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L’ANCRI celebra la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia

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“Con la legge 18 marzo 2021, n. 35, la Repubblica ha riconosciuto il giorno 18 marzo di ciascun anno quale Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, al fine di conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone decedute a causa di tale epidemia.
Al fine di celebrare la Giornata nazionale, lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, anche in coordinamento con le associazioni interessate, iniziative specifiche, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo, volti a commemorare la memoria di coloro che sono deceduti a causa dell’epidemia di coronavirus, favorendo in particolare le attività e le iniziative rivolte alle giovani generazioni.
L’ANCRI celebra questa giornata simbolica ricordando le immagini dei camion militari che il 18 marzo di due anni fa uscivano da Bergamo trasportando le bare delle vittime del Covid. Lo celebra riflettendo sul dramma vissuto in questi due anni tra quarantena, isolamento, tampone e mascherina. Lo celebra continuando a ringraziare ricercatori, medici, infermieri, personale sanitario, pubblici amministratori, donne e uomini della Protezione civile, militari e forze dell’ordine, volontari che ci hanno consentito di affrontare una sfida senza precedenti per proteggere i più deboli.
La mia famiglia celebra questa giornata simbolica anche ricordando la madre di mia moglie Adriana Micantonio, portata via dal Covid l’8 gennaio dello scorso anno, nel pieno delle sue energie fisiche e mentali, purtroppo senza un nostro abbraccio”. Lo scrive Prefetto Francesco Tagliente sulla pagina FB

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Salute

Vaiolo delle scimmie, Ecdc: “Probabilità di diffusione molto bassa”

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Primo caso di vaiolo delle scimmie in Toscana, il quarto in Italia: all’ospedale San Donato di Arezzo ricoverato un uomo di 32 anni rientrato da una vacanza alle isole Canarie.

E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla Asl Toscana Sud Est in cui si legge che “Azienda e Istituto nazionale Spallanzani di Roma informano che un uomo di 32 anni di Arezzo rientrato nei giorni scorsi da una vacanza alle isole Canarie è risultato positivo al vaiolo delle scimmie, ed è ricoverato presso il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Donato.

Si tratta di una persona rientrata in Italia il 15 maggio che ha presentato rapidamente i sintomi della malattia”.

Intanto “nel Lazio ci sono 15 persone in isolamento mentre i casi restano tre e si tratta di tre persone ricoverate allo Spallanzani in buone condizioni cliniche”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. I 15 in isolamento sono contatti dei tre contagiati ai quali si è risaliti con il contact tracing. 

L’Asl spiega che il 32enne, “nei giorni tra il 15 ed il 20 maggio non ha avuto contatti con i propri familiari, in quanto l’uomo vive da solo. Il giorno 20 maggio si è fatto visitare dal proprio medico di base che lo ha indirizzato agli ambulatori di malattie infettive”: è stato “immediatamente preso in carico dai medici del reparto in quanto presentava delle lesioni cutanee suggestive per l’infezione“. E’ stato così contattato l’Istituto Spallanzani “sia per un parere sulle lesioni, confermando il sospetto clinico posto ad Arezzo in quanto risultavano simili a quelle dei 3 pazienti da loro ricoverati, sia per l’invio dei campioni per la conferma di laboratorio”. I tamponi sono stati inviati il 21 maggio al laboratorio di virologia dello Spallanzani e “il giorno successivo – prosegue la Asl – è stata comunicata la positività di tutti i campioni esaminati”.

Contemporaneamente il servizio di prevenzione della Asl “ha provveduto ad individuare tutti i contatti della persona che sono stati raggiunti e per i quali è prevista una sorveglianza sull’insorgenza dei sintomi per i prossimi 21 giorni. I sintomi e segni da attenzionare sono le lesioni cutanee (vescicole e pustule), febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi”.

La maggior parte dei casi attuali di vaiolo delle scimmie in Europa “si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa”. Così Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha pubblicato una prima valutazione del rischio della malattia. “Tuttavia, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner, è considerata alta”, si legge nella valutazione dell’Ecdc.

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Esteri

Ucraina, Kiev ordina a difensori Azovstal di smettere di combattere. Putin: ‘Fallito attacco cyber contro la Russia’

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I difensori di Azovstal hanno ricevuto da Kiev l’ordine di smettere di combattere.

Lo annuncia in un videomessaggio il comandante del battaglione Azov Denys Prokopenko ancora nell’acciaieria dopo che, secondo Mosca, circa in 2mila si sono arresi.

‘Il comando militare superiore ha dato l’ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città di Mariupol’, ha detto Prokopenko.

Severodonetsk, nella regione di Lugansk, i russi ‘hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi’, riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Telegram. Al mattino i russi ‘hanno sparato con l’artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo”, afferma Gaidai, precisando che la polizia della regione di Lugansk sta attualmente cercando di trasportare le persone in un altro rifugio.

