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Cultura e Spettacoli

L’arte della scultura. Auguste Rodin, il Pigmalione del secolo

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Il grande poeta Ovidio come tutti sanno, tra le varie opere ne scrisse una particolarmente significativa e ricca di motivi: le Metamorfosi dove vengono narrate e tramandate ai posteri decine di vicende amorose o altri fatti, tutti attinenti però il particolare che uno dei soggetti per volere di qualche divinità o per altre ragioni, poteva venir trasformato in un essere diverso: Apollo per esempio si invaghisce di Dafne che viene trasformata in pianta di alloro perché la dea rifiuta le sue attenzioni oppure Leda che cede alle lusinghe di Giove che si trasforma in cigno oppure Narciso che vedendo la sua immagine riflessa nello stagno se ne innamora credendola di un altro essere…. Il tema che qui ci occupa fa parte del patrimonio letterario occidentale da sempre: infinite sono le trattazioni e riadattamenti sul tema: stiamo parlando della vicenda incredibile di Pigmalione: oggi tra più noti è la splendida commedia di G.B. Shaw intitolata appunto: Pigmalione.

Chi era dunque secondo Ovidio, questo personaggio?

Uno scultore dell’antica Grecia: un giorno terminò una scultura di donna in grandezza naturale e il poeta ci tiene a menzionare il particolare: in avorio: una impresa quasi fuori del comune data la rarità del materiale anche a quell’epoca, anzi ancora di più. Finita l’opera l’artista si avvede che la scultura uscita dallo scalpello supera ogni aspettativa: è bellissima, perfino affascinante: poco a poco l’avorio agli occhi dell’artista inizia ad animarsi, ad assumere le sembianze di una donna vera, stupefacente e incantevole.

Auguste Rodin e i suoi amati modelli ciociari

Abbandoniamo Ovidio e presentiamo lo scultore considerato il massimo dell’Ottocento-Novecento europeo, Auguste Rodin e i suoi amati modelli ciociari. Far vivere la materia, dar vita vera ad un oggetto e ad un essere vivente, è il grande segreto di ogni forma d’arte, dono rarissimo, solo degli eletti: l’artista è grande e destinato ai posteri quando sa infondere vita e anima al suo soggetto. Rodin aveva questa qualità. Si osservi la ‘Donna accovacciata’, una posizione apparentemente banale eppure la si osservi: la posizione delle labbra, la conformazione del viso, l’espressione, la posizione delle due braccia, la nudità intima esposta naturalmente e semplicemente, senza infingimenti o artificio, come in una scultura dell’antica Grecia: essa è viva e palpitante davanti a noi. L’artista ne realizzò molti esemplari e in diverse dimensioni: tanto diffuso fu ed è l’innamoramento dell’osservatore, oggi come allora. La stessa emozione di Narciso che viene ammaliato dalla sua immagine riflessa, sperimentiamo al cospetto di ‘Eva’: si immagini lo scultore nel suo studio, circondato dai suoi allievi, che modella un blocco informe di creta: davanti a lui sulla pedana si leva la modella: una ragazza di circa diciotto anni, nuda, membra formose e sode, dal corpo perfetto, capigliatura corvina, piedi e mani –incredibile- di una dea classica: l’artista è ammaliato e incantato, rapito da quel fiore della natura in posa davanti a lui e le sue mani affondano avidamente e quasi con concupiscenza nella creta e comincia a dar forma: le sedute si succedono e l’ansia e l’ardore, la bramosia quasi dell’artista raggiungono momenti spasmodici: quanto esce dalle sue mani, come per Narciso, lo coinvolge e ammalia, sempre e sempre più mano a mano che la creta morta diventa viva: fino a quando dopo qualche settimana di lavoro convulso, si avvede che la modella come la Dafne di Apollo, inizia a modificare il proprio corpo: una nuova vita ha iniziato a palpitare in lei: l’artista abbandona la scultura, rinuncia perché la sua donna gli sta sfuggendo e tradendo: il corpo della sua Eva sta degenerando e pervertendosi e trasformandosi: l’opera è compiuta pur se non ultimata : la modella è incinta!

