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LA MATEMATICA NON E' UN OPINIONE: IL PIL DELL'ITALIA ARRANCA

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Per il leader degli industriali Giorgio Squinzi "E' quello che ci aspettavamo. Purtroppo e' la conferma che non c'è una ripartenza vera"

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di Angelo Barraco

L’Italia è un paese che si muove a piccoli passi. Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre del 2015 ma la crescita è lenta e insufficiente. Nel trimestre precedente era cresciuto dello 0,3% e invece nel secondo trimestre 2014 ha raggiunto lo 0,5%. I dati sono diffusi dall’Istat. Il secondo trimestre del 2015 ha avuto il numero di giornate lavorative del precedente trimestre del 2014. La variazione e' la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell'agricoltura, di un aumento nei servizi, e di una variazione dell'industria. Per quanto riguarda la domanda c’è un componente positivo della componente nazionale e un componente negativo della componente estera netta. Il Pil è aumentato anche altrove; negli Stati Uniti è aumentato dello 0,6%, nel Regno Unito dello 0,7%. L’Istat aveva stimato: “Sulla base del modello di previsione di breve termine, la variazione congiunturale reale del Pil prevista per il secondo trimestre e' pari a +0,2%, con un intervallo di confidenza compreso tra 0 e +0,4%. Sia la domanda nazionale (al netto delle scorte) sia la domanda estera, sono attese fornire un contributo positivo. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2015 e' pari allo 0,4%”.

 

Per il leader degli industriali Giorgio Squinzi "e' quello che ci aspettavamo. Purtroppo e' la conferma che non c'e' una ripartenza vera. Speriamo fortemente" che la seconda parte dell'anno vada meglio, "altrimenti sono guai". "Si devono creare le condizioni favorevoli all'impresa, questo e' il problema vero. In Italia, finche' saremo cosi' bloccati da tutte le complicazioni burocratico-amministrative e in piu' con tutti i problemi che abbiamo senza fare le riforme, non ci muoveremo", aggiunge Squinzi.

Germania: L’economia tedesca cresce meno del previsto nel secondo trimestre dell’anno. Il Pil segna un rialzo dello 0,4%, invece le previsioni stabilivano che la crescita avrebbe raggiunto lo 0,5%. Tale ribasso è stato dovuto dalla crisi ellenica che ha influenzato i mercati e il rallentamento della Cina.

Francia: Il Pil francese è rimasto invariato nel periodo aprile-giugno, a differenza del primo trimestre che aveva visto invece una crescita allo 0,7%.

Debito pubblico: in questi primi mesi il debito pubblico ha visto un aumento di 68,7 miliardi. Si legge anche che il fabbisogno complessivo è pari a 18,5 miliardi e invece le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate di 54,5 miliardi. Le entrate Tributarie sono state di 187,1 miliardi, con un leggero calo.
Fonti del Mef affermano: “Dopo 13 trimestri consecutivi di calo tendenziale abbiamo 2 trimestri di crescita”, per quanto riguarda il Pil e aggiungono “Il paese  può e deve fare di meglio: riforme strutturali e politica economica favoriranno accelerazione”. Intanto la politica si fa sentire in seguito ai dati emersi, Squinzi dice la sua: “E' quello che ci aspettavamo. Purtroppo è la conferma che non c'è una ripartenza vera”, ma anche Brunetta su Twitter esprime il suo parere: “#Istat. Calma piatta; lucette e ombre; l'acquisito non è gran che; 0,7% finale è a rischio. Addio sogni di PIL. Povero Renzi. Povera Italia", Rosato invece sembra la voce fuori dal coro: “#italiariparte dai dati di crescita del PIL la conferma che siamo sulla strada giusta. Con #leggestabilità taglio delle tasse equità sviluppo”. 

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Salute

Covid Italia, 26 percento dei casi è variante Delta

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Con il 26% dei casi, l’Italia è al quinto posto nel mondo fra i Paesi in cui è maggiore la circolazione della variante Delta. E’ la stima pubblicata dal Financial Times sulla base delle sequenze genetiche del virus depositate nella banca internazionale di dati genetici Gisaid e dei dati provenienti dall’istituto di ricerca belga Sciensano. Le stime indicano inoltre che la variante Delta è dominante in Gran Bretagna e Portogallo, dove la concentrazione è rispettivamente del 98% e il 96%. Seguono gli Stati Uniti con il 31%, quindi Italia (26%), Belgio (16%), Germania (15%), Francia (6,9%).

L’analisi del Financial Times indica inoltre che in Gran Bretagna, Portogallo e Russia all’aumento della diffusione della variante Delta corrisponde un progressivo calo nella circolazione della variante Alfa. Questa tendenza non è invece ancora presente negli Stati Uniti, in Italia, in Belgio e in Germania, dove la variante Alfa sembra essere ancora quella decisamente dominante.

