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Cronaca

Latina, “Guerra Criminale Pontina”: parlano due collaboratori di giustizia

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Dopo 11 anni vengono arrestate 4 persone per l’omicidio di Massimiliano Moro

LATINA – La Polizia di Stato di Latina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti 4 soggetti, tutti indagati a vario titolo per la morte di Massimiliano MORO, omicidio commesso a Latina la sera del 25 Gennaio 2010 all’interno della propria abitazione, con una pistola calibro 9.

All’operazione ha altresì partecipato personale della Squadra Mobile della Questura di Pescara e della Polizia Penitenziaria di Roma. 

Le indagini costituiscono l’epilogo di un mirato approfondimento investigativo che i poliziotti della Squadra Mobile di Latina, unitamente al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, stanno conducendo nella Provincia di Latina, anche rispetto alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia.

La presente inchiesta si riconnette alle risultanze emerse nel corso delle indagini condotte all’epoca dai poliziotti, attraverso l’ausilio di intercettazioni e l’analisi di tabulati telefonici, informazioni arricchite dai nuovi riscontri emersi che permettono di ipotizzare come l’omicidio in argomento sia stato commesso con metodo mafioso e per finalità di agevolazione mafiosa.

Il grave delitto si inquadra nella faida scoppiata nel 2010 nella provincia di Latina, fra le famiglie Rom CIARELLI-DI SILVIO, da un lato, e gruppi non Rom facenti capo a 2 soggetti, dall’altro, tra cui la vittima, volta ad ottenere il controllo delle attività criminali del territorio pontino.

Nell’ambito di tale faida, denominata cosiddetta Guerra Criminale Pontina, l’omicidio del Moro ha costituito il punto centrale di una serie di condotte criminali che, prima o dopo di esso, hanno determinato l’affermarsi sul territorio pontino di clan familiari caratterizzati dalla capacità di porre in atto un potere di intimidazione tipico delle organizzazioni mafiose.

In particolare, l’omicidio del Moro è stato deliberato dal sodalizio criminale facente capo alle famiglie CIARELLI e DI SILVIO (di origini rom) come una delle risposte al tentato omicidio del proprio elemento apicale Carmine CIARELLI.

Proprio l’agguato subito da quest’ultimo, la mattina del 25 gennaio 2010, ha segnato l’avvio di un nuovo e più forte sodalizio fra le due famiglie, che determinava un’immediata e spietata risposta criminale, al fine di riaffermare il proprio potere a scapito di quelle forze contrarie che avevano deciso di minarlo con un atto così eclatante.

L’omicidio del Moro è solo uno dei più gravi tasselli della risposta del sodalizio CIARELLI-DI SILVIO, comprendente anche l’altrettanto immediato omicidio di Fabio Buonamano ed il tentato omicidio di Fabrizio Marchetto, avvenuto circa un mese dopo, in data 06.03.2010, e formalmente diretto a vendicare la pregressa uccisione di DI SILVIO Ferdinando, detto il “bello”, nonché, da ultimo, il tentato omicidio di Gianfranco Fiori, avvenuto in data 06.06.2010, perché ritenuto uno dei materiali esecutori dell’agguato nei confronti di Carmine CIARELLI.

Ebbene, proprio il tentato omicidio del CIARELLI segna il sorgere del sodalizio dell’associazione a delinquere CIARELLI-DI SILVIO, come riconosciuto nella sentenza emessa nel processo cosiddetto Caronte, il cui programma non era solo quello di commettere delitti ma di riaffermare con violenza e minaccia il controllo del territorio a Latina, che è uno degli elementi cardine del potere delle consorterie di stampo mafioso.

Il Moro, peraltro, aveva chiaramente manifestato l’intenzione di ribaltare il potere delle famiglie Rom, sostituendosi alle stesse, e pertanto considerato un vero e proprio nemico del sodalizio.

Infatti, nel corso di una riunione operativa con i propri sodali, aveva deciso di avviare un’azione di forza nei confronti dei CIARELLI, già nel 2007, e a seguito di uno schiaffo ricevuto dallo stesso Carmine CIARELLI nel corso di una lite per un debito non ancora pagato, prese la decisione di uccidere quest’ultimo e si suoi fratelli Ferdinando e Luigi.