Un giorno della fine del 1870 un uomo barbuto, abiti consunti e laceri, sporco, sicuramente non profumato, bussa allo studio dello scultore, sapendo che ingaggiava modelli: a questa visione, l’artista ha un sobbalzo: ecco il mio uomo! Rodin lo assume, stabiliscono il prezzo delle sedute e inizia il rapporto. Era parecchio tempo che l’artista aveva in mente un personaggio per il quale non era riuscito ancora a trovare colui che doveva impersonarlo. Ora lo ha davanti a lui: iniziano le sedute, frenetiche, appassionate: l’artista è quasi travolto dalla sua stessa ansia nel costatare che il modello in posa davanti a lui nella sua nudità è perfino superiore alle sue aspettative fisiche, a quanto immaginava. Sotto le sue dita instancabili e magistrali la creta prende forma e visibilità: quella barba sporca e ruvida, quei capelli arruffati, assumono la perfezione di una filigrana sotto il cesello magistrale e innamorato dell’artista: il volto, quel braccio teso, quelle mani e soprattutto quelle dita parlano: è ‘San Giovanni Battista’, Pigmalione-Rodin quasi un miracolo, ha infuso vita e coscienza nella creta, ha trasformato una sostanza morta in un essere vivente! La povera e umile creatura di Gallinaro ha assunto il sembiante e la esistenza del Battista! Il Battista è la personificazione del modello! L’Ovidio dei nostri giorni ne farebbe un campione da immortalare.

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Cultura e Spettacoli

Velletri, tutti pazzi per il vino con “Tutti giù in cantina”

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VELLETRI (RM) – “Tutti giù in cantina – Festival della Cultura del Vino” si è concluso domenica 23 giugno dopo tre giorni di eventi, presentazioni, degustazioni, tanti vini da ogni parte d’Italia e dalla Georgia (Paese straniero ospite di questa edizione) e soprattutto in un’atmosfera di festa e di apprezzamento unanime. Tantissime le persone, molte da Roma e dal territorio circostante, che hanno animato con la loro presenza la splendida sede CREA Viticoltura Enologia di Velletri, attirate dal grande banco d’assaggio con circa 300 vini in rotazione e da personaggi come Luigi Moio e Riccardo Ricci Curbastro. I contenuti infatti continuano ad essere una delle chiavi del successo della manifestazione organizzata dall’Associazione “Idee in fermento” e dal CREA Viticoltura Enologia, con il sostegno importante del Comune di Velletri e di una serie di sponsor privati che credono nelle potenzialità di un evento capace come pochi altri di richiamare a Velletri così tante persone interessate e preparate.

Sì perché questo è un altro degli aspetti che sono saltati agli occhi ancora una volta, centinaia di visitatori e nessun problema, tutti attratti da un’offerta di alto livello e in un contesto ricco di storia e fascino ma anche ordinato, tranquillo, piacevole.

L’apertura ufficiale, venerdì 21 giugno, ha visto la partecipazione del Primo Consigliere dell’Ambasciata di Georgia a Roma Sofia Kartsivadze, accolta dell’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati, dal sindaco di Velletri Orlando Pocci e dal direttore del CREA Viticoltura Enologia Riccardo Velasco. Conclusa la parte istituzionale si è dato il via al grande banco d’assaggio, gestito dai sommelier della Fisar Roma e Castelli Romani e attivo per tutti e tre i giorni, e alla degustazione di vini georgiani guidata da Antonio Mazzitelli, relatore Fisar. A seguire Luigi Moio, enologo e docente universitario oltre che vicepresidente OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino) ha presentato il suo libro, un best seller per gli appassionati di degustazione, “Il respiro del vino”. In chiusura di serata invece Riccardo Ricci Curbastro, diciotto generazioni di produttori di vino in Franciacorta ma anche presidente Federdoc, ha guidato personalmente una degustazione delle migliori etichette dell’azienda di famiglia.

Sabato 22 giugno la manifestazione si è aperta con la “passeggiata scientifica in vigna” a cura dei ricercatori del CREA Viticoltura Enologia, seguita dall’intervento di Mario Mineo – archeologo, direttore coordinatore del Museo delle Civiltà e Museo della Preistoria e etnografia Luigi Pigorini di Roma – dal titolo “Coltivare la vite 8000 anni fa”. Poi ancora grandi vini, con la degustazione guidata “Omina Romana: la grande verticale!” condotta da Paolo Pietromarchi – ricercatore, docente universitario e relatore Fisar – con Paula Pachecho e Simone Sarnà, agronoma ed enologo della prestigiosa azienda con sede a Velletri. Infine musica di classe con il “SJC Live Set”, il concerto live di Sara Jane Ceccarelli accompagnata alla chitarra da Lorenzo De Angelis, e abbinamento per intenditori con l’evento “Sigari & Vino” guidato da Fabrizio Ercolani, relatore Fisar, in collaborazione con Moderno Opificio del Sigaro Italiano.

