparto utensileria, particolarmente adatti a supportare il lavoro dei maker e si potrà partecipare a otto diversi corsi fai-da-te rivolti ai bambini dai 6 ai 10 anni per avvicinarli alla filosofia del “fai da te”. Si potrà poi vedere e toccare con mano, grazie alla collaborazione con ACI, il prototipo di formula E che sarà protagonista dell’E-Prix 2018, la tappa italiana del campionato di Formula E prevista a Roma. Un bolide con motore elettrico che sfreccerà, il prossimo aprile, per le strade del quartiere Eur. Meno veloci ma non meno divertenti saranno i kart elettrici che tutti i ragazzi potranno guidare, sponsorizzati da ACI, su un’apposita pista all’interno della Maker Faire. Un grande stand sarà, poi, allestito dall’Aeronautica Militare con attrazioni e simulazioni imperdibili. Ci sarà, novità di quest’anno, una grande area dedicata alla robotica, uno spazio di ben 400 mq con le migliori eccellenze della robotica italiana elaborati da ricercatori e team delle più prestigiose università italiane tra cui la Sant’Anna di Pisa, La Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli, l’ateneo di Siena e l’Università di Bologna. A grande richiesta torna “The House of Drones”, dove appassionati e non, grandi e piccini, potranno dilettarsi con tantissime esibizioni, dimostrazioni di volo acrobatico, coreografie, ma anche assistere a mini-conferenze con professionisti del settore. Saranno presenti i piloti di Fpv Racing selezionati fra i migliori in Italia e in Europa, nomi illustri come Giuseppe Rinaldi, Lorenzo “Bramo” e Luisa Rizzo, una ragazza di 15 anni che è davvero un talento di questo sport. Sarà inoltre presente, con i suoi workshop, l’avvocato Giovan Battista Gallus, tra i massimi esperti italiani della materia. Verranno, inoltre, scelti a caso tra il pubblico giovani e giovanissimi per il “battesimo” del drone e gli spettatori, dagli spalti, potranno guardare direttamente negli occhiali dei piloti grazie a diversi monitor posizionati ai lati della voliera. Per la Maker Faire l’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, ha ideato un corso di robotica gratuito su iCub (un piccolo robot, alto 1,04 metri e con un peso di circa 25 kg, creato da un team di ricercatori dell’IIT) che si terrà sabato 2 e domenica 3 dicembre dalle 10,30 alle 18,30. I ricercatori della ICub Facility e del dipartimento di Robotics, Brain and Cognitive Sciences di IIT guideranno i partecipanti alla programmazione della testa del robot umanoide iCub. Da non perdere! Molto ampia e variegata l’offerta formativa della Maker Faire Rome 2017. Ci saranno infatti, nel corso dei tre giorni di fiera, decine di corsi, rivolti in particolare ad artigiani e Pmi, su temi come la stampa 3D, lavorazioni di fresatura e laser, la manifattura robotica o la modellazione tridimensionale sugli strumenti di disegno per la digitalizzazione di prodotti e processi fino alla progettazione e fabbricazione digitale per il settore moda. Sarà presente, con un proprio spazio espositivo, anche Unioncamere che spiegherà il ruolo delle Camere di commercio italiane a supporto della digitalizzazione delle imprese: grazie ai PID, i Punti d’Impresa Digitale, localizzati presso le varie CCIAA e che offriranno la diffusione della conoscenza di base sulle tecnologie in ambito Impresa 4.0.

 