L’attentato a Carmine CIARELLI, come detto, fallì ma le famiglie Rom CIARELLI e DI SILVIO furono in grado di ricondurre presto l’agguato subito allo stesso Massimiliano MORO, il quale, secondo gli affiliati del clan Rom, si era anche macchiato della colpa di essersi sfacciatamente recato all’ospedale dove Carmine CIARELLI era stato ricoverato dopo l’agguato, per ostentare falsamente la propria solidarietà ai familiari del ferito.

L’omicidio del Moro, dunque, veniva commesso al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso CIARELLI-DI SILVIO, costituendo il delitto una chiara azione ritorsiva nei confronti della persona che era ritenuta una dei responsabili dell’agguato subito da Carmine CIARELLI, allo scopo di affermare il proprio potere in odine ai traffici illeciti sul territorio di Latina rispetto ai gruppi criminali antagonisti, costituiti da soggetti non di etnia rom.

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Uccise il padre per difendere la madre: il fatto non costituisce reato. Assolto Alex Pompa

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Alex Pompa, 20enne che il 30 Aprile 2020 uccise il padre a coltellate per proteggere la madre nel corso dell’ennesima lite in famiglia, è stato assolto. Secondo la sentenza pronunciata dalla corte di Assise di Torino, infatti, il fatto non costituisce reato. L’omicidio, per il quale era stata chiesta una condanna di 14 anni, era avvenuto a Collegno (nel Torinese). 

L’omicidio avvenne il 30 aprile 2020 nella casa di famiglia a Collegno. Alex intervenne nel violento litigio fra i genitori e colpì il padre con 34 fendenti usando sei diversi coltelli da cucina. La vittima, Giuseppe Pompa, operaio di 52 anni, al processo è stata descritta come irascibile, aggressiva, molesta e ossessionante. I familiari avevano cominciato a registrare di nascosto le sue frequenti sfuriate. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Claudio Strata, ha sempre sostenuto la tesi della legittima difesa.

Pm: “Costretto a chiedere una condanna” – Il pm Alessandro Aghemo aveva chiesto la condanna a 14 anni di carcere e invitato i giudici a interpellare la Corte Costituzionale per una questione legata all’impossibilita’ di concedere la prevalenza delle attenuanti rispetto all’aggravante del vincolo di parentela. Secondo il magistrato si trattò di un omicidio volontario in piena regola perché in quel frangente “non c’era una vera situazione di pericolo”: un’impostazione che Strata nel corso della sua arringa ha definito “inaccettabile” ricordando che nel 2018 il fratello dell’imputato, Loris Pompa, in un messaggio scrisse, riferendosi al padre, “prima o poi ci ammazza tutti”. 

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Super Green Pass, via libera dal Cdm: ecco cosa cambia

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Obbligatorio dal 6 dicembre anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale

Il Consiglio dei ministri, ha dato il via libera al decreto che rafforza le misure anti Covid con il Super Green pass. Il provvedimento è stato varato all’unanimità.

Sarà valido dal 6 dicembre al 15 gennaio, ma le misure potranno essere poi prorogate.

Il green pass “base” sarà obbligatorio dal 6 dicembre anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale: lo spiegano fonti di governo al termine del Cdm che ha approvato il nuovo decreto con la stretta anti-Covid. Restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi

LA CONFERENZA STAMPA -“La situazione è sotto controllo, siamo nella situazione migliore in Europa grazie alla campagna vaccinale che è stata un successo notevole”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa che ha ringraziato gli italiani per l’adesione alla campagna vaccinale.  “I nostri ricordi vanno ai morti, alla caduta dell’8% dell’economia, vanno alle attività chiuse, ai ragazzi in dad e non sono stati bene, alcuni di loro stanno ancora soffrendo, e soprattutto i ricordi della povertà. Quest’anno gli italiani hanno reagito, ora vogliamo conservare questa normalità, non vogliamo rischi“. La situazione dell’andamento epidemiologico “all’esterno dell’Italia è molto grave anche in paesi a noi confinanti. E vediamo anche un lieve ma costante peggioramento” anche da noi. E questo “nonostante non siamo ancora nella pienezza dell’inverno” ma questo perchè “la copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi in questo periodo” ha detto il premier Mario Draghi. Il premier lancia anche un appello ad evitare dure contrapposizioni. “E’ importante non sottovalutare le diversità di comportamenti, di vedute, nè sottovalutare né criminalizzare ma cercare di continuare sulla strada, cercando di convincere, non credo ci siano alternative”. Il presidente del consiglio annuncia anche di aver fatto la terza dose. 