L’ultima giornata si è aperta con il lancio dell’edizione 2020 tramite il concorso “Dall’Uva al Vino”, ovvero la Premiazione del miglior disegno realizzato dagli alunni delle scuole primarie di Velletri che sarà utilizzato come copertina dei ticket del prossimo anno. Quest’anno a vincere – secondo la Giuria d’eccezione presieduta dal Maestro pittore Giorgio Giacinto Corona – è stato Leonardo Capretti, della quinta B della Scuola Primaria Casale, con un disegno dedicato a tutti i lavori che riguardano la produzione del vino, dalla vigna alla cantina appunto. Premio speciale a Federico Pelacci (quinta A della Scuola Primaria Fontana della Rosa) e già vincitore della scorsa edizione, ma ovviamente un ringraziamento sentito è andato a tutte le scuole che hanno partecipato, ovvero l’Istituto Comprensivo “Velletri Nord” con le scuole primarie Fontana della Rosa, Casale e Colonnella; e l’Istituto Comprensivo “Gino Felci” con le scuole Novelli e Mariani. Nel pomeriggio protagonisti lo spazio verde, il parco e l’orto botanico del CREA con gli interventi di Romina Vettese “La multifunzionalità dei vimini, dai cesti al trasporto e al packaging dei nostri nonni”, poi è stata la volta della visita guidata “Le piante raccontano” a cura di Renato Pavia, che ha dato anche una splendida dimostrazione pratica dell’arte dell’innesto, e Fiorella Capozzi. Infine “…su un mare colore del vino…”, viaggio enoico sulle rotte del vino con Stefano Del Lungo, ricercatore archeologo del CNR, e “Il vino fa buon sangue”, incontro con Luciano Rutigliano, Presidente AVIS Comunale Velletri. Nel frattempo alcune artigiane di Giulianello e Velletri hanno dato vita alla produzione-esibizione di pasta fatta a mano, “cellitti” per la precisione, prima di lasciare spazio all’asta di beneficienza in favore dell’associazione “Impariamo ad imparare” e all’ultimo appuntamento in terrazza, dedicato all’abbinamento essenze e vini, un viaggio sensoriale condotto da Andrea Ciafrocca.

“Tutti giù in cantina” si conferma insomma un concentrato di buoni contenuti, tanta voglia di fare e una grande passione che coinvolge decine di persone nell’organizzazione. A breve sul sito www.ideeinfermento.it saranno pubblicate tutte le immagini, foto e video, della manifestazione insieme agli ulteriori ringraziamenti alle cantine che da tutta Italia continuano a dare il loro supporto con grandissimi vini. “Ora bisogna rimettere tutto a posto, poi un po’ di riposo – confermano dall’Associazione Idee in fermento – e da settembre si comincerà a pensare all’edizione 2020, migliorando qualche dettaglio che non ci è piaciuto e aumentando ancora il livello già alto dei contenuti dell’evento in collaborazione con i partner privati e le istituzioni che, per fortuna, ci stanno dimostrando fiducia. D’altronde una manifestazione come questa, forse unica nel suo genere per i Castelli Romani, può avere un ruolo ampio, che vada oltre il semplice approfondimento sul vino, toccando settori come il turismo e l’economia del territorio”.

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Roma, tutto pronto per la XIX Edizione del FormelloLive Free Music Concert

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Tutto pronto per la XIX Edizione del FormelloLive Free Music Concert che si terrà domenica 7 Luglio a partire dalle 17. Nato nel 2001 e portato avanti ogni anno dalla passione per la musica di un gruppo di amici, il FormelloLive è un lungo concerto che comincia nel pomeriggio e prosegue fino a notte.

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Monte Compatri, fino al 22 giugno si tiene Jémbe, manifestazione di teatro ed educazione artistica ai Castelli Romani

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Giunta alla sua terza edizione, Jémbe (iembé) – dal dialetto monticiano: riempire – è una manifestazione di teatro ed educazione artistica iniziata lunedì 17 giugno a Monte Compatri (RM), nell’area dei Castelli Romani, e che proseguirà fino a sabato 22 giugno. Lo scopo è quello di favorire lo scambio internazionale di giovani provenienti da tutta Europa, un’ambizione condivisa da vari gruppi e professionisti di teatro sociale europei che, dopo anni di collaborazione, hanno voluto creare un evento annuale dove incontrarsi.

