LANUVIO ELEZIONI, FED., IDV, E UDC CANDIDANO GIOVANNI FIANDRA

 Redazione

La Federazione della Sinistra, l'Italia dei Valori e l'Unione di Centro raggiungono un'intesa sul nome del Candidato Sindaco da opporre al medico Luigi Galieti, sostenuto dalla lista civica Lanuvio per la Democrazia. Sarà l'ingegnere Giovanni Fiandra a rappresentare questa coalizione di centro-sinistra. Perché Fiandra? Visti gli attuali equilibri nell'area del centro-sinistra che per vincere, deve assolutamente andare unito, non ci sono al momento altri nomi in grado di garantire buon governo della città e coalizione unita e coesa. Gli viene riconosciuto da molti, anche da persone molto distanti dalla sua tradizione culturale e politica – è cattolico, ha militato nella sinistra di base della DC, poi nel Pd – la capacità di amministrare in maniera efficace ed efficiente, una caratteristica assolutamente essenziale visti i tanti problemi che Lanuvio si trova ad affrontare. La scelta non è stata affrontata a cuor leggero dai Comunisti, il cui candidato Sindaco, fino a qualche settimana fa era Salvatore Baccarini, lanuvino doc, militante di lungo corso, capace e rispettato da Compagni e Cittadini di Lanuvio. Ma davanti alle intransigenti e reciproche posizioni – tra centro-sinistra unito e Pd – la scelta è stata quella di fare tutti un passo indietro, la Fds ha ritirato il proprio nome, altrettanto ha fatto l'Udc, togliendo dal tavolo delle trattative Marco Trombetta. È il lancio del sasso nello stagno per smuovere le acque, cerchiamo e auspichiamo una collaborazione politica con il Pd, nonostante 4 anni e mezzo di divisioni, nominando un uomo che, nonostante fosse stato messo alla porta due anni fa dal suo partito, rimane certamente all'interno di quell'area politica per militanza e tradizione politica. Molti in città sembrano scandalizzati da questa strana coppia Comunisti-Udc, qualcuno ha parlato di “walzer dei polticanti”. Ma davanti al pericolo del qualunquismo e l'antipolitica è necessario stare uniti, trovare una mediazione. Chi ha memoria storica ricorda che questa non è una cosa poi così inedita né blasfema. In un periodo estremamente pericoloso per la democrazia italiana e mondiale (ricordate il terrorismo di destra? O il colpo di Stato cileno negli anni Settanta?), in quel momento Enrico Berlinguer non perse troppo tempo nell'aprire un discorso con i cattolici italiani, l'oramai celeberrimo compromesso storico, per impedire che la situazione degenerasse in maniera irreparabile. Oggi a Lanuvio, con le dovute differenze – è ovvio che qui non si corrono gli stessi tragici rischi – dobbiamo fare la stessa cosa".