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Roma

LADISPOLI, IL COMITATO RIFIUTI ZERO AUSPICA UNA CULTURA PIU' RISPETTOSA DELL'AMBIENTE

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"Vogliamo l'effetto GIMBY a Ladispoli e Cerveteri"

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Redazione

Ladispoli (RM) – "Il Comitato Rifiuti Zero di Ladispoli apprende con piacere, come riportato sulla stampa locale, l'annuncio del nostro sindaco e della sua giunta che “ il 2013 sarà l'anno della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città “ e rimane fiducioso poiché questa volta, al contrario di quanto fatto dalle giunte precedenti, qualche provvedimento dovrà necessariamente essere preso, anche per non rimanere, seppure in "buona compagnia",  fuorilegge rispetto alle norme dell’Unione Europea. – Dichiara in una nota il portavoce del Comitato –  Ladispoli è in una regione – prosegue la nota –  tra le più disastrate in tema di rifiuti e il balletto dei piani e contropiani, cui abbiamo assistito negli ultimi anni da parte di chi amministra la cosa pubblica, ci fa dedurre che avremo ulteriori brutte sorprese. La strada tracciata fino ad ora dai vari Ministri e commissari non ci piace: pochissimo recupero dei materiali e come misero palliativo il solo pretrattamento (TMB) prima del conferimento in discarica, finalizzato alla produzione di ecoballe che non hanno nulla di ecologico e che servono solo ad alimentare inceneritori, alcuni ancora da realizzare. Il risultato di tutto ciò continuerà a essere il “solito” inquinamento ambientale, con relativi danni alla salute dei cittadini.

Quello che manca, secondo il nostro comitato, è una cultura più rispettosa dell'ambiente e della salute dei cittadini da parte dei nostri amministratori ed una conoscenza della strategia rifiuti zero" sintetizzabile con le quattro “erre“: Riduzione, Recupero, Riciclo, Riuso". Questa strategia può dare opportunità di nascita e di sviluppo a microimprese dedite al trattamento e alla valorizzazione dei materiali raccolti tramite la differenziata, creando così nuovi posti di lavoro anche in questo momento di forte depressione economica. Le scelte politiche attuali favoriscono la concentrazione della gestione del trattamento dei rifiuti in poche mani, creando dei monopolisti come si è visto con il caso Malagrotta. la scelta "rifiuti zero" è una scelta di civiltà, a cui dovrebbero puntare i nostri amministratori che dovrebbero incentivare corsi di educazione ambientale permanenti per i cittadini, al fine di evitare che per ogni impresa che opera nella "green economy" nascano comitati vittime dell' “effetto NIMBY” (Non nel mio giardino) così come è successo con il caso Recin prima a Ladispoli ed ora a Cerveteri.  L'indotto di imprese collegate  alla raccolta dei rifiuti (come ad esempio gli impianti di compostaggio) non deve spaventare la cittadinanza; queste imprese lavorano in un settore regolamentato da norme severissime a garanzia del cittadino.

Non si può dire di no a tutto, ma solo a ciò che ci danneggia: le discariche e gli inceneritori. Il trattamento dei rifiuti potrebbe rilanciare l'economia e l'occupazione nella nostra regione e risanare anche le casse comunali, sia attraverso una riduzione dei costi per il mancato conferimento in discarica sia dall’aumento delle entrate derivante dalla vendita dei materiali riciclati, chiaramente a condizione di non far viaggiare i nostri rifiuti per centinaia di chilometri. – La nota conclude – Il nostro comitato non condivide l'idea del sindaco Paliotta secondo cui la differenziata sia solo un obiettivo culturale e di tutela ambientale ma non di risparmio economico, infatti prendiamo ad esempio il comune di Capannori (Lu), che ha una popolazione equivalente a quella di Ladispoli: in questa cittadina con 82% di raccolta differenziata si è arrivati a risparmiare 1 milione e 900mila euro annui rispetto alla raccolta tradizionale. Ed è proprio basandoci sulle esperienze dei comuni "virtuosi" che noi diciamo, parafrasando le affermazioni di qualche esponente politico poco illuminato, che "se lo hanno VOLUTO a Capannori lo vogliamo anche qui a Ladispoli" cominciando proprio qui, nella nostra città,  un nuovo effetto GIMBY (Good In My Back Yard ossia utile nel mio giardino) che speriamo si estenda in tutto il Lazio. Noi lotteremo per questo."
 