Ottenere il maggior numero di sequenze genetiche del virus è fondamentale per riuscire a seguire la diffusione della variante Delta, che secondo alcuni esperti sentiti dal Financial Times è probabilmente destinata a soppiantare ovunque la variante Alfa per la maggiore facilità con cui si trasmette. Il quotidiano osserva che, a fronte delle 500.000 sequenze del virus SarsCoV2 ottenute dalla Gran Bretagna, la Germania ne ha ottenute 130.000, la Francia 47.000 e la Spagna 34.000.

Per l’Italia non è riportato alcun dato. Il sequenziamento “è costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, rileva sul Financial Times il direttore dell’Institute of Global Health a Ginevra, Antoine Flahault. Resta da chiarire il motivo del ritmo diverso con il quale la variante Delta si sta diffondendo in Europa, ma il punto sul quale in molti sono d’accordo è che una delle principali contro misure sia accelerare con le campagne di vaccinazione anti Covid-19 in modo da rallentare la circolazione del virus il più possibile. “C’è un messaggio che tutti dobbiamo avere molto chiaro: non è finita”, osserva sul quotidiano il virologo Bruno Lina, dell’Università ‘Claude Bernard’ di Lione.

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Politica

Roma, primarie Pd: è Gualtieri il candidato. A Castel Romano l’impegno dei volontari di Sant’Egidio

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Roberto Gualtieri ha raccolto 28561 voti, pari al 60,64% dei voti totali. Alle spalle Giovanni Caudo con 7388 preferenze e il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3372 voti. E ancora Imma Battaglia di Liberare Roma con 2897 voti per il 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2625 preferenze e il 5,57%. Quindi Tobia Zevi (1663 3,53%) e Cristina Grancio (497 1,05%).

Ai gazebo si sono recati in 48624, una quota superiore alle attese, 40.000 il numero fissato dalla segreteria dem, e sopra anche alle prime stime fornite da Andrea Casu che aveva indicato in 45.000 la proieizione dei votanti ad urne chiuse. Un dato superiore, rispetto alla sfida del 2016.

A Castel Romano i volontari di Sant’Egidio, qualcuno anche dipendente del Comune di Roma, hanno accompagnato i nomadi di Castel Romano ai gazebo per le primarie. Oltre sette i viaggi effettuati con le vetture.

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Salute

Lotta al Covid, Mario Draghi: “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”

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“L’eterologa funziona, io sono prenotato martedì”. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa parlando dei vaccini nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Al punto stampa partecipano anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

Ho più di 70 anni” e la prima dose con Astrazeneca “ha dato risposta bassa e mi si consiglia di fare l’eterologa. Quindi funziona per me e ancor più vero funziona per chi ha meno di 70 anni e meno di 60 anni“, dice il premier. “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”, afferma Draghi.
“Se uno ha meno di 60 anni e gli è stato proposto di fare l’eterologa ma non vuole, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purchè abbia il parere del medico e il consenso informato, bene”. La cosa peggiore è non fare la seconda dose, ribadisce Draghi.
Nonostante tutta la confusione, è straordinario come la popolazione non mostri l’intenzione di diminuire la vaccinazione e di non vaccinarsi, è straordinario. Rispetto ad altri Paesi, è uno dei comportamenti più ammirevoli, ricordiamocelo”, sottolinea Draghi aggiungendo: “Pronti a chiarire ogni confusione ma il comportamento è veramente costante e straordinario”.
“Non c’è alcun motivo” di temere “che ci sarà un rallentamento” nella campagna vaccinale. “Anzi, ci sara’ maggiore libertà di scelta, quindi non c’è motivo per temere un rallentamento”, sottolinea Draghi.

  “Domani inoltrerò la richiesta al Cts perché ci dica se possiamo togliere la mascherina o no”, lo dice il premier aggiungendo: “Ma non ci sono date”. “Sullo stato di emergenza decideremo quando saremo vicini alla scadenza”.

“Nel nostro Paese è stato disposto l’obbligo per il vaccino anti-Covid per gli operatori sanitari e ciò è giusto ma in questo momento non c’è la previsione di altri tipi di obbligatorietà. Vediamo una risposta positiva dei nostri cittadini e la campagna continuera “. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“E’ stata già fatta tutta la pianificazione e riprogrammato con le regioni affinché siano già assicurate dosi con l’eterologa per tutto giugno, a breve per tutto luglio. Si tratta di 990mila cittadini che saranno vaccinati con mRna e quindi non ci saranno rallentamenti, il ritmo resterà di 500mila somministrazioni al giorno”. Così il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo.

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