Il 25 e il 26 novembre “The Big [smart] Hack 4.0” al Tempio di Adriano

Una settimana prima della Maker Faire 2017, il 25 e il 26 novembre nel Tempio di Adriano, Sala storica della Camera di Commercio di Roma, si svolgerà “The Big [smart] Hack 4.0” (http://www.makerfairerome.eu/it/hackathon-torna-the-big-smart-hack), una due giorni di programmazione dedicati ai temi della Smart City, energia rinnovabile, Big data, tecnologia IoT e, in genere, tecnologie innovative. Sviluppatori, ingegneri, designer, startupper, studenti, maker, ma anche chi lavora nel mondo della comunicazione e non solo, si sfideranno per liberare la propria creatività e sviluppare applicazioni innovative capaci di migliorare molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone, con uno sguardo all’efficienza e all’inventiva. L’evento è organizzato da Maker Faire Rome in collaborazione con Codemotion e Tree. La “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0” è resa possibile grazie alla preziosa collaborazione con partner istituzionali quali la Regione Lazio (presente con un proprio spazio espositivo chiamato “Future Makers”) e l’ICE (che ha supportato la manifestazione rendendo possibile l’intervento di speaker di fama mondiale), oltre ai tanti sponsor che hanno sposato la logica dell’interazione con pubblico e addetti ai lavori per offrire esperienze indimenticabili e moltiplicare l’offerta di contenuti fruibili da un pubblico variegato, composto anche da imprenditori e investitori. Oltre a Eni, Arrow Electronics, Unidata, Leroy Merlin, ACI, Trenitalia e Sanofi Genzyme saranno presenti con i propri contenuti e offerte formative di qualità, gli altri partner della Maker Faire Rome: BNL Gruppo BNP Paribas – Artigiancassa, RS Components, Acea Spa, Poste Italiane, Media Direct Srl, Digi-Key Electronics, Teko Spa, Mouser Electronics, Doc Servizi Soc. Coop, STMicroelectronics International NV, Happy Nursery Srl, Red Bull Srl, Quadrifor – Istituto Bilaterale per lo sviluppo della Formazione dei Quadri del Terziario, Resinio Ltd e Sviluppo Campania Spa.

 

F.P.L.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scienza e Tecnologia

Back 4 Blood, l’erede spirituale di Left 4 Dead

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 9 minutes
image_pdfimage_print

Back 4 Blood è il nuovo sparatutto apocalittico sviluppato per Pc, per la famiglia di console Xbox, Ps4 e PlayStation 5, dallo stesso team che portò alla luce la saga di Left 4 Dead. Turtle Rock Studio, infatti, dopo il poco fortunato Evolve, ha così deciso di tornare alle origini proponendo un videogame emozionante, intelligente, ma soprattutto in grado di garantire un’incredibile quantità di sangue, budella che volano, infetti e armi. La versione completa di Back 4 Blood, da noi testata su Xbox Series X, si è rivelata essere molto meglio di quanto ci attendevamo sia sul fronte del gameplay e dei suoi risvolti strategici, sia su quello della varietà delle situazioni messe in scena nel corso della campagna; che in assoluto non dura moltissimo, ma che di fatto va completata tre volte, una per ogni livello di difficoltà, ed è in grado di offrire un’esperienza sempre diversa. Parlando di trama, le vicende di Back 4 Blood ruotano attorno al classico scenario post-apocalittico in cui il mondo è stato distrutto e la popolazione decimata da un’inaspettata e feroce invasione di infetti simili a zombie. In questo caso il responsabile dell’infezione non è un virus, bensì un parassita chiamato non a caso Verme del Diavolo. Fortunatamente però la razza umana non si è estinta in quanto fra i sopravvissuti ci sono persone che sono immuni all’infestazione e decidono di reagire con risolutezza, imbracciando le armi e provando a ripulire le strade dai non-morti. Fra questi pochi coraggiosi chiamati Sterminatori ci sono anche i protagonisti del gioco, ossia una squadra che nel gioco è composta da otto personaggi piuttosto diversi fra loro, ognuno dotato di uno specifico equipaggiamento (pur variabile nel corso del gioco) e di capacità peculiari che li rendono ben più di una semplice skin. Agli ordini di un ufficiale dell’esercito a capo della resistenza, i protagonisti di Back 4 Blood accettano l’importante incarico di sgominare gli Infestati e indagare su di un’arma che potrebbe cambiare le sorti dello scontro e consentire un capovolgimento delle sorti della battaglia. Gli otto personaggi utilizzabili in Back 4 Blood (quattro disponibili da subito e altri 4 sbloccabili) dispongono di caratteristiche che li rendono unici e che si possono percepire chiaramente nel corso del gioco, specie ai livelli di difficoltà più alti. Evangelo, ad esempio, è un ragazzo dal carattere allegro che può rigenerare più rapidamente la stamina e contribuire ad aumentare la velocità dell’intera squadra, nonché liberarsi autonomamente dalla morsa dei nemici speciali. Walker invece è un uomo d’azione taciturno ma concreto, molto preciso con il fucile, capace di infliggere danni supplementari e di migliorare lievemente la salute del team. Holly è una tipa rude e risoluta che impugna di default una mazza da baseball rinforzata con filo spinato e punte, è più resistente della media ai danni e la sua presenza migliora il vigore del gruppo. Poi c’è Ma’, la più anziana del gruppo, ma non per questo è meno letale, infatti è una sorta di “Sarah Connor” che offre un bonus sulla rianimazione istantanea e una vita extra per la squadra. Oltre ai 4 eroi appena descritti Back 4 Blood dà la possibilità di utilizzare altri 4 personaggi sbloccabili man mano che si completa la storia. Doc si pone come la tradizionale unità di supporto visto che può bendare i compagni feriti una volta per missione, migliora del 20% l’efficacia delle cure e aggiunge anche un bonus di resistenza per tutto il gruppo. Hoffman, invece, è un complottista di mezza età che però ha impiegato il tempo al poligono di tiro ed è riuscito a sopravvivere finora: può contare su di uno slot aggiuntivo e aumenta le munizioni anche per i suoi amici. Ci sono infine Jim e Karlee, rispettivamente un cacciatore molto preciso, rapidissimo nel mirare, e una punk in grado di percepire in anticipo pericoli, che una volta aggiunta alla squadra migliora la velocità d’uso per tutti i personaggi. Ognuno degli Sterminatori può trasportare due armi, una principale e una secondaria, potenziabili tramite l’innesto di estensioni da trovare in giro o acquistare presso le stanze sicure, nonché tre tipologie di oggetti fra bombe, kit medici e strumenti extra. Insomma, la rosa di personaggi offerta da Back 4 Blood è piuttosto variegata e dona quel pizzico di strategia in più nel corso dell’avventura.