Castelli Romani

Nemi, deliberati 4500 euro all’ingegnere… Qual’è la motivazione? Cortuso e Corrieri: “Manca la specifica qualificazione professionale e culturale”

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NEMI (RM) – I Consiglieri comunali di “Ricomincio da Nemi” Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri scrivono al Sindaco e al Segretario comunale invitandoli a verificare e a ritirare il provvedimento con il quale sono stati attribuiti 4.500,00 euro all’Ing. Massimo Salvatori attuale Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale. Con la Delibera di Giunta Comunale n.132 del 5/11/2020, il competente organo del Comune di Nemi ha approvato l’indennità ad personam all’Ing. Massimo Salvatori, nel valore di 4.500,00 €/annui, in aggiunta al trattamento economico già attribuito, non specificando la decorrenza e la cessazione del periodo.

“Corre l’obbligo ricordare – scrivono Cortuso e Corrieri – che la disposizione di cui al terzo comma dell’art. 110 del D. Lgs 18/08/2000 n. 267 e successive modifiche ed integrazioni, secondo cui è stata assegnata detta indennità, recita: “I contratti di cui ai precedenti commi  non  possono avere  durata  superiore al  mandato elettivo del  sindaco…….  Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale, anche in considerazione della temporaneità del  rapporto  e  delle  condizioni  di  mercato relative  alle  specifiche  competenze  professionali.  Il trattamento economico e l’eventuale indennità ad personam sono definiti in stretta correlazione con il bilancio dell’ente e non vanno imputati al costo contrattuale e del personale.”

In  merito a  tale provvedimento, i due Consiglieri comunali evidenziano alcune riflessioni che giustificano la richiesta di annullamento dell’atto:

1.   In merito al riconoscimento dell’indennità in esame, è senza dubbio necessario la competenza ed il possesso di  capacità  professionale,  specifiche  ed  aggiuntive  rispetto  a  quelle  di  base  ai  fini  del  conferimento dell’incarico al fine di elargire tale indennità. La Corte dei Conti, Sezione regionale di  controllo per la Basilicata, con la deliberazione 26 ottobre 2017, n. 69, si è espressa in merito. Con tale deliberazione viene affermato che assumono rilevanza i requisiti soggettivi dell’incaricato in tema di qualificazione professionale e specifiche competenze. Per i dirigenti, i requisiti soggettivi minimi sono  indicati  dall’art. 19, comma 6, D. Lgs. n. 165 del 2001, a mente del quale sono indicati il possesso dei  seguenti requisiti “… particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione; che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali; che  abbiano  conseguito una particolare specializzazione professionale,  culturale  e  scientifica  desumibile  dalla  formazione  universitaria  e  postuniversitaria,  da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato“. Si riporta di seguito un commento relativo a tale deliberazione della Corte dei Conti rinvenuto nella pagina  www.segretaricomunalivighenzi.it in  merito a tale provvedimento della Corte dei Conti: “Stabiliti i requisiti minimi di accesso alle funzioni dirigenziali,  al  fine  di  poter  giustificare  la  legittima  erogazione  della  citata  indennità  ad  personam assumeranno rilevanza solo quelle peculiari competenze professionali che il soggetto incaricato ha dimostrato di  possedere  “in  via  ulteriore”  rispetto  a  quelle  base  richieste  dal  Legislatore ai  fini  dell’affidamento dell’incarico.” Pertanto il riconoscimento della indennità ad personam al personale assunto ai sensi dell’art.110 Tuel, da parte della Giunta Comunale deve avere come requisito il possesso, da parte del soggetto destinatario della indennità, la presenza di requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dall’art. 19, comma 6, D.Lgs. n. 165 del 2001. L’ing. Massimo Salvatori non è in possesso dei requisiti previsti dall’art. 16, comma 6, del D.Lgs 165/2001, e neanche di requisiti peculiari, ulteriori ed aggiuntivi, richiesti per il riconoscimento della indennità ad personam. Anzi, già nella nota inviata in data 28/10/2020 acquisita con protocollo n. 9456, è stato richiesto di ANNULLARE IN AUTOTUTELA la determina del Responsabile del Servizio, Dott. M. FULLI, n.  310 del 12/06/2020 ed il successivo decreto sindacale n. 8 del 13/06/2020 con cui è stata determinata l’assunzione dell’Ing. Massimo Salvatori e l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, con effetto immediato.

2.   Nella  delibera  di  Giunta  Comunale  n.  132/2020  non  è  indicato in alcun modo la motivazione   del riconoscimento della  indennità ad personam, oltre a mancare uno dei presupposti fondamentali,  già ampiamente  sopraenunciati, quali quello della specifica qualificazione professionale e culturale.  Nel provvedimento comunale è  solo  indicato  “ricorrono i  presupposti per  l’integrazione con  un’indennità aggiuntiva ad personam, giacché la spiccata preparazione professionale posseduta dalle persone incaricate, è evidenziata dall’insieme dei servizi agli stessi assegnati e dall’elevato livello di complessità dei contenuti tecnici e gestionali impliciti nella professionalità stessa” Sembrerebbe che la pluralità di servizi giustifichino l’indennità ad un soggetto in possesso di spiccata qualificazione professionale posseduta.  Nella delibera sopracitata è riportato “che la competenza professionale dell’Ing. Salvatori si incentra in particolar modo sui lavori pubblici”. Non è chiaro quale sono gli ulteriori e specifici requisiti in ambito dei Lavori Pubblici.

