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Cronaca

L’Aquila, Squadra Mobile: sgominata rete di spacciatori di eroina. In manette pusher italiani, gambiani e senegalesi

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La Polizia di Stato di L’Aquila, al termine di una complessa e articolata attività investigativa, ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di cittadini italiani, gambiani e senegalesi, ritenuti responsabili di numerosi episodi di  spaccio di sostanze stupefacenti tra L’Aquila, Pescara e Roma.

A seguito del tragico decesso di un cittadino aquilano, avvenuto per presunta overdose da eroina, sono state avviate le attività investigative che hanno  consentito di individuare la presenza di un folto gruppo di soggetti, italiani ed extracomunitari,  dediti all’illecita attività di procacciamento e successiva cessione di eroina nel territorio aquilano.

L’OPERAZIONE DI POLIZIA DI STATO DE L’AQUILA

Le indagini svolte hanno permesso di attribuire chiare e precise responsabilità per ciascun indagato, anche grazie agli esiti delle attività tecniche di intercettazione telefonica e ai riscontri ottenuti nel corso dei numerosi servizi di polizia giudiziaria  che esono spesso sfociati in  sequestri di sostanza stupefacente con denunce e arresti in flagranza di reato.

E’ stato dimostrato come gli indagati abbiano immesso, nel “mercato aquilano”, ingenti quantitativi di eroina, fatto avvalorato anche dalle dichiarazioni rese dai numerosi acquirenti le quali, oltre a confermare quanto riscontrato nel corso delle attività investigative, hanno consentito di stabilire la presenza di una regolare e continua attività di spaccio di droga

Gli stessi, infatti, erano soliti rifornirsi di eroina nella Capitale, dove si recavano con cadenza quasi giornaliera, utilizzando sia autovetture che i mezzi di trasporto pubblici, e, previ contatti telefonici con i rifornitori extracomunitari, si incontravano in zona Torre Angela in cui acquistavano lo stupefacente al costo di circa 50 euro al grammo.

Rientrati a L’Aquila, consumavano parte della droga acquistata e ne rivendevano il resto, assicurandosi così disponibilità economiche per i successivi acquisti; in molte occasioni, gli stessi rifornitori stranieri partivano da Roma alla volta di  L’Aquila per consegnare la droga.

In particolare, un indagato gambiano aveva preso in affitto un appartamento a L’Aquila nel quale conservava la droga trasportata da Roma, destinata alla distribuzione al dettaglio.

Le indagini, inoltre, hanno messo in luce il concreto pericolo rappresentato dalla scarsa qualità dell’eroina che, in alcune occasioni, provocava dei malori, tanto da far preoccupare gli stessi acquirenti/spacciatori che si lamentavano con il rifornitore straniero perché l’eroina era stata “tagliata male” e, quindi, loro stessi avevano ricevuto rimostranze dai consumatori finali: “ questa qua non va bene, non si riesce a lavorà bene!…questa da troppe lamentele…troppe lamentele…”

Gli accordi tra i rifornitori e gli spacciatori aquilani e tra questi e i “clienti” venivano sempre presi telefonicamente o di persona, ricorrendo ad un linguaggio criptico: preparare “due panini” per indicare due dosi di eroina, o “un tavolo da quattordici e uno da otto” sempre per indicare i quantitativi di droga da acquistare, etc.

Il Questore di L’Aquila, Gennaro Capoluongo, ha dichiarato: “L’importante operazione della Squadra Mobile, realizzata grazie alla sinergia tra l’Autorità Giudiziaria e la Polizia di Stato, ha fatto luce su una preoccupante situazione legata al consumo e alla vendita di pericolose sostanze stupefacenti. Il nostro massimo impegno sarà sempre finalizzato a garantire la sicurezza dei cittadini anche per evitare tragiche situazioni come quelle verificatesi nel recente passato. Non è possibile che delle vite umane vadano perse per la cupidigia di alcuni malfattori ”

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Scuola nel caos: più di 85 mila cattedre vacanti

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Sono 85.150 le cattedre vacanti per l’anno scolastico 2020-2021, un vero record. Lo scorso anno erano 64.149. I dati sono forniti dalla Cisl scuola.

“Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal covid – spiega la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi – Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi 4 anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea”.

