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Latina, aeroporto e spazi enormi abbandonati. Valiani (Ugl Lazio): “Puntare su sviluppo e lavoro”

“La crisi del trasporto aereo nazionale e dell’aviazione più in generale, dovuta a diversi fattori sia endogeni che esogeni al settore stesso, si è accentuata a causa della pandemia da virus Covid-19. In attesa di una vera riforma del settore chiesta da molto tempo dagli operatori del settore e dai sindacati di categoria, occorre ripartire dal rispetto dalle regole attuali e implementandone nuove per limitare la concorrenza sleale di alcuni vettori low cost”. E’ quanto afferma Armando Valiani segretario della UGL Lazio.

“Questa emorragia va gestita con sostegni istituzionali e risorse economiche, pianificando, progettando e sviluppando un rilancio forte e strutturale sia a livello nazionale che regionale. In questo contesto, l’aeroporto di Latina e gli enormi spazi limitrofi abbandonati, potrebbero contribuire a rafforzare il settore sia civile che militare, attraverso lo sviluppo di nuove attività”.

L’aeroporto di Latina, inaugurato il 28 marzo del 1938, è intitolato alla memoria del Capitano Pilota Enrico Comani, Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico di cui ne prende appunto il nome. E’ dotato di pista in asfalto lunga 1700 metri e larga 40. “Per l’attuale utilizzo, prosegue il segretario potrebbe essere considerato un nuovo hub, dopo gli aeroporti internazionali di Fiumicino e Ciampino, volano per l’economia e il prestigio della nostra Regione”. Attualmente l’aeroporto di Latina è sede del 70° Stormo “ Giulio Cesare Graziani” dell’Aeronautica Militare Italiana e di altri concessionari d’area tra i quali il 118 con il servizio di eliambulanza,l’Aero Club ecc. L’aeroporto è vicino a Latina Scalo, distante circa 10 km dal centro città e circa 40 km dall’aeroporto di Ciampino.

“Negli ultimi, anni sono stati presentati progetti per la trasformazione dell’aeroporto in civile commerciale per favorire le numerose industrie dell’hinterland (chimico farmaceutiche), dell’Agro Pontino e del turismo del litorale; sarebbe quindi auspicabile cogliere questa ghiotta opportunità
anche in considerazione della sua posizione geografica. Tutto ciò dovrebbe stimolare l’imprenditoria nazionale oltre che locale, spiega Valiani, mettendo in campo ulteriori progetti legati al potenziamento dei collegamenti con la rete ferroviaria, del turismo e dell’export realizzando la nascita di piccole compagnie aeree locali, una sorta di aerotaxi, che valorizzerebbero lo splendido territorio pontino come ad esempio le Isole di Ponza e Ventotene ma anche le città di Terracina, Sperlonga, Formia, Gaeta e tante altre località ricche di storia millenaria,di cultura enogastronomica, di centri termali e paesaggi mozzafiato, con un incremento del turismo nazionale e internazionale.

Inoltre, aggiunge, penso alla riqualificazione o realizzazione di nuovi spazi, dove eseguire pratiche di smantellamento avionico relative sia ad aerei che a elicotteri in dismissione o in disuso e, contestualmente, il recupero di parti da ricertificare per essere riutilizzate o addirittura rivendute in differenti mercati internazionali. Mi domando, conclude Valiani, perché non spingerci oltre pensando di creare una vera filiera che potrebbe coinvolgere anche aziende di altri settori come il chimico, della plastica, meccanico, elettronico! Inoltre, si potrebbe dar vita a società di manutenzione e riparazione velivoli e loro componenti, sia essi civili che militari.

Ovviamente, per questa, ma anche per altre attività, l’effetto positivo si tradurrebbe in nuova occupazione sia in ambito aeroportuale sia per l’indotto con risultati eccezionali per il territorio pontino in primis e poi per tutta la nostra regione.