I VACCINI – Il ministro Speranza annuncia asostanziali novità per i vaccini.”Nel decreto ci sono 4 ambiti affrontati: l’obbligo che è già vigente per alcune categorie e lo estendiamo a ulteriore categorie: al personale non sanitario che lavora nel resto del comparto salute, alle forze dell’ordine e ai militari, e a tutto il personale scolastico. L’estensione dell’obbligo interesserà anche la terza dose”. “Da oggi è possibile avere il richiamo a 5 mesi e ci apprestiamo a una ulteriore modifica: dal 1 dicembre allargheremo la platea anagrafica della dose di richiamo. Dal  1 dicembre sarà possibile la dose richiamo sopra i 18 anni” dice il ministro Speranza che annuncia che la campagna vaccinale ha superato i 94 milioni di dosi inoculate: ‘Un risultato straordinario’. “Sul vaccino per i bambini aspettiamo l’Ema” dice il premier Draghi e Speranza chiarisce i passaggi: “Il primo è l’approvazione di Ema del vaccino Pfizer per i bambini nella dose ridotta. Già nella giornata di domani o entro questa settimana. Poi Aifa si pronuncerà con un parere allineato a Ema e poi aspettiamo la consegna di Pfizer delle dosi pediatriche, e ciò nella terza decade di dicembre. Nel frattempo faremo una campagna di comunicazione e credo che l’indicazione che daremo sarà di ascolare i pediatri e i medici”

I CONTROLLI – “La convinzione del Cdm è stata che i controlli sono una parte fondamentale: di questo è stata investita la ministra dell’Interno, le forze dell’ordine saranno mobilitate in modo totale. C’è la sensazione che questi controlli vadano rafforzati, c’è tutta una aneddotica sui mancati controlli, bisogna potenziarli. Tutte le forze di sicurezza, i vigili urbani, saranno impiegati con un impianto diverso dal passato”. Così il premier Mario Draghi in una conferenza stampa. 

IL NATALE – “Spero che questo sia un Natale normale. Per i vaccinati spero sia un Natale normale”. Lo ha detto il premier Mario Draghi concludendo la conferenza stampa spiegando che se si mettono restrizioni, se prosegue la campagna vaccinale è perchè “un Natale normale è quello che vogliamo riconquistare per tutti”. “Sullo stato di emergenza non mi azzardo a dire niente a un mese dalla scadenza, sennò Cassese mi sgrida, valuteremo la situazione man mano che si presenterà” precisa il premier. “Ma a noi cosa interessa? Prolungare l’emergenza o avere a disposizione tutta la struttura di mobilitzione sanitaria che ci ha permesso sinora di combattere l’epidemia? Credo che la risposta sia la seconda”.

LE MISURE -Massima prudenza sulle misure per contenere il contagio, massima attenzione all’economia limitando al massimo la chiusura delle attività economiche. E’ la linea che è emersa dalla cabina di regia del governo presieduta dal premier Mario Draghi. Il premier ha spiegato la ratio dell’introduzione del Super Green pass, con una stretta che va a colpire i non vaccinati.  Intervenire subito e prepararsi per tempo al Natale ha inoltre l’obiettivo – spiegano ancora dal governo – di consentire alle attività economiche di programmare i prossimi mesi, senza temere interruzioni che avrebbero un impatto economico sulla ripresa: di qui la scelta di eliminare le chiusure anche in zona gialla o arancione e porre limitazioni solo per i non vaccinati.  Il super green pass dovrebbe valere in zona bianca solo per il periodo delle feste natalizie e dunque per poco più di un mese dal 6 dicembre al 15 gennaio.  In zona gialla e arancione, invece, dovrebbe rimanere anche oltre la fine delle festività.  Arriva l’obbligo di Green pass o tampone anche per accedere ai mezzi del trasporto pubblico locale. Lo si apprende da più fonti governative al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto. L’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”. Il green pass durerà 9 mesi.