La storia di Back 4 Blood non è strutturata in maniera identica a quella di Left 4 Dead, il quale vedeva le singole campagne piuttosto slegate fra loro e realizzate come dei film con tanto di locandina durante il caricamento e titoli di coda dopo la bossfight. La trama è in ogni caso abbastanza corposa ed è composta da quattro atti divisi ognuno in un numero variabile di stage a eccezione dell’ultimo, che si pone in pratica come un unico, lungo livello che funge da scontro con il mostro di fine gioco. È possibile cimentarsi con una partita veloce oppure creare una nuova sessione, anche privata, selezionando il livello di difficoltà fra i tre disponibili: Recluta, Veterano e Incubo, che vedono l’aumento progressivo degli Infestati e della loro resistenza ai colpi, un fuoco amico più dannoso e una maggiore incidenza delle Carte Corruzione (meccanica che descriveremo più avanti nella recensione). Back 4 Blood sblocca dei checkpoint a ogni stage completato sotto forma di stanze sicure, tale meccanica consente ai giocatori di ripartire da lì anziché dover cominciare sempre da capo. La progressione fra i livelli è tuttavia vincolata al grado di sfida, e non è un mistero che gli sviluppatori abbiano puntato con convinzione sulla rigiocabilità della campagna, che bisogna puntare a completare tre volte, una per ogni livello di difficoltà, e che in generale offre situazioni sempre diverse grazie ai meccanismi casuali e ai modificatori che di volta in volta entreranno in azione. Oltre che online con amici o giocatori casuali anche in cross-platform è possibile giocare anche in single player, con i bot che prendono il controllo dei compagni (un’eventualità che si verifica ugualmente quando in una partita cooperativa vengono a mancare partecipanti umani), ma senza ottenere ricompense. Affrontare il gioco da soli, però, impedirà ai giocatori di godere appieno delle tante sfaccettature di questa esperienza e bisogna anche considerare che nelle fasi più avanzate il contributo dei bot è piuttosto limitato, impedendo quindi di fatto di concludere le missioni con successo. Dopodiché, inevitabilmente, c’è il rovescio della medaglia è rappresentato dagli utenti che non giocano per la squadra, vanno in avanscoperta finendo uccisi o bloccati, arraffano monete e oggetti per poi abbandonare chi vuole giocare “seriamente” sul più bello. L’unico modo per ovviare a situazioni simili è quello di organizzarsi insieme agli amici: una regola che vale per tutti i giochi con una componente cooperativa e che diventa fondamentale quando si decide di provare i livelli di difficoltà più alti, perché senza un’attenta collaborazione si finisce sempre col morire in men che non si dica. Fortunatamente la gratuità del gioco su Xbox Game Pass e il cross-play rappresentano due fattori di grande rilevanza per fare in modo che i server siano sempre ben popolati e ci si possa collegare anche con amici in possesso di una piattaforma diversa da quella che si usa. In Back 4 Blood è presente inoltre un’opzione competitiva, la modalità Sciame, che in maniera del tutto simile a Left 4 Dead 2 mette a turno i giocatori al comando degli Sterminatori o degli Infestati, nell’ambito di match in cui vince la squadra che riesce a sopravvivere più a lungo. Francamente questa ultima modalità non ci ha convinto pienamente in quanto combattere nel ruolo dei cattivi richiede un bel po’ di prove ed errori, inoltre abbiamo avuto anche qualche perplessità sul bilanciamento degli schieramenti che rende spesso le partite frustranti. In ogni caso, con un po di allenamento e di coordinazione ci si riesca a divertire anche in “sciame”.