Numeri, che ribadisce la sindacalista della Cisl, “non dipendono dall’attuale ministro. E’ l’effetto di una pianificazione insostenibile da parte del Ministero in questi ultimi 4 anni perché, come abbiamo più volte ribadito, le procedure assunzionali non hanno garantito la stabilizzazione di personale precario già in servizio da anni. Difatti anche per le assunzioni su quota 100 l’assenza di candidati a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e da concorso ha reso impossibile la copertura di tutti i 4.500 posti autorizzati dal Mef riducendo di più di mille unità le assunzioni programmate”. Per Gissi dunque “la scuola, come avviene per il pubblico impiego, deve individuare delle formule di reclutamento che tengano conto dei futuri concorsi ma anche delle decine di migliaia di domande di pensione, evitando di lasciare a centinaia di migliaia di supplenti la gestione dell’attività didattica ordinaria”.

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Crispiano, ruba una collanina a un ragazzino: arrestato

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CRISPIANO – Un ventiquattrenne armato di un coltello a scatto aggredisce un ragazzino facendosi consegnare una catenina d’oro.

Immediata la denuncia dei genitori del minore ed altrettanto celere la risposta dei Carabinieri della Stazione di Crispiano che coadiuvati da quelli dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Massafra riescono a rintracciarlo e ad arrestarlo.

Dopo la rapina si era allontanato facendo perdere le proprie tracce. Nel corso delle ricerche è stato intercettato a bordo di una autovettura e bloccato dopo un breve inseguimento. Ora è in attesa del processo ai domiciliari.

Giampiero Laera

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Bisceglie, arrestati i responsabili del pestaggio al 16enne di Trani

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BISCEGLIE (BT) – Arrestati sette ragazzi del posto ritenuti responsabili del brutale pestaggio di un sedicenne di Trani avvenuto nella centralissima piazza Vittorio Emanuele la sera dello scorso 2 giugno.

A eseguire l’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Trani sono stati i carabinieri della Tenenza di Bisceglie che hanno posto agli arresti domiciliari i 7 giovani che rispondono alle seguenti iniziali e data di nascita: D.P.A. (classe 1987), R.M. (classe 1999), B.N. (classe 1999), D.P. F. (classe 2001), T.M. (classe 2001), G. B. (classe 2001) e M.S. (classe 2001).

Le risultanze delle serrate indagini portate avanti dagli uomini dell’Arma sono state integralmente condivise dalla Procura della Repubblica di Trani, e poi dal Giudice per le indagini preliminari, sicché gli arrestati sono tutti accusati, in concorso con altri sette minorenni, di minacce gravi e lesioni gravi pluriaggravate.

La feroce e immotivata aggressione è avvenuta per futili motivi alle ore 22:00 circa, allorquando in quattordici hanno selvaggiamente picchiato il sedicenne tranese, ponendolo in pericolo di vita e lasciandolo ferito ed esanime. Gli altri tre amici minorenni dell’aggredito nulla hanno potuto fare per difenderlo dalla violenza del “branco”.

La giovane vittima è stata colpita con calci (anche in testa) e pugni, persino con l’uso di noccoliere metalliche, e l’inumana violenza non è cessata nemmeno quando il malcapitato era a terra, ormai privo di sensi. Gli aggressori sono poi scappati in ordine sparso per le vie del centro, non appena udivano le sirene delle forze dell’ordine immediatamente accorse, su segnalazione di un amico della vittima.

Il sedicenne tranese è stato quindi subito soccorso dai Carabinieri e dell’ambulanza del 118, che lo ha trasportato prima all’ospedale di Bisceglie e poi al nosocomio di Andria, ove giungeva in “codice rosso”, ossia in imminente pericolo di vita.

I militari operanti, grazie alle immagini di videosorveglianza (che però non hanno ripreso direttamente l’aggressione), e soprattutto attraverso le informazioni rese dagli amici del sedicenne aggredito e da lui stesso, sono giunti ad individuare con certezza gli odierni indagati.

Nonostante l’aggressione sia avvenuta nella principale piazza cittadina, sempre molto frequentata, a parte i suoi tre amici, nessuno ha difeso il ragazzo e nessuno si è fatto avanti per collaborare alle indagini.

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