Le misure che saranno introdotte dal Governo permetteranno di guardare con più serenità e di vivere in sicurezza la prospettiva dell’inverno e delle vacanze di Natale. Perché sappiamo che chi frequenta i luoghi di divertimento e le piste da sci saranno persone vaccinate e che quindi hanno un grado di sicurezza maggiore”. Lo ha detto il presidente della regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, in un collegamento con RaiNews. “Era assolutamente necessario da parte del Governo un momento di chiarezza – ha aggiunto – che oggi viene fatto rispetto a come affrontare questa nuova stagione invernale”.

Per gli under 12 non ci sarà obbligo di green pass, nemmeno quando arriverà i via libera alla vaccinazione per bambini e ragazzi tra i 5 e gli 11 anni.

L’obbligo di vaccino scatterà anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. E’ l’orientamento che emerge al termine della cabina di regia sul Covid a Palazzo Chigi. L’obbligo, secondo quanto riferiscono diverse fonti, dovrebbe entrare in vigore dal 15 dicembre.

Intanto le Regioni sono in pressing per chiedere misure più stringenti a partire dalle mascherine all’aperto. “L’ipotesi delle mascherine all’aperto – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato – è stata messa dalle Regioni sul tavolo nel confronto con il Governo. È una misura che andrebbe adottata subito in tutta Italia a prescindere dai colori”. “Mascherine anche all’aperto e soprattutto nei luoghi affollati”, aggiunge D’Amato. La misura è stata richiesta in vista delle festività quando assembramenti nelle città sono frequenti anche per lo shopping. 

LE REAZIONI – “Oggi il governo ha preso decisioni importanti e il Pd condivide in toto le decisioni che vanno nella direzione giusta, che mantengono tutto ciò che di positivo è stato fatto e ci permettono di non essere in posizione tragica e di difficoltà come molti altri Paesi. Dobbiamo confermare quelle scelte rigorose e applicarle nella nuova realtà per continuare a essere liberi e a vivere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, intervenendo all’assemblea nazionale dei sindaci riformisti e progressisti, a Roma.

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Sezze Romano, in manette 31enne del posto: prende a coltellate un coetaneo

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Sferrati diversi fendenti verso il corpo della vittima

SEZZE ROMANO (LT) – Arrestato un 31enne (A.D.R.) di Sezze, con precedenti di Polizia, per aver accoltellato un coetaneo con il quale aveva avuto un litigio.

Il fatto è successo ieri sera in una delle piazze della cittadina dove sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Sezze Romano per sedare una lite appurando che un uomo era rimasto gravemente ferito tanto da essere trasferito d’urgenza presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico e dove si trova al momento ricoverato.

Dalla ricostruzione dei fatti i militari hanno potuto accertare che i due avevano avuto un acceso diverbio nei giorni precedenti a seguito del quale nella serata di ieri A.D.R. avrebbe approfittato della presenza della vittima in sosta, da solo, a bordo della propria autovettura per colpirlo.

Le testimonianze raccolte dai militari dell’Arma hanno infatti appurato che questi, dopo aver bloccato l’uomo tenendogli un braccio fermo all’esterno dell’abitacolo, avrebbe sferrato diversi fendenti verso il corpo della vittima e solo la repentina reazione del ferito ha, di fatto, evitato il peggio.

I Carabinieri hanno rintracciato l’aggressore (A.D.R.) e lo hanno arrestato con l’accusa di lesioni e minaccia aggravate. L’uomo espletate le formalità di rito, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale di Latina, in attesa dell’assegnazione di una casa circondariale dove sarà trasferito, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina dr. Valerio De Luca.  

Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti ed approfondimenti volti a chiarire i motivi alla base del gesto.

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