“La cyber aggressione contro la Russia è sostanzialmente fallita, proprio come gli attacchi delle sanzioni in generale”, perché “eravamo preparati”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass, parlando al Consiglio di sicurezza nazionale.

AZOVSTAL
I difensori di Azovstal hanno ricevuto da Kiev l’ordine di smettere di combattere. Lo annuncia in un videomessaggio il comandante del battaglione Azov Denys Prokopenko ancora nell’acciaieria dopo che, secondo Mosca, circa in duemila si sono arresi. “Il comando militare superiore ha dato l’ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città” di Mariupol, ha detto Prokopenko.

Mykhaylo Podolyak, capo negoziatore ucraino e assistente del presidente, ha dichiarato che sono in corso colloqui “molto difficili e molto fragili per l’evacuazione” dei militari ancora nascosti all’interno di Azovastal aggiungendo che gli ucraini dovrebbero astenersi dal commentare finché l’operazione non sarà conclusa, riporta Bbc. Secondo nuove informazioni militari provenienti dal Regno Unito, ben 1.700 combattenti del vasto impianto industriale si sono arresi e sono stati portati nelle aree controllate dalla Russia. Ma ancora alcuni “irriducibili” sono dentro l’acciaieria di Mariupol.

Dall’acciaieria Azovstal di Mariupol sono stati salvati 177 civili e quasi 2mila nazionalisti si sono arresi. così il ministro della difesa russo Sergei Shoigu secondo quanto riporta l’agenzia Tass.

‘FALLITO ATTACCO CYBER CONTRO LA RUSSIA’
“La cyber aggressione contro la Russia è sostanzialmente fallita, proprio come gli attacchi delle sanzioni in generale”, perché “eravamo preparati”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass, parlando al Consiglio di sicurezza nazionale. “I cyberattacchi contro la Russia provengono da diversi Paesi, sono strettamente coordinati e di fatto sono azioni delle agenzie degli Stati”, ha aggiunto Putin, affermando che il loro “numero è cresciuto notevolmente dall’inizio dell’operazione speciale in Ucraina”.
“In Russia sarà vietato utilizzare sistemi stranieri per la protezione delle informazioni a partire dal 2025”, ha aggiunto Putin.
Alla luce di questo divieto, “è necessario implementare le vostre tecnologie il più velocemente possibile”, ha spiegato il leader del Cremlino, rivolgendosi ai membri del Consiglio di sicurezza. “Il coordinamento del lavoro di tutte le entità incaricate di assicurare la sicurezza delle informazioni nelle infrastrutture critiche deve essere delineato a livello strategico”, ha aggiunto.

‘IL DONBASS E’ UN INFERNO’
Il Donbass un “inferno”: così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver trasformato la regione orientale. Nel suo messaggio notturno Zelensky ha detto che nella regione “gli occupanti stanno cercando di aumentare la pressione. E’ l’inferno e non è un’esagerazione”. Ci sono “attacchi costanti sulla regione di Odessa, sulle citta dell’Ucraina centrale. Il Donbass è completamente distrutto”. “Tutto questo non ha e non può avere nessuna spiegazione militare per la Russia”, ha aggiunto: “Questo è un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possibile”. Missili russi hanno colpito la notte scorsa il villaggio di Desna – nell’Ucraina settentrionale, vicino al confine con la Bielorussia – provocando “molti morti”, ha aggiunto Zelensky, secondo quanto riporta la Cnn. “Il primo processo in Ucraina contro un criminale di guerra russo è già iniziato – ha affermato il presidente ucraino -. E si concluderà con il pieno ripristino della giustizia nell’ambito del tribunale internazionale. Ne sono sicuro. Troveremo e consegneremo alla giustizia tutti coloro che danno ed eseguono ordini criminali”. 

Le truppe russe hanno bombardato ieri 54 insediamenti nelle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk (est), uccidendo 20 civili: lo hanno reso noto su Facebook le Forze congiunte ucraine, secondo quanto riferisce l’agenzia Ukrinform. Gli attacchi aerei e con colpi di mortaio hanno distrutto o danneggiato 105 edifici residenziali e altri 15 obiettivi civili, tra cui un ospedale, un dormitorio, un centro sportivo, un centro commerciale, gli edifici di una banca e un gasdotto. Tra i villaggi colpiti ci sono Severodonetsk, Lysychansk, Avdiivka, Bakhmut e Marinka.
A Severodonetsk i russi hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccis, riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Telegram. Al mattino i russi “hanno sparato con l’artiglieria alla scuola di Severodonetsk, dove le persone si nascondevano. Più di 200 persone, molti bambini. Tre adulti sono morti sul colpo”, afferma Gaidai, precisando che la polizia della regione di Lugansk sta attualmente cercando di trasportare le persone in un altro rifugio.
“I gruppi delle Forze Armate russe, insieme alle milizie popolari di Lugansk e della Repubblica Popolare di Donetsk, continuano ad espandere il loro controllo sui territori del Donbass. La liberazione della Repubblica Popolare di Lugansk si sta avvicinando alla fine”, ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu durante la riunione del consiglio dei ministri, come riporta la Tass.