Venerdì 17 giugno è prevista la conferenza internazionale “Sopravvivenze culturali” tenuta da Jordi Forcadas.

L’associazione culturale Iustumò (Monte Compatri, Italia) e MODO – Circus with Purpose (Peterhead, Scozia) hanno dato vita a Jémbe nel giugno 2017, partendo da un concetto base: la necessità di creare occasioni d’incontro per giovani appartenenti a culture e linguaggi diversi.

Per una settimana, i ragazzi di età compresa tra i 7 ed i 18 anni provenienti da vari comuni dei Castelli Romani e oltre si mescolano a una decina di adolescenti provenienti dalle periferie scozzesi, più precisamente dall’Aberdeenshire. Durante la settimana, grazie al supporto di docenti italiani e internazionali, si tengono laboratori di Commedia dell’Arte, percussioni, teatro in inglese, circo, trampoli, clown, fuoco e bandiere, tutti con lo scopo di creare un evento finale itinerante che parte dal cuore del centro storico di Monte Compatri e arriva nel suo punto più frequentato e più caratteristico: la passeggiata.

Favorire incontri internazionali stimola l’apertura culturale, permette a giovani che vivono le varie periferie europee di confrontarsi, di comunicare, di stabilire legami di amicizia attraverso l’ausilio dell’arte: ecco perché il progetto non mira a coinvolgere le grandi realtà cittadine ma si rivolge ad aree con bassa concentrazione sociale. Offrire l’opportunità di vivere quest’esperienza a chi potrebbe non averne l’occasione altrimenti e l’obbiettivo che unisce lo staff plurinazionale di Jémbe. 

L´edizione 2019 di Jémbe, progettata dalla cooperativa di professionisti dell’educazione Doc Educational nella persona di Alberto Ferraro, direttore artistico del festival, è arricchita da quattro spettacoli e una conferenza dibattito aperta ai professionisti del settore ed al pubblico in generale presieduta da Jordi Forcadas, uno dei massimi esperti del Teatro dell´Oppresso. Dopo la grandissima partecipazione delle due scorse edizioni, il Comune di Monte Compatri, che dà il patrocinio all´evento, si prepara a un’audience e un flusso di partecipazione eccezionali.

Jémbe mira a diventare un punto di incontro internazionale di educazione teatrale, un progetto dedicato al teatro fatto da giovani, per dimostrare l’impatto formativo che quest’ultimo può avere. Gli spettacoli, infatti, sono gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza, con l’obbiettivo di far vivere e riempire le piazze e le strade di Monte Compatri di giovani, di arte e di vita.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI SERALI DEL 21 E 22 GIUGNO

Tutti gli eventi si terranno all’aperto, tra la passeggiata e il belvedere, tranne la conferenza del 21 giugno che si terrà al Tinello Borghese.

Venerdi 21 giugno, ore 17.00 – SOPRAVVIVENZE CULTURALI

Conferenza Internazionale tenuta da Jordi Forcadas: Il Teatro dell’Oppresso come strumento di analisi sociale e ruolo  del teatro e delle arti come mezzi di impatto ed educazione nei contesti ad alto rischio e dispersione sociale. Interverranno il Dott. Paolo Buonaiuto, vice preside dell´Ist. Alberghiero Vittorio Veneto di Scampia, regista, docente e formatore teatrale, Martin Danziger, regista e direttore di Modo Circus with purpose,  Alberto Ferraro, regista e formatore, presidente dell´Ass. Culturale Iustumò. Relatrice e traduttrice: Anita Feher, Iustumò, Italia.

Venerdì 21 giugno, ore 20.00 – LIBERTÉ, ÉGALITÉ, ABSURDITÉ

Spettacolo in francese con qualche stravaganza in lingua napoletana. Collage di alcuni testi del teatro dell’assurdo francese (Jonesco, Tardieu, Cros) legati insieme da un gioco di teatro nel teatro. Dalla compagnia teatrale Le Gagagas di Scampia, Napoli.

Sabato 22 giugno alle ore 18.00 –PARATA DI CHIUSURA

Parata di chiusura itinerante con tutt’i partecipanti che percorrerà il paese, da Piazza Manfredo Fanti alla passeggiata (Viale Busnago), passando per il Belvedere (piazza della Repubblica).

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