Per quanto esposto – concludono Cortuso e Corrieri – si ritiene auspicabile una immediata verifica del provvedimento per un prevedibile ritiro al fine di scongiurare azioni giuridico-amministrative”.

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Roma

Roma, Termini: in manette tre persone senza fissa dimora e con precedenti per aggressione a scopo di rapina

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro e quelli della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato tre persone – cittadini del Gambia di 33, 29 e 23 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti – ritenute responsabili di una violenta aggressione a scopo di rapina ai danni di due cittadini egiziani, anche loro senza fissa dimora.

È accaduto la scorsa notte in piazza dei Cinquecento all’angolo di via Cavour, dove i Carabinieri sono intervenuti in soccorso ai due connazionali, di 29 e 19 anni, che hanno riferito di essere stati aggrediti all’improvviso da tre persone che hanno poi portato via uno smartphone.

I malviventi, infatti, poco prima, hanno avvicinato alle spalle le vittime e dopo aver spinto al muro e immobilizzato il 29enne, hanno colpito violentemente con calci e pugni il 19enne, ferito anche alla testa con una bottiglia di birra, prima di strappargli dalle mani il suo smartphone.

I rapinatori si sono poi dileguati nelle zone circostanti ma sono stati rintracciati e bloccati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro che avevano acquisito le loro descrizioni dalle vittime e li hanno riconosciuti mentre tentavano di nascondersi tra le auto in sosta in via Gioberti.

La perquisizione personale degli arrestati ha permesso ai Carabinieri di rinvenire la refurtiva, occultata in un’asola dei pantaloni di uno dei due, e 6 involucri termosaldati contenenti dosi di cocaina e una dose di hashish.

Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Le vittime, invece, sono state medicate al pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I”: il 19enne ha riportato ferite da taglio alle mani e alla testa mentre il 29enne ha riportato una contusione cranica, un’ecchimosi alla fronte e una contusione al naso.

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Metropoli

Anguillara Sabazia, i conti non tornano: sanzioni per l’ex Sindaca Anselmo e l’ex Responsabile Finanziario

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La Corte dei Conti rileva incompletezze e irregolarità nella relazione di fine mandato

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Multati l’ex sindaca di Anguillara Sabazia e l’ex responsabile del servizio finanziario per un totale di 4.624,75 euro per aver presentato in ritardo la relazione di fine mandato oltre a “incompletezze ed irregolarità” nel merito del contenuto.

Il provvedimento sanzionatorio è stato determinato lo scorso 30 novembre dalla nuova amministrazione comunale dopo che i magistrati della Corte dei Conti hanno accertato che la ex prima cittadina Sabrina Anselmo in carica fino allo scorso 18 febbraio, ha sottoscritto la relazione di fine mandato – 2016- 2020 – in data 9 settembre 2020, peraltro solo a seguito di sollecito della magistratura contabile, l’Organo di Revisione – OREF – ha potuto quindi procedere alla prevista certificazione riscontrando ed evidenziando l’erroneità dell’affermazione, contenuta nella relazione di fine mandato, secondo cui nell’esercizio 2019 il Comune non avrebbe presentato, in sede di rendiconto, indicatori di deficitarietà strutturale rilevando invece la sussistenza di un indicatore di deficitarietà strutturale, riferito all’eccessiva mole di debiti fuori bilancio.

Nella medesima certificazione, inoltre, l’Organo di revisione ha precisato di non potere certificare le risultanze della contabilità economica patrimoniale, per come esposte nella relazione di fine mandato, rinviando alle osservazioni già svolte in proposito in sede di parere sullo schema di rendiconto degli esercizi 2017, 2018 e 2019.

La Corte dei Conti ha quindi deliberato che “il Comune di Anguillara Sabazia e, per esso, il Sindaco pro tempore, dia riscontro alla presente deliberazione entro sessanta giorni dalla sua ricezione, comunicando le misure adottate per dare attuazione alle sanzioni previste dall’art. 4, comma 6, del d.lgs. n. 149/2011; la trasmissione della presente deliberazione al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, affinché ne dia sollecita comunicazione al Consiglio comunale, all’Organo di revisione dell’Ente; la pubblicazione della presente pronuncia sul sito istituzionale del Comune, ai sensi dell’art. 31del d.lgs. n. 33/2013, sezione “amministrazione trasparente”.

Il Comune ha quindi provveduto a sanzionare per euro 3.115,29 l’ex Sindaca Anselmo e per euro 1.509,46 l’ex Responsabile del Servizio Finanziario Eugenio Maria De Rose.

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