‘RUBIZHNE COME MARIUPOL’
La città di Rubizhne, nella regione di Lugansk, condivide lo stesso “destino di Mariupol”: “è stata completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri”. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Sergi Gaidai, che su Telegram pubblica le immagini della città, con palazzi distrutti o rasi al suolo e croci di legno nei cortili. “Prima della guerra più di 60.000 persone vivevano qui e lavoravano”, spiega Gaidai, assicurando che “la ricostruiremo quasi da zero”.

MORTO UN ATLETA MENTRE COMBATTEVA A KHARKIV
Un altro atleta ucraino è morto mentre combatteva per il proprio paese. Si tratta di Oleg Lenyuk, vicecampione d’Europa e campione d’Ucraina nell’orienteering, morto mentre combatteva vicino a Kharkiv. Lo ha annunciato su Facebook la Federazione di Orienteering dell’Ucraina, secondo quanto riferisce Ukrinform. “Con grande tristezza e dolore nei nostri cuori, annunciamo che mentre difendeva la sua patria” dai russi, Lenyuk “è morto vicino a Kharkiv”, spiega la Federazione. Lenyuk era originario di Bukovyna. “Secondo i suoi fratelli, era un combattente coscienzioso, un fratello onesto e affidabile”, sottolinea la nota della Federazione, in cui si aggiunge che nello sport dell’orienteering era “un pluricampione dell’Ucraina e una medaglia d’argento del Campionato Europeo di Rogaine”.

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Cronaca

Tragedia all’Aquila, auto sui bimbi: la donna indagata chiede scusa

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“Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock: siamo distrutti e addolorati, chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti”. E’ il drammatico racconto fatto all’ANSA della mamma indagata per omicidio stradale per il tragico incidente di ieri pomeriggio all’Aquila nella scuola dell’infanzia di Pile, dove è morto il piccolo Tommaso e sono rimasti feriti altri cinque bimbi.

“Ho parcheggiato la macchina in pianura, ho inserito la marcia, non mi ricordo di aver inserito il freno a mano”, ha poi proseguito la donna madre di tre figli di cui due iscritte alla scuola d’infazia Primo Maggio. La donna verrà ascoltata nei prossimi giorni dal sostituto procuratore Stefano Gallo. Domani intanto in Procura è previsto l’affidamento dell’incarico sulla perizia tecnica sull’auto all’esperto Cristiano Ruggeri, e sempre in mattinata è in programma una riunione alla presenza dell’anatomopatologo Giuseppe Calvisi per verificare l’eventualità chiesta da investigatori ed inquirenti di evitare la autopsia sul corpo di Tommaso effettuando una ricognizione cadaverica.

È in attesa di essere convocata per l’interrogatorio davanti al pm Stefano Gallo la 38enne di origini bulgare che conduceva la Passat, poi parcheggiata davanti all’asilo di Pile, frazione del comune dell’Aquila, con a bordo il figlio 12enne, per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni, che ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni ferendone cinque.

La donna è indagata per omicidio stradale, reato che prevede l’arresto immediato. Secondo fonti investigative, la donna potrebbe essere ascoltata domani alla presenza del difensore Francesco Valentini, del foro dell’Aquila, per rendere le prime dichiarazioni ufficiali. Finora, non è stata ascoltata proprio perché unica indagata nell’ambito della inchiesta della Procura aquilana. Da fonti investigative emerge che la 38enne e suo figlio sono sconvolti e in stato di shock.

Si potrebbe allagare e vedere altri indagati la inchiesta sul tragico incidente di ieri pomeriggio all’Aquila nella scuola dell’infanzia di Pile, frazione del Comune dell’Aquila, dove una Passat parcheggiata da una donna, indagata per omicidio stradale, con a bordo il figlio 12enne per andare a riprendere i suoi due gemellini di cinque anni, ha travolto la recinzione uccidendo un bimbo di 4 anni ferendone cinque: la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile dell’Aquila stanno facendo accertamenti sulla questione della sicurezza all’esterno dell’asilo e negli spazi circostanti. In particolare gli approfondimenti documentali e tecnici tendono a chiarire se le macchine potessero parcheggiare e se a norma e sufficiente la recinzione nel giardino.

Sono stabili le condizioni delle due bambine di circa 4 anni, tra i bimbi feriti nell’incidente nell’asilo dell’Aquila, ricoverate da ieri pomeriggio presso la terapia intensiva pediatrica del policlinico Gemelli, dove proseguono le cure. È quanto si apprende dallo stesso ospedale.

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