Come sottolineavamo qualche riga più in alto, Back 4 Blood è un videogame che punta molto sulla rigiocabilità della campagna, ma non in un’ottica fine a se stessa, visto che gli sviluppatori hanno inserito personaggi con abilità peculiari e una grande quantità di armi fra pistole, fucili a pompa, fucili d’assalto, fucili di precisione, mitragliatrici, mazze e bombe. Oltre ai normali zombie, inoltre, ci sono nove nemici speciali e due diversi boss, fra cui l’enorme Orco, a rendere la situazione più intrigante. È chiaro ed evidente che le meccaniche sono le stesse di Left 4 Dead e chi ha passato centinaia di ore sullo sparatutto prodotto da Valve potrebbe avvertire un inevitabile deja-vu, magari anche un po’ di stanchezza. Allo stesso tempo, tuttavia, sono letteralmente anni che un gran numero di giocatori era disperatamente alla ricerca di un’esperienza del genere, tanto da premiare un prodotto come World War Z (qui la recensione). molto simile al titolo sopracitato nonostante alcuni limiti. Controller alla mano, il gameplay di Back 4 Blood è esattamente come ce lo si aspetta: si parte dall’immancabile “safe room” e, nel tentativo di raggiungere la successiva, si percorre un tragitto pieno di infetti, magari con qualche oggetto da trovare lungo il cammino. Gli scenari esprimono un certo grado di varietà e qualche spunto originale nelle fasi finali della campagna, ma sono i combattimenti a farla da padrone e il gunplay ci è sembrato solidissimo, con un’ottima valorizzazione delle armi pur nell’ambito di un approccio arcade. Cimentarsi con la nuova creatura di Turtle Rock Studios è dunque come ritrovare un vecchio amico che però nel frattempo è diventato più maturo, offrendo contenuti sostanzialmente più ricchi: il doppio dei personaggi giocabili rispetto a Left 4 Dead e con un’effettiva distinzione, più del doppio degli Infestati speciali, i boss che arrivano a sorpresa, le case da esplorare alla ricerca di munizioni e oggetti, le orde che partono in maniera casuale e, soprattutto, le carte. Sulle prime non ci si fa caso più di tanto, ma il mazzo che ci viene dato modo di creare e che potremo arricchire sbloccando le strutture della base militare che funge da hub fra una partita e l’altra, influenza in maniera sostanziale l’esperienza andando ad aggiungere importanti bonus per il proprio sterminatore o l’intera squadra, con la possibilità di calibrare la pesca di modo da coordinarsi con l’avanzamento degli stage e trovare dunque le carte più utili per affrontare determinate situazioni, con anche un occhio di riguardo al bilanciamento del team. E’ necessario inoltre tenere conto del fatto che mentre si gioca c’è un game master virtuale che proverà a rendere le cose sempre più complicate ai giocatori e che dispone di un proprio deck di malus da attivare a seconda del comportamento di chi sta dinanzi lo schermo: nebbia, veleno, corazzature inedite e altro ancora potranno entrare a far parte del gioco, rendendo la missione molto più difficile. Anche gli sterminatori però hanno un ruolo in tal senso con la selezione delle Carte Corruzione, alcune delle quali aumentano la sfida concedendo ricompense maggiori in caso di successo. Insomma, le meccaniche di Back 4 Blood sono a metà fra quanto di buono c’era in Left 4 Dead e tante altre nuove idee. Il risultato: divertimento allo stato puro ovviamente.

Anche tecnicamente Back 4 Blood fa la sua bella e sanguinolenta figura: la qualità dei modelli 3D di personaggi ed ambienti è molto buona e la fluidità è ottima. La grafica non spinge al massimo le console next gen, ma fa nel complesso il suo dovere fornendo un buon livello di dettaglio. L’IA sia dei nemici che dei bot è buona per tenere al sicuro i giocatori nel caso si dovesse scegliere il sigle player a un livello basso o medio, quest’ultima ovviamente con le dovute limitazioni: difficilmente infatti un bot ucciderà dei nemici più potenti, ma si rivela utile per ricevere cure o rianimazioni. Le ambientazioni sono varie, assolutamente diversificate tra loro e godono di un buon level design che si sviluppa anche in verticale grazie a silos ed edifici, dandoci modo di articolare una fuga od organizzare una postazione di tiro allo zombie, almeno per breve tempo. Da aree cittadine disabitate ad aree forestali, a zone palustri da cui si solleva una leggera nebbia, fino a ponti distrutti e imbarcazioni pericolanti, si può trovare un po’ di tutto infilato nel calderone durante i 4 atti che fanno divertire senza annoiare anche dopo 7/8 ore di gioco. Sicuramente rispetto a Left 4 Dead, Back 4 Blood risulta un prodotto moderno, veloce e appagante da giocare. Durante la nostra prova non abbiamo riscontrato bug nè problemi a far girare il titolo anche se su Xbox Series X un paio di volte il titolo si è chiuso e ci ha riportato alla dashboard della console. Riguardo al sonoro, le tracce del menù e dei momenti più concitati sono ben azzeccate per dare la carica al giocatore; il resto del gioco è disseminato di ottimi effetti sonori: tra gemiti di infetti e quelli speciali ben più riconoscibili, rumore di porte che si sfondano o il gracchiare degli uccelli in lontananza, Inoltre nei momenti di calma il tutto è immerso in un silenzio che aiuta a mantenere alta la tensione in quanto fa presagire che al minimo rumore non indispensabile si scatenerà il putiferio. Il gioco è localizzato in italiano, comprensivo di doppiaggio e la sua durata si aggira all’incirca sulle 15 ore in single player a un livello di difficoltà intermedio. In difficoltà alta e in multigiocatore invece la tempistica diventa pressoché infinita. Ricordiamo che Back 4 Blood è completamente cross-play tra le varie piattaforme di lancio ed è un titolo presente all’interno dell’Xbox Game Pass, con la caratteristica di sfruttare l’Xbox Play Anywhere per Xbox e PC. Per chi preordina il gioco Standard Edition c’è in regalo il Pacchetto Skin per Armi Élite Fort Hope, mentre i preordini per Back 4 Blood Deluxe Edition e Back 4 Blood Ultimate Edition forniranno 4 giorni di accesso anticipato al gioco. Tirando le somme, l’ultima fatica di Turtle Rock Studio è un prodotto con i controfiocchi, che ha molto da offrire, che soddisfa da soli, ma che dà letteralmente il meglio di se con altri tre compagni online al proprio fianco. Alla domanda Back 4 Blood è Left 4 Dead 3? La nostra risposta è no, in quanto è differente sotto diversi aspetti, ma sicuramente può essere definito come l’erede spirituale del titolo di Valve. Non giocarci sarebbe un vero peccato, specialmente per i possessori del Game Pass Ultimate.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 9

Gameplay: 9

Longevità1. 9

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

Continua a leggere

Scienza e Tecnologia

Snapchat lancia una pioggia di novità per gli utenti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Snapchat punta tutto sui creatori di contenuti, che hanno dato una spinta a TikTok e Instagram. La chat ad oggi conta 293 milioni di utenti attivi giornalmente, di cui il 69% sono adolescenti e il 4% over 50. A maggio ha annunciato Gifting, una nuova funzione che consente agli iscritti di supportare i creatori di contenuti preferiti attraverso le “Story Replies”. Oggi ha confermato il lancio della novità per le ‘Snap Star’, ovvero 16 iscritti famosi nel mondo che la proveranno in anteprima. In pratica quando un utente vede un messaggio che gli piace può acquistare degli Snap Token per inviare un regalo e iniziare una conversazione con la sua ‘Snap Star’ del cuore. Queste potranno guadagnare una percentuale sui regali ricevuti attraverso le Story Replies. Le star possono gestire le tipologie di messaggi che ricevono personalizzando i filtri, in modo da eliminare quelli che ritengono poco opportuni e mantenere una conversazione rispettosa. Altra novità è il “Creator Marketplace”, presentato la scorsa primavera, che i creatori di contenuti hanno l’opportunità di integrare direttamente nel loro ecosistema pubblicitario. Con la disponibilità, le aziende possono connettersi anche con le Snap Star a livello globale per ottimizzare la proprio presenza di marketing all’interno della piattaforma. Snapchat sta anche introducendo un nuovo tag “sponsored by” disponibile per le compagnie che dispongono di profili pubblici verificati. Le star potranno taggare un marchio nei contenuti sponsorizzati e che apparirà sotto l’username. Il 100% del ricavato andrà direttamente al creator. Infine, il Creator Hub, uno spazio dove cogliere suggerimenti su come muovere i primi passi sulla piattaforma fino a consigli avanzati, per distinguersi e ottenere ricompense.

F.P.L.

Continua a leggere

Scienza e Tecnologia

Call of Duty Black Ops Cold War e Warzone, ha inizio la stagione 6

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Call of Duty si espande ancora una volta sia per quanto riguarda Cold War, sia per quanto riguarda il battle royale Warzone. Activision infatti Activision ha rilasciato il nuovo Battle Pass che è ricco di contenuti e che renderà le prossime settimana sempre molto interessanti sui campi di battaglia virtuali dello shooter. Partendo da Black Ops Cold War, all’avvio della Season 6 saranno disponibili ben tre nuove mappe, due 6v6 e una 2v2 e 3v3. Le mappe in questione sono Deprogram, Amerika e Gluboko. La prima è piuttosto misteriosa e apparentemente tratta dai ricordi di Adler, mentre la seconda è a tema Burger Town. Gluboko, invece, sarà disponibile nelle modalità di gioco Gunfight e Face Off. Passando a Zombies, è in arrivo Forsaken, l’ultimo capitolo della modalità che porterà un nuovo Perk e una missione principale inedita. Anche la battle royale di Warzone riceverà qualche cambiamento. La mappa avrà nuovi punti di interesse nello Stadio e in Downtown, dove saranno rivelati bunker in precedenza sconosciuti. Per quanto riguarda i contenuti condivisi tra i due giochi, sono in arrivo due nuovi Operatori, cinque armi ed un evento a tema Halloween. I nuovi Operatori di Black Ops Cold War e Warzone sono Alex Mason della NATO, il protagonista del primo Black Ops, e Benito “Fuze” Ortega del Patto di Varsavia. Le nuove armi sono un fucile a leva e un affidabile fucile d’assalto, disponibili nel Battle Pass, una nuova arma da mischia mortale, una SMG e un set di strumenti da mischia a doppio uso. Call of Duty Black Ops Cold War e Warzone sono disponibili su PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X/S.

F.P.L.

Continua a leggere

I più letti